Risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: L'agnello sacrificale

  1. #1
    Le fondamenta di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    NAPOLI
    Messaggi
    5,374
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito L'agnello sacrificale

    E venne la notte dei lunghi coltelli, della resa dei conti all’interno della maggioranza. Ma è stato sufficiente il sacrificio di Giulio Tremonti per lasciare inalterata la compagine di Governo. Al termine del vertice di questa notte a Palazzo Grazioli, durato circa quattro ore, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha infatti rassegnato le dimissioni. Per la verità sembra si tratti di dimissioni "forzate", giacché sono state richieste dal presidente del Consiglio in persona. L’interim verrà assunto dal premier, anche se gli incarichi sono assegnati dal Presidente della Repubblica. Un colpo di scena che fa seguito ad una settimana particolarmente turbolenta nel corso della quale Alleanza Nazionale ha ripetutamente chiesto una “svolta nella politica economica, pena il disimpegno dal Governo”.

    Chissà, probabilmente la fuoriuscita dall’esecutivo di Alleanza Nazionale, con il suo appoggio esterno, avrebbe semplificato la vita del Governo, libero di svolgere la sua azione di rinnovamento. Invece si resta tutti assieme, non proprio appassionatamente. Un partito incapace di stendere un proprio progetto politico ed economico chiaro, si prende il lusso di spostare la contrapposizione su personalismi ed aut aut del tipo “o lui o noi”. L’unica garanzia è rappresentata dall’interim a Silvio Berlusconi, che dunque avrà pieni poteri sulla politica economica del Paese, dopo i grandi successi conseguiti quando ha ricoperto anche il ruolo di ministro degli Esteri. Ora toccherà a Silvio Berlusconi “imporre” quell’insieme di riforme che sono destinate a cambiare il sistema fiscale del nostro Paese. Si gioca la sua credibilità politica e deve essere disposto anche a mettere in discussione la sopravvivenza dell’esecutivo pur di dare concreta realizzazione a quel progetto. Deve tenere sempre a mente le sue recenti affermazioni: “è l’unico in grado di tenere unita la CdL”; “una bocciatura del piano di governo significherà elezioni anticipate, ovvero Paese in mano all’opposizione, a questo centrosinistra”. E francamente riteniamo molto più onorevole tornare all’opposizione, ognuno per proprio conto, all’ipotesi di logorarsi ulteriormente in due anni di comune governo.

    Paradossalmente il comportamento più responsabile è stato tenuto dal partito che sulla carta è ritenuto quello più inaffidabile e rissoso del centrodestra, la Lega Nord. I leghisti non chiedono altro che il rispetto del Patto di governo, più volte rinviato e impantanatosi nella palude voluta da AN e UdC, ma sono gli unici che si sono fatti carico degli interessi del popolo italiano anteponendoli a quelli individuali. Noi, con loro, chiediamo quella politica e quelle riforme che tutti i partiti della maggioranza si sono impegnati a realizzare e che ora, alcuni, sembrano disconoscere.
    Paolo Carotenuto
    http://www.legnostorto.com/node.php?id=17617

  2. #2
    Le fondamenta di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    NAPOLI
    Messaggi
    5,374
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito TREMONTI

    Mandato da Gianni Pardo Sabato, 03 luglio 2004, 17:55 uur.
    L’unica tentazione sensata, nel diluvio di commenti a seguito delle “dimissioni” di Giulio Tremonti, è quella di non aggiungerne altri. Wittgenstein diceva che “su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere”. Rimane soltanto il dovere di mostrare perché non se ne può dir molto.
    Potrebbe darsi che la politica economica suggerita – o imposta – da Tremonti fosse la migliore, potrebbe darsi che fosse pessima. Ma chi può dirlo, senza essere un serio economista, e per giunta un economista che ha in mano tutti i dati concreti del problema? Tutti i commentatori, da questo punto di vista, parlano a vanvera.
    Una politica economica che, sulla carta, è perfetta (o sbagliata) in concreto dà dei risultati non sempre prevedibili. Sicché le due antinomie divengono quattro: si va da una politica intelligente che dà risultati cattivi ad una politica sbagliata che dà risultati positivi. E questo non s’è avuto il tempo di vederlo.

    La politica economica di Tremonti tuttavia è stata attuata già per tre anni, sicché si potrebbe giudicarlo almeno su di essa. Nemmeno questo è possibile. La situazione è rimasta stazionaria. In una congiuntura internazionale chiaramente sfavorevole, e in un’Italia inserita in un contesto europeo che ne limita i movimenti e le decisioni, chi può dire se Tremonti ha fatto il miracolo d’evitare il tracollo (e gli sbilanci francesi e tedeschi) o se non è stato capace di rilanciare, come altri avrebbe saputo fare, l’economia italiana?
    I suoi stessi critici non aiutano a risolvere i dubbi. Che vuol dire, come afferma Fini, che è necessaria “una svolta”? Le svolte servono ad evitare montagne o precipizi, ci sono svolte a destra e svolte a sinistra. Quali montagne, quali precipizi si profilano, oggi, che genere di svolta bisogna fare? Fini non l’ha detto. E se lui non lo dice, i cittadini non possono certo sapere a che cosa pensa.

    Infine rimane il problema del programma di governo. Tremonti e Berlusconi sembravano risoluti a dargli attuazione, in ossequio alle promesse elettorali. I partiti alleati – salvo la Lega per quanto riguarda il federalismo – in questo campo sono divenuti peggio che tiepidi. Ed ora sembrano aver vinto. Che ne sarà, di quelle promesse? E se non saranno mantenute, chi ne pagherà lo scotto? Come potrà Berlusconi presentarsi di nuovo agli elettori, nel 2006, dicendo “Se non ho mantenuto ciò che ho promesso non è colpa mia, è colpa di questi alleati che siedono accanto a me”?
    Nella recente vicenda, è giustificato il sospetto che ci sia un fattore umano. Tremonti sembra sia stato irritante. Tutti i suoi colleghi di governo si sono spesso lamentati della scarsa collegialità e d’essere stati posti troppe volte di fronte a provvedimenti da controfirmare e basta. In questo il superministro potrebbe avere sbagliato. Il grande medico non è solo bravo a combattere la malattia. Il bravo medico ha anche il tocco umano necessario per spiegare al malato di che cosa soffre e per dargli l’impressione che partecipa alla scelta della terapia. In questo Tremonti, sicuro della propria intelligenza e della propria competenza, che gli fa dare dell’ignorante d’economia a chiunque incontri, forse ha ripetutamente peccato. Si è fatto inutilmente dei nemici e questi hanno pazientemente aspettato che fosse possibile presentargli il conto. Purtroppo, ammesso che questa spiegazione sia vera, rimane il problema: Tremonti aveva ragione o torto? Perché all’Italia non importa nulla dei problemi personali della compagine di governo, importa della propria prosperità.
    È dunque azzardato e demenziale voler predire il futuro. A volte non siamo capaci neanche di capire il passato.

    Giannipardo@libero.it, 3 luglio 2004

    http://www.legnostorto.com/node.php?id=17628


  3. #3
    Le fondamenta di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    NAPOLI
    Messaggi
    5,374
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Se ci sei batti un colpo



    Mandato da Marco Cavallotti Sabato, 03 luglio 2004, 17:26 uur.
    Caro Cavaliere, la situazione è difficile, come del resto è normale dopo un periodo di governo inusitatamente lungo per l'Italia, e si impone un colpo di reni per far sì che quello che, pur con tutti i suoi limiti, è il maggior partito italiano – Forza Italia – non venga travolto dalle risse di quattro mediocri professionisti che stanno agitandosi fra gli schieramenti alleati. Un conto è "perdere" qualche compagno di strada, e un conto è veder distruggere non solo un'alleanza che si era dimostrata vincente, ma anche un movimento che aveva saputo suscitare le speranze di tanta parte degli Italiani, stanchi dello statalismo, dell'assistenzialismo, del meridionalismo senza costrutto e senza crescita. E in effetti sembra che i Suoi alleati stiano proprio puntando a smembrare ed a contendersi le parti ancor vive (spero) del movimento inventato da Lei. Non hanno capito, da quei politici di mezza tacca che sono, che non sempre la somma delle parti corrisponde al tutto originario, e che gli elettori di Forza Italia, pur delusi e convinti che si potesse far di più, solo in parte accetterebbero di riversare i loro voti su una destra a indirizzo "sociale" e assistenziale o su una nuova DC codina e clericale. Né accetterebbero di far confluire i propri voti nell'alleanza dei vecchi avversari comunisti tramite le operazioni trasformiste del giovane Craxi.

    Ma tant'è, caro Cavaliere: loro ci provano, e in questo quadro il silenzio di Forza Italia è ancor più clamoroso degli strepiti dei Follini e dei Fini. Non una parola per chiarire la linea del partito di gran lunga più forte dell'alleanza, di quello che ha in parte anche favorito la rinascita e la crescita dei cespugli che lo contornano; non una parola per chiarire qual è la linea di fronte alle pretese degli alleati; non una parola per risolvere i mille problemi dell'organizzazione del partito sul territorio – dove non basta nominare qualche ras di secondo livello, presente solo il lunedì e il venerdì perché durante la settimana è a Roma –; non una parola, restando all'organizzazione del Movimento, intorno ad una strategia di reclutamento del personale politico lasciata nelle mani di mediocri timorosi di essere scalzati da persone più in gamba; non una parola per spiegare agli Italiani come si schiera Forza Italia rispetto al problema della strategia economica da perseguire – anche se le dimissioni di un uomo della competenza e dell'autorià di Tremonti non promettono nulla di buono.

    Insomma, è il momento di "far politica". A dire il vero molti avevano sollevato, anche in periodi meno difficili, qualche perplessità intorno al Suo elogio della non professionalità della politica, intorno all'idea, a Lei cara, che chi va bene negli affari è ipso facto anche un vincente nella gestione della cosa pubblica. Ma appunto, fra gestione privata e gestione pubblica la differenza sta proprio lì, nella "necessità" della politica per riuscire bene nella seconda.
    Caro Cavaliere, eviti di porsi sempre in mezzo come un giudice di pace, e ci faccia capire una buona volta se anche lei prevede per Forza Italia – o meglio per una sua parte, come dicevo – un ritorno alla prima Repubblica, con i riti del proporzionale e i governi stagionali in mano a una palude centrista per vocazione e incapace di scegliere per non scontentare nessuno, o se quel partito liberale e laico di massa che avevamo intravvisto in molti non era solo un sogno.
    Non tutto – anzi, nulla, visti i rapporti di forza in Parlamento – è perduto, a patto che in questi prossimi due anni Lei non si ponga il problema di accontentare comunque i Suoi alleati ringalluzziti per un paio di punti percentuali acquisiti nelle Europee: e ricordi che i voti perduti sono lo specchio del tempo sprecato nelle esitazioni, nelle manfrine consociative e nei ritardi accumulati per le riforme promesse. Meglio restare il maggior partito italiano con un programma di riforme, che la parte di uno schieramento tenuto insieme dalla volontà di rimanere al potere.
    E poi, vedrà che quello dei Fini e dei Follini è quasi certamente un bluff. E poi si consoli: la concorrenza dell'Ulivo non vale granché…

    Marco Cavallotti
    http://www.legnostorto.com/node.php?id=17626

  4. #4
    Le fondamenta di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    NAPOLI
    Messaggi
    5,374
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito IRRESPONSABILITA’ NAZIONALE

    Mandato da Rassegna Stampa LS Sabato, 03 luglio 2004, 07:42 uur.
    di Massimo Franco - La tregua «per senso di responsabilità» si è rotta nello spazio di ventiquattr’ore. A tre giorni dalla riunione dei ministri finanziari a Bruxelles, la politica economica del governo di Silvio Berlusconi è stata decapitata. Giulio Tremonti si è dimesso a notte fonda, dopo un vertice di quattro ore nell’abitazione privata del presidente del Consiglio, a Roma. E’ il primo contraccolpo traumatico della sconfitta di Forza Italia alle elezioni europee. Marca un confine fra il centrodestra come è stato dal 2001 a ieri e quello che affronterà - non si sa come - il resto della legislatura. Ma sottolinea anche la leggerezza irresponsabile con la quale la coalizione ha scaricato sul Paese la resa dei conti interna. Lo ha fatto pubblicamente, senza preoccuparsi delle conseguenze sul piano internazionale. An ha posto un aut aut alla vigilia di una seduta, a dir poco delicata, dell’Ecofin. L’ha spuntata, spalleggiata dall’Udc.

    Ma il risultato immediato è che oggi non ci sarà il Consiglio dei ministri che doveva stabilire i tagli da presentare a Bruxelles. Berlusconi assumerà l’interim dell’Economia. E ora l’Italia deve sperare in un rinvio dell’esame europeo. Può darsi che in questo modo An abbia recuperato lo spazio vitale al quale aspirava da mesi. Ma sarà difficile che il Paese capisca e approvi le logiche della coalizione.
    L’orgia di incontri che si sono svolti fino alle due del mattino nella residenza privata romana del premier, hanno comunicato una sensazione di caos; e mostrato una maggioranza nella quale tutti, forse senza volerlo, hanno lavorato per il collasso politico. D’altronde, dalle elezioni europee in poi, ogni mossa ha evocato un azzardo collettivo giocato sul tatticismo e su una furbizia deteriore. L’Udc si è acquattata su una posizione di logoramento strisciante di Berlusconi, convinta di avvantaggiarsene. E An, felice per qualche voto in più, ha voluto assaporare la rivincita su Tremonti e la Lega, perni del governo per tre anni.
    Ma anche le reazioni dei perdenti sono state incomprensibili. Il ministro dell’Economia si è difeso a lungo come se nulla fosse successo, con un atteggiamento che ha aumentato la frustrazione di Fini. Soprattutto, il dopo elezioni ha fatto di Forza Italia un partito spaventato e inerte. L’epilogo di ieri notte, peraltro, non nasce solo dal conflitto di caratteri e di visioni economiche tra Fini e Tremonti. In realtà, le dimissioni del responsabile dell’Economia archiviano il berlusconismo economico. L’«interim» non sottolinea la centralità del premier, ma la sua solitudine e la perdita di ogni capacità di sintesi.
    Le dimissioni di Tremonti Berlusconi sembra averle subìte, non provocate. D’altronde, quando si faceva presente al ministro che gli alleati non lo sopportavano, rispondeva sempre che il destinatario delle critiche era l’inquilino di Palazzo Grazioli. Non era proprio così. Ma certo, fino a ieri Tremonti è stato un parafulmine, nonché un’icona del berlusconismo vincente, ottimista, persino arrogante nelle sue certezze. Sarà istruttivo vedere chi sarà il sostituto, chiamato a guidare la stagione triste della crisi e degli appetiti elettorali dei partiti: servirà a capire non chi è stato Tremonti, ma chi e che cosa sta diventando Berlusconi.

    IL RETROSCENA
    «Silvio, sei tu che mi licenzi»
    di MARIA TERESA MELI
    E’ stato il premier Silvio Berlusconi nel momento più aspro dello scontro tra Fini e Tremonti a prendere atto dell’incompatibilità tra i due: «Di fronte a una crisi al buio io preferisco sacrificare un ministro. Giulio, c’è un problema di incompatibilità tra te e Gianfranco, a questo punto sono io a chiedere le tue dimissioni». Immediata la risposta del superministro: «Bene, Silvio, siccome sei tu che mi licenzi e non io che mi dimetto, voglio da te una lettera formale e protocollata cui risponderò, eppoi voglio parlare con Ciampi. Non finisce qui».

    da corriere della sera di sabato 3 luglio 2004 - www.corriere.it



  5. #5
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    168,868
     Likes dati
    12,152
     Like avuti
    15,274
    Mentioned
    582 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito




  6. #6
    Le fondamenta di POL
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    NAPOLI
    Messaggi
    5,374
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da MrBojangles



 

 

Discussioni Simili

  1. Bertolaso l'agnello sacrificale?
    Di Robert nel forum Destra Radicale
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 07-11-10, 13:43
  2. Per Napoli un Lavacro Sacrificale
    Di Jesse nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 09-01-08, 00:54
  3. Cimoli il vitello sacrificale...
    Di ainicar nel forum Aviazione Civile
    Risposte: 14
    Ultimo Messaggio: 04-10-05, 15:04
  4. Martino agnello sacrificale (nel caso non finisca qui)
    Di benfy nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 13-05-04, 16:35
  5. Martino agnello sacrificale
    Di benfy nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 13-05-04, 14:15

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito