ILLUMINISMO
FRANCESI, GIU’ LE MANI
Di
Richard Newbury



L’illuminismo non è francese, bensì inglese. Un libro appena uscito in inglese, “The Road sto Modernità” (Le vie alla modernità) della storica britannica Gertrude Himmelfarb sottrae l’illuminismo ai postmodernisti che ne negano l’esistenza, agli storici che lo screditanoe soprattutto ai francesi che l’hanno dominato e usurpato. Restituendolo ai britannici che hanno contribuito a crearlo, anche se come concetto molto diverso e in questa forma estesosi all’altro illuminismo anglosassone, al di là dell’Atlantico. Tutti e tre costituirono tre alternativi approcci alla modernità. Il sottotitolo suona < The British, French and American Enlightments > (Illuminismo britannico, francese e americano).
I francesi riconobbero Bacon, Locke, Newton come padri del loro illuminismo. Le Rivoluzioni inglesi del 1640 e del 1688 avevano garantito la libertà da arresti arbitrari, il Parlamento, la tolleranza religiosa, l’abolizione della censura e dello spionaggio poliziesco e addirittura di un esercito permanente. Nelle “Lettres anglais” del 1732, dopo l’esilio di Londra del 1726-28 Voltaire scrisse: “Gli Inglesi sono il solo popolo al mondo che sia stato capace di imporre limiti al potere dei re …… (stabilendo ) quel tipo di avveduto governo in cui il Principe ha ogni potere di fare il bene ma è impossibilitato a compiere malvagità; in cui i nobili sono grandi senza insolenza…… e in cui il popolo partecipa al governo senza confusione”.
Gli illuministi inglesi non dovettero combattere contro l’establishment, ne erano parte; al lavoro per “migliorarlo”, non per abbatterlo. Bacon era ministro della giustizia, Locke nel 1689 scrisse la Bill of Rights, come ministro degli Interni, Newton era il Direttore della Zecca e presiedette alla fondazione della Banca d’Inghilterra. Voltaire fu stupefatto che un gentiluomo fosse tale per le sue maniere e che “la mia parola è il mio obbligo”, non il mio rango.
Franco Venturi negava che i britannici avessero avuto un Illuminismo perché “non operarono come una nuova e autonoma forza politica tendente a discutere o sostituire organismi ereditati dal passato”. I fatto è che le rivoluzioni britanniche intellettuali, politiche e militari del ‘600 avevano già fatto tutto ciò. Pragmatismo ed empirismo furono il risultato del superamento di questo settarismo.
Gli Inglesi avevano caffè, pub,club, logge massoniche (con Grandi Maestri allora membri della famiglia reale).
La Lloyds Insurance e lo Stock Exchange nacquero in una “Coffee house”. L’Abbe Prevost notò: “ Che lezione vedere un paio di lord, un baronetto, un calzolaio, un sarto, un vinaio e altri dello stesso stampo chini sugli stessi giornali. I caffè sono la sede della libertà inglese”. “In un altro paese una figura come il dottor Samuel Johnson avrebbe dovuto abbracciare una filosofia” sottolineò Tomasi di Lampedusa su questo colosso dell’Illuminismo Inglese che non frequentava salotti ma club e pub. “Intellettuale “ è sempre un insulto in inglese e indica mancanza di praticità e un’esclusività sacerdotale del sapere contro l’empirismo pragmatico derivato dal consumo di massa di libri e giornali nel ‘700 in Gran Bretagna e in America. L’Encyclopedia di Diderot del 1751 era un’imitazione della Cyclopaedia di Chambers del 1728. “In Inghilterra i filosofi sono onorati, rispettati; assurgono a incarichi pubblici, sono sepolti con i re “ scriveva Diderot. “In Francia sono denunciati, perseguitati, tempestati di lettere della Curia. Forse che in Inghilterra sta peggio?”.
In Francia l’Illuminismo fu di fatto una tardiva Riforma combattuta non in nome di una religione più elevata e più pura, ma di una pià elevata e pura autorità:la ragione. Per le riformate Inghilterra e America, basate sul protestante “sacerdozio di tutti i credenti” e popolate da una varietà di sette in espansione, esse stesse garanzie di libertà, l’illuminismo fu “latitudinario” e compatibile con un ampio spettro di fede e scetticismo. Monarchia assoluta e clericalismo “papista” erano “stranieri”.
La forza motrice dell’illuminismo britannico non fu la ragione ma le “virtù sociali”. In America la forza motrice fu la libertà politica. Per i filosofi morali britannici e per i Padri Fondatori Americani la ragione era uno strumento per il raggiungimento di un fine sociale più ampio, non il fine in sè. E per entrambi la religione era un alleato non un nemico. L’Illuminismo britannico rappresenta “la sociologia della virtù”, quello francese “ l’ideologia della ragione”, quello americano “la politica della libertà”.
I britannici erano sociologi preoccupati dell’uomo in relazione con la società che volevano rendere più sana e più umana. I francesi volevano “razionalizzare” non solo la mente ma anche la società stessa mentre gli americani più modestamente aspiravano a fondare la loro nuova repubblica sulla libertà
Gli Inglesi avevano già attraversato Riforma e Rivoluzione e l’America rivendicò la propria indipendenza come parte di quell’eredità. La Francia era matura per una Riforma e una Rivoluzione ma frenata dalla sua élite illuminata con poca esperienza pratica di governo, cosa che invece avevano i colonialisti americani. In realtà la Rivoluzione industriale e la Rivoluzione americana sono i due migliori risultati dell’illuminismo britannico.
Gli altri sono la benevolenza basata sul “common sense”, il buon senso “una virtù più modesta della ragione, ma più umana”. “Tutti gli uomini saggi appartengono alla stessa religione”. “Quale sarebbe ?” “Se sono saggi non lo dicono” dichiarò Lord Shaftesbury, il vero fondatore dell’illuminismo secondo Himmelfarb. Per Adam Smith, ma anche per Hume, Hurcheson, Burke e Reid il genere umano possiede un innato senso morale prima della ragione e mentre la “compassione” è una virtù positiva, la Giustizia”non è che una “virtù negativa che ci impedisce solo di non nuocere al prossimo”. La riforma delle prigioni, il piano urbanistico, le scuole e gli orfanatrofi gratuiti, l’abolizione della schiavitù ne furono i risultati “antidolore” e perfino “rivoluzionari” . Invece la Rivoluzione francese non fu una rivoluzione sociale e il Terrore fu istituito non per compassione per i poveri ma pr scopi di “pubblica sicurezza”. Himmelfarb ci ricorda che “virtù”, “libertà” e “ragione” non furono originate nei tempi moderni né sono state superate dalla postmodernità. Ancora abbiamo davanti le stesse domande sulla natura umana, la società e il sistema politico su cui si cimentarono i filosofi morali britannici, il philosophes francesi e i Fondatori americani. Anzi, Vecchia Europa, Nuova Europa, Nuovo Mondo sono ancora alle prese con questioni di rilevanza e precedenza. Mentre questo è il libro che più ha influenzato in quest’ultimo anno il voracissimo lettore Gordon Brown.