Marrazzo: prima giunta senza presidente, choc in Regione
ROMA - Lo choc e il disorientamento provocati dallo scandalo Marrazzo sono tangibili in Regione, il primo giorno in cui la giunta si riunisce senza il suo presidente. Gli assessori, riuniti da ore in assemblea, hanno deciso di delegare tutte le comunicazioni al vice presidente-reggente Esterino Montino, ma i loro volti tesi e le loro bocche cucite parlano chiaro.
Mentre si attende l'esito della giunta, alla quale è pervenuto i certificato medico per permettere di far scattare l'istituto dell'impedimento, cronisti, funzionari e impiegati dello staff presidenziale affollano l'ingresso dello stabile di via Cristoforo Colombo.
All'impedimento seguiranno le dimissioni e da queste ultime il voto, per il quale dovranno passare al massimo 135 giorni: rispettando questa tempistica e ipotizzando dimissioni immediate si arriverebbe al 7 marzo. Marrazzo rimettera' anche la carica di commissario ad acta per l'attuazione del piano di rientro del deficit sanitario regionale.
La vita privata 'parallela' di Marrazzo, emersa dal video oggetto di estorsione da parte dei 4 carabinieri, ha colto di sorpresa tutti, persino il suo capo ufficio stampa e il suo portavoce che per questo, riferiscono, "sabato hanno rassegnato le proprie dimissioni", poi respinte dal vice presidente Esterino Montino.
Il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo è stato visitato al Policlinico Gemelli di Roma. I medici, secondo quanto si è appreso, avrebbero accertato uno stato di stress psicofisico notevole. A breve negli uffici della Regione dovrebbe pervenire il certificato medico che permetterà di far scattare l'istituto dell'impedimento temporaneo: ovvero quell'istituto previsto dallo statuto dell'ente locale che trasferisce i poteri del presidente al vice, in maniera temporanea, in caso di assenza o impedimento fisico. Solo in un secondo tempo Marrazzo rassegnerà le dimissioni.
E' prevista per le 15 la prima riunione della Giunta regionale del Lazio, dopo lo scandalo che si è abbattuto sul suo presidente. L'esecutivo, che sarà presieduto dal vicepresidente 'reggente' Esterino Montino, affronterà sia la questione dell'autosospensione di Marrazzo (duramente criticata dal centrodestra), sia fare il punto sui provvedimenti che dovranno essere portati avanti entro la fine della legislatura.
SIGNORINI, MIA DECISIONE DI NON PUBBLICARE FOTO
"Non è assolutamente vero che Silvio Berlusconi abbia impedito la pubblicazione delle foto dello scandalo Marrazzo sul settimanale Chi, in quanto io avevo già autonomamente deciso di non pubblicarle": lo ha detto a Sky Tg24 Mattina il direttore di Chi Alfonso Signorini a proposito del video che sarebbe stato usato per ricattare il presidente della regione Lazio Piero Marrazzo. "Le foto mi sono state offerte dall'agenzia fotografica Masi alla modica cifra di 200 mila euro trattabili e non appena ho visto le immagini - ha spiegato - ho ritenuto che non fosse assolutamente il caso di renderle pubbliche, né di acquistarle. Mi ero già comportato in modo analogo quando sulla mia scrivania ero finite le foto di Silvio Sircana". "Ho avvertito i vertici della mia azienda, il presidente Marina Berlusconi e l'Ad Maurizio Costa e anche loro - ha raccontato Signorini - hanno concordato con me sulla non pubblicabilità delle immagini. Credo proprio sia vero che Berlusconi abbia contattato Marrazzo, ma non sono stato io ad avvertire Berlusconi".
IL GIP VIETA PUBBLICAZIONE ORDINANZA CARCERE 4 CC
Il gip del Tribunale di Roma, Sante Spinaci ha formalmente vietato la pubblicazione della ordinanza di cuostodia cautelare in carcere per i carabinieri accusati di aver ricattato Marrazzo. Il gip ha fatto riferimento all'articolo 114 del codice di procedura penale che fa divieto di pubblicazione, anche parziale, dell'ordinanza, oggi depositata e in possesso delle parti, fino all'udienza preliminare del procedimento. I legali dei carabinieri, intanto, sono in procinto di depositare richiesta di Riesame. I militari sono accusati a vario titolo di ricettazione, concussione, rapina, estorsione, violazione della legge sugli stupefacenti, violazione di domicilio e interferenza ilelcita nella vita privata.
PDL PER IL VOTO, SI CERCA IL SUCCESSORE
di Diana A. Formaggio
Il Pdl attacca e chiede di andare subito alle urne. Il vice presidente della Regione Lazio Esterino Montino, ora reggente, li accusa di irresponsabilità istituzionale. Il caso giudiziario Marrazzo diventa guerra politica in vista di una campagna elettorale per le regionali del Lazio che si annuncia incandescente. Ad un giorno dall'annuncio dell'abbandono di Piero Marrazzo, e in pieno 'primarie day' del Pd, il centro destra pone infatti un veto pesante all'ipotesi di arrivare fino a marzo. E nel centrosinistra comincia a venire meno la sicurezza che l'istituto dell'impedimento, breve e motivato, possa condurre fino a gennaio, traguardo che poteva garantire le elezioni a marzo come previsto.
Il problema, fanno rilevare dalla Regione, é più di tempi che tecnico: l'impedimento temporaneo, adducendo anche motivi di salute come lo stress, non si può procrastinare a lungo. E questo avvicinerebbe la data delle dimissioni e delle elezioni che dovranno avvenire a 90 giorni dalle dimissioni. Resta però lo scoglio del candidato per il centro sinistra - per altro anche il centro destra non ha ancora ufficializzato un candidato definitivo - fino a qualche giorno fa scontato. Ci vuole un nome forte e di garanzia, quindi già sufficientemente popolare e in grado di gettarsi in una mischia dall'esito incerto dopo la bufera che ha travolto il governatore. I nomi sul tappeto sono quelli dei big del Pd: tra questi l'ex sindaco di Roma Walter Veltroni, ma anche David Sassoli, Giovanna Melandri, Roberto Morassut e Ignazio Marino.
Fuori della rosa di papabili, dichiaratamente, Nicola Zingaretti ed Enrico Gasbarra. C'é del resto anche da attendere l'esito delle primarie, e la scelta spetterà al nuovo vertice del partito. Dal canto suo il centro destra fa sapere che non lascerà spazio ad escamotage che durino più di qualche settimana. Il sindaco Gianni Alemanno dice no "ad una Regione a mezzo servizio" e in una nota congiunta, i capigruppo parlamentari del Pdl Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto chiedono che si vada subito alle urne" per evitare quelli che definiscono "trucchi illegali". Anzi Gasparri si dice pronto a denunciare il medico che firmerà il certificato che renderà possibile la sospensione per impedimento. Rincara la dose il ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto per il quale l' autosospensione, "non prevista dallo statuto della Regione Lazio pone fuori dal perimetro della normativa ed espone la Regione a potenziali illegittimità". Spetta al il vice presidente e ora 'reggente' della Regione Esterino Montino replicare al Pdl. "La Regione Lazio è nel pieno delle sue funzioni istituzionali e amministrative", spiega Montino. "Un fatto positivo anche per il Comune di Roma". E accusa il Pdl di irresponsabilità perché "bloccare la macchina amministrativa significherebbe fermare leggi importanti come quella del reddito minimo garantito, ritardare il piano di rientro e il trasferimento di fondi e anche non approvare il bilancio di previsione".