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Discussione: Don Lorenzo Barziza

  1. #1
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    Predefinito Don Lorenzo Barziza

    Nel 1859, J.H.Dunant, ideatore della Croce Rossa internazionale e di tutto quel movimento che ha portato alle varie conferenze di Ginevra, si trovava al seguito dell'esercito di Napoleone III per faccende legate a dei terreni in Algeria.

    Quando, il 24 Giugno, gli eserciti francese e piemontese si scontrarono con gli austiaci, Dunant fu spettatore di ciò che la moderna scienza illuministica portava sui campi di battaglia: tra Solferino e San Martino giacevano 40.000 (ma c'è chi arriva all'astronomica cifra di 120.000) corpi esangui, e altrettanti feriti, mutilati e sbandati.

    Il soccorso era allora demandato (guardaunpo') alle congregazioni religiose (le famose Misericordie) ed al personale religioso, che prestava l'aiuto come meglio poteva.
    Gli illuminati regnanti invece si occupavano solo dei feriti che loro competevano, ovvero gli ufficiali del proprio esercito. Il popolo? Carne da macello, fosse stato per loro.

    Per fortuna Dunant non era dello stesso avviso, e così si prodigò, insieme alle pie donne castiglionesi nell'organizzare gli aiuti.
    I feriti e gli sbandati venivano sfollati un po' ovunque, ma ben presto fu Castiglione delle Stiviere, la città di San Luigi Gonzaga, la piazza dove tanti disgraziati si ritrovarono.

    Lì, tra le donne castiglionesi che al motto di "tutti fratelli!" si premuravano di soccorrere i feriti, Dunant si rese per la prima volta conto di cosa la barbarie umana potesse significare, e della necessità di porvi un freno. Era nata l'idea della croce rossa.

    Ma tutto ciò non sarebbe stato possibile, probabilmente, se un coraggioso parroco di campagna non avesse ordinato di spalancare le porte delle chiese, per accogliervi i feriti di tutte le nazionalità, e se l'intera comunità diocesana di Brescia oltre che di Mantova non fosse intervenuta prodigandosi come non mai per alleviare le sofferenze di chi aveva combattuto l'assurda battaglia di San Martino.

    A Don Barziza fu assegnata la legion d'onore, in seguito. A Dunant il primo premio Nobel per la pace. Ricordatevene quando vedete qualche operatore mostrare le insegne della Croce Rossa.

    Forse tutta questa storia meriterebbe un approfondimento maggiore.

    Don Lorenzo Barziza. Cattolicesimo sociale e radici della Croce Rossa - Cipolla C., Siliberti S. - Franco Angeli - Libro

    Don Lorenzo Barziza. Cattolicesimo sociale e radici della Croce Rossa

    L'opera di Lorenzo Barziza (1829-1907), prete castiglionese e poi monsignore, merita di essere approfonditamente conosciuta per molte ragioni. È quanto si prefigge il Comune di Castiglione che ha promosso questa complessa pubblicazione. I vari contributi rivelano l'impegno a far emergere dalle polverose carte d'archivio la sensibilità interiore dell'uomo-sacerdote, del docente in Seminario, del Confessore al Collegio delle Signore Vergini, e di tante altre cariche ricoperte a vario titolo. "Pur gracile di salute, si rivelava sempre disponibile sul terreno del possibile". Potendo ben capire chi soffre, dispiegò la sua operosità soprattutto nel momento vertice del soffrire umano: i dolorosissimi esiti di una guerra, motivata dalle bandiere di patria. Ma il soccorso, animato da don Barziza, si rivelò senza patrie: l'uomo precede ogni patria. Don Barziza, infatti, può essere posto alle radici della Croce Rossa che, pur pensata ed ideata senza predecessori e successori da Henry Dunant, vide nei soccorsi senza distinzione di nazionalità dei feriti nella battaglia di Solferino nella "cittadella ospedale" di Castiglione delle Stiviere la sua genesi vera e contestuale con quel "tutti fratelli" che lo stesso Dunant fece sgorgare verso il cielo dalle voci ignare ed autentiche delle gentili e sensibili popolane di Castiglione. Sull'onda di don Enrico Tazzoli, che interpretò magistralmente il grande clero lombardo dell'800, don Lorenzo diede prova nei fatti di una cattolicità superiore e progressiva.
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  2. #2
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    Predefinito Rif: Don Lorenzo Barziza

    Sei fissato con l'illuminismo anche quando non c'entra assolutamente nulla.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Don Lorenzo Barziza

    Citazione Originariamente Scritto da Defender Visualizza Messaggio
    Sei fissato con l'illuminismo anche quando non c'entra assolutamente nulla.
    Mi sembra che il modo di fare la guerra "illuminista" (e soprattutto rivoluzionario) sia ben diverso da quello medievale...
    Non sei d'accordo?
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  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Mi sembra che il modo di fare la guerra "illuminista" (e soprattutto rivoluzionario) sia ben diverso da quello medievale...
    Non sei d'accordo?
    No, soprattutto per il fatto che il pre-illuminismo portava con sè tassi di mortalità equivalenti e paragonabili.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

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  5. #5
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    Predefinito Rif: Don Lorenzo Barziza

    Citazione Originariamente Scritto da Defender Visualizza Messaggio
    No, soprattutto per il fatto che il pre-illuminismo portava con sè tassi di mortalità equivalenti e paragonabili.
    Stai scherzando o stai dicendo sul serio?
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  6. #6
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    Predefinito Rif: Don Lorenzo Barziza

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Stai scherzando o stai dicendo sul serio?
    Di esempi storici ce ne sono a bizzeffe, dai tempi dell'idolatria ai combattimenti delle Guerre di Successione.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

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  7. #7
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    Predefinito Rif: Don Lorenzo Barziza

    Citazione Originariamente Scritto da Defender Visualizza Messaggio
    Di esempi storici ce ne sono a bizzeffe, dai tempi dell'idolatria ai combattimenti delle Guerre di Successione.
    Ce ci siano state guerre molto sanguinose anche PRIMA della Rivoluzione è innegabile.
    Che con l'Illuminismo prima, e la Rivoluzione (suo culmine) poi, si sia avuto un netto salto qualitativo e quantitativo nelle stragi è altrettanto innegabile.

    Basti pensare al pur certo non esaustivo paragone tra la guerra medievale, fatta di cariche di cavalleria (ovvero di scontri tra poche centinaia di professionisti, regolati da un preciso codice etico e religioso), e la guerra dell'Ottocento, fatta di artiglieria, fucileria e scontri corpo a corpo (ovvero di una guerra senza quartiere che coinvolge decine di migliaia di contadini forzatamente arruolati e costretti a scannarsi tra di loro, e che causa un numero sempre crescente di morti civili).

    Il culmine di questo tipo di guerra è stata la seconda GM, quando il numero dei morti civili ha di molto superato il numero dei morti tra i combattenti.
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

 

 

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