Parto da casa come al solito con largo anticipo, questa volta senza mio figlio per evitare di farlo piangere per 1 ora come le ultime volte. Peccato, e’ sempre bello sbaciucchiarselo prima di partire.
Arrivo in aeroporto che quelli della Emirates stanno ancora dormendo. Saluto mia moglie la quale non entra neanche in aerostazione e vado alle vetrate per vedere un po di aerei, peccato che ce ne siano davvero pochi. Che tristezza. Chissa’ se un giorno avremo anche noi un aeroporto con traffico tipo CDG o FRA. Mah, ne dubito.
Dal momento che non c’e’ un tubo da vedere, mi avvio al banco Emirates che naturalmente e’ ancora chiuso. Fortunatamente dopo 15 minuti, mi fanno cenno che potevo procedere.
Consegno biglietti, passaporto ecc ecc e chiedo se la First era piena. No signore, pochissimi prenotati, da Milano nessuno. Urka, e perche’ cacchio non ho potuto emettere i biglietti in First?
La tipa mi guarda e non sa cosa dire. Mi girano alquanto le palle dal momento che non sto per niente bene. Vabbeh, le dico di darmi il posto prenotato in J, 8B e lei mi risponde che quello era gia’ stato assegnato. Umm, si a me le dico, faccio anche vedere la prenotazione ma non c’e’ niente da fare. Non vado oltre e mi da l’11 B.
Chiedo comunque se potevo fare un upgrading in First ma mi viene risposto che potevo farlo al gate.
Faccio presente che avrei dovuto ritirare il voucher per l’hotel a Shanghai e si, devo ritirarlo al gate.
Ma al check in non si fa piu’ niente? Tutto al gate?
Bene, attendo paziente le carte d’imbarco che naturalmente non escono. La signorina prova e riprova e riprova, dopo piu’ di 10 minuti di tentativi, decide di chiamare il supervisor, il quale arriva 10 minuti dopo. Armeggiano con il computer e dopo altri 10 minuti finalmente escono le carte.
E’ stato sicuramente il check in piu’ lungo della mia vita. Rimango un po stupito dal fatto che il supervisor non mi dica nulla dell’attesa, praticamente come non fosse successo niente. 30 minuti per avere le carte d’imbarco non mi sembrano pochi.
Mi avvio ai controlli dove trovo una discreta coda e subito nella lounge di BA.
Mi godo un po di curve di Valentino Rossi e scendo sotto al B6.
Il bestione e’ gia’ arrivato da Roma, scatto qualche foto ma e’ messo in modo da non essere ben visibile.
Arriva intanto il caposcalo e gli chiedo che diavolo dovevo fare per viaggiare in prima. Gli dico che non sto chiedendo un up gratuito ma che voglio pagare. Sale a bordo e dopo 5 minuti mi spiega che una volta imbarcato, la purser mi avrebbe fatto tutta l’operazione, che nella fattispecie, costava Euro 370.
Ritiro il voucher e mi fumo l’ultima sigaretta, dopodichè inizia l’imbarco.
Salgo a bordo e mi accoglie proprio la capocabina, che, ragazzi, credetemi era una gnocca da panico.
Mi dice di attendere un attimo e mi chiede che posto volessi. Nessuna preferenza, l’unica cosa che fosse un posto senza nessuno accanto.
Faccio un giro in Business e francamente rimango sconcertato. Il pitch e’ ridicolo, fa ridere, la configurazione e’ la solita del 777 2+3+2 ma e’ veramente una cosa inconcepibile. Il sedile in se non e’ male, ma ragazzi, come si fa a spendere certe cifre per una scomodita’ del genere?
Dopo pochi minuti, ritorna e mi chiede di seguirla. L’imbarco e’ ancora in corso ma fa spostare tutti dicendo di andare indietro, un paio di pax addirittura vengono fatti scendere sul finger. Mannaggia che trattamento.
Mi fa vedere il posto e mi chiede la carta di credito.
La prima classe e’ piena per meta’. Mi siedo e subito arriva un’altra bella A/V con alcuni dolcetti.
Passano 30 secondi e ne arriva un’altra con una caffettiera d’oro con un non meglio specificato liquido all’interno, credo fosse caffe’.
Il posto di fianco e’ libero e piazzo tutte le mie cose.
Il pitch e’, per essere in prima classe, come dire, niente di che. Credo che sia inferiore alla Magnifica vecchia, quella nuova mi sembra che abbia piu’ spazio.
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