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    Predefinito Corte Aja, ministro Israele su muro 'non seguiremo parere'

    (ANSA) - TEL AVIV, 9 LUG - Il ministro della giustizia israeliano Lapid ha detto: 'non seguiremo le indicazioni della Corte dell'Aja sul muro'.Israele rispettera' piuttosto le sentenze della propria Corte Suprema. 'Abbiamo le disposizioni sulla barriera di sicurezza imposte dalla nostra Alta Corte: seguiremo quelle decisioni e non quelle della corte dell'Aja, che e' formata da paesi europei che certo non possono essere accusati di essere sostenitori a oltranza di Israele' ha detto Lapid.
    2004-07-09 - 14:48:00




    E non li bombardano come hanno fatto con la Serbia o con l'Iraq?
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Predefinito

    La sentenza della corte internazionale dell'Onu
    L'Aia: «Il muro è illegale, andrebbe smantellato»
    La barriera in Cisgiordania viola il diritto internazionale e ai proprietari palestinesi è dovuto un indennizzo per le proprietà
    L'AIA - Il muro costruito da Israele in Cisgiordania è illegale: come anticipato dal quotidiano «Haaretz», il verdetto della Corte Internazionale di giustizia dell'Aia, massimo organo giudiziario dell'Onu, è negativo sulla barriera di separazione voluta dal governo Sharon. La Corte internazionale di giustizia dell'Aja «teme» che la costruzione del Muro d'Israele «possa creare un fatto compiuto sul terreno diventando così permanente». Lo ha detto il presidente del Tribunale, Shi Jiuyong, leggendo il parere consultivo della Corte dell'Aja sulla legalità, o meno, della barriera voluta da Israele. «La Corte ha preso nota delle assicurazioni date da Israele sul fatto che la costruzione del Muro non rappresenta un'annessione» e che si tratta di una misura «provvisoria», ha aggiunto il presidente, ricordando che «tuttavia, la Corte non può rimanere indifferente a certi timori espressi sul fatto che il percorso del muro possa pregiudicare la futura frontiera tra Israele e Palestina».

    Il Muro di Israele clicca su una foto

    RACCOMANDAZIONE - La decisione della Corte, attesa da quattro mesi, è stata letta dal presidente cinese della Corte e ha un carattere meramente consultivo, non è vincolante: la sentenza non è quindi un'ingiunzione ma una semplice raccomandazione. Tuttavia poiché è stata proprio l'Assemblea Generale dell'Onu a sollecitare alla Corte il pronunciamento sulla delicata questione, la sentenza ha sucitato grande interesse a livello internazionale.

    ARAFAT: «UNA VITTORIA» - «È una vittoria per il popolo palestinese e per tutti i popoli liberi del mondo», ha detto per esempio il leader palestinese Yasser Arafat, commentando a Ramallah il parere consultivo della Corte dell'Aja sulla barriera di sicurezza israeliana. «È una decisione eccellente» ha aggiunto davanti ai cronisti il presidente dell'Amministrazione nazionale palestinese (Anp), a proposito del parere dei giudici internazionali. «Ringraziamo la Corte dell'Aja» ha detto ancora Arafat.

    LA CASA BIANCA: «GIUDIZIO INAPPROPRIATO» - Gli Stati Uniti giudicano «inappropriato» il parere della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia sulla liceità del muro israeliano: lo ha ribadito il portavoce della Casa Bianca Scott McClellan. «Noi pensiamo che non sia appropriato esaminare tale questione in questo ambito, si tratta di una questione politica», ha spiegato McClellan, facendo eco a quella che è la posizione ufficiale israeliana ma anche a quello che è il parere dell’Unione Europea. La Corte ha tuttavia stabilito di avere piena giurisdizione in materia, dato che «ogni questione legale ha anche un aspetto politico».

    BOCCIATA LA TESI DIFENSIVA - Nel documento la Corte contesta la tesi difensiva di Israele, cioè che il Muro venga costruito per ragioni di autodifesa dagli attacchi terroristici. La corte si dice «non convinta che la direzione che Israele ha scelto per il Muro necessariamente porti alla realizzazione dei suoi obiettivi nel campo della sicurezza». La decisione è stata approvata con 14 voti favorevoli e solo uno contrario, quello del giudice americano Thomas Buerghenthal. «Il Muro - si legge ancora nel documento - insieme con il percorso scelto viola in modo grave una serie di diritti dei palestinesi che vivono nei territori occupati dagli israeliani. Violazioni che non possono essere giustificate da esigenze militari o richieste per la sicurezza nazionale e l'ordine pubblico». E si conclude parlando di «violazioni da parte di Israele di diversi obblighi di applicazione delle leggi umanitarie e dei diritti umani».

    GIURISDIZIONE - La Corte ha anche difeso la sua autoritá ed ha affermato di avere giurisdizione sulla questione, attraverso una lunga analisi storica e legale della situazione a Gaza ed in Cisgiordania. Mentre non è stata contestata la costruzione di barriere difensive all'interno della «linea verde», cioè il confine israeliano prima del 1967. Immediata la replica del ministero degli Esteri israeliano: «Non si è assolutamente tenuto in conto del terrorismo palestinese, si parla solo degli effetti ma non della causa» ha detto il portavoce Yonatan Peled all'agenzia Dpa. «Non ci aspettavamo una sentenza positiva per noi e quindi non siamo sorpresi - ha aggiunto - ma non bisogna dimenticare che si tratta di un parere consultivo e non di un verdetto». La sentenza della Corte dell'Aja infatti non è vincolante, ed ora i giudici consegneranno il loro parere all'Assemblea dell'Onu che l'ha richiesto.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    Predefinito

    La sentenza, consultiva e non vincolante, stabilisce
    che la barriera viola il diritto internazionale: "Smantellatelo"
    La corte dell'Aia condanna Israele
    "Illegale il muro in Cisgiordania"
    Governo Sharon: "Non considerato il pericolo terrorismo"
    Per la Casa Bianca, la decisione della Corte "non è appropriata"



    GERUSALEMME - Il muro costruito da Israele in Cisgiordania è illegale. Lo ha stabilito la Corte Internazionale di giustizia dell'Aia, emanazione giudiziaria dell'Onu, in una sentenza che verrà resa pubblica oggi. Il pronunciamento della Corte, atteso da quattro mesi, è stato anticipato stamane dal quotidiano 'Haaretz' nel suo sito web. E mentre il premier palestinese Abu Ala parla di "giorno storico" per il popolo dei Territori, gli Stati Uniti giudicano "non appropriato" il parere della corte.

    Secondo i giudici dell'Aia, chiamati a pronunciarsi con una risoluzione approvata lo scorso dicembre dall'Assemblea Generale dell'Onu, la costruzione del muro viola il diritto internazionale e dunque l'esecutivo israeliano deve smantellare quella che chiama "barriera difensiva".

    Secondo i documenti ottenuti dal quotidiano israeliano, l'organismo internazionale - la cui giurisdizione sulla questione era stata contestata dal governo di Airel Sharon - ritiene che si dovranno pagare dei risarcimenti ai palestinesi le cui proprietà sono state confiscate per permettere la costruzione del muro. Israele dovrà inoltre "garantiere il libero accesso ai luoghi santi che sono sotto il suo controllo".

    Nel documento la Corte contesta la tesi difensiva di Israele, cioè che il muro viene costruito per ragioni di autodifesa dagli attacchi terroristici. La corte si dice "non convinta che la direzione che Israele ha scelto per il muro necessariamente porti alla realizzazione dei suoi obiettivi nel campo della sicurezza". Secondo 'Haaretz', la decisione è stata approvata con 14 voti favorevoli e solo uno contrario, quello del giudice americano Thomas Buerghenthal.
    PUBBLICITA'


    "Il muro - si legge ancora nel documento - insieme con il percorso scelto viola in modo grave una serie di diritti dei palestinesi che vivono nei territori occupati dagli israeliani. Violazioni che non possono essere giustificate da esigenze militari o richieste per la sicurezza nazionale e l'ordine pubblico". E si conclude parlando di "violazioni da parte di Israele di diversi obblighi di applicazione delle leggi umanitarie e dei diritti umani".

    La Corte ha anche difeso la sua autorità e ha affermato di avere giurisdizione sulla questione, attraverso una lunga analisi storica e legale della situazione a Gaza e in Cisgiordania. Mentre non è stata contestata la costruzione di barriere difensive all'interno della "linea verde", cioè il confine israeliano prima del 1967.

    Anche se la sentenza non è ancora ufficiale, c'è già la replica del ministero degli Esteri israeliano: "Non si è assolutamente tenuto conto del terrorismo palestinese, si parla solo degli effetti ma non della causa" ha detto il portavoce Yonatan Peled all'agenzia Dpa. "Non ci aspettavamo una sentenza positiva per noi e quindi non siamo sorpresi - ha aggiunto - ma non bisogna dimenticare che si tratta di un parere consultivo e non di un verdetto". La sentenza della Corte dell'Aia infatti non è vincolante, e ora i giudici consegneranno il loro parere all'Assemblea dell'Onu che l'ha richiesto.

    Ma intanto anche la Commissione Europea ha rivolto un appello a Israele affinché rimuova il muro dai Territori, "compreso il tratto dentro e attorno Gerusalemme Est". Lo ha reso noto il portavoce Jean-Christophe Filori. Per l'Unione europea "l'allontanamento del tracciato del muro dalla linea verde rappresenta un serio motivo di scontro e rende praticamente impossibile la soluzione di due stati indipendenti".

    "Si tratta di un giorno storico per il popolo palestinese", commenta Abu Ala. Mentre la Casa Bianca si limita a definire "non appropriata" la sentenza dell'Aia. E anche sul fronte democratico, i senatori Hillary Clinton e Charles Schumer si apprestano a rilasciare dichiarazioni contro la decisione della Corte internazionale di Giustizia


    (9 luglio 2004)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
    El Criticon
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    Predefinito Problema grammaticale???

    La corte Ajola ha sentenziato che il MURO "andrebbe smantellato"?

    Come mai non hanno invece dichiarato che il muro "dovrà essere smantellato"?

    Non conoscono il verbo "dovere" e le sue coniugazioni? E del sostantivo DOVERE che cosa vogliamo dire?

    Ciò che il governo USAto ha affermato?

    LA CASA BIANCA: «GIUDIZIO INAPPROPRIATO»?

    Bisogna proprio ammettere che in certe case, più o meno bianche, anzi più oscure che grigiastre, NON v'è traccia di GIUDIZIO alcuno.

    Almeno, fino a quando non giungeranno a quello finale ...

    ELK

  5. #5
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    “Palestina: mezzo secolo d’ingiustizia. Israele, l’ONU e le risoluzioni disattese”

    Redatto dalla coraggiosa casa editrice genovese Effepi esce questo prezioso quaderno dedicato alla questione medio-orientale. Lo scritto ripercorre le tappe della nascita dello stato sionista prendendo spunto da una frase di Golda Meir “Israele esiste come la realizzazione di una promessa fatta da Dio. Sarebbe ridicolo chiedergli conto della sua legittimità.”. In relazione a quest’assunto sono messe a confronto altre mirabili perle dei vari Aldo Chiarle (Shalom), A. Piperno (Shalom), Deborah Fait (Morashà), Claudio Vercelli (Shalom), Fiamma Nirenstein ( Shalom ma praticamente omnipresente), Ruth Lapidoth (Ambasciata d’Israele), Carlo Pelanda (Il Foglio), e last but not least, il pezzo di Elie Wiesel. A questi interventi, perfettamente in linea con il Meir-pensiero, fa da contro canto l’antologia di articoli “AIPAC: come lavora la lobby sionista negli USA” (pubblicati sul sito dell’Associazione Limes), “La lobby israeliana” di M. Massing su The Nation 24/5/2002, “Aspettando la giovenca rossa sulla via di Armageddon” di R. Giammanco su Hortus Musicus, 11, 2002, F. Fusco su Il Nuovo del 8/3/2003, la Dichiarazione congiunta delle Iniziative Palestinesi per il Diritto al Ritorno ed il paradossale ma acuto pezzo “Gli USA vogliono bombardare Israele” dal sito “Caverna” del Social Forum di Torino. Oltre a ciò il testo della Risoluzione 181 del 29/11/1947 e la lista delle delibere del Consiglio di Sicurezza in cui si condanna in comportamento d’Israele.



    “Palestina: mezzo secolo d’ingiustizia. Israele, l’ONU e le risoluzioni disattese” serie Quaderni n. 20, Genova, 2004, Euro 8.50 può essere richiesto a:

    Edizioni Effepi Via Balbi Piovera 7 - 16149 Genova E-mail: effepiedizioni@hotmail.com http://www.angelfire.com/rnb/effepi/catalogo.htm Telefono: 010-642 3334 - 338-9195220
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  6. #6
    El Criticon
    Ospite

    Predefinito Già ordinato ...

    Originally posted by Der Wehrwolf
    “Palestina: mezzo secolo d’ingiustizia. Israele, l’ONU e le risoluzioni disattese”

    Redatto dalla coraggiosa casa editrice genovese Effepi esce questo prezioso quaderno dedicato alla questione medio-orientale. Lo scritto ripercorre le tappe della nascita dello stato sionista prendendo spunto da una frase di Golda Meir “Israele esiste come la realizzazione di una promessa fatta da Dio. Sarebbe ridicolo chiedergli conto della sua legittimità.”. In relazione a quest’assunto sono messe a confronto altre mirabili perle dei vari Aldo Chiarle (Shalom), A. Piperno (Shalom), Deborah Fait (Morashà), Claudio Vercelli (Shalom), Fiamma Nirenstein ( Shalom ma praticamente omnipresente), Ruth Lapidoth (Ambasciata d’Israele), Carlo Pelanda (Il Foglio), e last but not least, il pezzo di Elie Wiesel. A questi interventi, perfettamente in linea con il Meir-pensiero, fa da contro canto l’antologia di articoli “AIPAC: come lavora la lobby sionista negli USA” (pubblicati sul sito dell’Associazione Limes), “La lobby israeliana” di M. Massing su The Nation 24/5/2002, “Aspettando la giovenca rossa sulla via di Armageddon” di R. Giammanco su Hortus Musicus, 11, 2002, F. Fusco su Il Nuovo del 8/3/2003, la Dichiarazione congiunta delle Iniziative Palestinesi per il Diritto al Ritorno ed il paradossale ma acuto pezzo “Gli USA vogliono bombardare Israele” dal sito “Caverna” del Social Forum di Torino. Oltre a ciò il testo della Risoluzione 181 del 29/11/1947 e la lista delle delibere del Consiglio di Sicurezza in cui si condanna in comportamento d’Israele.

    “Palestina: mezzo secolo d’ingiustizia. Israele, l’ONU e le risoluzioni disattese” serie Quaderni n. 20, Genova, 2004, Euro 8.50 può essere richiesto a:

    Edizioni Effepi Via Balbi Piovera 7 - 16149 Genova E-mail: effepiedizioni@hotmail.com http://www.angelfire.com/rnb/effepi/catalogo.htm Telefono: 010-642 3334 - 338-9195220
    Anche se, lo confesso, io gli islamici li detesto ... anzi ... beh, lasciamo perdere ...

    In ogni modo, è innegabile che la principale causa dell'attuale

    IPER CASINO geopolitico, demenzialmondialista

    NON sono proprio gli islamici palestinesi ecc...

    bensì?

    Bensì chi?

    Nooooooo??? ...

    ... non ditemi che sono i fedelissimi nonché prediletti figli di STRAMIGNOTTE ISRAELIANE?

    Ma pensa te ...

    Chi l'avrebbe mai detto?

  7. #7
    Totila
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    Predefinito

    Sharon ha ricevuto la solidarietà di un solo politico: Finistein...

  8. #8
    El Criticon
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    Predefinito

    Originally posted by Totila
    Sharon ha ricevuto la solidarietà di un solo politico: Finistein...
    A proposito ...

    Alcuni giorni orsono, fecero intravvedere mr matteoli (AN) mentre firmava qualche cosa laggiù, ma sì in israele, con il loro responsabile dell'ambiente?

    Nessuno ha mai spiegato di che cosa si è trattato o firmato?

  9. #9
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by El Criticon
    A proposito ...

    Alcuni giorni orsono, fecero intravvedere mr matteoli (AN) mentre firmava qualche cosa laggiù, ma sì in israele, con il loro responsabile dell'ambiente?

    Nessuno ha mai spiegato di che cosa si è trattato o firmato?
    Top Secret...
    A parte gli scherzi, questa notizia l'ho sentita anch'io. ma non mi chiedere cosa ha firmato...

  10. #10
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    Risoluzioni ONU contro israele




    PREMESSA – l’ONU, erede della società delle Nazioni, è stata fondata - a detta degli organizzatori – per risolvere le controversie internazionali su un tavolino invece che sul campo. Quest’organizzazione soprannazionale, dovrebbe così essere arbitra imparziale delle parti contendenti, facendo rispettare le risoluzioni come altre decisioni che possano stabilizzare la situazione instabile fra due o più nazioni. Questo in teoria. In realtà, è la longa manus del governo mondiale americano, l’ONU, funzione se gli SUA lo vogliono, e dorme se gli SUA lo vogliono. Sarebbero tanti i casi che si potrebbero citare. Basta pensare che quando l’Iraq fu attirato dagli Stati Uniti nel tranello d’invadere il Kuwait, l’ONU non perse tempo a condannare “l’invasione” e a mettere in piedi una squadra militare che non c’era dalla seconda guerra mondiale. Gli SUA in prima fila condussero l’operazione, bombardando qualunque cosa si muovesse, in territorio iracheno, ma senza dimenticare i resti dell’antica civiltà babilonese. Questa operazione demonizzò totalmente l’Iraq e Saddam Hussein, gli SUA si levarono a paladini del mondo, instauratori del Nuovo Ordine Mondiale, oltre che a far crescere in maniera smisurata la vendita dei mezzi da guerra ai paesi alleati degli SUA. Israele non ha mai rispettato nessuna risoluzione ONU, non è mai stato minacciato nessun embargo, nonostante è certo che possiede armi nucleari, al contrario dei continui e pretestuosi controlli che vengono fatti a Baghdad, non ha mai ricevuto nessuna ritorsione per non aver messo a disposizione. Due pesi e due misure, insomma, anche la NATO, sempre pronta a difendere i diritti umanitari, non ha mai preso in considerazione l’ipotesi di bombardare israele. Questo elenco si commento da solo.



    Consiglio di sicurezza delle nazioni unite, risoluzioni dal 1952 al 1992.

    Numero risoluzione
    Motivazione
    risoluzione num. 106
    Condanna i. per i raid su Gaza
    risoluzione num. 111
    Condanna i. per i raid sulla Siria che hanno provocato 56 vittime

    risoluzione num. 127
    Raccomanda a i. di non interferire nella zona di nessuno, a Gerusalemme

    risoluzione num. 167
    Esorta i. al rispetto delle risoluzioni ONU

    risoluzione num. 171
    Dichiara flagranti violazioni di i. durante l’attacco in Siria

    risoluzione num. 228
    Censura i. per il suo attacco a Sammou, nella West Bank

    risoluzione num. 237
    Raccomanda i. il ritorno dei profughi palestinesi del 1967

    risoluzione num. 248
    Condanna i. per il massiccio uso della forza a Karameh, in Giordania

    risoluzione num. 250
    Chiede a i. di evitare le parate militari a Gerusalemme

    risoluzione num. 251
    Deplora fermamente la parata militare i. a Gerusalemme, a dispetto della ris. 250

    risoluzione num. 252
    Dichiara “nullo” il tentativo di unificare Gerusalemme come capitale

    risoluzione num. 256
    Condanna i raid i. in Giordania come “pesanti violazioni”

    risoluzione num. 259
    Deplora fermamente il rifiuto d’i. di una commissione d’indagine sull’occupazione

    risoluzione num. 262
    Condanna i. per il raid sull’aeroporto di Beirut

    risoluzione num. 265
    Condanna i. per gli attacchi aerei a Salt, in giordania

    risoluzione num. 267
    Censura i. per gli atti amministrativi volti a mutare lo status di Gerusalemme

    risoluzione num. 270
    Condanna i. per i suoi attacchi sui villaggi libanesi.

    risoluzione num. 271
    Condanna il rifiuto d’i. di obbedire alle risoluzioni UNO su Gerusalemme

    risoluzione num. 279
    Chiede l’evacuazione delle forze i. dal Libano

    risoluzione num. 280
    Condanna gli attacchi d’i.contro il Libano

    risoluzione num. 285
    Chiede l’immediato ritiro di i. dal Libano

    risoluzione num. 313
    Deplora la variazione dello status di Gerusalemme da parte di i.

    risoluzione num. 316
    Chiede la cessazione degli attacchi d’i contro il Libano

    risoluzione num. 317
    Deplora il rifiuto di i. di rilasciare i prigionieri rapiti in Libano

    risoluzione num. 332
    Condanna i ripetuti attacchi di i. contro il Libano

    risoluzione num. 337
    Condanna i per la violazione della sovranità territoriale del Libano

    risoluzione num. 347
    Condanna gli attacchi d’i. sul Liano

    risoluzione num. 425
    Chiede a i. di ritirare le sue forze dal Libano

    risoluzione num. 427
    Chiede ad i. di completare il suo ritiro dal Libano

    risoluzione num. 444
    Deplora I. per il suo rifiuto a collaborare con le forze di pace delle Nazioni Unite
    risoluzione num. 446
    Afferma che gli insediamenti ebraici sono un serio ostacolo alla pace e chiede ad I. il rispetto della Convenzione di Ginevra

    risoluzione num. 450
    Chiede ad I. di fermare gli attacchi sul Libano

    risoluzione num. 452
    Chiede ad I. di fermare la costruzione degli insediamenti nei Territori

    risoluzione num. 465
    Deplora gli insediamenti d'I. e chiede agli stati membri di non sostenere la politica degli insediamenti ebraici

    risoluzione num. 467
    Deplora fortemente l'intervento militare d'I. in Libano

    risoluzione num. 468
    Chiede ad I. di revocare l'espulsione illegale di due sindaci e di un giudice palestinesi e di facilitarne il rientro

    risoluzione num. 469
    Deplora con fermezza la mancata osservanza, da parte di I. degli ordini del Consiglio riguardo le espulsioni

    risoluzione num. 471
    Esprime profondo rincrescimento per la mancata osservanza, da parte di I. della Quarta Convenzione di Ginevra

    risoluzione num. 476
    Ribadisce che le pretese israeliane su Gerusalemme sono nulle e non valide

    risoluzione num. 478
    Censura I. nei termini piu' fermi I. per la sua pretesa su Gerusalemme, inserita nelle Basic Law

    risoluzione num. 484
    Dichiara imperativo il ritorno dei due sindaci palestinesi espulsi da I.

    risoluzione num. 487
    Condanna fermamente I. per il suo attacco all' Iraq

    risoluzione num. 497
    Dichiara che l'annessione delle alture del Golan da parte di I. e' nulla e chiede che I. receda dalla sua posizione

    risoluzione num. 501
    Chiede ad I. il ritiro dal Libano

    risoluzione num. 509
    Chiede ad I. di fermare gli attacchi e ritirare le sue truppe dal Libano

    risoluzione num. 515
    Chiede che I. si ritiri immediatamente e incondizionatamente dal Libano

    risoluzione num. 517
    Chiede che I. metta fine all'assedio su Beirut e lasci passare viveri in citta

    risoluzione num. 518
    Censura I. per il suo rifiuto a obbedire alle risoluzioni ONU per il Libano

    risoluzione num. 520
    Esige che I. collabori pienamente con le forze delle N.U. in Libano

    risoluzione num. 573
    Condanna l'attacco di I. a Beirut ovest

    risoluzione num. 587
    Condanna vigorosamente I. per l'attacco aereo al quartier generale dell'OLP a Tunisi

    risoluzione num. 592
    Prende nota dei precedenti richiami ad I. riguardo l'evacuazione del Libano

    risoluzione num. 605
    Deplora fortemente I. per l'uccisione degli studenti palestinesi all'Universita' di Bir Zeit

    risoluzione num. 607
    Deplora fortemente I. per negare I diritti umani dei palestinesi

    risoluzione num. 608
    Chiede ad I. di fermare le deportazioni e di rispettare la IV Convenzione di Ginevra

    risoluzione num. 636
    Si duole profondamente del fatto che, ignorando le ingiunzioni delle N.U., I. continua a deportare civili palestinesi

    risoluzione num. 641
    Deplora I. per le continue deportazioni

    risoluzione num. 672
    Condanna I. per le violenze contro I palestinesi ad Haram el Sharif

    risoluzione num. 673
    Deplora I. per il suo continuo rifiuto a collaborare con le Nazioni Unite

    risoluzione num. 681
    Deplora la ripresa da parte di I. della pratica delle deportazioni

    risoluzione num. 694
    Deplora la deportazione di civili palestinesi e chiede il loro immediato ritorno

    risoluzione num. 726
    Condanna fortemente I. per le continue deportazioni

    risoluzione num. 799
    Condanna con decisione la deportazione di 413 intellettuali palestinesi e chiede il loro rientro immediato
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    Der Wehrwolf

 

 
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