Cari tutti frequentatori del forum (poeti e non),
vi pongo questo interrogativo su cui rifletto da un po' di tempo... perché quando si legge e si commenta una poesia si vuole sempre (o quasi sempre) capire cosa voleva dire il poeta, vale a dire quali sono i riferimenti autobiografici ed esperienziali a cui fa riferimento il poeta nei suoi versi? Non sarebbe più corretto cercare di capire che cosa quei versi hanno detto a me, cosa significano per me, nella mia esistenza, per la mia sensibilità, per la mia intelligenza e il mio fare poesia, lasciando da parte le "curiosità" a volte un po' da chiacchiera (che spesso sviliscono un po' la lettura)?
E questo atteggiamento si riscontra non solo nell'approccio a poeti dilettanti, ma anche in quello verso poeti ormai eterni (vedi ad esempio tutto il fantasticare svolto nei secoli intorno
ad "A Silvia", per fare un nome fra mille).
Sarò sincera... io la mia risposta ce l'ho (almeno in parte) e ve la scriverò presto qui, ma mi farebbe piacere sapere anche che cosa ne pensate voi...
Grazie e buona poesia a tutti...
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