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Simbolismo pitagorico in musica
Busto di Pitagora, copia romana da originale greco (Roma, Musei Capitolini) - Immagine tratta dal sito http://upload.wikimedia.org/
Che cos'č la consonanza musicale? Possiamo definirla in modo semplice come l'esperienza percettiva che si presenta ai musicisti ogni volta che essi accordano i loro strumenti: un giudizio di buona relazione, di buon rapporto tra i due suoni.
La tradizione attribuisce al mitico Pitagora il rilievo di una connessione sistematica tra l'esperienza percettiva della consonanza tra due suoni e il rapporto tra le lunghezze delle corde che producono i suoni stessi. Questo studio puņ venire sviluppato utilizzando un'unica corda tesa su di una cassa armonica (un tale strumento di indagine č chiamato "monocordo"), oppure due corde identiche per dimensioni, materiale e tensione applicata. Nel primo caso la consonanza viene ricercata come successione di suoni, nel secondo come simultaneitą.
Nella tradizione pitagorica, la gerarchia delle consonanze vede al primo posto la relazione tra due suoni corrispondenti a un rapporto di lunghezze 1:2 (con terminologia moderna, il rapporto di ottava), poi la relazione tra due suoni corrispondenti a un rapporto di lunghezze 2(con terminologia moderna, il rapporto di quinta, del quale si č parlato in precedenza), e infine la relazione tra due suoni corrispondenti a un rapporto di lunghezze 3:4 (con terminologia moderna, il rapporto di quarta).
Le consonanze musicali si ottengono quindi dai rapporti tra i primi quattro numeri naturali (che costituiscono la tetraktys pitagorica): la loro gerarchia dipende dalla piccolezza dei numeri coinvolti, e non dall'esperienza percettiva.
Il problema della consonanza č, fin dall'antichitą, oggetto di appassionate ricerche e speculazioni lungo due linee divergenti.
Da un lato sta la prospettiva pitagorico-platonica, che trasfigura questa esperienza sensibile e ne fa un simbolo e una manifestazione dell'armonia del mondo. Anche Platone adotterą questa prospettiva soprattutto nel Timeo e nella Repubblica.
La dottrina pitagorica considera la consonanza come manifestazione del significato metafisico dei numeri, vera essenza della realtą, e per questo motivo attribuisce alla teoria musicale un rilevante contenuto scientifico. In questa prospettiva, dunque, la consonanza č concepita in primo luogo come fonte di piacere intellettuale: la sua dimensione percettiva č intesa essenzialmente come conferma dell'appartenenza dell'uomo a un cosmo armonioso retto da leggi matematiche. All'altro estremo si colloca la prospettiva fisico-fisiologica, che, a partire dalla filosofia ionica, attraverso Aristosseno e gli aristotelici, dopo un lungo periodo di latenza diventerą centrale nell'ambito della rivoluzione scientifica del Seicento: essa ricerca le cause della consonanza nella materialitą della produzione e della ricezione del suono musicale.
Cohen H.F. (1984), Quantifying Music, Dordrecht, Reidel.
Spitzer L. (1967), L'armonia del mondo. Storia semantica di un'idea, Il Mulino, Bologna.
Zanarini G. (2002), Il suono, in Enciclopedia della musica, Einaudi, Torino, vol. 2, p. 5-23.
Gianni Zanarini
Dipartimento di Fisica, Universitą di Bologna
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Articolo, ben scritto; molto equilibrato e diplomatico.
Ha fatto bene l'autore ad essere cosģ "distaccato" in una materia cosģ "sensibile" alla contese culturali, che, se fatte con tatto e "qualitą" sono sempre feconde.
Reghini poi, č un "mondo" quasi autonomo.
Autore difficile, e poco propenso all'accomodamento, come materia.
In pratica, occorrono molte Lauree, per studiare Reghini.