Il Federalismo puo' stimolare lo sviluppo economico e sociale delle singole regioni perché la gestione locale di queste realtà permetterebbe di intervenire con maggiore funzionalità e rapidità oltre che adeguare gli interventi alle singole esigenze territoriali che in una nazione geograficamente varia come la nostra sono estremamente diversificate.
Il governo nazionale dovrebbe esclusivamente interessarsi di quelle strutture che devono intervenire capillarmente sul territorio e con omogeneità come i servizi di assistenza pubblica tecnica (catasto, ferrovie, strade, ecc..) e di sicurezza nazionale (giustizia, esercito, ecc..). Gli introiti fiscali delle singole regioni verrebbero gestiti localmente mentre solo una parte di essi, stabilita in percentuale, verrebbe destinata al fondo gestito dal governo centrale per le relative attività. I finanziamenti alle regioni bisognose colpite da calamità o in via di sviluppo verrebbero decisi dal governo centrale ma fatti direttamente dalle regioni non soggette a problemi analoghi in proporzione al loro gettito fiscale pro-capite. Analogo sistema per i finanziamenti di investimento e di prestito.
Questo meccanismo coinvolgerebbe le amministrazioni delle singole regioni che intervenendo direttamente verrebbero altrettanto direttamente coinvolte rendendosi automaticamente interessate a che i loro soldi siano usati
seriamente, al fine di non avere ulteriori richieste. In caso di prestiti sarebbe sempre interesse delle regioni prestanti dare assistenza e vigilanza al fine di garantire il rientro dei capitali. Così facendo si creerebbero delle automatiche e sicure forme di vigilanza evitando o riducendo drasticamente la creazione di fenomeni assistenzialistici o, comunque, parassitari.
Solo la prospettiva di poter godere dei propri raccolti può stimolare le regioni ad impegnarsi per ottenere i risultati migliori.
L'inutile assistenzialismo offerto al mezzogiorno ha sempre impedito lo stimolo dello stesso a svilupparsi perché la cronicità dei finanziamenti non ha fatto altro che proliferare enormi forme parassitarie politiche e mafiose che, ormai, si sono in gran parte amalgamate mentre dall'altro lato hanno sfruttato le risorse delle regioni del nord dimezzandone la potenzialità che avrebbe potuto trainare il resto del paese.
Questo meccanismo ha finito con il favorire quella parte marcia del sistema politico che mira a speculare sui tortuosismi di qualsiasi forma di finanziamento che più è ampio e complesso più offre occasioni per attingervi illecitamente. Il sud è finito, così, per diventare una semplice scusante per motivare crescenti e croniche richieste economiche al nord ed in quanto tale ha finito con il causare occulti interessi politici maggiori nel mantenere una tale situazione piuttosto che nel porvi rimedio.
Questa realtà ha inevitabilmente finito con il prendere coscienza nella gente. Alla gente del nord vengono fatte richieste in nome del sud mentre alla gente del sud viene dato poco o nulla di quello che è stato richiesto in suo nome al nord. Poiché subire un furto crea più rabbia di quanto lo possa fare una promessa insoddisfatta è conseguentemente logico che a ribellarsi maggiormente sia la parte derubata, il nord.
E' logico che la protesta venga, nell'immediato, rivolta alla classe politica che ha gestito la situazione ma quando ci si accorge che essa è totalmente insensibile, oltre che intoccabile, ce la si prende istintivamente con chi causa originariamente la situazione con le sue richieste.




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