![]()
Ds, fumata bianca: “partito unico” nel cestino
Direttivo della Quercia, Fassino lancia un congresso “unitario”. Si svolgerà in autunno
(lancia il congresso unitario...ahahahah....e si perche' si rende conto che seguendo il nazista d'alema sta per arrivare l'ora dell'addio....e allora corre ai ripari.....con le parole.........ma all'interno del partito gli atteggiamenti nazisti per ora restano....)
Il dibattito nei Ds è più sereno di qualche tempo fa. Merito dei risultati elettorali (soprattutto amministrativi).
Ora, accantonata l’idea di trasformare la lista Uniti nell’Ulivo in un “partito unico”, si torna a discutere sulle prospettive della Quercia.
Lo impone la scelta di fare del Listone una Federazione (anche se con qualche confusione, vedi quel riferimento alla “confederazione Cgil, Cisl e Uil” fatto recentemente da Rutelli). Ma lo impone anche la previsione che il governo Berlusconi potrebbe avere le settimane contate. Crisi, rimpasto, Berlusconi-bis, Tremonti o non Tremonti sono gli incubi da cui non sa uscire il premier-Cavaliere.
La scelta della Federazione, invece del “partito unico”, mette al riparo i Ds da nuovi scioglimenti e cambiamenti di nome. Ecco perché il segretario Fassino, nella riunione di ieri del Direttivo diessino, è tornato a proporre il Congresso della Quercia per il prossimo autunno: “Ci sono tutte le condizioni per fare un Congresso sereno, impegnato anche all’insegna di un clima nuovo che adesso c’è a differenza del 2001”.
Il problema, ora, è capire su quale proposta politica si svolgeranno le assisi diessine che sono sempre un modo efficace di verificare lo stato di salute del partito al centro e in periferia. La collocazione nel socialismo europeo è salda (dopo aver escluso un gruppo anomalo del Listone nel Parlamento di Bruxelles), come – a differenza del passato – sono più chiari i rapporti con il resto della sinistra, da Rifondazione alla Cgil passando per i nuovi movimenti (anche se la bacchettata di Fassino a Nanni Moretti, qualche giorno fa su “Repubblica”, poteva essere risparmiata: quel ricordare a chi pensava il contrario che anche “con questi dirigenti si vince” è apparsa un’impuntatura in stile piemontese, dal momento che dal “grido” morettiano in stile Munch molta acqua è passata sotto i ponti (e le incomprensioni sono diminuite).
Scontata la riconferma delle candidature di Fassino a segretario e di D’Alema a presidente, sarà importante capire su quale strategia la maggioranza dei Ds chiederà la riconferma della leadership. C’è intanto indecisione sulla “forma” dei documenti che verranno sottoposti al dibattito congressuale.
Fassino preferirebbe un Congresso “a tesi” che permetta emendamenti e non mozioni contrapposte. Che accadrà, poi, nelle diverse aree della Quercia?
I riformisti filo partito dell’Ulivo (la vecchia Mozione Morando) terranno nei prossimi giorni un seminario di studi al fresco delle vallate che circondano Sondrio. Soddisfatti del varo del Listone, tiepidi sulla sua trasformazione in Federazione, confluiranno in una nuova maggioranza?
L’area Socialismo 2000-Sinistra Ds – per semplificare, quella che fa capo a Cesare Salvi – chiede l’abbandono definitivo dell’idea del “partito unico” dell’Ulivo, pena l’abbandono della Quercia (“Il fatto che il ‘partito riformista’ sfumi è positivo. Consente quanto meno di rinviare, spero di evitare, scelte drastiche che ne sarebbero scaturite”, ha dichiarato ieri Salvi riferendosi alla ipotesi di fuoriuscita dai Ds)
Il Correntone della Mozione Berlinguer di sicuro non rinuncerà a rimarcare la propria fisionomia politica. Molte delle idee di quella Mozione si sono rivelate giuste alla distanza: l’analisi della sconfitta del 2001, la necessità di riaprire il dialogo a sinistra e con i movimenti, la rilettura critica dei processi di globalizzazione politica ed economica, la sintonia da ritrovare con le proposte della Cgil e del movimento sindacale, il rifiuto di accodarsi alla guerra in Iraq.
C’è anche il problema dei leader. Come si orienterà Veltroni, dato in crescita nel borsino dei possibili candidati a guidare l’alleanza che sfiderà la destra alle prossime elezioni politiche? Quale sarà il ruolo di Bassolino, indicato fino a non molto tempo fa come il candidato naturale a fare il candidato a vicepremier in caso di leadership inamovibile di Prodi? Eppoi Cofferati, forte della riconquista della simbolica Bologna, di sicuro farà sentire la sua voce sulle prospettive della Quercia.
Sembra impossibile che il nuovo Congresso dei Ds presenterà percentuali e panorami interni uguali a quelli di Pesaro. Ma siamo solo alle prime battute.
[Aldo Garzia]




Rispondi Citando
