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  1. #1
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    Predefinito Le mani di Berlusconi sul Corriere della Sera

    Quanto appare oggi su tutta la stampa conferma quanto il PMLI scrisse l’8 giugno 2005 in occasione della vendita del 16,68% delle azioni Mediaset annunciata dal neoduce Berlusconi il 13 aprile scorso. L'operazione, che si concluse con un incasso di 2.080 milioni di euro, oltre 4 mila miliardi di lire incassati per la vendita di 197 milioni di azioni Mediaset, non fu "un fatto positivo in quanto riduce significativamente la partecipazione azionaria della proprietà e rende teoricamente contendibile il gruppo", come aveva sostenuto l'allora ministro fascista per le Telecomunicazioni Maurizio Gasparri e tutto il centrodestra. E non fu nemmeno "una normale operazione finanziaria, squisitamente aziendale che consente di fare liquidità al gruppo Mediaset" come l'hanno definita Prodi e il rinnegato del comunismo Fassino, o "una monetizzazione del conflitto di interessi" come disse l'ex ministro diessino delle Finanze Visco.
    Al contrario essa rappresentò, come giustamente scrisse il PMLI (http://www.pmli.it/berlusconivende16...tomediaset.htm), l'ennesima mossa demagogica imbastita dal neoduce Berlusconi per gettare fumo negli occhi dell'opinione pubblica e distogliere l'attenzione dal vero obiettivo, quella che viene definita una delle maggiori operazioni finanziarie mai realizzate in Italia da un gruppo privato e che punta dritto a viale Solferino per la scalata al Corriere della Sera., trarmite il compare Ubaldo Rivolsi (storico manager di Berlusconi e membro del Cda di Mediaset) in cordata con Ricucci: un obiettivo prettamente politico e molto inquietante in quanto punta alla realizzazione di un vecchio sogno della P2, ossia la conquista del più diffuso e prestigioso quotidiano della borghesia italiana.
    Il neoduce ha dunque in mano il monopolio dell'informazione "per controllare l'opinione pubblica nel vivo del Paese" esattamente come era scritto nel "piano di rinascita democratica" e nello "schema R" della P2. Negli anni '20 Mussolini fece ricorso alle leggi speciali, ai manganelli e all'olio di ricino per mettere a tacere l'opposizione e la stampa antifascista. Oggi il neoduce Berlusconi non ha bisogno di ricorrere alla chiusura delle tipografie dei giornali perché ormai quasi tutta l'informazione è di sua proprietà tanto da potersi rivolgere direttamente al Paese dagli schermi televisivi a reti unificate esattamente come faceva Mussolini dal balcone di Piazza Venezia.
    Questo è il nuovo fascismo che denunciamo da anni. Questi sono i nuovi gerarchi in doppio petto che usano nuovi metodi e nuovi vessilli per imporre al Paese un nuovo regime mussoliniano.

    http://www.pmli.it

  2. #2
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    RAI: CON LA NOMINA DI MEOCCI IL NEODUCE BERLUSCONI SI PREPARA ALLE PROSSIME ELEZIONI.

    05/08/2005 14:04

    Rai, Meocci nominato direttore generale

    Alfredo Meocci è stato nominato direttore generale dal Consiglio di Amministrazione della Rai. Il neodirettore ha ottenuto 5 sì, 3 no e un'astensione. E' il presidente Claudio Petruccioli ad assersi astenuto dal voto.

    ************************************************** **

    Sotto il regime fascista di Mussolini quasi tutta l'informazione era asservita al fascismo, al governo e allo Stato fascisti. Sotto il regime neofascista di Berlusconi quasi tutta l'informazione e il monopolio televisivo sono in mano al nuovo Mussolini. Anche in questo campo si è così ritornati al ventennio nero. Con la nomina di Alfredo Meocci a Direttore Generale della Rai, ha vinto la destra borghese economica, finanziaria, istituzionale e mediatica, si realizza il "piano di rinascita democratica" e lo "schema R" della P2 di Gelli e il nuovo Mussolini può ora utilizzare, in vista delle elezioni politiche dell’anno prossimo, le televisioni Rai e Mediaset a "reti unificate'' per manipolare le coscienze e farsi propaganda imbonendo il popolo, come faceva Mussolini dal balcone di Piazza Venezia. Ricordiamo infatti, tra l’altro, che fra le competenze del Direttore Generale della Rai, vi è anche quella di stabilire i palinsesti (programmi) della prossima stagione, e il potere di nominare i responsabili di Reti e Telegiornali.
    Ai marxisti-leninisti italiani non piace che l'azienda televisiva di Stato sia in mano al "centro-destra" o al "centro-sinistra", e nemmeno che sia spartita tra la destra e la "sinistra" borghese. Per un effettivo pluralismo, per dare voce a tutte le forze politiche, sociali, sindacali, e culturali, noi vogliamo che la Rai sia amministrata e controllata dal popolo attraverso l'elezione popolare dei suoi massimi Dirigenti.
    Il PMLI è dalla parte di tutti coloro che lottano contro l'occupazione dell'azienda pubblica da parte del governo del neoduce Berlusconi e della Casa del fascio.
    Se vogliamo veramente impedirgli di fare ulteriori danni in politica interna e estera, occorre che tutte le forze politiche, sociali, sindacali, culturali e religiose si uniscano per buttarlo giù ricorrendo alla piazza. Poi ognuno andrà per la sua strada. I marxisti-leninisti italiani proseguiranno la lotta di classe per guidare la classe operaia verso l'abbattimento del sistema capitalistico, la conquista del potere politico e l'instaurazione del socialismo.
    Solo così finalmente le masse operaie, lavoratrici e popolari potranno godere della libertà, della democrazia, della giustizia sociale e del benessere che i vari governi della classe dominante borghese hanno sempre negato loro.
    Coi maestri vinceremo!

    http://www.pmli.it

  3. #3
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    Predefinito LA LOTTIZZAZIONE NELLA NOMINA DEL CDA RAI

    LA LOTTIZZAZIONE NELLA NOMINA DEL CDA RAI E IL RAGLIO D’ASINO DEL TROTZKISTA CURZI

    La Commissione di Vigilanza parlamentare, nel solco della peggior pratica lottizzatoria e spartitoria da Prima Repubblica, ha nominato i 7 componenti del Consiglio di Amministrazione della Rai.
    Chi sono? Giovanna Bianchi Clerici, giornalista e parlamentare nelle liste della Lega neofascista razzista e secessionista, attualmente componente della commissione Cultura della Camera e in passato co-relatrice della famigerata legge Gasparri per la Commissione Cultura.
    Gennaro Malgieri, deputato neofascista di An, giornalista del fogliaccio nero 'Secolo d'Italia' dove divenne direttore, carica che oggi ricopre nella nuova versione dell'Indipendente.
    Nino Rizzo Nervo, oggi direttore del quotidiano della Margherita 'Europa' e in passato giornalista alla Rai con incarichi di caporedattore e direttore (si dimise dopo la trasmissione di alcune immagini sulla pedofilia mandate in onda nella stessa sera anche dal Tg1 diretto da Gad Lerner), e già condirettore delle news de La7.
    Carlo Rognoni, deputato dei DS, attualmente responsabile del dipartimento Europa del gruppo Ds-Ulivo e responsabile dell'informazione della segreteria dei rinnegati del comunismo.
    Marco Staderini, in quota UDC, presidente dell'Inpdap e consigliere di amministrazione di Ferrovie, già membro del cda Rai guidato da Antonio Baldassarre.
    Giuliano Urbani, ex ministro di Forza fascio nei 2 precedenti governi Berlusconi e dal 1976 al 1988 nel Centro Studi dei pescecani di Confindustria.
    Sandro Curzi, lunga militanza tra i revisionisti e falsi comunisti del Pci, capocronista e caporedattore a "L'Unita'",vicedirettore di "Paese Sera" e direttore del Tg3, del news di Telemontecarlo e del quotidiano di Rifondazione trotzkista "Liberazione".
    E proprio su Curzi mi vorrei soffermare, che ha la sfacciataggine di dichiarare su Repubblica:” Lottizzati, ma per ora e' miglior metodo”, per poi sostenere:”Questo consiglio quindi è pluralista".
    Che vergogna! Le cosche parlamentari hanno preso il sopravvento alla grande nel servizio pubblico- e alla luce del sole per giunta, senza più mascherarsi!- e questo falso comunista lo definisce addirittura “il miglior metodo”! La classe dominante, nei raggruppamenti, frazioni e consorterie in cui essa si scompone ha ripreso in mano le redini del potere nell’informazione pubblica e questo rimbambito trotzkista dichiara che il Consiglio di Amministrazione ora è pluralista! Il pluralismo borghese, forse, quella putrida teoria come la via riformista al potere, il cretinismo parlamentare, la difesa della proprietà privata capitalistica o il pacifismo borghese! Nel socialismo non ci può essere nessun tipo di ``pluralismo'', né sul piano filosofico, ideologico, culturale e morale, né sul piano politico, economico e partitico; nel socialismo non può essere concessa alcuna libertà alla borghesia e al revisionismo, sia ben chiaro: tutto lo spazio, tutto il potere deve essere utilizzato ed esercitato solo dalla classe operaia e dai suoi alleati attraverso la dittatura del proletariato, sotto la direzione del Partito, che è l'unica forza dirigente dello Stato e della società socialista.
    Ai marxisti-leninisti italiani non piace che l'azienda televisiva di Stato sia in mano e sia spartita fra “sinistra” e destra borghese. Per un effettivo pluralismo, per dare voce a tutte le forze politiche, sociali, sindacali, culturali e religiose, il PMLI vuole che la Rai sia amministrata e controllata dal popolo attraverso L'ELEZIONE POPOLARE DEI MEMBRI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, perché solo così si può togliere la nomina del Consiglio di Amministrazione alla lottizzazione parlamentare, e trasformare la Rai da carrozzone lottizzato dai partiti del regime neofascista in ente pubblico controllato dalle masse.
    Vi è poi da registrare un’altra “chicca” del trotzkista Curzi, che sui contenuti dei palinsesti Rai ha l’indecenza di dichiarare: "La penso come il Papa”, in ciò dunque ricalcando le orme del suo compare salottiero, il papista ghandiano non violento Bertinotti.
    Ma il raglio d’asino di Curzi ha trovato anche orecchie adeguate ad ascoltarlo: il giornale reazionario “Il Tempo”, infatti, ne tesse sperticate lodi, titolando a tutta pagina:” FATELO PRESIDENTE!" E quale miglior presidente poteva avere una Rai megafono del regime, che un borghese di "sinistra'' come Curzi, ben pasciuto e comodamente inserito nel sistema capitalista borghese in cui sguazza?

    http://www.pmli.it

  4. #4
    SubZero
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    ma smettetela, te e tutti gli altri idioti del pmli....avete rotto i coglioni co sta storia di Berlusconi fascista, non se ne può più....tra un anno lo manderanno a casa, contento? Dopo chissà...magari vorrete buttar giù il neoduce Prodi....

    SIETE SOLO UN BRANCO DI PAGLIACCI!



    saluti

  5. #5
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    LA CONTRORIFORMA GASPARRI

    La controriforma Gasparri ha attuato la riduzione del Sic (Sistema integrato delle comunicazioni), nel quale era stato fatto rientrare di tutto (canone Rai, pubblicità, sponsorizzazioni, televendite, cinema, stampa quotidiana, libri, dischi, Internet ecc.) per gonfiare il più possibile la torta da spartire, arrivata all'astronomica cifra di 32 miliardi di euro. In questo modo, pur stabilendo un tetto massimo del 20% per singolo operatore, Mediaset, che già realizza un fatturato pubblicitario di 3,5 miliardi, avrebbe potuto crescere ulteriormente fino a raddoppiare i ricavi. Ora, nel testo definitivo, sono stati tolti i dischi e i libri (ma non quelli allegati ai giornali), la produzione di cinema, fiction e spot e qualche altra voce, portando l'ammontare del Sic a 26 miliardi. Poco male, vorrà dire che il neoduce e il suo Fedele Confalonieri si dovranno contentare di soli 5 e rotti miliardi invece di 6 e rotti! Senza contare che non sarà facile dimostrare quando il limite del 20% viene superato. L'accesso alle trasmissioni per altri operatori privati sarebbe stato assicurato dall'introduzione di un nuovo sistema, il digitale terrestre, la cui realizzazione in tempi certi era tutt'altro che "garantita". Con questa scusa era stata anche beffata l'ordinanza della Consulta che stabiliva al 31 dicembre 2003 il termine ultimo per il passaggio di Rete 4 sul satellite e la liberazione delle frequenze da essa occupate per renderle disponibili al legittimo assegnatario.
    Ebbene, il nuovo testo ha introdotto semplicemente una data, il 30 aprile 2004, per la verifica dell'effettiva diffusione del digitale terrestre da parte dell'Authority sulle Comunicazioni, formalità del resto già espletata sulla carta. Il fatto è che il digitale terrestre, non può surrogare in ogni caso il bacino di utenza raggiungibile attualmente via etere: questo sì reale, e che la tv del tirapiedi berlusconiano Fede continuerà a sfruttare abusivamente, quantomeno fino a tutto il 2006, quando dovrebbe andare a regime il digitale terrestre.
    C'È POI LA MODIFICA ALLA NORMA CHE CONSENTE A CHI POSSIEDA PIÙ DI UNA RETE TELEVISIVA DI ACQUISTARE GIORNALI DOPO IL 31 DICEMBRE DEL 2008, CON LO SPOSTAMENTO DI QUESTO TERMINE AL 31 DICEMBRE 2010. COME SE UNA NORMA PALESEMENTE MONOPOLISTICA E ANTICOSTITUZIONALE COME QUESTA, CHE PERMETTEREBBE PER ESEMPIO AL NEODUCE DI COMPRARSI TUTTA LA STAMPA CHE VUOLE SENZA NEANCHE BISOGNO DI INTESTARLA A PARENTI E PRESTANOME COME ADESSO, DIVENTASSE PLURALISTA E LEGITTIMA SEMPLICEMENTE RITARDANDONE L'ENTRATA IN VIGORE.
    Rimane invariato, fino alla prima fase della privatizzazione dell'azienda (cessione del 10% del capitale), il nuovo sistema di elezione del Cda della Rai stabilito nel testo licenziato a dicembre, e cioé: passaggio dagli attuali 5 a 9 membri, di cui 7 nominati dalla Commissione parlamentare di vigilanza (cioè dai partiti) e 2 dal ministero del Tesoro (vale a dire dal governo). Il presidente verrà scelto tra questi due, pur dovendo ottenere i due terzi dei voti della vigilanza, il che ne fa implicitamenteun'emanazione diretta della maggioranza e del governo in carica.
    Occorre mobilitarsi per abrogare tramite un referendum questa legge neofascista che regala a Berlusconi il monopolio dell'informazione e che completa in questo delicato e fondamentale settore il "piano di rinascita democratica" e lo "schema R" della P2 di Gelli, stracciando l'art. 21 della Costituzione e infliggendo un altro colpo mortale allo Stato di diritto. Certo è che non si sarebbe arrivati a questo punto se la "sinistra" borghese non avessero sottovalutato il neoduce e non lo avessero accreditato come "democraticamente eletto" e "legittimato a governare", facendo appello alla piazza per buttarlo giù. La lezione del '22 non le è evidentemente bastata. Sarà bene che si svegli ora, prima che sia troppo tardi!

    www.pmli.it

 

 

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