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    Question Sul problema degli Sfratti e il "diritto" alla Casa

    [mid]http://www.fmboschetto.it/musica/Vivalamamma.mid[/mid]

    Le proposte del Partito repubblicano sul problema degli sfratti/L'intervento del responsabile del settore casa del Pri Santino Camonita

    Una questione di rilevanza nazionale ed europea

    "Il problema casa è di importanza e rilevanza nazionale ed europea". Sul tema interviene il responsabile nazionale del settore casa del PRI, Santino Camonita, che afferma: "L'ultimo intervento in materia, ha bloccato l'esecuzione degli sfratti per finita locazione e non per morosità per un anno e puntualmente la data del 30 giugno 2004 è arrivata. Non vi è dubbio alcuno che in Italia e in Europa manca una vera politica della casa ed abitativa. Nel nostro Paese l'80% è proprietario della casa di abitazione mentre in Europa la percentuale è di poco superiore al 52%. Con una ponderata e costruttiva politica abitativa vengono meno le tensioni sociali a favore di un mercato locativo più equilibrato. E' chiaro -prosegue Camonita- che non possiamo proseguire con proroghe su proroghe che rappresentano semplici palliativi temporanei che non risolvono minimamente il problema. Anche la Corte Costituzionale con la sentenza del 28 maggio 2004 n. 155 ha ribadito quanto già espresso nella pronuncia n. 310 del 2003 ricordando che la sospensione delle procedure di sfratto può trovare giustificazione soltanto se incide sul diritto alla riconsegna dell'immobile per un periodo transitorio ed limitato. Non dimentichiamo che la Corte Europea ha più volte condannato lo Stato Italiano al pagamento di centinaia e centinaia di euro tra danni morali e spese legali per i tempi troppo lunghi di rilascio degli immobili. E' necessario un ulteriore intervento nel mercato delle locazioni per vivacizzare un settore sempre più vicino alla paralisi totale. E le proposte in merito non mancano. Per questo è importante – conclude Camonita – l'apertura di un tavolo permanente sulla casa e/o l'istituzione del Ministero dell'abitazione".

    ..............................
    tratto dal sito web
    http://www.pri.it

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  2. #2
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    Predefinito tratto da L'OPINIONE 3 otobre 2005

    Niente blocco degli sfratti da sei mesi silenzio dei professionisti dell’emergenza
    La demagogia populista continua a battere la grancassa dei pochi alloggi disponibili dimenticando tasse ed Ici

    di Corrado Sforza Fogliani

    Sentiremo dire (e scrivere) il 30 settembre è scaduto il blocco degli sfratti. E che va prorogato, naturalmente. Invece, non scade un bel niente. Il blocco degli sfratti non esiste da sei mesi, in Italia. E il bello è che nessuno se ne è accorto perché non è successo niente. La storia, è questa. Un decreto legge del settembre dell’anno scorso aveva “differito” le esecuzioni di rilascio (ma consideriamolo pure un blocco, anche se non era tecnicamente tale perché sottoposto a tutta una serie di condizioni) fino al 31 marzo di quest'anno. Il 27 maggio, poi, è stato varato un decreto legge (ratificato dal Parlamento) che demandava al Ministero delle infrastrutture il compito di emanare un decreto per individuare - sulla base dei dati forniti dalle Prefetture - “i Comuni che abbiano un numero di procedure esecutive di rilascio di immobili” (relative alle categorie di conduttori prima indicate nel provvedimento) “superiore a 400” (art. 4, comma 2).

    Aggiungeva testualmente il provvedimento, nel comma successivo: “Nei Comuni individuati” - e subordinatamente al verificarsi di certe condizioni - il termine per l'esecuzione dei provvedimenti di rilascio è rinviato “non oltre il 30 settembre 2005". Il fatto è che il Ministero non ha emesso il decreto in questione, e che i Comuni nei quali il blocco (chiamiamolo pure così) avrebbe dovuto operare, non sono mai stati tempestivamente individuati. Quindi, il blocco non è mai entrato in funzione (come i giudici di tutta Italia ritengono, e hanno ritenuto). Come si diceva, è dunque esattamente da sei mesi che il blocco degli sfratti non c'è più in Italia. E il bello è - appunto - che non è successo niente, nessuna tragedia, nessuno se n'è accorto (tant’é che quelli che da oggi chiederanno a gran voce la proroga - per ignoranza dello stato vero delle cose, o per malafede - credevano che il blocco ci fosse). La verità è che la gente - se politici e sindacati inquilini non ci mettono le mani, ad esasperare le cose - si aggiusta col buon senso: una volta aspetta il proprietario (a Milano - anche se non fa notizia - c'è un proprietario che do rme in macchina da un anno) e un’altra volta si dà una regolata l’inquilino.

    Che - se non aspetta la manna dal cielo, come alcuni sono stati dai Comuni abituati a fare - prima o poi trova casa anche nelle grandi metropoli, per non parlare dei piccoli centri (sia da una parte che dall'altra, lo sfitto non è mai stato così alto come oggigiorno). La morale? Aspettiamoci che le “oche del Campidoglio” starnazzino ancora a più non posso, invocando questo e quello, e con le solite frasi ("emergenza abitativa", “senzacasa” ecc.) o con le solite statistiche (inventate, con i numeri del lotto). Gli interessi che si affollano sull'argomento sono molti, da quelli degli speculatori politici a quelli dei costruttori (che vogliono costruire case per le pretese necessità abitative del mondo intero) e - ancora - a quelli di molti assessori casa (che non si battono per calmierare i canoni alleggerendo l’Ici, ma vogliono solo disponibilità di alloggi da assegnare a indigenti o meno, per fare clientelismo).

    Molta gente - questa è la verità - sulla questione sfratti ci marcia, e vorrebbe continuare a marciarci. E poi, fare beneficenza con la roba (e la casa, in ispecie) degli altri, è uno sport nazionale dalla cui pratica non ci si allontana facilmente, dopo anni di liturgia di blocchi ed “emergenze” basate molte volte sul nulla, se non sulla neghittosità di politici a pensare e, soprattutto, a verificare. Bastava alzare la voce, creare qualche caso eclatante a bellapposta, e il gioco era fatto… Ora, tutti questi “volontari della beneficenza” (a spese degli altri, e a beneficio proprio) sono stati sbugiardati. Lasciamoli a (ulteriormente) ridicolizzarsi da sé, fino in fondo.
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  3. #3
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    Predefinito Sarebbe opportuno

    dire anche la carica ricoperta dall'articolista: Presidente di Confedilizia.
    Così, per meglio contestualizzare il ragionamento.
    E verificare se non ci siano anche sconti fiscali ai suoi associati che potrebbero essere tolti (ad esempio per i patti in deroga)......
    a proposito di ruolo dei sindacati inquilini a braccetto di quelli dei proprietari.....

    Tex Willer

  4. #4
    Garibaldi
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    Predefinito Re: Sarebbe opportuno

    Originally posted by Texwiller
    dire anche la carica ricoperta dall'articolista: Presidente di Confedilizia.
    Così, per meglio contestualizzare il ragionamento.
    E verificare se non ci siano anche sconti fiscali ai suoi associati che potrebbero essere tolti (ad esempio per i patti in deroga)......
    a proposito di ruolo dei sindacati inquilini a braccetto di quelli dei proprietari.....

    Tex Willer

    Pero' questo mi sembra uno che ci capisce!!!!

    CASA: CONFEDILIZIA, IRA DEL CLERO E' 'MALE INDIRIZZATA'

    (ANSA) - ROMA, 2 GEN - REPLICA POLEMICA DEL PRESIDENTE DELLA CONFEDILIZIA CORRADO SFORZA FOGLIANI ALLE CRITICHE RELATIVE ALLA DECISIONE DI NUMEROSI PROPRIETARI DI CASE DI NON AFFITTARE GLI STABILI, ESPRESSE NEGLI ULTIMI GIORNI DA PARTE DI ALCUNI RAPPRESENTANTI DEL CLERO, FRA I QUALI IL CARDINALE SILVANO PIOVANELLI, ARCIVESCOVO DI FIRENZE.
    IN UNA NOTA SFORZA FOGLIANI HA AFFERMATO CHE "LE CASE NON SONO, IN GRAN PARTE, TENUTE VOLONTARIAMENTE SFITTE, MA SONO INVECE NON OCCUPATE PERCHE' DI FATTO INAGIBILI" E LA SITUAZIONE RIGUARDA ANCHE "MOLTI EX SEMINARI E LOCALI DI ORATORI". "GLI INVITI DEL CLERO A METTERE QUESTE CASE A DISPOSIZIONE DI CHI NE AVESSE BISOGNO - PROSEGUE LA NOTA - HANNO UN SENSO SOLO SE ACCOMPAGNATI DA CONGRUI ASSEGNI PER LE SPESE NECESSARIE A SISTEMARLE". SFORZA FOGLIANI SOSTIENE CHE, COMUNQUE, I CARTELLI 'AFFITTASI' "RIEMPIONO LE CITTA'" E SE PURE C'E' QUALCHE UNITA' IMMOBILIARE TENUTA SFITTA VOLONTARIAMENTE "E' PERCHE' LO STATO NON ASSICURA LA DISPONIBILITA' DEGLI IMMOBILI ALLA SCADENZA DEI CONTRATTI". L'IRA DI CARDINALI E SACERDOTI, CONCLUDE SFORZA FOGLIAN, "SAREBBE BEN RIPOSTA SE FOSSE RIVOLTA CONTRO CHI PROVOCA QUESTO STATO DI COSE, CON UNA TASSAZIONE IMMOBILIARE E CON UNA PRETESA DI ONERI DI URBANIZZAZIONE PER LA RIATTIVAZIONE DEGLI IMMOBILI, CHE NON HANNO PRECEDENTI". (ANSA).

  5. #5
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    Predefinito La Confedilizia

    nel caso dei patti in deroga, non è altro che un altro magna magna, anche se forse un po meno della Chiesa.
    Ciò non toglie che tutti cercano di intascare qualcosa dallo Stato.....

    Tex Willer

  6. #6
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  7. #7
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    Predefinito tratto da LA REPUBBLICA 15 novembre 2005

    Il premier: "Presenteremo il nostro progetto in campagna elettorale"
    Il plauso di Confedilizia. Berlusconi: "Case per gli sfrattati" - Piano per regalare gli alloggi Iacp

    ROMA - Case per chi non ce l'ha e per chi è sfrattato. L'ultima offensiva del governo punta sull'edilizia. "Preparerò un piano di cinque anni per dare la casa a tutti gli sfrattati, sottolineando che non verrà data a quel 19% in affitto, ma solo a coloro che, proprio perchè non arrivano alla fine del mese, sono stati sfrattati", dice il premier Silvio Berlusconi. Che però precisa: "Non ho mai detto che darà casa a tutti ma solo agli sfrattati". Anche se Renato Brunetta, consigliere economico di Palazzo Chigi, fa capire che la manovra, almeno nelle intenzioni, avrebbe dimensioni più vaste: "Daremo le case popolari degli Iacp gratis per 500.000 famiglie".

    "Il piano che presenteremo in campagna elettorale - dice Berlusconi da Milano - consiste nel reperimento di terreni che non costino, cioè a prezzo agricolo e procedendo a costruzioni utilizzando i migliori architetti, per fare case confortevoli, non palazzi enormi".

    Il piano del governo

    Chi invece scende in dettagli è Renato Brunetta che, dalle colonne del Sole 24 ore, spiega il piano dell'esecutivo. "Case popolari degli Iacp gratis per 500.000 famiglie", annuncia l'economista, che spiega: "C'è un milione circa di case popolari gestito a vario titolo: per l'8%-10% sono negozi, parcheggi o magazzini e il 20% è di qualche pregio. Dalla vendita di questi immobili si possono ricavare dai 20 ai 50 miliardi".

    "Con i fondi recuperati - continua Brunetta - si può far fronte a vendite solo simboliche, regalando di fatto gli immobili in cui abitano circa 500.000 famiglie. Lo Stato non rinuncia a nulla perchè gli Iacp sono tutti in passivo". Parole che Confedilizia accoglie con soddisfazione: "Le cose vanno nella giusta direzione". (...)

  8. #8
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    Predefinito tratto da IL CORRIERE DELLA SERA 15 novembre 2005

    «Presenteremo il piano sull'edilizia in campagna elettorale»
    Berlusconi: «La casa solo agli sfrattati»

    MILANO (...) 500MILA FAMIGLIE - In che cosa consiste il piano sull'edilizia messo a punto dal governo lo illustra il consigliere economico di Palazzo Chigi, Renato Brunetta che, intervistato dal Sole 24 ore, riferisce di «case popolari in regalo a 500mila famiglie». «C'è un milione di case popolari - spiega lo stesso Brunetta al quotidiano milanese - gestito a vario titolo oggi: l'8-10% sono negozi, parcheggi o magazzini, hanno un valore di mercato. Il 20% poi è di qualche pregio. Sono tutte unità vendibili: si stima che valgano 20-30 miliardi, altre fonti portano questa somma a 50. Dunque, lo Stato incassa, chiude gli Iacp (con un costo di circa 5 miliardi) e non perde nulla perché oggi sono solo gestioni in passivo ripianate di volta in volta da denaro pubblico». Poi «con i fondi recuperati si può far fronte a vendite solo simboliche regalando di fatto gli immobili in cui abitano circa 500mila famiglie». Quanto ai tempi per mettere in pratica il progetto, Brunetta afferma: «Spero, e sto lavorando a questo, che si possa utilizzare già da subito la legge Finanziaria: basterebbe un emendamento ben fatto».

    I MIGLIORI ARCHITETTI - «Il piano che presenteremo in campagna elettorale - prosegue dal canto suo Berlusconi - consiste nel reperimento di terreni che non costino, cioè a prezzo agricolo e procedendo a costruzioni utilizzando i migliori architetti, per fare case confortevoli, non palazzi enormi». (...)

  9. #9
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 15 novembre 2005

    Berlusconi: 'Case solo agli sfrattati'

    'Penso che prenderemo l'elenco degli sfrattati e faremo un
    grande piano per dargli una casa'. Brunetta: 'Regaliamo 500mila alloggi popolari'.

    Milano, 15 novembre 2005 - «Non possiamo non occuparci delle persone disagiate. Penso che prenderemo l'elenco degli sfrattati e faremo un grande piano, che sarà presentato in campagna elettorale, per dargli una casa. Si potrà prendere dei terreni a basso costo per costruire le case e penso che sia un piano supportabile dal punto di vista dei costi».

    Così il capo del Governo, Silvio Berlusconi, ha confermato, a margine dell'inaugurazione del Salone Internazionale del Motociclo la volontà di fare un 'grande piano per la casa' nella prossima legislatura.

  10. #10
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    Predefinito tratto da L'OPINIONE 21 novembre 2005

    Revisionismo elettorale: la sinistra riabilita Fanfani e De Felice

    di Odoardo Reggiani

    Confessiamo che, talvolta, per ritegno, convenienza o per semplice dubbio, ci è accaduto di tacere i nostri personali sentimenti, ma dopo un periodo così lungamente avaro di soddisfazioni la crisi di astinenza si fa impellente e quando qualcosa ci rallegra non possiamo proprio trattenerci dall’esternarlo. Le cose che ci hanno allietato in questi giorni sono state più di una, ma ne citiamo due in particolare: la bollitura ormai integrale del Mortadella il quale, di questo passo, arriverà marcescente alle elezioni, e l’arruolamento postumo di Renzo De Felice nelle file della sinistra. Cominciamo dalla prima. La vicenda è nota ma merita un ripassino: Berlusconi ha annunciato che se rimarrà alla guida del governo si impegnerà a favore dell’acquisto della casa a quel 19 percento di famiglie italiane che ancora non l’hanno di proprietà. Sarà anche stata una gran turbata elettorale, ma non si può negare che quella promessa rappresenti qualcosa “di sinistra”.

    Infatti gli italiani non ancora proprietari del loro alloggio o anche solo gli sfrattati, com’è stato successivamente ridimensionato il progetto enunciato a Sorrento, non sono certo dei ricconi ma gente modesta, impiegati, operai, pensionati, immigrati. Dunque uno che aspira a governare il paese con il sostegno determinante dei comunisti e di tutte le sinistre associate che dicono di stare dalla parte dei più deboli, avrebbe dovuto applaudire all’idea berlusconiana, magari completandola con qualche particolare che il Cav ha tralasciato, ad esempio da dove si prenderanno i soldi. Macché. Come morso dalla tarantola, il professor Mortadella, dopo aver blaterato sulla precedenza data da Berlusconi ai ricchi nell’assegnazione delle case, come se i ricchi avessero bisogno del prestito della mutua per pagarsele, si è esibito nel delirio che trascriviamo così come riportato dai giornali: “Allora partirà tutta una attività edilizia. Lunardi con i tunnel, Berlusconi con i cactus, Dell’Utri con portinai e stallieri”.

    Per chiarire meglio il concetto, il prode Romano ha sproloquiato di “pozzi avvelenati, tre scimmiette sul comò con capitan Cocoricò, Bibì e Bibò”. Ora dite voi se questo può essere un discorso serio, l’obiezione razionale di un uomo politico responsabile che si candida a governare una delle prime sette potenze industriali del mondo, oppure non palesi lo scatto stizzoso di chi, non avendo nulla da dire e sentendosi spiazzato da un’abile mossa dell’avversario, ha perso le staffe e si aggrappa all’invettiva e all’insulto. Sentire poi il comunista Cossutta che per attaccare il progetto di Berlusconi elogia al Gr3 (16/11) il piano case del Dc Fanfani (anni Cinquanta) quando all’epoca il Pci lo avversò rabbiosamente, ci fa ben sperare sul voto degli italiani di buona memoria. Ci deve pur essere un limite al travisamento della verità anche se, in questa pratica, i compagni sono specialisti, come dimostra la nostra seconda notizia gaudiosa.

    Il quotidiano Libero ha infatti pubblicato (13/11) la notizia secondo la quale il sindaco di Roma ha dedicato una strada a Renzo De Felice, massimo studioso italiano del fascismo, scomparso nel 1996. Veltroni viene dal Pci ed è un “cavallo di razza” delle scuderie postcomuniste. Insomma, un autorevole esponente di quella parte politica che per decenni ha confinato De Felice “in una sorta di ghetto dell’impresentabilità storiografica e umana”, come ha ben descritto Martino Cervo. Ben venga comunque la svolta “revisionista” di Veltroni che ci ha favorevolmente sorpresi sebbene, come ha scritto il professor Nicola Tranfaglia sull’Unità, non ci si deve affatto sorprendere perché quella del “linciaggio” di De Felice da parte del Pci è “una favola”. E, sullo stesso giornale, Bruno Gravagnuolo spiega che De Felice non solo non fu “linciato”, ma fu addirittura “valorizzato” dalle sinistre.

    Infatti, a pensarci bene, il grande storico reatino che fu iscritto al partito di Togliatti (uscendone nel 1956 in seguito all’invasione dell’Ungheria da parte dei sovietici) è sempre stato un vero compagno. Per carità, non siamo neppure sfiorati dall’intenzione di contraddire due “pezzi da novanta” dell’intellighentia rossa come i professori Tranfaglia e Gravagnuolo, ma ci limitiamo rispettosamente e umilmente a ricordare le condanne pesantissime e le etichette di “revisionista, disertore, giustificazionista, filofascista” che per anni furono sparate contro De Felice dalla loro parte politica. Per tacere delle violente contestazioni universitarie che costrinsero lo storico a tenere le sue lezioni scortato dalla polizia, le bottiglie incendiarie lanciate contro la sua casa, l’isolamento morale e anche fisico cui fu relegato. Apprendere adesso che De Felice è stato arruolato dai compagni dopo che Veltroni, apprezzabilmente, gli ha dedicato una via della capitale, la dice lunga sulla scientificità e sistematicità con la quale la sinistra usa travisare e manipolare i fatti. Comunque la notizia ci ha rallegrato perché la maggioranza degli italiani non ha (ancora) depositato il cervello all’ammasso e se ne ricorderà (speriamo) al momento del voto.

 

 
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