Da "Il resto del carlino"
RAVE PARADE
Indecente la sfilata di sabatoDecibel, rifiuti e ingorghi
La città, sgomenta, si chiede cosa farà il sindaco Cofferati per il prossimo anno. * IMMONDEZZAIO Centomila giovani hanno ballato e bivaccato fino a ieri pomeriggio nel parco di Villa Angeletti, trasformandolo in un'immensa discarica. * CITTA' AGGREDITA Durante la parata di sabato notte, sono stati imbrattati i muri di mezza città, i portoni usati come gabinetti. * SOCCORSI Oltre un centinaio gli interventi, quaranta le persone ricoverate in ospedale. Gli operatori: 'Non facevano passare le ambulanze'.
BOLOGNA 5 LUGLIO - Uno s’arrende al colpo d’occhio. Magari fosse una visione ‘allucinogena’. Invece è tutto vero. E’ sepolta dai rifiuti l’erba di Villa Angeletti, il parco dietro la stazione dei treni. Il tanfo a trenta gradi è insopportabile. Di verde ormai ci sono solo i vetri, una distesa di vetri. I ‘vuoti’ di questa sbornia collettiva: alcol e droga. Birre e rhum, lattine, carte e cartoni. Sotto anche altro.
Bisogna fare bene attenzione a dove si cammina, se l’odore non allerta. A quanto pare non sono bastati i sessanta cessi chimici installati da Hera. Qualcuno — tanti — non si è scomodato. Disinibito da un trattamento a base di alcol, pastiglie, funghi, fumo, maria e non so più cosa. Sostanze annacquate invano da sessantamila litri d’acqua garantiti da Hera. Si è consumata droga chimica piuttosto che spinelli. E’ così da anni. Verificato anche dai questionari che si fanno girare nei raduni: c’è anche qualcuno che risponde.
Domenica pomeriggio, alle quattro. Si sta svuotando il parco della ‘Street Rave Parade’. Il parco di ragazzi che paiono zombies. Quelli che non se ne vogliono andare. I superstiti del corteo antiproibizionista. Centomila presenze, per gli organizzatori del Livello 57. Il doppio dell’anno scorso. Quarantamila alla partenza, sabato sera ai Giardini Margherita. Le avanguardie erano in città da giorni, in arrivo da tutta Italia e dall’Europa. Ora resta una distesa infinita di camper, nelle strade qui fuori. Obiettivo realistico: sgomberare tutto entro domani.
Vorrebbero dare una prova di libertà, questi ragazzi. Difficile che i bolognesi l’abbiano intesa così. Le idee — anche la ‘riduzione del danno’, politica sulla droga praticata dalla Regione e molto contestata — finiscono al tappeto: solo che è un tappeto puzzolente di rifiuti. Solo che — ben più grave — è un tappeto di occhi persi, in ‘coma’ di coscienza, di ventenni conciati così male da lasciarti stordito di tristezza.
A metà pomeriggio l’armata degli spazzini si organizza. Trenta uomini, un’autobotte e tre spazzatrici. Provano a farsi largo tra il pattume, le staccionate buttate giù, gli alberi mutilati. «Il parco è stato devastato», è sintetico Fabio Giovagnini, del comitato «Street Rave parade no grazie», slogan con settecento firme che vuol dire: andate a farlo da un’altra parte. Alle nove del mattino i cittadini insonni avevano perlustrato Villa Angeletti con il presidente del quartiere Navile Claudio Mazzanti. Trasformato da contestatore in ‘garante’ infaticabile dell’ordine per incarico di Sergio Cofferati. Il sindaco — che si trova davanti anche una bella fetta di città contraria alla parata — ha telefonato ai rappresentanti del comitato. A giorni li dovrebbe incontrare.
A metà pomeriggio resistono i bivacchi degli ultimi ravers. Tra gente che pare svenuta, trenta cassonetti praticamente inutili — «dentro c’era sì e no qualche bottiglia», sono sconsolati gli uomini di Hera — sniffatori di cocaina e stand tanto per gradire che vendono «extacy naturale» scritto proprio così. Qualche camion deve ancora partire. Quello di trentatré metri paralizza la strada per un bel pezzo. La testa del corteo — decine di tir discoteca, un inferno di decibel — si era infilata qui dentro all’una e mezzo di notte. La coda si è adagiata dopo le quattro. E’ stata una maratona di malori. Più di cento gli interventi del 118 e delle unità di strada, i camper della Regione al loro debutto, una task force per soccorrere e informare.
Trentacinque giovanissimi sono stati portati all’ospedale. Quattro i casi più gravi. Uno s’è addormentato ed è volato da un muretto. «Non so come andava a finire se l’intervento dei medici non fosse stato così immeditato», tira un sospiro di sollievo Mazzanti. Proprio dagli uomini del soccorso, però, viene un segnale d’allarme serissimo. «La situazione così è ingestibile. E’ stata un’impresa soccorrere chi stava male. Gente che finiva calpestata, nella calca. Le ambulanze non riuscivano a passare. Un collega è stato preso a cazzotti. Un altro è stato coinvolto in una rissa. Noi lo stiamo dicendo al Comune. Così non si può lavorare». Un avviso per la prossima volta. Appunto. Tutti ora si chiedono: che cosa farà Cofferati? Una bella grana, per il nuovo sindaco. Per ora dal palazzo filtra solo una dichiarazione prudente.
Anzi un consiglio per gli organizzatori: visto che ogni anno le presenze aumentano, «bisognerebbe riflettere sulla necessità di trovare un luogo più consono». Ma in periferia — tipo al macello, come vorrebbe Mazzanti — o in un’altra città? Per ora il mistero resta.
Da notare a parte i fiumi di droga e pastiglie il comportamento privo di qualsiasi rispetto per la città e per i cittadini.
Finchè uno vuole suicidarsi con l’ecstasy faccia pure ma farla per terra, picchiare gli infermieri e lasciare inutilizzati i cassonetti è al limite di qualsiasi decenza. Tutto con l’amichevole appoggio dell’amministrazione comunale.




Rispondi Citando

