CI PENSA BRUNO VESPA
Da Europa
Diciamo che sono cose che si fanno ma non si dicono. Oppure che si dicono, ma certo non si scrivono. E se poi proprio qualcuno vuole prendere un appunto perché è debole di memoria, che almeno non lo mandi come lettera circolare a centinaia di persone. Giornalisti, poi.
Ma queste sono sottigliezze da vecchi militanti del partito Rai. Lasciamo a un rampante uomo Mediaset piazzato pro tempore ai piani alti di viale Mazzini di fare le sue esperienze romane. E anche la sua brava gaffe col Vaticano.
Pare infatti che Oltretevere non siano stati molto contenti di apprendere che Alessio Gorla – oggi direttore dei palinsesti Rai, solo pochi anni fa capo della propaganda di Forza Italia e poi ambasciatore Mediaset in Sud America – abbia già programmato, messo per iscritto e soprattutto fatto sapere in giro ?n nei minimi dettagli ciò che faranno le reti pubbliche l’infausto giorno che Giovanni Paolo II dovesse lasciarci.
Una questione di delicatezza, non altro. Perché sono anni che la Rai (come tutti gli altri media del mondo) si tiene per così dire “pronta”. Ma mai era successo che sull’argomento si diramasse una circolare, per quanto riservata, con i compiti assegnati a questo e a quello.
Ipocrita quel giro di parole iniziale«relativamente a una ipotetica emergenza estiva riguardante il Vaticano...».
Chissà chi ha partorito la formula, tra i sette che mercoledì 23 giugno erano riuniti nell’ufficio di Gorla. Oltre a lui, Lorenza Lei capostaff di Cattaneo, Del Noce direttore di Raiuno, Mimun direttore del Tg1 col suo vaticanista De Carli, Giuliana Del Bufalo e infine il dirigente Rai responsabile di Porta a porta, Claudio Donat Cattin.
In sostanza, qualora – anche fra anni – si dovesse verificare l’infausto evento, la Rai intera si ridurrebbe a una sola cosa: Raiuno. La notizia – si legge nella circolare – deve essere diffusa dal Tg1 con programmazione a reti uni?cate per le prime due ore». A meno che non capiti in piena notte tra le 2 e le 6 (nel quale caso la prima battuta toccherebbe a Rai News 24), o tra le 6 e l’una di un giorno festivo (parte Rai Vaticano ?nché il Tg1 non è pronto).
Per il resto Mimun la farà da padrone. Sempre e solo Tg1, dalle 13 alle due di notte, compresa la beffa più grave per una testata giornalistica:«La Direzione produzione disporrà che la squadra in servizio per assicurare la messa in onda dei Tg2 normalmente previsti in palinsesto (ore 8/9/10,30) venga spostata rapidamente nello studio del Tg1». Al povero Mazza, dunque, toglieranno anche i cameramen, nelle ore forse più attese nella carriera da qualsiasi direttore. Il Tg3? Neanche citato
La circolare chiude con due adempimenti di rito. Uno lo è davvero (la sospensione per 24 ore di tutti gli spot), l’altro lo è solo nella Rai di oggi. Potendosi fregiare del merito di una famosa telefonata del papa in diretta, indovinate chi avrà lo spazio d’onore di quella infausta giornata? «Già ?n d’ora si decide di realizzare uno speciale Porta a porta in prima serata su Raiuno il primo giorno ». Già ?n d’ora, sia ben chiaro. Capitasse pure tra dieci anni




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