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Discussione: Evitata l'ammonizione

  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Evitata l'ammonizione

    da www.ilsole24ore.com

    " Per l'Italia nessun «early warning»
    Ma conti pubblici sotto «stretto monitoraggio». Impegno di Berlusconi per una manovra correttiva da 7,5 miliardi di euro. Avviata la procedura per deficit contro la Grecia e sei nuovi Paesi membri

    di Piero Fornara



    I ministri delle Finanze dell'Ecofin hanno deciso di non lanciare un early warning all'Italia, accogliendo così l' orientamento che era stato espresso
    stamattina da 12 ministri della zona euro. Nella dichiarazione conclusiva i Venticinque prendono atto con favore degli «impegni del Governo italiano per restare sotto la soglia del 3 per cento nel rapporto deficit/Pil attraverso una manovra correttiva da 7,5 miliardi di euro». L'Ecofin si «felicita degli impegni presi dall'Italia» per evitare un deficit eccessivo nel 2004, ma sottolinea anche di voler «seguire da vicino l'evoluzione della situazione italiana» in particolare in merito al debito e all'andamento del bilancio nel 2005. «Ogni misura di taglio fiscale dovrebbe essere finanziata da risparmi nella spesa pubblica commisurati». Così è scritto nella dichiarazione finale dell'Ecofin.

    «È incoraggiante che Berlusconi si sia impegnato personalmente ad attuare le misure contro il rischio di deficit eccessivo» ha detto il ministro olandese delle Finanze Gerrit Zalm, presidente di turno del Consiglio. I ministri delle Finanze della Ue hanno invece approvato la procedura per deficit eccessivo contro la Grecia. el 2003, la Grecia ha sforato la soglia del 3% nel rapporto deficit-Pil, registrando un disavanzo al 3,2%, rispetto all'1,5% del 2002.

    Nella raccomandazione inviata al governo greco, il Consiglio chiede di mettere fine alla situazione di deficit eccessivo al massimo entro il 2005 e di agire a questo scopo prendendo misure entro il 5 novembre 2004. La Grecia il quinto paese della zona dell'euro contro cui il Consiglio Ecofin ha deciso di lanciare una procedura per deficit eccessivo. Si aggiunge a Portogallo (già abrogata), Francia e Germania (congelata, in attesa di sentenza della Corte
    di giustizia) e Olanda (accettata senza contestazioni).

    Infine c'è stato il via libera del Consiglio Ecofin alle procedure di deficit eccessivo e alla conseguente richiesta di attuare misure correttive, per Cipro, Repubblica Ceca, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia.

    Era cominciata presto questa mattina la giornata di lavoro: alle otto c'è stata una riunione degli "sherpa" dei ministri dell'Economia, seguita alle dieci dall'Eurogruppo (i dodici Paesi della zona euro). L'Ecofin vero e proprio, formato da tutti i 25 ministri dell'Economia e Finanze della Ue allargata si è svolto dopo le ore 15. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi era arrivato in mattinata a Bruxelles: fonti comunitarie concordanti hanno subito rilevato che l'Italia non avrebbe dovuto avere difficoltà: il clima è «molto positivo» e «in principio non ci saranno difficoltà per l'Italia».

    Le prime dichiarazioni dei ministri sono apparse favorevoli: «Non credo ci sarà bisogno di lanciare un early warning», ha detto Hans-Keinz Grasser, ministro austriaco delle Finanze. «Sono molto fiducioso sul fatto che il Governo italiano stia prendendo molto seriamente gli sviluppi di bilancio». Anche Pedro Solbes, ministro delle finanze spagnolo, e "padre" della proposta di early warning in quanto ex commissario Ue agli Affari monetari ed economici, è parso disponibile a dare credito agli impegni del Governo italiano.«Oggi verrà presa una decisione che non danneggerà l'Italia», ha osservato Jean-Claude Junker, primo ministro e ministro delle Finanze lussemburghese, al termine della riunione dell'Eurogruppo a Bruxelles, rispondendo ai giornalisti.

    La presidenza olandese aveva annuciato che intendeva seguire il "metodo del 2002": allora i governi tedesco e portoghese convinsero le altre capitali della bontà dei loro impegni guadagnando la sospensione della proposta di "early warning". Il ministro delle Finanze olandese Gerrit Zalm, presidente di turno, ha dichiarato che mantenere il "cartellino giallo" o meno all'Italia «dipenderà da quanto indicherà» Berlusconi sulle misure per mantenere il deficit/pil sotto il 3 per cento.

    L'Olanda ha escluso l'ipotesi di un rinvio della decisione: «Siamo in luglio e discutiamo di un early warning, se rimandiamo la discussione ad ottobre diventa un late warning», ha detto ieri Zalm in un breve incontro stampa a Bruxelles. Anche il commissario Ue agli Affari monetari ed economici Jaquin Almunia ritiene che la decisione su un eventuale early warning all'Italia non possa essere ritardata: «Berlusconi spiegherà al consiglio quali misure saranno adottate nei prossimi giorni», ha detto Almunia al suo arrivo alla riunione dell'Eurogruppo.

    Anche l'Olanda, che aveva sempre avuto un'impostazione "rigorista" del bilancio, ha sforato nel 2003 il tetto del rapporto deficit-Pil previsto dal Patto, con un disavanzo del 3,2 per cento. La Commissione ha proposto una procedura per far rientrare il deficit sotto il 3% già nel 2004. La proposta è stata approvata dall'Ecofin con il consenso dello stesso ministro olandese Gerrit Zalm, che ha riconosciuto «appropriata» la raccomandazione.

    A chiedere ai Paesi membri della Ue di approvare l'invio del "cartellino giallo" sui conti pubblici italiani è stata la Commissione europea lo scorso 28 aprile, sulla base delle sue previsioni che - a politiche invariate - stimano un rapporto deficit-pil del 3,2% nel 2004 (0,2 punti percentuali sopra il criterio fissato da Maastricht per la stabilità dell'euro), e del 4% l'anno successivo.

    La richiesta è stata respinta dall'Ecofin l'11 maggio, quando i venticinque ministri economico-finanziari della Ue - con le uniche riserve di Austria e Svezia e l'aperta opposizione della Spagna - hanno deciso di rinviare al 5 luglio la decisione. Nell'annunciare il rinvio, l'allora presidente di turno dell'Ecofin, il ministro delle Finanze irlandese Charlie McCreevy, aveva sottolineato che «il Governo italiano si è fermamente impegnato a tenere il proprio deficit sotto il 3% con misure tempestive ed immediate. C'è stato quindi un consenso per posticipare a luglio la decisione, dopo la verifica degli interventi aggiuntivi».
    "

    Shalom

  2. #2
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    Predefinito Re: Evitata l'ammonizione

    In origine postato da Pieffebi
    da www.ilsole24ore.com

    " Per l'Italia nessun «early warning»
    Ma conti pubblici sotto «stretto monitoraggio». Impegno di Berlusconi per una manovra correttiva da 7,5 miliardi di euro. Avviata la procedura per deficit contro la Grecia e sei nuovi Paesi membri

    di Piero Fornara



    I ministri delle Finanze dell'Ecofin hanno deciso di non lanciare un early warning all'Italia, accogliendo così l' orientamento che era stato espresso
    stamattina da 12 ministri della zona euro. Nella dichiarazione conclusiva i Venticinque prendono atto con favore degli «impegni del Governo italiano per restare sotto la soglia del 3 per cento nel rapporto deficit/Pil attraverso una manovra correttiva da 7,5 miliardi di euro». L'Ecofin si «felicita degli impegni presi dall'Italia» per evitare un deficit eccessivo nel 2004, ma sottolinea anche di voler «seguire da vicino l'evoluzione della situazione italiana» in particolare in merito al debito e all'andamento del bilancio nel 2005. «Ogni misura di taglio fiscale dovrebbe essere finanziata da risparmi nella spesa pubblica commisurati». Così è scritto nella dichiarazione finale dell'Ecofin.

    «È incoraggiante che Berlusconi si sia impegnato personalmente ad attuare le misure contro il rischio di deficit eccessivo» ha detto il ministro olandese delle Finanze Gerrit Zalm, presidente di turno del Consiglio. I ministri delle Finanze della Ue hanno invece approvato la procedura per deficit eccessivo contro la Grecia. el 2003, la Grecia ha sforato la soglia del 3% nel rapporto deficit-Pil, registrando un disavanzo al 3,2%, rispetto all'1,5% del 2002.

    Nella raccomandazione inviata al governo greco, il Consiglio chiede di mettere fine alla situazione di deficit eccessivo al massimo entro il 2005 e di agire a questo scopo prendendo misure entro il 5 novembre 2004. La Grecia il quinto paese della zona dell'euro contro cui il Consiglio Ecofin ha deciso di lanciare una procedura per deficit eccessivo. Si aggiunge a Portogallo (già abrogata), Francia e Germania (congelata, in attesa di sentenza della Corte
    di giustizia) e Olanda (accettata senza contestazioni).

    Infine c'è stato il via libera del Consiglio Ecofin alle procedure di deficit eccessivo e alla conseguente richiesta di attuare misure correttive, per Cipro, Repubblica Ceca, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia.

    Era cominciata presto questa mattina la giornata di lavoro: alle otto c'è stata una riunione degli "sherpa" dei ministri dell'Economia, seguita alle dieci dall'Eurogruppo (i dodici Paesi della zona euro). L'Ecofin vero e proprio, formato da tutti i 25 ministri dell'Economia e Finanze della Ue allargata si è svolto dopo le ore 15. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi era arrivato in mattinata a Bruxelles: fonti comunitarie concordanti hanno subito rilevato che l'Italia non avrebbe dovuto avere difficoltà: il clima è «molto positivo» e «in principio non ci saranno difficoltà per l'Italia».

    Le prime dichiarazioni dei ministri sono apparse favorevoli: «Non credo ci sarà bisogno di lanciare un early warning», ha detto Hans-Keinz Grasser, ministro austriaco delle Finanze. «Sono molto fiducioso sul fatto che il Governo italiano stia prendendo molto seriamente gli sviluppi di bilancio». Anche Pedro Solbes, ministro delle finanze spagnolo, e "padre" della proposta di early warning in quanto ex commissario Ue agli Affari monetari ed economici, è parso disponibile a dare credito agli impegni del Governo italiano.«Oggi verrà presa una decisione che non danneggerà l'Italia», ha osservato Jean-Claude Junker, primo ministro e ministro delle Finanze lussemburghese, al termine della riunione dell'Eurogruppo a Bruxelles, rispondendo ai giornalisti.

    La presidenza olandese aveva annuciato che intendeva seguire il "metodo del 2002": allora i governi tedesco e portoghese convinsero le altre capitali della bontà dei loro impegni guadagnando la sospensione della proposta di "early warning". Il ministro delle Finanze olandese Gerrit Zalm, presidente di turno, ha dichiarato che mantenere il "cartellino giallo" o meno all'Italia «dipenderà da quanto indicherà» Berlusconi sulle misure per mantenere il deficit/pil sotto il 3 per cento.

    L'Olanda ha escluso l'ipotesi di un rinvio della decisione: «Siamo in luglio e discutiamo di un early warning, se rimandiamo la discussione ad ottobre diventa un late warning», ha detto ieri Zalm in un breve incontro stampa a Bruxelles. Anche il commissario Ue agli Affari monetari ed economici Jaquin Almunia ritiene che la decisione su un eventuale early warning all'Italia non possa essere ritardata: «Berlusconi spiegherà al consiglio quali misure saranno adottate nei prossimi giorni», ha detto Almunia al suo arrivo alla riunione dell'Eurogruppo.

    Anche l'Olanda, che aveva sempre avuto un'impostazione "rigorista" del bilancio, ha sforato nel 2003 il tetto del rapporto deficit-Pil previsto dal Patto, con un disavanzo del 3,2 per cento. La Commissione ha proposto una procedura per far rientrare il deficit sotto il 3% già nel 2004. La proposta è stata approvata dall'Ecofin con il consenso dello stesso ministro olandese Gerrit Zalm, che ha riconosciuto «appropriata» la raccomandazione.

    A chiedere ai Paesi membri della Ue di approvare l'invio del "cartellino giallo" sui conti pubblici italiani è stata la Commissione europea lo scorso 28 aprile, sulla base delle sue previsioni che - a politiche invariate - stimano un rapporto deficit-pil del 3,2% nel 2004 (0,2 punti percentuali sopra il criterio fissato da Maastricht per la stabilità dell'euro), e del 4% l'anno successivo.

    La richiesta è stata respinta dall'Ecofin l'11 maggio, quando i venticinque ministri economico-finanziari della Ue - con le uniche riserve di Austria e Svezia e l'aperta opposizione della Spagna - hanno deciso di rinviare al 5 luglio la decisione. Nell'annunciare il rinvio, l'allora presidente di turno dell'Ecofin, il ministro delle Finanze irlandese Charlie McCreevy, aveva sottolineato che «il Governo italiano si è fermamente impegnato a tenere il proprio deficit sotto il 3% con misure tempestive ed immediate. C'è stato quindi un consenso per posticipare a luglio la decisione, dopo la verifica degli interventi aggiuntivi».
    "

    Shalom



    ECOFIN/ ARCHIVIATO EARLY WARNING,ROMA RESTA SORVEGLIATA-il punto
    05/07/2004 - 20:26
    Con accettazione entità manovra, impegno premier è sufficiente

    Bruxelles, 05 lug. (Apcom) - La chiusura della procedura di "early warning" nei confronti dell'Italia, decisa oggi a Bruxelles dal Consiglio Ecofin, [B]era un atto dovuto[/B ] dopo che il premier e ministro ad interim dell'Economia, Silvio Berlusconi, aveva accettato la valutazione della Commissione europea sull'entità della manovra finanziaria - necessaria per non superare il limite del 3% del deficit rispetto al Pil nel 2004 - e si era impegnato ad attuare misure di corrispondenti a tale entità (7,5 miliardi di euro).

    Era proprio sull'ammontare della manovra che l'Italia, con l'ex ministro Giulio Tremonti, aveva contestato Bruxelles, affermando che sarebbero bastate misure pari a 5 miliardi di euro. Ed era per questo che la Commissione aveva reputato necessario, finora, indirizzare l'avvertimento 'early warning' all'Italia. Ma non avendo oggi Berlusconi insistito sulla cifra di 5 miliardi di euro, e non essendoci più contestazioni sulla valutazione della Commissione, l'early warning non aveva più senso. Lo ha ricordato lo stesso commissario per gli Affari Economici e monetari, Joaquin Almunia. "Gli early warning - ha detto - non sono procedure formali come quelle per deficit eccessivo. Scopo della decisione della Commissione era ottenere" le garanzie presentate dal Berlusconi e quelle "sono sul tavolo".

    Ma la chiusura di questa procedura, per così dire "preliminare", e l'accettazione dell'impegno formale di Berlusconi sull'entità della manovra, messo a verbale nelle conclusioni dell'Ecofin ("Ci aspettiamo una decisione formale del governo in 10 giorni", ha detto il presidente di turno dell'Ecofion, Gerrit Zalm) non significano un'approvazione "a scatola chiusa" delle misure che il premier ha illustrato oggi a sommi capi.

    Esaurita la fase del possibile avvertimento preventivo, l'Italia ha tempo fino a dicembre per rimettere in sesto i conti pubblici. La verifica sull'attuazione effettiva delle delle misure promesse (e per allora si suppone messe in atto) dal Governo si farà all'inizio del 2005.

    Ma per il rispetto delle norme Ue sui conti pubblici gli occhi della Commissione e dell'Ecofin riprenderanno la vigilanza sull'Italia sin dal prossimo autunno, quando l'Ue riceverà il programma di stabilità del Governo e nell'arco di un paio di mesi, a cavallo tra dicembre e gennaio, darà il proprio giudizio.


    All'inizio dell'anno, se l'esame sui risultati del 2004 darà un responso negativo, con un disavanzo superiore al 3% del Pil, Bruxelles aprirà una procedura per deficit eccessivo a carico dell'Italia. Se invece rileverà il rispetto dei parametri di Maastricht per l'anno in corso, il 2004 sarà archiviato e i controlli dell'Unione europea si concentreranno allora sul 2005.


    "L'impressione è che il pacchetto sia adeguato per il 2004; ma allo stesso tempo, - ha osservato Zalm - c'è la necessità di altre misure per il 2005". E Almunia ha precisato: "Con la proposta di early warning chiedevamo un consolidamento dei conti pubblici pari a 7 miliardi di euro per il 2004, con misure per consolidarli ulteriormente per il 2005. In base alla prima valutazione, l'ammontare di 7,5 miliardi delle misure annunciate da Berlusconi corrisponde più o meno a quello che chiedevamo; ma - ha concluso il commissario agli Affari economici e monetari - dovremo adesso esaminare gli sviluppi dell'anno prossimo e ciò che succederà nell'evoluzione del debito pubblico".

    Un debito pubblico la cui discesa - non manca di rilevare preoccupata la Commissione - si è ormai fermata al 106% rispetto al Pil, sia quest'anno che l'anno prossimo, mentre secondo il Patto si Stabilità dovrebbe continuare a ridursi "a ritmo sostenuto" fino alla barra, ancora lontanissima, del 60%.


    copyright @ 2004 APCOM
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  3. #3
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    per intanto l'abbiamo scampata, cosa che invece nè Francia nè Spagna son riuscite a fare
    rosica....rosica

  4. #4
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    Visto che la manovra pare che bloccherà gli aumenti di stipendio già concordati per i dipendenti pubblici e quelli delle AUSL, forse qualcuno non sarà tanto contento di averla scampata...

  5. #5
    SENATORE di POL
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    da www.ansa.it

    " [....] AN, GRANDE SODDISFAZIONE PER IMPEGNO PREMIER
    ''Alleanza Nazionale esprime grande soddisfazione per l'impegno profuso in sede Ecofin dal presidente del Consiglio che ha consentito al nostro Paese di superare la procedura di early warning''. Lo afferma An, attraverso il portavoce Mario Landolfi.
    "

    Cordiali saluti

  6. #6
    SENATORE di POL
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    da www.adnkronos.com

    " Follini convoca d'urgenza un vertice dell'Udc
    Governo, Lega: ''Berlusconi mantenga l'interim fino alla finanziaria''
    Maroni avverte: ''Se la prospettiva e' l'approvazione del federalismo entro la legislatura, noi ci stiamo altrimenti ce ne andiamo''


    Roma, 5 lug. (Adnkronos) -
    '' La Lega Nord invita il presidente del Consiglio a continuare l'azione di politica economica tracciata da Giulio Tremonti mantenendo l'interim del ministero dell'Economia almeno fino all'approvazione della prossima legge finanziaria ''. E' quanto si legge nel documento ufficiale del Carroccio distribuito al termine del consiglio federale di questo pomeriggio. Nel comunicato, il Carroccio sottolinea, comunque, ''la preoccupazione e il rammarico per l'allontanamento di Tremonti e gli rinnova la piu' convinta solidarieta'''.
    ' 'La Lega nord ha aderito alla Cdl -si legge nella nota del Consiglio- per realizzare il federalismo. Nonostante cio' che e' successo, la Lega ritiene che sussistono ancora le condioni politiche per approvare definitivamente, entro la legislatura la riforma federale dello Stato''. E il ministro del Welfare Roberto Maroni aggiunge: ''Se la prospettiva e' questa, noi ci stiamo, altrimenti ce ne andiamo''. Il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli precisa che ''entro due settimane Berlusconi deve fare sottoscrivere il testo della riforma federale ai ledear di tutti i partiti della maggioranza''.
    Maroni ha spiegato anche che ''nessuno meglio di Berlusconi puo' sostituire Tremonti, a maggior ragione dopo la fiducia data dall'Ecofin all'Italia sulla base della parola del premier''.
    Il segretario dell'Udc Marco Follini, intanto, ha convocato d'urgenza un vertice politico del partito. La decisione e' stata presa da Follini appena atterrato a Budapest, per una riunione del Ppe. Sul tavolo della riunione, fissata per le 10 di domani, la situazione della successione a Tremonti. Alla luce, soprattutto, del nuovo scenario in cui si profilerebbe un 'interim' lungo per il premier Silvio Berlusconi. Ieri sera, infatti, i tg delle 20 hanno fatto filtrare quella che sembra la linea del presidente del Consiglio: tenersi l'interim all'Economia fino alla riforma fiscale.
    Alleanza nazionale ''esprime grande soddisfazione per l'impegno profuso in sede Ecofin dal presidente del Consiglio, che ha consentito al nostro paese di superare la procedura di early warning''. E' quanto afferma in una nota il portavoce di Alleanza nazionale Mario Landolfi. Il vicepremier Gianfranco ha raggiunto in serata, a palazzo Grazioli, il premier reduce dalla riunione Ecofin di Bruxelles. A palazzo Grazioli, anche i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e Paolo Bonaiuti.
    "

    Saluti liberali

  7. #7
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    da www.ilfoglio.it

    " Il Cav. non è ammonito e strappa pure un “sì, ma” sui tagli alle tasse
    Gioco di sponda con Parigi e Berlino. La Commissione, più fredda, acconsente. L’olandese vede bene il doppio incarico
    --------------------------------------------------------------------------------
    Bruxelles. “Questo nuovo lavoro mi piace molto”, dice Silvio Berlusconi, il primo ministro, anzi ministro dell’Economia, ai neocolleghi dell’Ecofin. E, come ai tempi in cui era primo ministro, anzi ministro degli Esteri, non solo gli piace, gli riesce pure. Gioca di sponda con Francia e Germania, incassando il credito di quando Giulio Tremonti lavorò per congelare le sanzioni del Patto di stabilità; ammansisce gli integralisti di Maastricht, dall’austriaco Karl-Heinz Grasser che, se a novembre sbraitava contro francesi e tedeschi, oggi definisce “convincente” il programma di Berlusconi, agli olandesi contrari nel ’97 all’Italia nell’euro e ora aggrappati alla sentenza della Corte di giustizia per veder sopravvivere un Patto che rischia di sanzionarli; convince, con le sue “garanzie personali”, che il deficit nel 2004 resterà sotto la soglia del 3 per cento; alla fine incassa il “no” dell’Ecofin all’early warning. Missione egregiamente compiuta. In mattinata il primo ministro, anzi ministro dell’Economia, ha illustrato all’Eurogruppo le misure che intende far adottare “entro 10 giorni”, inserendole nel quadro di miglioramento della situazione economica generale che “porterà nei prossimi mesi a maggiori entrate”. Berlusconi offre più di quanto chiesto dalla Commissione europea in aprile: oltre lo 0,6 per cento di pil per mantenere il disavanzo al di sotto del 3 per cento di deficit, che definisce un “tetto invalicabile e il baricentro della politica economica dell’Italia”. La manovra sarà di 7,5 miliardi di euro, di cui 5,5 di riduzione strutturale del deficit (4,2 miliardi di tagli alla spesa e 1,3 miliardi di riduzione dei trattamenti fiscali privilegiati nei settori assicurativo e bancario). Gli altri 2 miliardi sono una tantum derivanti principalmente dalla vendita di immobili. All’Eurogruppo le reazioni sono positive, in primo luogo da parte dell’asse anti-Patto di Francia e Germania. Il ministro dell’Economia di Parigi, Nicolas Sarkozy, si dice “soddisfatto” perché “l’Italia ha presentato le misure che erano state richieste due mesi fa”. Gli fa eco il collega tedesco, Hans Eichel, che, rimpiangendo Tremonti, riconosce che “con questi impegni l’Italia non ha più bisogno di early warning”. La Commissione è più fredda, perché “ha avuto poco tempo per valutare la manovra”, sottolinea la necessità di una piena attuazione delle misure annunciate, ma alla fine acconsente. “Il pacchetto presentato per il 2004 è adeguato”, taglia corto il presidente di turno e ministro delle Finanze olandese, Gerrit Zalm, che trasmette il tutto all’Ecofin del pomeriggio per la scontata decisione di chiudere la pratica. Il precedente germano-portoghese La formula adottata all’unanimità dai ministri dell’Economia e delle Finanze dei 25 ricalca quella usata per Germania e Portogallo nel 2002: le misure annunciate dal presidente del Consiglio, anzi ministro dell’Economia, “sono benvenute”, le preoccupazioni relative al deficit pubblico italiano vengono meno, la richiesta della Commissione di inviare un early warning è respinta e l’Ecofin continuerà a monitorare l’andamento dei conti pubblici. Anche perché quel precedente germano-portoghese non è di buon auspicio, dato che i due paesi sono poi incappati nella procedura per deficit eccessivo. Zalm concorda con il commissario agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia: “Pensiamo siano necessarie ulteriori misure nel 2005”, dice il primo, “dovremo esaminare gli sviluppi dell’anno prossimo e ciò che succederà nell’evoluzione del debito”, aggiunge il secondo. Il presidente del Consiglio, anzi ministro dell’Economia, ricorda loro la riforma delle pensioni, che “sarà approvata entro luglio”, mentre fonti a lui vicine specificano che la riduzione strutturale del deficit avrà un effetto doppio il prossimo anno, arrivando allo 0,9 per cento. Ma il risultato forse più importante è il via libera implicito dei 25 al piano sulle tasse del governo. “Ogni misura di riduzione fiscale dovrebbe essere finanziata attraverso equivalenti risparmi”, dice la dichiarazione finale Ecofin, che coincide con le parole di Berlusconi: “Nessuno ha mai pensato a una riduzione delle tasse senza una parallela riduzione delle spese”. Una prima giornata di soddisfazioni, dunque, per il primo ministro, anzi ministro dell’Economia, che ha assicurato che “continuerà a venire a Bruxelles” in questa veste. “E’ il segno del suo impegno”, gli riconosce Zalm, che sottolinea due vantaggi che ha Berlusconi nel ricoprire i due incarichi: “Lo ha già fatto quando era anche ministro degli Esteri e, soprattutto, non deve scontrarsi con il primo ministro”.
    "

    Saluti liberali

  8. #8
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    Che i conti fossero a posto ci può credere solo chi non sa di cosa si parli.

    che non fossero a posto, ma non sarebbe difficile da capire, lo dimostra il fatto che **** ha dovuto mettere la parola sul fatto che sarà approvata MANOVRA CORRETTIVA ( lo stesso termine indica che si corregge qualcosa di sbagliato) DELL' IMPORTO RICHIESTO DALLA COMMISSIONE.


    Inoltre, la non formalizzazione del early warning, era l'epilogo a priori della vicenda.

    sapendo come funziona un e.w. forse si eviterebbe di dire castronerie.

    Per scongiurare esso è SUFFICIENTE che si assuma l'impegno a rientrare nei parametri, non è richiesto neanche che le norme siano approvate, dato che può avvenire in un secondo momento ( nel ns. caso entro 10 gg)................ tanto più se tale impegno viene preso, in prima persona, da un capo di Governo.

    che i conti non fossero a posto, inoltre, è testimoniato dal fatto che, anche attuando la manovra a cui ci si è impegnati, essa sarà posta a verifica per vedere se ha conseguito l' obbiettivo.

    che i conti siano fuori controllo, inoltre, è dimostrato dal fatto che già gli hanno sturato le orecchie per il 2005, come gli hanno detto che il debito non si ridurrà come da impegni presi, ricordandogli che gli impegni vanno mantenuti, dato che quello del debito è un parametro ancora piùì importante del rapporto deficit/PIL.

    Che l' e.w., infine, non avesse ricadute particolari in nessun caso è dimostrato dal fatto che eventuali sanzioni sarebbero applicate SOLO dopo 2 anni dalla non osservanza delle richieste.

    Che non abbia rilevanza, inoltre, è dimostrato dal fatto che pur non essendo stato emesso le agenzie di rating non lo hanno preso minimamente in considerazione, dato che per i loro giudizi non si basano su avvertimenti formali o meno ............... bensì su tutt'altro.

    Il fatto che le agenzie non abbiano dato peso, dimostra ulteriormente che hanno seri dubbio sulle capacità del ns. paese di conseguire gli obbiettivi da rispettare.

    Agli incompetenti.
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

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    " analisi

    Il rigore che porta sviluppo


    di Adriana Cerretelli


    Alla fine l'Italia ce l'ha fatta a evitare il cartellino giallo. Silvio Berlusconi è riuscito a convincere i partner europei della serietà dell'impegno del Governo in fatto di politiche anti-deficit e della volontà di attuarle al più presto. Dunque niente early warning al nostro Paese per il temuto sfondamento della soglia invalicabile del 3% in quanto sono stati presentati adeguati correttivi. Esattamente come avevano fatto due anni fa Portogallo e Germania: che avevano portato a termine con successo la stessa manovra all'Ecofin ma poi, nei fatti, non sono riusciti a mantener fede agli impegni, scivolando nel mare magnum del deficit eccessivo. Dal quale Berlino ancora non è uscita, Lisbona invece ce l'ha fatta, ma rischia quest'anno di ripiombarci. In altre parole, il pericolo scampato ieri a Bruxelles non significa affatto la fine dell'allarme rosso per la finanza pubblica italiana. Per varie ragioni.

    La prima ragione è che le misure non solo ora andranno approvate, ma dovranno essere attuate. E senza incidenti di percorso perché già contengono 2 miliardi di euro di una tantum su 7,5, cioè su una cifra certamente superiore ai 7 miliardi richiesti da Bruxelles, che però chiedeva tutti interventi strutturali. Sottigliezze, in fondo, di importanza relativa. Perché di questi tempi in Europa nessuno o quasi è perfetto. Nessuno quindi, a cominciare da Germania e Francia. è in grado di lanciare la prima pietra contro l'Italia. Che però, per l'iper-debito che si trascina dietro - 106% del Pil, pari a un quarto del totale di Eurolandia, contro il limite massimo del 60% fissato da Maastricht - per non parlare della bomba-pensioni e il peso del welfare che erodono la sostenibilità a lungo termine dei conti pubblici, resta un'economia estremamente vulnerabile.

    Punita per di più nel suo potenziale di crescita anche da riforme strutturali che regolarmente esitano a presentarsi all'appuntamento. Per questo il rigore nell'attuazione dei correttivi appena annunciati è nell'interesse nazionale prima ancora che europeo. Per questo qualsiasi scostamento dalla retta via rischierebbe di ritorcersi sui suoi autori, con pesanti ripercussioni sulla crescita economica, sul "rating" del Paese, sulla credibilità stessa del sistema-Italia. Con tutti i danni relativi. C'è però anche un'altra ragione che ci condanna senza scampo al successo della manovra correttiva non solo quest'anno, ma anche il prossimo. E non è tanto la stretta sorveglianza europea sul nostro operato. Quanto e soprattutto la revisione in cantiere delle regole di applicazione del Patto di stabilità.

    La riforma non arriverà prima del 2005 ma alcuni contorni cominciano a essere acquisiti. Come è emerso del resto dall'Ecofin di ieri. C'è ormai consenso, per esempio, sull'assoluta necessità di coniugare disciplina dei conti e rilancio della crescita economica in Europa. Di qui l'idea che i Paesi con il bilancio in ordine possano usare i rispettivi margini di manovra per investire massicciamente in ricerca e sviluppo, in infrastrutture nonchè in programmi di allentamento della pressione fiscale. Anche per ridurre progressivamente la forbice che oggi separa l'Unione e le sue imdustrie dai concorrenti americani, con un peso fiscale decisamente più leggero. Non solo dunque l'abbattimento del debito, non solo le riforme dei mercati del lavoro, dei prodotti e dei servizi ma anche i conti pubblici a posto diventano l'ineludibile passe-partout per chiunque in Europa voglia carburare la crescita.

    A cominciare dal Governo Berlusconi che anche ieri ha ribadito il taglio della pressione fiscale come priorità assoluta. Sembra un'equazione impossibile, addirittura uno slogan suicida per i Governi in carica, ma la via europea allo sviluppo oggi passa per bilanci in equilibrio. Questo è l'idem sentire e l'Italia l'ha capito. Dopo lo sfoggio di buoni propositi, il problema sarà per il Governo Berlusconi come per tutti gli altri riuscire a tenere il timone sulla rotta giusta. Con una postilla preoccupante: se non riusciremo e al più presto a recuperare i ritardi accumulati nel risanamento della finanza pubblica, con il nuovo Patto di stabilità rischieremo di ritrovarci condannati a crescere meno degli altri.

    6 luglio 2004
    "

    Il 2005 è lontano, la riforma...si vedrà come andrà in porto. Per la verità sarà ancora l'Europa nel suo inseme a crescere meno di altri, grazie alla sua struttura economica sociale obsoleta, e alla miopia politica dei suoi "esperti" ed euroburocrati. L'Italia rischia, come al solito, di sommare all'handicapp europeo quello proprio.
    Saluti liberali

 

 

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