...hanno mostrato le immagini di un ragazzo iracheno che si preparava per farsi saltere in aria su un ponte. Salutava gli amici, li abbracciava, il tempo scorreva lento. Il suo sguardo era triste, ma di una tristezza consapevole e responsabile, e traspariva un cupio dissolvi che mi ha ricordato l'Antigone di Alfieri. Gli astanti cantavano una melodia triste. Poi il ragazzo saliva sul camion, si girava ancora verso gli amici e chiedeva loro di non dimenticarlo. Mi veniva quasi da piangere.
Nel cercare di scatenare il mio sdegno, chi ha messo in onda queste immagini, senza volerlo, mi ha regalato la più bella poesia di questi giorni.




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