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Il manifesto :
Una gabbia in questura
Ieri manifestazioni contro i cpt in tutta Italia
L'appello dei frati I comboniani contro le «galere etniche». Martellate disobbedienti nel centro in costruzione di Gradisca d'Isonzo, a Gorizia
LUCA FAZIO
«Persone in gabbia. Ce ne sono in questa città, oppure ce ne saranno se i progetti di espansione delle galere etniche andranno in porto». Ha il pregio della chiarezza l'appello dei padri comboniani di Castelvolturno che è riuscito a coinvolgere le associazioni di mezza Italia per chiedere la chiusura dei centri di detenzione per stranieri in attesa di espulsione. Non era mai successo che per protestare contro la nuova istituzione totale chiamata cpt, acronimo che non dà l'idea della sofferenza che procura a migliaia di persone, si mobilitassero contemporaneamente tante realtà sparse sul territorio nazionale; accompagnate da quei pochi politici che a sinistra cercano di spendersi per cancellare una «vergogna» - dicono i comboniani - istituita dal centrosinistra e ovviamente peggiorata dalla destra con la legge Bossi-Fini. L'azione più lungimirante è stata compiuta ieri a Gradisca d'Isonzo (Gorizia) da un gruppo disobbediente che ha preso letteralmente a mazzate il muro di cinta del nuovo cpt in costruzione. Alessandro Metz, consigliere regionale dei verdi friulani, si è augurato che le autorità locali, tutte di centrosinistra, «governatore» Illy in testa, si esprimano contro «questa Guantanamo sul nostro territorio». A sentire Roberto Antonaz, assessore regionale all'immigrazione, sembrerebbe di sì: «La giunta regionale del Friuli è assolutamente contraria alla realizzazione di qualsiasi cpt». Il disobbediente Luca Casarini ha aggiunto che «abbattere un lager è un'azione civile e lo vogliamo ricordare perché non li lasceremo in pace». A Firenze, invece, gli antirazzisti hanno installato una gabbia sotto il porticato della questura, e tra chi simbolicamente si è rinchiuso dentro c'era anche Ornella De Zordo del Prc. A Roma, a Campo dei Fiori, sono scesi in piazza anche suore e religiosi, poiché l'appello dei comboniani è stato raccolto dagli istituti missionari d'Italia. Desolante, come sempre, la visita compiuta ieri da Katia Zanotti (parlamentare Ds), nel cpt di Modena pessimamente gestito da Carlo Giovanardi, fratello del ministro: «Manca la tutela legale per gli stranieri e aumentano le persone che sono in Italia da dieci anni e semplicemente non riescono a regolarizzarsi». Sono riuscite anche le manifestazioni di Nuoro e Varese, mentre Lucca ha manifestato per difendere Salah Chufka, un uomo di 43 anni che le autorità vogliono espellere per un clamoroso errore di natura burocratica (nella migliore delle ipotesi). A Milano, l'associazione Ya Basta ha protestato davanti all'agenzia di viaggi Valsole, convenzionata con la questura per il rimpatrio coatto dei cittadini rumeni. Sempre a Milano, oggi piazza San Babila viene occupata per tutta la giornata con animazioni, spettacoli e un corteo che alle 17 sfilerà davanti alla Prefettura, in testa un camion-nave in memoria del naufragio che la notte di natale del 1996 uccise 300 esseri umani al largo delle coste siciliane. Oggi corteo anche a Brescia, alle 16 dal piazzale della stazione.




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