Risposta al ViceMinistro Urso ed alla replica dell'Ambasciata in Italia.
"Minimizzano sul ruolo dell'Italia nella mattanza". Raccolte giÃ_ 40mila firme
sulla petizione Lav.

28 giugno 2004 - "Non risulta che l'economia italiana contribuisca al commercio
delle pelli di cuccioli di foca e, quindi, alla strage che si registra
periodicamente sulle coste canadesi": lo afferma il vice ministro alle
AttivitÃ_ Produttive, Adolfo Urso, dalle pagine del settimanale VanityFair
accennando anche a due direttive europee, 83/129 e 89/370, "che impediscono in
modo categorico l'importazione di tale tipo di pelli", tanto che il settimanale
titola "L'Italia non uccide le foche".
"Le informazioni fornite dal vice ministro Urso sembrano escludere ogni
coinvolgimento dell'Italia nel commercio di pelli di foca: in realtÃ_ non è
così - dichiara la LAV - La Direttiva Europea su tema è una, la 83/129,
modificata dalle direttive 85/444 e 89/370: fissa dal 1° ottobre 1983 il
divieto di importazione di pelli e prodotti da esse derivati di soli cuccioli e
di sole due specie: foca groenlandica "manto bianco" e cristofora crestata
"manto grigio-blu". Il punto della questione è capire cosa si intende per
cuccioli di foca: la legislazione canadese, dove è stata autorizzata la
mattanza di 975.000 cuccioli fino al 2005 e le cui pelli sono importate anche
dall'Italia, consente di uccidere i cuccioli di foca della Groenlandia (dal
manto bianco), non appena questi cominciano a mutare il morbido pelo bianco, a
circa appena 12 giorni di vita! Inoltre - prosegue la LAV - l'Italia svolge un
ruolo di primo piano in questo mercato: negli ultimi tre anni ha importato
prodotti di foca (pellicce, pelli, olio) per un valore complessivo di 8,4
milioni di euro, mentre il valore delle esportazioni ha raggiunto i 16,2
milioni di euro, secondo i dati forniti dal nostro Governo all'Eurostat
Datashop di Berlino".
Inoltre, la LAV ricorda al vice ministro Urso che è solamente dal 21 marzo
scorso, e grazie alle pressioni esercitate dalla LAV, che la Commissione Affari
Esteri della Camera ha approvato la Risoluzione 8-00080 dell'On. Calzolaio e
firmata da deputati di tutti gli schieramenti contro la strage di foche in
Canada. E' solo da allora che il Governo "è impegnato ad adoperarsi al fine di
favorire una riconsiderazione della legislazione nazionale relativa al settore
conciario, con particolare riguardo all'introduzione in Italia di pelli di
cuccioli di foca la cui uccisione è vietata dal Governo canadese e dalle
vigenti disposizioni comunitarie; a promuovere in tutte le sedi internazionali,
e comunitarie iniziative normative dirette a vietare, come in Usa e Belgio,
l'utilizzo di foche o parti di foca per la produzione o il confezionamento di
pelli, pellicce, capi di abbigliamento e articoli di pelletteria, oggetti,
detenzione o commercializzazione, introduzione nel territorio nazionale".
"Attendiamo passi concreti attraverso atti di applicazione della Risoluzione da
parte del vice ministro alle AttivitÃ_ Produttive Adolfo Urso e del Ministro
degli Affari Esteri Franco Frattini - prosegue la LAV - Un'iniziativa analoga
alla Risoluzione approvata dall'Italia è stata promossa anche presso
l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa".
Affinché da questi impegni si arrivi presto a vietare, con atti concreti, ogni
forma di commercio di foche, la LAV in poche settimane ha raccolto 40.000 firme
attraverso una petizione rivolta al nostro Governo e proposta, da oggi, ad ogni
testata giornalistica che accetti di pubblicarla per coinvolgere i suoi lettori.
L'Associazione risponde anche all'Ambasciata del Canada che da settimane sta
diffondendo informazioni errate ai cittadini italiani indignati per il
coinvolgimento dell'Italia nello squallido commercio di pelli e derivati di
foca: l'accusa è rivolta dalla LAV all'ambasciatore in Italia Robert Fowler.
Nonostante le prove documentali raccolte da LAV e IFAW e le testimonianze
oculari di scienziati, veterinari, giornalisti e parlamentari, l'Ambasciata
minimizza gli aspetti crudeli di questa caccia, adducendo false giustificazioni
economiche, sociali ed ecologiche e ignorando gli aspetti illegali di questa
attivitÃ_.

Nel dettaglio, le informazioni rese dall'Ambasciata del Canada e contestate
dalla LAV riguardano i seguenti aspetti:

- (Ambasciata) "è permesso cacciare solo foche svezzate, indipendenti e in
grado di badare a sé stesse".

(LAV) Anche se la legislazione canadese vieta di uccidere i cuccioli di foca
della Groenlandia (dal manto bianco), in realtÃ_ la loro caccia è legale non
appena cominciano a mutare il morbido pelo bianco, a circa appena 12 giorni di
vita. Delle 286.000 foche uccise lo scorso anno il 97% erano cuccioli di etÃ_
compresa tra le 2 e le 12 settimane di vita, preferiti per la morbidezza del
manto e per la facilitÃ_ di cattura. Al momento dell'uccisione, molti cuccioli
non sono ancora stati svezzati. LAV e IFAW hanno assistito al massacro,
illegale, di cuccioli dal pelo ancora bianco, con meno di 12 giorni di vita.

- (Ambasciata) "Per quanto riguarda la definizione tanto discussa di "morte
umanamente accettabile" o meno cruenta possibile, il Canada applica normative
severe per garantire un'uccisione priva di crudeltÃ_ eccessiva o gratuita".

(LAV) In realtÃ_, le Marine Mammal Regulations non sono né severe, né
applicate in modo efficace, quindi non fanno molto per proteggere le foche. Per
esempio, la normativa stabilisce che ogni cacciatore, dopo aver colpito una
foca, deve verificare che l'animale sia morto prima di colpirne un altro:
questo spesso non avviene e ai cacciatori è permesso di ferire a fucilate
numerose foche, per immobilizzarle, prima di verificarne il decesso, il che si
traduce in una lunga e terribile agonia. Dal 1998 l'IFAW ha presentato piÃ? di
660 probabili violazioni delle Marine Mammal Regulations: foche trascinate
ancora coscienti sul ghiaccio con ganci d'acciaio, foche morte e agonizzanti
ammucchiate insieme, la mancata esecuzione del test di riflesso oculare per
verificare la morte della foca, foche scuoiate vive. Fino ad oggi nulla è
stato fatto per impedire queste violazioni. Monitorare tale attivitÃ_ e
reprimere gli abusi è possibile e doveroso.

- (Ambasciata) "Dopo la morte, le foche, come altri animali, spesso sono preda
di spasmi o riflessi incondizionati che vengono erroneamente interpretati come
segni di vita. Dall'aprile 2003 è obbligatorio eseguire il test di riflesso
oculare prima di scuoiarle, per verificare che siano decedute".

(LAV) Nel 2001, un team di veterinari ha esaminato campioni di foche uccise:
nel 42% dei casi i cuccioli erano stati scuoiati vivi e il 79% dei cacciatori
non aveva controllato se l'animale fosse morto prima di scuoiarlo. Nel marzo
2004 gli attivisti di LAV e IFAW autorizzati ad assistere ad alcune battute di
caccia in Canada, hanno visto scuoiare foche ancora vive, uccidere cuccioli dal
manto bianco, cioè con meno di 12 giorni di vita, e foche lasciate agonizzare
per oltre un'ora. Tali illegalitÃ_ sono state documentate e denunciate
pubblicamente, ma nessuna azione legale è stata eseguita nei confronti dei
trasgressori. Raramente il test di riflesso oculare viene eseguito dai
cacciatori e la quasi totale assenza di controlli da parte del Governo non
incoraggia i cacciatori a rispettare la legge.

- (Ambasciata) "Il 90% dei cacciatori che vivono sull'isola di Terranova, fanno
uso esclusivamente di armi da fuoco per la caccia alle foche. Sulle Isole
Maddalena (Golfo di San Lorenzo) e la costa meridionale del Quebec, utilizzano
ancora gli arpioni tradizionali, ma si tratta di armi progettate per uccidere
in modo rapido".

(LAV) Non è esatto. È vero che il 93% dei cacciatori risiede sull'isola di
Terranova, ma molti cacciano nel Golfo del San Lorenzo, dove le armi preferite
per uccidere le foche sono bastoni e hakapik (bastoni appuntiti). Quest'anno,
piÃ? di 90.000 foche sono state uccise nel Golfo del San Lorenzo. Sparare alle
foche è una prassi diffusa soprattutto in altre parti dell'Isola, ma
l'uccisione a bastonate viene praticata anche in queste zone, benché su scala
ridotta. Non si tratta di uccisioni rapide perché numerose testimonianze video
e fotografiche di LAV e IFAW, descrivono foche lasciate agonizzare per lungo
tempo o scuoiate vive in modo del tutto illegale.

- (Ambasciata) "L'aumento della popolazione delle foche ha un effetto negativo
sulle scorte di pesce del Canada, da cui dipende la sopravvivenza di molte
altre specie animali".

(LAV) Il Canadian Department of Fisheries and Oceans non ha mai dichiarato che
la quota di foche della Groenlandia ha a che fare con il "mantenimento di un
certo equilibrio tra foche e pesce". Per il CDFO non ci sono prove riguardo
agli effetti negativi delle foche sulle riserve di pesce e non ci sono prove a
sostegno del fatto che l'uccisione delle foche contribuisca ad aumentare le
riserve di pesce. Appena il 3% dell'alimentazione della foca è composta da
merluzzo atlantico e, soprattutto, la foca si ciba anche di predatori del
merluzzo. Alcuni scienziati temono addirittura che lo sterminio delle foche
possa impedire il recupero delle riserve di pesce nei fondali.

- (Ambasciata) "In alcune regioni a nord del Canada lo sterminio delle foche è
fonte di sostentamento per le piccole comunitÃ_ costiere, in aree con scarse
opportunitÃ_ di lavoro. E continua ad essere tale per circa 12.000 cacciatori e
le loro famiglie. La carne e la pelle di foca sono un'importante fonte di
reddito e alimentazione per i cacciatori autoctoni".

(LAV) Persino sull'isola di Terranova, dove vive il 93% dei cacciatori di
foche, i proventi della caccia alle foche rappresentano meno di un decimo
dell'1% del prodotto interno lordo dell'Isola. Le 12.000 licenze di caccia
risultano in realtÃ_ fittizie perché la maggior parte dei titolari non
esercita la caccia ma rinnova automaticamente il permesso, piÃ? per prassi,
dato che perderebbero il diritto di rinnovo se non viene fatto ogni anno, che
per un reale utilizzo della licenza. Il Governo dell'Isola dichiara 4.000
cacciatori di foche "attivi" ogni anno: meno dell'1% della popolazione locale.
L'Executive Director della Canadian Sealers Association ne conta, invece, 2.500
"attivi"ogni anno sull'Isola. Inoltre, sebbene il Canada sia il maggior
esportatore di pelli grezze e olio di foca, i pescatori ricevono un compenso
irrisorio per la caccia; ad assicurarsi lauti guadagni sono, invece, le aziende
che importano pelli e derivati di foca ed esportano prodotti finiti: un settore
nel quale l'Italia svolge, purtroppo, un ruolo leader.

- (Ambasciata) "I cacciatori devono rimuovere tutta la carcassa, al fine di
garantire l'uso commerciale di tutto l'animale, ed evitare l'uccisione solo per
rimuovere alcune parti dell'animale".

(LAV) È falso. Le Marine Mammal Regulations che disciplinano la caccia alle
foche in Canada stabiliscono chiaramente che i cacciatori devono tirare a riva
la pelle o le carcasse, oppure entrambe. Osservatori indipendenti, LAV e IFAW,
hanno documentato, durante le battute caccia, la tendenza radicata a lasciar
marcire la maggior parte delle carcasse sui banchi di ghiaccio o a gettarle
nell'oceano.

28.06.04