USA 2004/ NADER IN DIFFICOLTA' GIOCA LA CARTA ISLAMICA
30/06/2004 - 17:21
Il candidato indipendente fa leva sulla questione palestinese
New York, 30 giu. (Apcom) - In difficolta' a pochi mesi dalle elezioni di novembre a raccogliere il numero sufficiente di suffragi per essere ammesso sulle schede elettorali di tutti i 50 stati, e ancora senza una base elettorale precisa non essendo riuscito a conquistare l'appoggio del partito verde, il candidato indipendente alla Casa Bianca, Ralph Nader, prova a giocare la carta islamica.
Secondo Nader, repubblicani e democratici non stanno facendo nulla per salvaguardare gli interessi della popolazione di religione musulmana. Per questo, se vogliono che le proprie ragioni vengano ascoltate al Congresso, le comunita' islamiche degli Stati Uniti devono convogliare su di lui il loro voto.
Un appello quello di Nader che nasce dall'aspra critica rivolta nei confronti di Washington e della politica nei confronti di Israele. "Il Congresso e la Casa Bianca sono due burattini nelle mani di Israele" ha tuonato Nader nel corso di un'udienza al Congresso sul voto dell'elettorato musulmano nel 2004. Per il candidato indipendente il conflitto israelo-palestinese sarebbe gia' stato risolto se solo l'amministrazione americana avesse ascoltato i movimenti pacifisti in Israele.
"E' arrivato il momento che gli Stati Uniti inizino a pensare a loro stessi" ha aggiunto nel corso del suo intervento. Il Congresso e i lobbisti che operano a Washington riescono a far ottenere decine di milioni di dollari per lo stato d'Israele "senza alcun motivo logico", sottolinea Nader che ricorda come il denaro statunitense potrebbe essere utilizzato per altri scopi.
Sono oltre 1,5 milioni gli americani di religione musulmana che, il prossimo 2 novembre, si recheranno alle urne per votare il nuovo presidente americano. E Nader, che in precedenza ha stretto rapporti con la comunita' islamica statunitense, spera di poter conquistare una parte di questo elettorato.
Nel 2000 i musulmani d'America, specialmente in Florida e nell'Illinois, avevano votato George W.Bush, un candidato repubblicano che, anche grazie ai trascorsi del padre, aveva promesso la salvaguardia dei diritti delle comunita' islamiche nel paese. Il clima che si e' creato negli Stati Uniti all'indomani degli attentati dell'11 settembre 2001 ha pero' cambiato le carte in tavola: quelli che prima erano considerati amici, sono improvvisamente diventati il nemico.
I due grandi sfidanti delle presidenziali, il senatore del Massachussetts, John Kerry, e l'attuale presidente George W. Bush, hanno cercato di avvicinarsi alla comunita' musulmana degli Stati Uniti nei mesi scorsi. Ma il clima di scetticismo che si e' creato non ha favorito il dialogo tra i candidati e i rappresentanti delle diverse congregazioni islamiche. Secondo quanto riportato dal The New York Sun, Kerry deve ancora migliorare e capire le esigenze degli elettori musulmani.
Il voto islamico potrebbe rivelarsi fondamentale nello stato della Florida, che nel 2000 e' costato la vittoria al candidato democratico Al Gore.




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