Riporto qui lo stesso post che ho inviato nel forum Destra radicale.
http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=110408
Saluti
Francesco

La dimensione che più può dar senso alla vita è quella religiosa. Se esiste un Dio da sempre e per sempre che ha creato il mondo, umanità compresa, ci troviamo all’interno di un ordine universale con una sua razionalità costituito prima della nostra esistenza. E la nostra esistenza in esso assume un senso.
Naturalmente anche chi non crede in un ordine superiore può dare un senso alla vita, ma non con la stessa forza. Si può essere spinti nella vita dall’istinto, dalla solidarietà, dall’amicizia, dall’amore…
Anche il contesto sociale potrebbe dare un senso alla vita. Il sentirsi parte di una comunità con delle regole può equivalere a sentirsi come un organo di un corpo più grande (può anche voler dire sentirsi oppressi da questa società…).
Credo che coloro che aderiscono alla vostra Area in buona fede (quindi non per menare le mani, per nostalgismo, per banale anticomunismo o razzismo: e così penso già di escludere un bel po’ di gente), siano spinti dal non ricevere un senso alla propria esistenza dall’appartenenza a questa società. E in effetti consumismo ed edonismo non trasmettono un senso alla vita. Siamo individui che si muovono tra realtà reale e realtà virtuale e a volte ci si chiede in che cosa la reale si differenzi dalla virtuale (mi riferisco, ad esempio, alla visione di Pirandello).

Così i tradizionalisti ricercano il ritorno al passato. Perché le società passate erano più rigide, c’erano dei ruoli prestabiliti, c’era meno individualismo.
Ma sbagliano.
Perché non si può tornare indietro. Dopo che si è passati dall’esperienza della sensibilità moderna (restando nell’esempio, Pirandello) non si può tornare al passato come nulla fosse. Ci si sentirebbe parte di una mascherata. E un progetto politico non può vincere sui tempi lunghi se non in relazione alla dialettica tra le forze sociali ed economiche (è una realtà, con la quale, vi piaccia o no, dovete fare i conti).
E sbagliano perché il passato non era ideale. Una società gerarchica è una società ingiusta. Che diritto ha uno di stare più in alto rispetto ad un altro?
E coprendo questi sbagli i reazionari percorrono una strada che li porta inevitabilmente verso aberrazioni. Il voler imporre delle presunte Verità, magari con il nobile intento di trasmettere un senso alla vita, porta a bloccare la ricerca della verità, al negare dati di fatto. Il progresso nasce dal dubbio, posto e indagato con intelligenza. Galileo ha fondato la scienza moderna mettendo in discussione filosofi e teologi. I tradizionalisti vorrebbero ancora oggi processare Galileo. Nel vostro forum ho letto un 3D nel quale si discuteva di Darwin non in un’ottica scientifica, ma guardando se può far comodo o no alle vostre ideologie, sepolte dalla storia.
Se vuole bloccare le spinte di libertà e di equità sociale il potere non può che diventare autoritario.

Il fascismo non è semplice “ritorno al passato”, ma cerca un compromesso con la modernità (specialmente con la società di massa, penso alle grandi adunate, all’utilizzo della radio..). Il suo principio non è la Tradizione, ma la Nazione che si identifica nello Stato. Comunque c’è la ricerca di una comunità diversa dalla presente e non mancano i richiami al passato (la Roma antica, il sistema corporativo dei Comuni). Ovviamente alla prova dei fatti questi richiami si rivelano solo retorica. Perché la storia non torna indietro. Perché anche il fascismo se vuole vincere deve collegarsi alle dinamiche socioeconimiche ed inevitabilmente si colloca con i poteri forti. Il fascismo è stato il manganello dei proprietari terrieri, delle fabbriche d’armi, della borghesia…
Da notare che l’aspetto della vita più significativo per i fascisti era la sue fine: la morte. La bella morte per la Patria è stato il mito con il quale il potere ha trasformato ragazzi e uomini in carne da macello. Un mito falso, tanto che lo stesso Duce ha cercato di sottrarsi travestendosi da soldato tedesco.

L’esaltazione dell’identità che si fa nei vostri ambienti è, se in buona fede, proprio indirizzata a creare una comunità che dia un senso alla vita. Ma spesso degrada in razzismo, nella chiusura rispetto al diverso, visto come un nemico per i propri progetti. Nella storia i popoli si sono sempre scambiati conoscenze, esperienze, culture. Le migrazioni sono sempre esistite e sempre esisteranno. Come ho già scritto, non si può far tornare in dietro la storia, e neppure bloccarla.
E allora dovremmo rassegnarci ad una società che non dà senso? No, perché credo che ci siano ancora tante battaglie da combattere. Il progresso può prendere molte strade. Bisogna interagire con le forze socioeconomiche, con i movimenti reali, per costruire un futuro diverso, dal presente come dal passato.

Saluti
Franzele

P.S.: in parte lo stesso discorso fatto per tradizionalismo e fascismo vale anche per il nazismo, con la differenza che è un’ideologia completamente criminale: non possono esistere nazisti in buona fede.