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    Predefinito La misteriosa morte nera.....

    Stasera ho visto un'interessante documentario sulla peste in Europa(ricordatevi che vivo in Danimarca).
    Alcuni studiosi come Susan Scott e Christopher Duncan sono arrivati alla conclusione che quella malattia che per
    poco
    non estinse tutta la popolazione europea, non era la peste, bensi una terza
    malattia, ancora
    non identificata.
    Sebbene che avesse molti sintomi in comune con la peste, ci sono degli
    elementi che la escludono categoricamente: tra il periodo di incubazione e
    l'esplosione della malattia passano quasi 37 giorni (quí abbiamo la
    quarantena).
    I topi e le loro pulci ritenute responsabili non potevano vivere in Europa
    in quel periodo (specialmente l'europa settentrionale), le epidemie di peste
    in India e in Cina, ben documentate avevano una espansione diversa da quella
    europea. Ad es: l'epidemia del 1840 in Manchiuria, vi furono solo pochi
    infetti, e ancora piú pochi morti, l'epidemia in asia, impiegó 40 annia per
    spostarsi poche centinaia di chilometri .
    La cosidetta peste si diffuse in tutta l'europa in un periodo piú o meno di
    tre anni!!!!!

    Nelle epidemie asiatiche nonostante il clima favorevole per la malattia,
    raramente cerano piú di una o due persone infette in una famiglia, in europa
    le famiglie venivano sterminate (quasi) dalla febbre nera. Sono documentate
    in asia prima della diffusione della malattia,una forte moria di topi,
    centinaia e centinaia di cadavri di topi sparsi ovunque nella giungla.
    In europa manco traccia. Gli studiosi studiando e ristudiando le antiche
    cronache e lettere conservati nei monsteri e nelle chiese gli indizi puntano
    ad una malattia altamente infettiva che si trasmette da persona in persona.
    Solo cosí si spiegerebbe come mai una malattia si diffonde in un territorio
    vasto come l'europa in meno di tre anni (nonostante l'allora clima rigido).
    E questo naturalmente scarta la peste come primo responsabile.
    Il dibattito é ancora vivo e alcuni hanno proposto come alternativa
    l'antrace (ora scartata) oppure una forma di influenza altamente letale come
    quella degli uccelli ora in Asia, oppure sul tipo della temuta Ebola in
    Africa (Sebbene che non sia influenza).

    Voi cosa ne
    pensate, cosa poteva essere ad amazzare migliaia di migliaia di esseri
    umani? Un virus sconosciuto, tipo Sars, Ebola...oppure una mutazione apocalittica della peste?

    ciao
    Syntax error.

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    Predefinito Re: La misteriosa morte nera.....

    In Origine Postato da kenshiroIT
    Stasera ho visto un'interessante documentario sulla peste in Europa(ricordatevi che vivo in Danimarca).
    Alcuni studiosi come Susan Scott e Christopher Duncan sono arrivati alla conclusione che quella malattia che per poco
    non estinse tutta la popolazione europea, non era la peste, bensi una terza malattia, ancora non identificata.
    Non solo. Secondo i due ricercatori, trattandosi di un virus (peraltro estremamente contagioso), potrebbe rifarsi vivo in qualsiasi momento, con conseguenze catastrofiche..




    Epidemie: una nuova ipotesi (dal Corriere della Sera del 28 agosto 2002)

    Fu vera peste? Ai posteri l’ardua sentenza. I posteri sono, oggi, due ricercatori dell’università di Liverpool, Susan Scott e Christopher Duncan, autori del saggio Biology of Plagues pubblicato dalla Cambridge University Press. La loro tesi è che la peste del 1347-48 (quella descritta dal Boccaccio nel Decamerone) e le pesti successive, fino a quella del 1630-31 descritta dal Manzoni nei Promessi Sposi, non furono pesti vere, cioè malattie epidemico-contagiose dovute - come fin qui s’è creduto - al bacillo Yersinia pestis. Le tesi, rivoluzionaria, è fondata su criteri clinici e su rilievi di epidemiologia, biologia molecolare e modellistica informatica. Essa colloca «il quadro delle pesti europee in una nuova cornice». Anzitutto ricordiamo che, com’è noto, la peste arrivò in Europa dall’Asia per la via del mare: entrò da Sud, dalla Sicilia, recata da navi genovesi importanti grano dalle terre bagnate dal Mar Nero, e dall’Italia dilagò a macchia d’olio nel continente fino all’Inghilterra e ai Paesi scandinavi. Fu un’immane moria, che stroncò le vite di 30 milioni di europei (su una popolazione complessiva di 100 milioni). Clinicamente la malattia fu caratterizzata da febbre alta, fetore corporeo, sbocchi di sangue, macchie emorragiche sulla pelle, tumefazioni ghiandolari (bubboni): un quadro, affermano Scott e Duncan, che non è affatto specifico della peste da bacillo di Yersin, ma è proprio di altre malattie, del passato e del presente, che ebbero o hanno caratteristiche analoghe e analogo decorso iperacuto con esordio improvviso. Si tratta di malattie vecchie e nuove come l’influenza «spagnola» del 1918, l’Aids prima maniera, la malattia da virus Ebola: malattie, come si vede, non bacillari, ma virali.

    La peste che esordì in Europa nel basso Medioevo fu dunque dovuta a un virus? Di quella peste il Boccaccio e i testimoni coevi - medici e cronisti - descrivono l’andamento repentino, i decessi fulminei, i contagi immediati (cioè i contatti apparentemente da uomo a uomo). Non si parla né di topi (ospiti di prima scelta del bacillo di Yersin) né di pulci (vettrici del bacillo); si pensò che tale omissione fosse dovuta al fatto che pulci e topi erano una presenza quasi fisiologica in una società, come quella medievale, a corto d’igiene individuale e collettiva. Ma, rilevano i due attenti ricercatori di Liverpool, il topo marrone fece la sua comparsa in Europa mezzo secolo dopo la scomparsa spontanea della peste (che essi datano intorno al 1670). E d’altra parte il rapidissimo propagarsi dell’epidemia come avrebbe potuto essere compatibile con un contagio murino, mediato da topi certamente ostacolati nei loro percorsi dalle barriere naturali dei fiumi, dei monti, dei mari? Il contagio, si afferma, non poté che essere interumano, trasmesso dall’uomo all’uomo attraverso le vie di comunicazione transfluviali, transmarine, transalpine. Come potrebbe esserlo di nuovo oggi, per altre malattie altrettanto epidemiche, di natura virale, facilitate dalla globalizzazione odierna.

    La tesi di Scott e Duncan si veste d’attualità, facendosi inquietante. Gli studi di biologia molecolare hanno consentito di elaborare modelli d’intrusione dei virus nelle cellule del nostro organismo. Le porte d’ingresso di tali cellule sarebbero state poi sbarrate per effetto di mutazioni sopraggiunte, messe in opera dai meccanismi di difesa immuno-biologica. Solo così la peste sarebbe scomparsa dall’Europa, dopo oltre tre secoli di indesiderata permanenza.
    Oltre ai criteri clinici e ai rilievi d’immuno-biologia ed epidemiologia spazio-temporale, i due ricercatori hanno sottoposto a esame critico il modello quarantenario, trovando che la «quarantena», che fu adottata come preventiva arma di difesa contro la peste, poté riuscire efficace proprio perché questa aveva una scansione simile a quella di alcune malattie virali: incubazione di 10-15 giorni, latenza clinica di 20-25, acuzie conclamata di 3-5. In tutto una quarantina di giorni d’isolamento, indispensabili perché gli individui sospetti di peste potessero rivelarsi indenni dalla malattia. Il loro studio è suffragato dalla esplorazione dei registri parrocchiali di alcune diocesi inglesi, in periodo elisabettiano e al tempo della «peste di Londra», quella descritta più tardi da Daniel Defoe. La peste è sempre appartenuta all’immaginario collettivo. Ma ora la ricerca di Scott e Duncan la ripropongono come una possibile evenienza futura, tutt’altro che immaginaria.

    http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/020828.htm



    La peste a Tournai, in Belgio. Miniatura del XIV sec.

 

 

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