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" Eurostat, le aziende italiane tra le più tassate
Nel 2004 pressione al 37,3% ma il record Ue va alla Germania.
L'Italia, insieme con Germania e Francia, naviga nelle zone alte della classifica per la tassazione sul reddito delle imprese: una voce che per l'Italia è stimata nel 2004 al 37,3%, anche se il record spetta a Berlino (38,3%), mentre il terzo posto va a Parigi, staccata al 35,4 per cento. La media dell'Ue allargata è del 27,4%, il dato per i soli quindici vecchi Stati membri è pari al 31,4 per cento. È quanto emerge dalla pubblicazione di Eurostat sulla fiscalità nell'Ue tra il '95 e il 2002 (il dato sulle società è riferito però all'anno in corso), una fotografia nella quale il nostro Paese supera la media europea anche per il carico fiscale globale: nel 2002 era in Italia al 41,7% del Pil, mentre l'Europa "a 25" viaggiava al 40,4 e quella a 15 al 40,5 per cento. Ai due estremi dello spettro ci sono Svezia e Irlanda: la prima per il carico fiscale più pesante (50,6% del Pil), la seconda per la pressione più lieve (28,6%). Dai dati diffusi ieri dall'ufficio statistico di Bruxelles emerge che nel 2002 c'è stata una diminuzione rispetto all'anno precedente dell'onere fiscale in 16 Stati membri su 25: si è passati così dal 41,4% del 2001 al 40,4% (praticamente lo stesso livello fatto registrare nel '95).
A guidare le riduzioni sono state Polonia (dal 41,2 al 39,1%), Irlanda (dal 30,5 al 28,6%), Svezia (dal 52,2% al 50,6) e Regno Unito (dal 37,3 al 35,8%). "Segno meno" pure per il carico fiscale in Italia (anche se meno deciso): dal 42,5% del 2001 al 41,7 del 2002. Guardando invece al «tasso legale effettivo massimo di tassazione sul reddito delle imprese» nel 2004 (livello d'imposizione reale tenendo conto di sovrattasse e imposte locali medie) salta agli occhi la distanza del trio di testa - Germania (38,3%),Italia (37,3%, cifra che comprende l'imposta localeIrapdel 4,25%) e Francia (35,4%) - rispetto alle "new entry" europee: Paesi come Polonia, Slovacchia, Ungheria, Lituania, Lettonia e Cipro sono tutti sotto il 20 per cento. Eccezione a questa regola il caso dell'Irlanda: 12,5%, meno della metà della media dell'Unione allargata (27,4%) e ancora più lontana da quella per l'Ue con solo i quindici vecchi Stati membri (31,4 per cento).
2 luglio 2004 "
Saluti liberali




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