Un altro servizio pubblico è minacciato: è ora la volta delle biblioteche.

Il prestito dei libri, da sempre inserito tra i servizi di base diffusi in tutto il paese tra tutte le categorie di cittadini, sta per diventare un servizio a pagamento.

La Commissione europea ha giudicato alcuni paesi della comunità, tra i quali l'Italia, inadempienti nei riguardi della direttiva n. 100 del 1992 sul diritto di noleggio e di prestito.

Con questo provvedimento, emanato per armonizzare le norme sul diritto d'autore, è stato introdotto il principio dell'autorizzazione e della remunerazione per ottenere opere in prestito, ma è stata anche prevista la facoltà da parte degli stati di stabilire eccezioni a questo diritto a favore di istituzioni pubbliche.

Dopo l'applicazione della direttiva nelle leggi nazionali, un'indagine della Commissione ha evidenziato che troppo estese sono state le eccezioni perchè comprendono la quasi totalità delle biblioteche: in Italia le bibliotehce e le discoteche dello Stato e degli enti pubblici. Da qui la procedura di infrazione inviata dalla Commissione ai paesi giudicati inadempienti e la richiesta di giustificazione sulle scelte fatte.

Siamo molto preoccupati sull'esito finale, che potrebbe essere molto negativo per il servizio del prestito.

Se finiremo per pagare per ogni libro che richiederemo ad una biblioteca, saranno pesantemente intaccati i compiti istituzionali di promozione del libro e della lettura, più volte affermati e propagandati nei programmi di governo, di ogni governo.

Questa imposizione appare fortemente in contrasto, d'altra parte, con i molteplici progetti culturali promossi e realizzati dagli stessi organismi dell'Unione europea per sviluppare ed ampliare le possibilità di accesso all'informazione ed alla conoscenza, specialmente da parte delle categorie dei cittadini più svantaggiati.

Viene negata inoltre la forte opera di promozione e l'impegno delle organizzazioni internazionali, come l'UNESCO, che ha recentemente diffuso un manifesto sui servizi delle biblioteche pubbliche, e l'IFLA (International Federation of Library Associations and Institutions) che raccoglie tutte le associazioni di biblioteche del mondo.

In Italia, in particolare, sarà colpita la rete capillare delle biblioteche comunali e gli utenti più deboli quali i ragazzi, gli studenti, gli anziani.

Chiediamo perciò per sventare questa minaccia la mobilitazione non solo delle biblioteche e degli utenti, ma anche delle forze politiche, sociali, delle associazioni culturali perchè venga reso evidente il problema alle istituzioni, alle autorità politiche, agli organi di informazione.

Il nostro obiettivo è di ottenere un intervento deciso dell'Italia, in accordo con gli altri paesi, contro il pagamento del prestito nelle biblioteche pubbliche.

Il Presidente dell'Associazione Italiana Bibliotehce
Miriam Scarabò

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MANIFESTO IN DIFESA DEL PRESTITO GRATUITO NELLE BIBLIOTECHE





Considerato che:

Le biblioteche, musei, archivi, emeroteche, fonoteche e cineteche di enti pubblici e quelle che appartengono ad istituzioni di interesse della colletivita di carattere culturale, scientifico o educativo senza scopo di lucro, o ad altre istituzioni educative riconosciute

1. GARANTISCONO ai cittadini e alle cittadine laccesso libero e senza limiti allo studio, alla cultura e all'informazione.

2. ESERCITANO una funzione importante nello sviluppo e mantenimento di una società democratica che faciliti l'accesso ad un'ampia e vasta gamma di pensieri, idee e opinioni.

3. AIUTANO l'acquisizione e lo sviluppo delle abitudini di lettura, specialmente tra la popolazione infantile e giovanile

4. REALIZZANO un lavoro fondamentale nello sviluppo dei sistemi educativi fornendo gli strumenti necessari per acquisire conoscenze in tutti e in ciascuno dei diversi stadi della formazione.

5. REALIZZANO un lavoro indispensabile di appoggio alla ricerca che si realizza attraverso tutti i tipi di istituzioni, mettendo a disposizione degli/delle utenti le opere e le creazioni necessarie per il progresso del loro lavoro.

6. FUNGONO da vetrina della produzione culturale esistente, comprendendo nel loro patrimonio, e mettendolo a disposizione del pubblico, le opere create da intellettuali, scienziati, ed artisti. Questi ultimi beneficiano così dell'uso gratuito di un canale di pubblicità e diffusione delle loro idee.

7. ASSICURANO la diffusione, la conservazione, l'accessibilità delle opere di tutti i tipi, superando gli interessi commerciali di singoli, i limiti nella distribuzione delle opere, e le imposizione del mercato.

8. OFFRONO servizi nel rispetto dei diritti d'autore, funzionando, inoltre, come canale per diffondere tra i/le propri/ie utenti una conoscenza della materia e indirizzandoli/e verso un uso rispettoso delle opere protette e dei servizi riservati.

9. MANCANO di finalità lucrative, economiche o commerciali, dirette o indirette, ricercando come unico beneficio lo sviluppo culturale, educativo e professionale di coloro ai quali forniscono detti servizi, e, quindi, perseguendo il miglioramento del livello educativo e della competitività della società nel suo complesso.

10. APPARTENENGONO a tutti/e e a ciascuno/a dei/delle cittadini/e, visto che si finanziano con il denaro che tutti apportano attraverso le tasse.



Manifestiamo quindi la nostra convinzione sulla necessità di:

1. GARANTIRE il giusto equilibro tra gli interessi degli autori, editori e della società in generale mediante il quadro legislativo in materia di diritto d'autore.

2. GARANTIRE gli interessi culturali della società, visto che questa progredisce e si sviluppa mediante la promozione della ricerca e l'accesso libero alle creazioni intellettuali. Questa e non altra rappresenta la base della legge che regola il diritto d'autore.

3. MANTENERE gli attuali limiti sul prestito in biblioteca, ed altri istituti, stabilti dall'articolo 69 Legge del 22 aprile 1941 n. 633 e successive modifiche, come uno strumento efficente per una politica di promozione della Cultura e della lettura in Italia, che è in perfetta rispondenza con quanto stabilito dalla Direttiva 92/100/CEE sul prestito.
La Direttiva non solo stabilisce nell'articolo 5 la possibilità che ogni Stato Membro determini la remunerazione per il prestito delle opere in funzione delle sue politiche di promozione culturale , ma concede anche la possibilità di esonerare determinate istituzioni dal pagamento di questa remunerazione.

4. INSISTERE nel valore del servizio di prestito che le suddette istituzioni offrono, visto che sono un elemento che reca benefici anche ai titolari del diritto d'autore in quanto cittadini e creatori. I servizi di prestito sono uno strumento indispensabile per la creazione di nuovi lettori e, pertanto, di consumatori delle opere di tali soggetti.

5. SOTTOLINEARE l'importanza del servizio di prestito che offrono dette istituzioni, come strumenti indispensabili nell'appoggio alla educazione e ricerca.

6. INSISTERE nel dare rilievo all'importanza dell'investimento che gli enti pubblici realizzano nell'acquisizione di fondi per questi tipi di servizi, che rappresenta un beneficio diretto a favore degli autori e del settore editoriale in genere, essendo le biblioteche i clienti piu' grandi nell'acquisto di libri ed altre opere. Questo investimento rappresenta anche il riconoscimento esplicito della società all'importanza del contributo degli autori ed editori allo sviluppo culturale.

7. RICONOSCERE che per determinati tipi di opere, l'acquisizione realizzata da queste istituzioni è indispensabile per garantire la loro edizione e circolazione, visto il mercato ristretto di alcune opere.

8. EVITARE qualunque tipo di penalizzazione nei confronti dei servizi di prestito pubblico visto che andrebbe a discapito degli obbiettivi che si perseguono, che altro non sono che beneficiare ed agevolare il progresso della società.



Per tutto quanto ora esposto, manifestiamo il nostro parere CONTRARIO alla possibilità che il prestito pubblico realizzato dalle biblioteche ed altre istituzioni, che attualmente godono delle eccezioni previste nella legge sul diritto d'autore, possa essere assoggettato al pagamento di una remunerazione; inoltre sollecitiamo le Istituzioni Pubbliche, ed il Governo in primo luogo, a difendere il prestito nelle bibliotche, con le caratteristiche definite dall'attuale legislazione sul diritto d'autore.




Elaborato dal Gruppo Biblioteche e Proprietà Intellettuale (BPI) di FESABID, (Associazione Spagnola di Archivistica, Biblioteconomia, Documentazione e Musei) insieme ad altri professionisti del settore.
Adattamento alla situazione italiana e traduzione a cura di Marco Marandola, esperto sul diritto d'autore e membro del BPI, Pietro Tumminello di Bibl'aria , Annalisa Cichella e Luca Ferrieri, Biblioteca Civica di Cologno Monzese (Campagna Non Pago di Leggere).