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ENRICO BERLINGUER SINISTRA RIFLETTE,'PENSIERI LUNGHI' FINO A OGGI IN CAMPIDOGLIO LO RICORDANO VELTRONI, ANDREOTTI, MUSSI, INTINI
ANSA) - ROMA, 7 LUG - In Campidoglio si parla dei 'pensieri lunghi' di Enrico Berlinguer. E in un convegno per il ventennale della morte del segretario del Pci, i politici che parlano dal palco, da Andreotti a Mussi, da Veltroni a Intini, ne approfittano per fare piu' di qualche sostanziosa capatina nel presente politico a partire dal passato di Berlinguer.
Visto anche che, come ricorda il sindaco Walter Veltroni, Berlinguer muore nel 1984 ''l'anno di Orwell'', un altro che di 'pensieri lunghi' se ne intendeva di certo.
Se e' lo storico cattolico Pietro Scoppola il primo lanciare l'amo e a 'tirare un po' per la giacca' Berlinguer (''l'Ulivo - sottolinea - non puo' essere comparato alla solidarieta' nazionale ma il 1996 non ci sarebbe stato se la solidarieta' nazionale non ci fosse stata...''), Veltroni non se lo lascia sfuggire. E, nel suo intervento, fa riferimento proprio allo 'sdoganamento' operato da Berlinguer del Pci rispetto all'Urss e all'opera fatta per ''andare molto avanti lungo la via della guarigione dal suo strabismo ideologico''. Il Pci di quegli anni (''nel quale - racconta il sindaco - entrai proprio perche' mi piacevano le accelerazioni'') era un ''luogo aperto''. ''Un luogo - spiega Veltroni - dove poteva benissimo sentirsi a casa chi comunista non era, chi non era animato da alcun tipo di 'antiamericanismo' di principio, chi condivideva ideali di liberta' e giustizia sociale, la volonta' di dar voce alle domande dei ceti e delle persone piu' deboli, la visione del mondo dove al primo posto ci potessero essere solidarieta' e convivenza pacifica tra i popoli''.
Gli va dietro subito Ugo Intini che, a proposito dell'austerita' professata da Berlinguer, sottolinea che ''questo fu senz'altro il pensiero piu' lungo'' del segretario del Pci. ''La distruzione dell'ambiente e delle risorse, l'Aids, lo squilibrio crescente e ormai moralmente offensivo tra Nord e Sud del mondo sono andati oltre le previsioni di Berlinguer. Proprio qui si trova oggi il terreno di incontro decisivo tra tradizione socialista e tradizione cristiana. Vedo lo straordinario impegno di Veltroni per l'Africa. Mi piace pensare che sia l'impegno di un ragazzo formato alla scuola morale di Berlinguer''.
E sulla stessa linea e' Fabio Mussi che arriva a citare insieme Enrico Berlinguer e Jeremy Rifkin.
Ma il valzer dei riferimenti all'attualita' tocca il suo apice col binomio compromesso storico - 'listone' piu' sinistra massimalista. ''Il compromesso storico di Berlinguer - arriva a dire Intini - immaginava un'alleanza tra comunisti, cattolici democratici, socialisti e laici in un arco che arrivava a comprendere il 90% delle forze politiche. Oggi esso si affanna per raggiungere il 50%. E tuttavia cosa e' se non questo l'alleanza che cerchiamo di costruire tra la lista unitaria e la sinistra radicale?''. Intini non tralascia pero' di ricordare che ''all'epoca l'area comunista pesava tre volte piu' di quella socialdemocratica e riformista... Mentre oggi - dice - e' il contrario''.
Immediata la replica pepata di Fabio Mussi. ''Mi pare - afferma il coordinatore del correntone Ds - che il mancato incontro tra il Pci e il Psi lo pago' di piu' il Psi... e comunque non mettiamo sulle spalle di Craxi e Berlinguer dei problemi che sono nostri...''.
Piero Fassino tace, sta seduto tutto il tempo in mezzo al pubblico a fianco di Giorgio Napolitano. Scambia qualche sguardo con Mussi solo mentre parla il senatore a vita Giulio Andreotti che ricorda il governo 'della non sfiducia' e l'opposizione di Carlo Donat Cattin al Pci. E i due ridono all'unisono quando l'ex presidente del Consiglio (facendo pure lui la sua puntata nell'attualita') lascia cadere una battuta 'luciferina' sui governi che ''sono come mobili antichi: quando si inizia il restauro si rischia che crolli tutto in un polverone...''. Con il pensiero di entrambi che va ovviamente a Silvio Berlusconi.
(ANSA). Y42 07-LUG-04 15:19




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