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    SENATORE di POL
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    Predefinito Lettera di Bucharin a Stalin

    "N. I. Bucharin

    LETTERA A STALIN

    [Dagli Archivi della Presidenza del Pcus, f.3, inv.24, dos.427, f. 13-18, pubblicato in Istocnik, 1993. Le note dono di N. Wert - Traduzione dal francese, da Inprecor, n. 475-476, ottobre-novembre 2002]

    Rigorosamente privata

    Personale
    Chiedo che nessuno legga questa lettera [sottolineature dell'A.] senza l´autorizzazione di V. Stalin.
    A I. V. Stalin

    Josif Vissarionovitch!

    Ti scrivo questa lettera, che è sicuramente la mia ultima lettera, benché mi trovi in stato di arresto, senza formalismi, tanto più che la scrivo solo per te e la sua esistenza o meno dipenda solo da te...
    Oggi si chiude l´ultima pagina della mia tragedia e, forse, della mia vita. Ho esitato a lungo prima di scrivere, tremo per l´emozione, migliaia di sensazioni mi travolgono e riesco a controllarmi a fatica. Ma proprio perché mi trovo sull'orlo dell'abisso voglio scrivere questa lettera di addio, finché sono in tempo, finche riesco a scrivere, finché i miei occhi sono ancora aperti e il mio cervello funziona.
    Perché non vi siano malintesi, voglio dirti subito che per il mondo esterno (la società):
    1. Non ritratterò pubblicamente niente di quanto ho scritto durante l´istruttoria.
    2. Non ti chiederò niente su questo, e tutto quel che ne discende, non implorerò nulla che possa deviare la faccenda dal corso che sta seguendo.

    Ti scrivo solo per tua informazione personale, non posso abbandonare questa vita senza averti scritto queste poche ultime righe, perché sono tormentato da diverse cose che devi conoscere:
    1. Trovandomi sull'orlo del baratro da cui non c´è ritorno, ti do la mia parola d´onore che sono innocente dei crimini che ho ammesso nel corso dell'istruttoria.
    2. Facendomi l´esame di coscienza, posso aggiungere a tutto quello che ho già detto al Plenum [il Plenum del CC svoltosi dal 23 febbraio al 5 marzo 1937, al termine del quale Bucharin e Rychov furono arrestati] quanto segue, e cioè:

    • Un giorno ho sentito parlare della critica rivolta, mi sembra, da Kuzmin [V. Kuzmin: giovane

    economista vicino alle idee di Bucharin. Kuzmin come Aichenwald facevano partesi una cerchia di economisti che si riunivano periodicamente, agli inizi degli anni Trenta, intorno a Bucharin. In una di queste riunioni, nel 1932 o 1933, Kuzmin avrebbe detto che bisognava eliminare fisicamente Stalin. Nel 1933 la maggior parte dei "giovani economisti buchariniani" furono arrestati dalla Gpu e condannati a morte nel 1937-1938.], ma non mi è mai venuto in mente di dargli la minima importanza.

    b) Su quella riunione [v. sopra] di cui non sapevo niente (idem per quanto riguarda la piattaforma di Riutin [Nel 1932, Martemian Riutin redasse due testi molto critici sulla politica di Stalin dal 1929: una "piattaforma politica" dal titolo "Stalin e la crisi della dittatura proletaria" e un appello "A tutti i membri del partito". Arrestato dalla Gpu, fu condannato a una pesante pena di detenzione in un campo. Stalin avrebbe voluto che lo si condannasse a morte, ma gli altri membri dell´Ufficio politico si opposero a questa misura estrema, fino allora mai applicata a nessun dirigente politico.]. Me ne ha appena accennato Aichenvald, per strada, post factum ("i giovani si sono riuniti, hanno fatto un´esposizione"), o qualcosa del genere. È vero, ammetto di averlo nascosto, ho avuto pietà dei "giovani".

    c) Nel 1932, ho fatto il doppio gioco con i miei "discepoli": Pensavo sinceramente o che li avrei riportati completamente sulla retta via del Partito, o li avrei allontanati. Tutto qui. H appena finito di emendare la mia coscienza fin nei minimi dettagli, Tutto il resto, o non c'è stato o, se c'è stato, non ne sapevo niente.Al Plenum ho detto la verità, tutta la verità, ma nessuno mi ha creduto. E ora ti ripeto questa assoluta verità: in tutti gli ultimi anni ho seguito onestamente e sinceramente la linea del Partito e ho imparato, nel mio animo, a rispettarti e ad amarti.
    3. Non avevo altra "soluzione" che confermare le accuse e le testimonianze degli altri e svilupparle; diversamente, si sarebbe potuto pensare che io non "cedevo".

    4. A parte le circostanze esterne e la considerazione 3 (sopra riportata), ecco il risultato delle mie riflessioni su tutto quel che succede, ecco la conclusione cui sono arrivato. C'è la grande e audace idea dell'epurazione generale a) in rapporto alla minaccia di guerra, b) in rapporto al passaggio alla democrazia. Questa epurazione tocca a) i colpevoli, b) gli elementi dubbi, c) i potenziali elementi equivoci. Non può evidentemente non riguardarmi. I primi sono messi in condizione di non nuocere in un modo, gli altri in un altro e i terzi in un altro ancora. In questo modo la direzione del Partito non corre alcun rischio, si dota di una totale garanzia.

    Ti prego, non pensare che ragionando così tra me e me io ti rivolga qualche rimprovero. Sono maturato, capisco che i grandi progetti, le grandi idee, i grandi interessi sono più importanti di tutto, che sarebbe meschino mettere il problema della mia miseranda persona sullo stesso piano di questi interessi di importanza mondiale e storica, che gravano soprattutto sulle tue spalle.
    Ed ecco ciò che mi tormenta di più, il paradosso più insopportabile:
    5) Se fossi assolutamente sicuro che tu veda le cose come me, allora la mia anima sarebbe sgombra di un peso tremendo. Ebbene, che fare? Se è necessario, è necessario! Ma credimi, il mio cuore sanguina al solo pensiero che tu possa credere nella realtà dei miei crimini, che tu possa credere dal fondo alla tua anima, che io sia veramente colpevole di quegli orrori. Se così fosse, che cosa vorrebbe dire) Vorrebbe dire che io stesso contribuisco alla rovina di una serie di persone (a partire da me stesso), che faccio il Male consapevolmente! In questo caso, non si spiega più niente. E tutto si ingarbuglia nella mia mente e ho voglia di urlare e di sbattere la testa contro il muro! In questo caso, infatti, sono io a causare la rovina degli altri. Che fare? Che fare?
    6. Non provo un oncia di risentimento. Non sono cristiano. Certo, ho le mie stranezze. Ritengo di dovere espiare per gli anni in cui ho rEalmente condotto una battaglia di opposizione contro la Linea del Partito. Sai, quello che più mi tormenta in questo istante è un episodio che forse hai dimenticato. Un giorno, probabilmente era durante l´estate del 1928, ero da te e mi hai detto: "Sai perché ti sono amico? Perché tu sei incapace di tramare contro chiunque". Concordo, e subito dopo corro da Kamenev ("primo incontro"). Mi creda o no, è questo episodio che mi tormenta, è il peccato originale, il peccato di Giuda. Dio mio! Che imbecille, che stupido ero allora! E adesso, espio per tutto questo al prezzo del mio onore e della mia vita. Perdonami, per questo, Koba. Scrivo e piango. Non mi importa più niente, e lo sai bene: non faccio che aggravare la mia sorte, scrivendoti tutto questo. Ma non posso tacere, senza chiederti per l´ultima volta perdono. Per questo non sono in collera con nessuno, né con la direzione del Partito, né con gli istruttori, e ti chiedo ancora una volta perdono, benché sia punito in modo che tutto ormai è solo tenebre...
    7. Quando avevo alcune allucinazioni, ti ho visto varie volte e una volta ho visto Nedajda Serguievna [si tratta di N. S. Allilueva, la moglie di Stalin, suicidatasi nel 1932]. Si è avvicinata a me e mi ha detto: "Che cosa vi hanno fatto, N. I.? Vado a dire a Jossif che venga ad aiutarvi". Era tutto così reale che ho fatto un balzo e ho sentito il bisogno di scriverti perché... venga ad aiutarmi! La realtà si mescolava male di te e non ha caso il Mio inconscio infelice ti ha chiamato alla mia riscossa. Quando penso alle ore che abbiamo passato a discutere insieme... Dio mio, perché non c´è un apparecchio che ti permetta di vedere la mia anima lacerata, dilaniata come da becchi d´uccello! Se solo tu potessi vedere come sono intimamente affezionato a te, non come tutti gli Stetski e Tal' è Alexis Steski, redattore capo della rivista Bolchevik; Boris Tal' responsabile del dipartimento "Stampa" del Comitato centrale e vieredattore capo delle Izvestia.] Suvvia, perdonami per tutta questa "psicologia". Non c´è più Angelo che possa stornare la spada di Abramo! Che i Destino si compia!
    8) Permettimi, infine, di chiudere con queste ultime, piccole richieste:
    a) Preferirei mille volte morire che sopportare il processo che mi attende. Non so come potrò vincere il mio carattere, tu lo conosci. Non sono un nemico del Partito, né un nemico dell'Urss, e farò tutto ciò che potrò, ma, viste le circostanze, le mie forze sono scemate e sensazioni dolorose affluiscono nell'animo mio. Tralasciando ogni sentimento di dignità e di vergogna, sono disposto a mettermi in ginocchio e a implorarti di evitarmi questo processo. Sicuramente, però, non c´è più niente da fare e io ti chiedo, se è ancora possibile, di permettermi di morire prima del processo, anche se so che, su questo, tu sei severissimo.

    b) Se è una sentenza di morte quella che mi attende, ti prego, ti supplico in nome di ciò che ti è caro, di non farmi fucilare, voglio assumere da solo del veleno (dammi della morfina, per addormentarmi e non svegliarmi più). Questo è un aspetto per me molto importante, sto cercando le parole per supplicarti: politicamente, questo non farà torto a nessuno, nessuno lo saprà. Ma almeno lasciami vivere gli ultimi istanti come voglio. Abbi pietà! Visto che mi conosci bene, capisci cosa voglio dire. A volte, guardo la morte con occhi lucidi e so bene di essere capaci di atti di coraggio. Eppure, a volte, questo mio stesso io è così debole, così infranto che non è più capace di nulla. Allora, se devo morire, voglio una dose di morfina, te ne supplico...
    c)Voglio poter dire addio a mia moglie e a mio figlio, non a mia figlia. Ho pietà di lei, sarebbe troppo duro per lei. Quanto ad Aiuta, è giovane, supererà la cosa, e poi ho voglia di dirle addio. Ti chiedo di poterla incontrare prima del processo. Perché? Quando chi mi è vicino sentirà ciò che ho confessato, potrebbe mettere fine ai suoi giorni. Devo prepararli in qualche modo. Penso sarebbe meglio anche nell'interesse della vicenda, della sua interpretazione ufficiale.
    d) Se mai mi venisse risparmiata la vita, vorrei (ma dovrei parlarne con mia moglie) andare in esilio in America per X anni. Argomenti a favore: farei campagna sui processi, condurrei una a morte contro Trotskij, riavvicinerei a noi vasti strati intellettuali, sarei in pratica l´anti-Trotskij e condurrei tutta la faccenda con formidabile entusiasmo. Potreste inviare insieme a me un cechista sperimentato e, come ulteriore garanzia, potreste tenere in Urss mia moglie in ostaggio per sei mesi, il tempo perché possa dimostrare nei fatti come taglio la gola a Trotsky & C., ecc.
    Se avessi anche solo un atomo di dubbio su questa variante, mandami anche per venticinque anni in esilio a Petchora o alla Kolyma, in un campo. Vi organizzerei un´università, un museo, una stazione tecnica, degli istituti, una galleria d´arte, un museo etnografico, un museo zoologico, un giornale del campo. In una parola, condurrei un lavoro pionieristico di base, fino alla fine dei miei giorni, insieme alla mia famiglia. Per la verità, non ho quasi speranza, poiché il semplice fatto del cambiamento di direttiva del Plenum di febbraio è gravido di significato (e vedo bene che il processo non avrà luogo domani).

    Ecco dunque le mie ultime richieste (ancora: il lavoro filosofico, che è rimasto a casa mia, contiene parecchie cose utili).

    Iossif Vissarionovich! Tu hai perso con me uno dei tuoi generali più capaci e devoti. Va bene, è acqua passata. Ricordo quel che Marx scriveva a proposito di Barclay de Tolly, accusato da Alessandro I di averlo tradito. Diceva che l´imperatore si era privato di un eccellente collaboratore. Con che amarezza ci penso! Mi preparo interiormente a lasciare questa vita, e non provo, verso voi tutti, verso il Partito, verso la nostra Causa, nient'altro che un sentimento di immenso amore senza limiti. Farò tutto ciò che è umanamente possibile e impossibile. Ti ho scritto su tutto. Su tutto o messo il puntino sulle i. L´ho fatto in anticipo, perché non so in che stato sarò domani, dopodomani, ecc.
    Ora invece, con la testa pesante e le lacrime agli occhi, sono ancora in grado di scrivere. La mia coscienza è pura davanti a te, Koba. Ti chiedo un´ultima volta perdono (un perdono spirituale).Ti abbraccio, nel pensiero. Addio per i secoli dei secoli e non serbare rancore all'infelice che sono. N. Bucharin (10 dicembre 1937).

    •   Alt 

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  2. #2
    SENATORE di POL
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    Questo post è invece freschissimo. E' un DOCUMENTO storico, suscettibile di critica scientifica. Sono sempre in attesa che i contestualizzatori e gli opinionisti valenti .....lo contestualizzino.

    Shalom

  3. #3
    .
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    In Origine postato da Pieffebi
    Questo post è invece freschissimo. E' un DOCUMENTO storico, suscettibile di critica scientifica. Sono sempre in attesa che i contestualizzatori e gli opinionisti valenti .....lo contestualizzino.

    Shalom
    infatti è un documento molto interessante.


    bucharin per anni è stato (per peso politico e per anzianità di servizio) il contraltare di stalin all'interno del pcb e soprattutto la mente + critica riguardo alle scelte in campo economico di stalin. Quindi nella politica psicopatico-criminale del georgiano un obiettivo da abbattere per consolidare il proprio potere.

    quanto alla lettera è (se vera e non manipolata, visto che gli archivi sovietici non danno un gran affidamento) l'estremo (ma credo non ultimo) tentativo di salvare la pelle.

    in istruttoria bucharin, come altri, si dichiarò colpevole credo per salvare la pelle ai suoi familiari, quindi si appella a stalin nel modo + disperato x un uomo, ma mantenendo comunque fede ai suoi principi.

  4. #4
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    In Origine postato da durrutibus
    . Quindi nella politica psicopatico-criminale del georgiano
    capperi! uno psicopatico che ha sempre vinto, si vede che aveva culo.....

  5. #5
    SENATORE di POL
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    Nella storia è capitato molto spesso.

    Shalom

  6. #6
    SENATORE di POL
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    "Lettera-testamento di Bucharin

    Dall'archivio

    Ventisette anni dopo l'esecuzione, avvenuta a Mosca, di Nikolai Bucharin, di gran lunga il più fine e civile dei vecchi Bolscevichi, la sua ultima lettera è stata pubblicata per tutto il mondo.

    È una lettera che proferisce una maledizione contro Stalin, il carnefice, e proclama la completa innocenza di Bucharin relativamente a tutti i delitti imputatigli, alcuni dei quali confessò nel suo celebre processo, sotto non si sa quali pressioni.

    La lettera in questione è rimasta per qualche tempo in circolazione nelle alte sfere burocratiche del P.C.U.S. moscovita. e dei partiti comunisti di varie capitali europee orientali. È stata diffusa deliberatamente in Occidente per una manovra propagandistica in grande stile dei revisionisti kruscioviani dell'Europa orientale, che vogliono così darle larga diffusione, essendo assai preoccupati per eventi nell'U.R.S.S., ch'essi considerano come segni di reviviscenze staliniane.

    « Macchina infernale »
    Certamente la lettera proviene dalla Russia, ed ha tutte le apparenze dell'autenticità -- come peraltro credono molti dei comunisti più anziani. Ma anche se non lo fosse, il fatto stesso della sua promulgazione come autentica da membri responsabili di partito ha il suo peso non certo indifferente. Sui partiti comunisti di tutto il mondo può avere lo stesso effetto della denuncia kruscioviana di Stalin (1956) -- ed in particolare, della citazione del « Testamento » di Lenin, dove si mettevano in guardia i compagni contro Stalin, testo quest'ultimo, che, sebbene noto in Occidente, era stato proibito e tenuto segreto in Russia per 32 anni.

    La lettera è breve e precisa. La sua brevità, l'essenzialità del messaggio contenutovi, l'assenza di argomenti di circostanza e di auto-giustificazioni. lo stesso stile, tutto depone in favore dell'autenticità. Un contraffattore si sarebbe dilunga to molto più verbosamente.

    Questo documento ha tutta l'apparenza di essere stato stilato in fretta e con grande sforzo -- come se avesse dovuto essere scritto in una pausa momentanea, fra le torture e l'esecuzione.

    È dedicata: « Ad una generazione futura di dirigenti del Partito », ed inizia:

    Lascio questa vita. Piego la testa, benché non sotto la scure del proletariato, che sarebbe spietata, ma pura, incontaminata. Sono certo e sicuro della mia impotenza, davanti alla macchina infernale, che si serve di sistemi medievali, e maneggia un potere immane -- la macchina che fabbrica calunnie sistematiche e funziona con perfetta automatica sicurezza.

    Va avanti, il povero, ingenuo Bucharin, ricordando perfino i giorni di Dzerzhinski, creatore della famosa CEKA leninista: e la rimpiange, pur se da essa derivarono le varie G.P.N., N.K.V.D., e poi la M.G.D.: la CEKA andava bene ed era solida perché...

    tutte le sue azioni erano dirette dall'idea della rivoluzione: ed essa giustificava la durezza contro il nemico, essa proteggeva lo Stato dalla controrivoluzione.

    Ma ora le tradizioni della CEKA sono state tradite dalla N.K.V.D.,

    organizzazione risorta dal passato, formata di ufficiali privi di scrupoli, degradati, ben nutriti, proni servilmente a compiacere la diffidenza patologica di Stalin -- la N.K.V.D -- ... che può ridurre in polvere ogni membro del Comitato Centrale, ogni membro del partito, facendone un terrorista venduto, un deviazionista traditore, una spia.

    Questo è stato fatto anche a lui, Bucharin, con metodi che non sta a specificare. Dichiara la proprio innocenza e giunge a dire dolorosamente:

    La caduta del mio capo innocente comporterà anche la morte di migliaia e migliaia di innocenti,

    dato che, per fabbricare il « caso » Bucharin, la N.K.V.D. e l'accusatore pubblico Vyshinsky, che Bucharin non nomina, dovettero inventare tutta una vasta cospirazione concertata, da « svelare » al sensazionale processo.

    Bucharin e gli altri furono accusati di attività a favore della rottura del compimento della rivoluzione e della restaurazione capitalistica in Russia:

    È una sfacciata ed ingiuriosa menzogna, la cui spudoratezza potrebbe essere uguagliata soltanto se sostenessero che esistono prove certe che Nikolai Romanov (Nicola II, ultimo zar) ha dedicato tutta la vita a lottare contro il capitalismo e la monarchia, per realizzare la rivoluzione proletaria.

    Questo è tutto quel che bisogna dire. Bucharin, forse il miglior cervello, tra i compagni di Lenin, è bruciato per tutta la vita della fiamma rivoluzionaria. Indurito nella lotta per la causa comune, dovette sopportare molte cose c a 'molte adattarsi per Stalin, cui apportò un inestimabile appoggio, contro la sua stessa migliore natura -- tutto per servire l'unità comunista. Quando in seguito Stalin volle distruggerlo, gli rivolse l'accusa che sapeva essergli più offensiva di ogni altra.

    Da Krusciov

    Il mondo in ascolto rimase confuso, stupefatto dalle « confessioni » di Bucharin. Come potrebbe un uomo confessare con tanta spontaneità e franchezza il suo alto tradimento, ed essere innocente?

    Ora possiamo rispondere -- ce l'ha spiegato Krusciov stesso. Krusciov non trovò mai una scappatoia per riabilitare Bucharin, ma rievocò con particolari la tortura e l'annichilimento effettuati da Stalin su altri vecchi bolscevichi. Furono altrettanti sintomi dell'avvicinarsi di una riabilitazione ufficiale anche di Bucharin. Certo, c'era una difficoltà: se riabilitazione di Bucharin, perché non riabilitazione di Trotsky?

    E poi, come avrebbe potuto Krusciov cominciare a dire tutta la verità senza compromettere se stesso? Nel 1938, anno dell'esecuzione di Bucharin, iniziava la sua ascesa ai vertici del funzionariato e della direzione politica...

    Adesso, alcuni elementi del P.C.U.S. han deciso di forzare il passo. Non ne sappiamo il motivo. Bucharin peraltro era il simbolo della cosiddetta « Opposizione di destra » — che si oppose alle violente e crudeli misure prese da Stalin contro i contadini — con membri che nel contempo tendevano a « dar respiro » al popolo russo.

    Quelli che hanno diffuso fuori dalla Russia questa lettera devono pensare, o temere, che nell'U.R.S.S. ci sia oggi un vero pericolo di reazione contro il movimento di liberalizzazione e la « Destra » in genere — forse un altro tentativo di placare la Cina, forse una ripresa dei vecchi stalinisti, anche se in germe.

    Traditore, mai!
    Questo è un passo avanti nel lungo processo per cui i russi cercano di liberarsi del loro stesso passato. Facendo ciò, ubbidiscono alle medesime parole di Bucharin:

    Mi rivolgo a voi, dirigenti del partito della generazione a venire, il cui dovere, la cui missione storica è districare il tremendo viluppo di crimini, che divengono sempre più mostruosi, in questi giorni atroci, e soffocano il partito con la veemenza di un fuoco distruttore ed asfissiante. Faccio appello a tutti i membri del partito! In questo giorno, forse l'ultimo della mia vita, mi dichiaro convinto che, presto o tardi, la mia persona emergerà dal filtro della storia monda da ogni impurità.

    Non sono mai stato un traditore. Per la vita di Lenin, avrei dato la mia, senza esitare. Volevo bene a Kirov [1], e non ho mai macchinato alcunché contro Stalin.

    Chiedo alla nuova, giovane, onesta generazione di dirigenti del partito di giustificarmi al plenum del Comitato Centrale e di riconfermare la mia appartenenza al partito.

    Sappiate, compagni, che sulla bandiera con cui avanzate nella marcia vittoriosa verso il Comunismo c'è anche una goccia del mio sangue...

    Nikolai Bucharin"

    http://www.ibrp.org/italiano/promete...to_di_bucharin

    Saluti liberali

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Pieffebi Visualizza Messaggio
    "Lettera-testamento di Bucharin

    Dall'archivio

    Ventisette anni dopo l'esecuzione, avvenuta a Mosca, di Nikolai Bucharin, di gran lunga il più fine e civile dei vecchi Bolscevichi, la sua ultima lettera è stata pubblicata per tutto il mondo.

    È una lettera che proferisce una maledizione contro Stalin, il carnefice, e proclama la completa innocenza di Bucharin relativamente a tutti i delitti imputatigli, alcuni dei quali confessò nel suo celebre processo, sotto non si sa quali pressioni.

    La lettera in questione è rimasta per qualche tempo in circolazione nelle alte sfere burocratiche del P.C.U.S. moscovita. e dei partiti comunisti di varie capitali europee orientali. È stata diffusa deliberatamente in Occidente per una manovra propagandistica in grande stile dei revisionisti kruscioviani dell'Europa orientale, che vogliono così darle larga diffusione, essendo assai preoccupati per eventi nell'U.R.S.S., ch'essi considerano come segni di reviviscenze staliniane.

    « Macchina infernale »
    Certamente la lettera proviene dalla Russia, ed ha tutte le apparenze dell'autenticità -- come peraltro credono molti dei comunisti più anziani. Ma anche se non lo fosse, il fatto stesso della sua promulgazione come autentica da membri responsabili di partito ha il suo peso non certo indifferente. Sui partiti comunisti di tutto il mondo può avere lo stesso effetto della denuncia kruscioviana di Stalin (1956) -- ed in particolare, della citazione del « Testamento » di Lenin, dove si mettevano in guardia i compagni contro Stalin, testo quest'ultimo, che, sebbene noto in Occidente, era stato proibito e tenuto segreto in Russia per 32 anni.

    La lettera è breve e precisa. La sua brevità, l'essenzialità del messaggio contenutovi, l'assenza di argomenti di circostanza e di auto-giustificazioni. lo stesso stile, tutto depone in favore dell'autenticità. Un contraffattore si sarebbe dilunga to molto più verbosamente.

    Questo documento ha tutta l'apparenza di essere stato stilato in fretta e con grande sforzo -- come se avesse dovuto essere scritto in una pausa momentanea, fra le torture e l'esecuzione.

    È dedicata: « Ad una generazione futura di dirigenti del Partito », ed inizia:

    Lascio questa vita. Piego la testa, benché non sotto la scure del proletariato, che sarebbe spietata, ma pura, incontaminata. Sono certo e sicuro della mia impotenza, davanti alla macchina infernale, che si serve di sistemi medievali, e maneggia un potere immane -- la macchina che fabbrica calunnie sistematiche e funziona con perfetta automatica sicurezza.

    Va avanti, il povero, ingenuo Bucharin, ricordando perfino i giorni di Dzerzhinski, creatore della famosa CEKA leninista: e la rimpiange, pur se da essa derivarono le varie G.P.N., N.K.V.D., e poi la M.G.D.: la CEKA andava bene ed era solida perché...

    tutte le sue azioni erano dirette dall'idea della rivoluzione: ed essa giustificava la durezza contro il nemico, essa proteggeva lo Stato dalla controrivoluzione.

    Ma ora le tradizioni della CEKA sono state tradite dalla N.K.V.D.,

    organizzazione risorta dal passato, formata di ufficiali privi di scrupoli, degradati, ben nutriti, proni servilmente a compiacere la diffidenza patologica di Stalin -- la N.K.V.D -- ... che può ridurre in polvere ogni membro del Comitato Centrale, ogni membro del partito, facendone un terrorista venduto, un deviazionista traditore, una spia.

    Questo è stato fatto anche a lui, Bucharin, con metodi che non sta a specificare. Dichiara la proprio innocenza e giunge a dire dolorosamente:

    La caduta del mio capo innocente comporterà anche la morte di migliaia e migliaia di innocenti,

    dato che, per fabbricare il « caso » Bucharin, la N.K.V.D. e l'accusatore pubblico Vyshinsky, che Bucharin non nomina, dovettero inventare tutta una vasta cospirazione concertata, da « svelare » al sensazionale processo.

    Bucharin e gli altri furono accusati di attività a favore della rottura del compimento della rivoluzione e della restaurazione capitalistica in Russia:

    È una sfacciata ed ingiuriosa menzogna, la cui spudoratezza potrebbe essere uguagliata soltanto se sostenessero che esistono prove certe che Nikolai Romanov (Nicola II, ultimo zar) ha dedicato tutta la vita a lottare contro il capitalismo e la monarchia, per realizzare la rivoluzione proletaria.

    Questo è tutto quel che bisogna dire. Bucharin, forse il miglior cervello, tra i compagni di Lenin, è bruciato per tutta la vita della fiamma rivoluzionaria. Indurito nella lotta per la causa comune, dovette sopportare molte cose c a 'molte adattarsi per Stalin, cui apportò un inestimabile appoggio, contro la sua stessa migliore natura -- tutto per servire l'unità comunista. Quando in seguito Stalin volle distruggerlo, gli rivolse l'accusa che sapeva essergli più offensiva di ogni altra.

    Da Krusciov

    Il mondo in ascolto rimase confuso, stupefatto dalle « confessioni » di Bucharin. Come potrebbe un uomo confessare con tanta spontaneità e franchezza il suo alto tradimento, ed essere innocente?

    Ora possiamo rispondere -- ce l'ha spiegato Krusciov stesso. Krusciov non trovò mai una scappatoia per riabilitare Bucharin, ma rievocò con particolari la tortura e l'annichilimento effettuati da Stalin su altri vecchi bolscevichi. Furono altrettanti sintomi dell'avvicinarsi di una riabilitazione ufficiale anche di Bucharin. Certo, c'era una difficoltà: se riabilitazione di Bucharin, perché non riabilitazione di Trotsky?

    E poi, come avrebbe potuto Krusciov cominciare a dire tutta la verità senza compromettere se stesso? Nel 1938, anno dell'esecuzione di Bucharin, iniziava la sua ascesa ai vertici del funzionariato e della direzione politica...

    Adesso, alcuni elementi del P.C.U.S. han deciso di forzare il passo. Non ne sappiamo il motivo. Bucharin peraltro era il simbolo della cosiddetta « Opposizione di destra » — che si oppose alle violente e crudeli misure prese da Stalin contro i contadini — con membri che nel contempo tendevano a « dar respiro » al popolo russo.

    Quelli che hanno diffuso fuori dalla Russia questa lettera devono pensare, o temere, che nell'U.R.S.S. ci sia oggi un vero pericolo di reazione contro il movimento di liberalizzazione e la « Destra » in genere — forse un altro tentativo di placare la Cina, forse una ripresa dei vecchi stalinisti, anche se in germe.

    Traditore, mai!
    Questo è un passo avanti nel lungo processo per cui i russi cercano di liberarsi del loro stesso passato. Facendo ciò, ubbidiscono alle medesime parole di Bucharin:

    Mi rivolgo a voi, dirigenti del partito della generazione a venire, il cui dovere, la cui missione storica è districare il tremendo viluppo di crimini, che divengono sempre più mostruosi, in questi giorni atroci, e soffocano il partito con la veemenza di un fuoco distruttore ed asfissiante. Faccio appello a tutti i membri del partito! In questo giorno, forse l'ultimo della mia vita, mi dichiaro convinto che, presto o tardi, la mia persona emergerà dal filtro della storia monda da ogni impurità.

    Non sono mai stato un traditore. Per la vita di Lenin, avrei dato la mia, senza esitare. Volevo bene a Kirov [1], e non ho mai macchinato alcunché contro Stalin.

    Chiedo alla nuova, giovane, onesta generazione di dirigenti del partito di giustificarmi al plenum del Comitato Centrale e di riconfermare la mia appartenenza al partito.

    Sappiate, compagni, che sulla bandiera con cui avanzate nella marcia vittoriosa verso il Comunismo c'è anche una goccia del mio sangue...

    Nikolai Bucharin"

    http://www.ibrp.org/italiano/promete...to_di_bucharin

    Saluti liberali
    Dubbio: e se quel sistema con le idee di Bucharin avesse funzionato davvero ?
    In fondo in fondo in Cina........................................oggi.. ................

  8. #8
    SENATORE di POL
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    Ci sono solo apparenti somiglianze. Bucharin non era meno bolscevico di Trotzky o di Stalin, o meno propenso allo "scopo finale" della collettivizzazione integrale nel contesto dell'economia pianificata (non di mercato). La sua era sostanzialmente solo una diversa visione dei ritmi e dei modi di tale processo, che data l'arretratezza di partenza dell'economia e della cultura (anche tecnica) sovietica e l'isolamento internazionale, doveva procedere a "passi di tartaruga" e non ai ritmi forzati e forsennati attuati poi da Stalin, con le conseguenze che sappiamo. In Cina si teorizza invece da tempo un "socialismo di mercato" con aspetti di "liberismo socialista" spinto, che di socialista ha certamente taluni aspetti di controllo e gestione, ma che nulla hanno a che fare con il socialismo come concepito dal marxismo rivoluzionario bolscevico, nemmeno nelle versioni dell'ultimo Lenin o della destra bolscevica di Bucharin.
    E' certamente possibile che se avesse vinto Bucharin, la "pressione degli eventi" ....avrebbe potuto agire nel senso di una rapida revisione anche ideologica della dottrina del Partito, e che la dinamica delle classi sociali generate dalle aperture di mercato avrebbe prodotto la vittoria della "via capitalistica", ma personalmente ritengo questo solo un'ipotesi ....non verificabile.

    Saluti liberali

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Pieffebi Visualizza Messaggio
    Concordo, e subito dopo corro da Kamenev ("primo incontro"). Mi creda o no, è questo episodio che mi tormenta, è il peccato originale, il peccato di Giuda. Dio mio! Che imbecille, che stupido ero allora! E adesso, espio per tutto questo al prezzo del mio onore e della mia vita. Perdonami, per questo, Koba. Scrivo e piango. Non mi importa più niente, e lo sai bene: non faccio che aggravare la mia sorte, scrivendoti tutto questo. Ma non posso tacere, senza chiederti per l´ultima volta perdono. Per questo non sono in collera con nessuno, né con la direzione del Partito, né con gli istruttori, e ti chiedo ancora una volta perdono, benché sia punito in modo che tutto ormai è solo tenebre...
    In realtà Bucharin avrebbe volentieri fatto a Stalin quel che Stalin fece a lui....

    Citazione Originariamente Scritto da Pieffebi Visualizza Messaggio
    "Lettera-testamento di Bucharin
    Dall'archivio
    Ventisette anni dopo l'esecuzione, avvenuta a Mosca, di Nikolai Bucharin, di gran lunga il più fine e civile dei vecchi Bolscevichi, la sua ultima lettera è stata pubblicata per tutto il mondo.
    il partito bolscevico era marcio fino al midollo, non esistevano dirigenti bolscevichi 'più civili'

    È una lettera che proferisce una maledizione contro Stalin, il carnefice, e proclama la completa innocenza di Bucharin relativamente a tutti i delitti imputatigli, alcuni dei quali confessò nel suo celebre processo, sotto non si sa quali pressioni.
    Più semplicemente alcuni dei compagni di cospirazione di Bucharin erano agenti di Stalin.
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  10. #10
    Socialcapitalista
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    Citazione Originariamente Scritto da Ferruccio Visualizza Messaggio
    Dubbio: e se quel sistema con le idee di Bucharin avesse funzionato davvero ?
    In fondo in fondo in Cina........................................oggi.. ................
    ..........hanno messo in piedi un sistema che nulla ha a che fare con le idee di bucharin.Mao fece fuori subito i kulaki cinesi, e bucharin era nemico personale di Mao e di altri dirigenti cinesi, amava piuttosto Chiag kaishek...
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

 

 
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