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Discussione: La Lega sfida l'Udc

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    Predefinito La Lega sfida l'Udc

    Maroni: mai pronunciate minacce da parte del premier
    Lite sull'uso delle tv. La Lega sfida l'Udc
    I centristi insistono: vuol dire che il servilismo rende sordi

    ROMA - «Vai avanti così e vedrai se le mie reti non ti attaccheranno davvero in futuro». «Questa è una minaccia. Voglio che sia chiaro a tutti». Nella prima lunga notte di verifica Silvio Berlusconi e Marco Follini litigano su Rai e Mediaset. Cioè prendono di petto il buco nero della crisi, luogo principe degli scontri e parafulmine di ogni conflitto d’interessi. Forse, dato il clima all’interno della maggioranza, non poteva che essere così. Ed è stato subito scontro, di quelli duri, senza esclusione di colpi. Vero e proprio duello verbale, domenica sera il litigio ha impegnato la prima mezz’ora del tavolo politico lasciando senza parole gli altri invitati, segretari di partito ed esponenti vari di Forza Italia, An, Lega, Nuovo Psi e Pri.

    La bufera c’è stata. Eccome. Ma il giorno dopo, come spesso

    Il leader dell'Udc Follini (LaPresse)
    accade, c’è chi tende a diminuirne la portata e chi invece a tenere viva la sfida. Per il vicecoordinatore azzurro Fabrizio Cicchitto si è trattato «solo di uno scambio di battute che poi è stato amplificato». Il leghista Roberto Maroni lo sorpassa a destra: «Macché minacce: si è solo discusso di par condicio e Berlusconi ha illustrato la questione per la quale questa norma va abrogata». Cioè il fatto che il Cavaliere non ritiene giusto attribuire in campagna elettorale lo stesso spazio mediatico a tutti i partiti, anche ai più piccoli. In altre parole, le minacce di cui si è lamentato il segretario dell’Udc sarebbero solo invenzioni. E Berlusconi, dopo aver parlato di par condicio, avrebbe anche sottolineato che «Mediaset non ha mai attaccato membri della maggioranza come anche esponenti dell’opposizione semplicemente perché ad una televisione commerciale non conviene».

    In casa Udc ovviamente la versione dei fatti corrisponde al contrario: il litigio viene confermato in tutta la sua entità, comprese le frasi riguardanti le reti Mediaset che finora avrebbero risparmiato (secondo Berlusconi) Marco Follini, ma che in futuro potrebbero passare all’attacco. E contro chi ridimensiona il caso partono frecce avvelenate: «Evidentemente il servilismo fa diventare sordi».
    Ma il fatto che della querelle su Rai e Mediaset si continui a parlare in questi termini anche il giorno dopo, e anche a freddo, fa capire quanto l’argomento sia importante. E quanto lo resterà in questi giorni. Anche per motivi parlamentari. Basta pensare che oggi alla Camera si torna a discutere di conflitto di interessi, quella legge che il centrosinistra definisce «innocua» per il presidente del Consiglio «perché potrà restare tranquillamente proprietario di Mediaset e al tempo stesso controllare la tv pubblica». E nelle stesse ore (a meno che si scelga per il rinvio di una settimana) ci potrebbe essere anche il voto in commissione di Vigilanza sulla mozione dell’Udc che punta a far dimettere l’attuale cda della Rai. Un testo di fronte al quale l’opposizione ha promesso il suo voto.

    Roberto Zuccolini
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Berlusconi domani in Parlamento
    Vertice fallito, Polo senza accordo
    Solo un sì di massima alla Finanziaria. Tesoro, Fini rinuncia.
    ROMA - Si è conclusa con un sostanziale fallimento la seconda puntata del vertice di maggioranza che avrebbe dovuto ricomporre le fratture all’interno del Polo. E’ caduta l’ipotesi del ministero dell’Economia affidato a Gianfranco Fini. E’ stata solo raggiunta un’intesa di massima su una mega manovra da 30 miliardi di euro, circa 60 mila miliardi di vecchie lire.

    In Parlamento. Domani quindi il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dovrà presentarsi in Parlamento con la maggioranza divisa. Dopo oltre tre ore di vertice notturno, i leader della Casa delle Libertà si sono lasciati con un nulla di fatto e senza prendere altri appuntamenti per nuovi incontri. Giudicata comunque importante la volontà dell’Udc, i centristi del Polo, di non «rompere» e di non giungere all’appoggio esterno.

    I Comuni in rivolta. Le amministrazioni locali protestano contro i tagli alle risorse previsti dalla manovra varata dal governo. Il sindaco di Roma Walter Veltroni parla di «effetti devastanti», mentre il sindaco di Torino Chiamparino invita alla disobbedienza civile.



    Fini e Berlusconi (Liverani)
    MINISTRO DELL'ECONOMIA, CADE ANCHE L'IPOTESI FINI - «Non intendo sostituire Giulio Tremonti. Non c’era nulla di personale con lui. Era un problema politico». Con queste parole, pronunciate durante il vertice notturno della maggioranza, il leader di Alleanza nazionale Gianfranco Fini ha chiuso la porta a qualsiasi ipotesi di assumere l’incarico di ministro dell’Economia. La sua candidatura era stata lanciata nel pomeriggio dal sottosegretario agli Esteri Mario Baccini. Secondo l’esponente dell’Udc, l’identikit del successore di Tremonti sarebbe stato quello di «una personalità di altissimo profilo tecnico riconoscibile a livello internazionale» o, in alternativa, di una grande personalità politica, cioè «uno dei leader di maggioranza». Il tecnico era l’ex direttore generale del Tesoro Mario Draghi. Il «leader della maggioranza», invece, nientemeno che il più fiero avversario dell’ex ministro dell’Economia, l’uomo che ne aveva determinato le dimissioni.

    Nel totoministri degli ultimi giorni il nome di Fini rappresentava una novità, per quanto la mossa dell’Udc di Marco Follini non aveva colto tutti di sorpresa. Forse i vertici di An se l’aspettavano, almeno a giudicare dalla decisione con cui il partito aveva fatto sapere della «indisponibilità» del proprio leader. Rendendosi probabilmente conto che se un’ipotesi del genere avesse avuto il via libera del premier Silvio Berlusconi, difficilmente Fini si sarebbe potuto tirare indietro. O magari sospettando una cortina fumogena, dietro la quale si sarebbe potuta anche scorgere la sagoma di colui che molti continuano a ritenere il vero candidato dell’Udc: il governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio.

    Ma le perplessità di Fini, che hanno portato al suo rifiuto, non hanno riguardato soltanto la mole di lavoro e l’oggettiva difficoltà dell’impegno. «Bisogna che entri anche Follini nel governo, altrimenti tu avrai la responsabilità del ministero più importante e loro da fuori potranno sparare sul governo», gli hanno ripetuto prima del vertice i suoi colonnelli, durante una riunione nel suo ufficio. Fra di loro, soltanto il ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno si mostrava aperto all’idea di vedere Fini vestire i panni che per tre anni erano stati di Tremonti. A dimostrazione del fatto che per Berlusconi la sostituzione di Tremonti, il ministro più scomodo, si sta rivelando un autentico enigma.

    Quella di via XX Settembre era la poltrona più ambita del governo: cinque ministeri in uno e una concentrazione di potere senza precedenti. Invece, da quando è rimasta vuota, è sempre di più una poltrona che scotta. Non è andata in porto la nomina del commissario europeo Mario Monti. Né l’ipotesi di Fini si è rivelate praticabile. E problemi più o meno grandi hanno incontrato tutte le altre candidature. A cominciare da quelle tecniche.
    Draghi non piace ad Alleanza nazionale. E il suo predecessore Domenico Siniscalco, sul quale Berlusconi era sembrato puntare con decisione, almeno per assicurare una certa continuità con la gestione di Tremonti, proprio per questa ragione (nonostante avesse avuto il sostanziale via libera di Fini) non scatena entusiasmi nell’Udc e in quella parte di Forza Italia che ha sempre osteggiato l’ex ministro dell’Economia. Fra i tecnici, si continua a fare il nome dell’ex presidente della Banca di Roma, Pellegrino Capaldo che avrebbe però mostrato qualche titubanza, soprattutto in ordine al progetto di riforma fiscale. D’altra parte Alleanza nazionale non ha fatto salti di gioia davanti alla prospettiva di veder arrivare all’Economia Letizia Moratti, figura molto stimata dal premier. Eppure la «promozione» del ministro dell’Istruzione avrebbe risolto un problema in funzione del rimpasto, liberando una preziosa poltrona per il ministro delle Politiche comunitarie Rocco Buttiglione, uno dei leader dell’Udc.

    L’economista liberista Antonio Martino, autore nel 1994 della proposta di riforma fiscale basata su un’aliquota unica del 33%, si sarebbe invece chiamato fuori per ragioni di opportunità «ministeriali», visto che occupa il posto di ministro della Difesa. Anche se il suo trasferimento all’Economia avrebbe reso disponibile una poltrona che piace ad Alleanza nazionale: era stata già virtualmente assegnata a Fini.
    Risolto il problema del nome, resterà poi da affrontare quello dello spacchettamento del ministero, sollecitato da An ma anche dall’Udc. Ovvero, la separazione del Bilancio, forse per concentrare nel nuovo dicastero le competenze nel Mezzogiorno. O magari anche le Partecipazioni statali. Ma questa, al punto in cui si è arrivati, è un’altra partita.

    Sergio Rizzo
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Il vicepremier rifiuta il ministero dell'Economia
    Via libera a una Finanziaria da 30 miliardi di euro
    Vertice, i nodi restano
    E Fini rinuncia al Tesoro
    Oggi si riunisce ancora il tavolo delle riforme
    Calderoli: "E vedremo se ci saranno ancora assenze"


    Silvio Berlusconi
    e Gianfranco Fini

    ROMA - Ancora niente per il dopo-Tremonti. Si è concluso così il vertice della Casa delle Libertà a Palazzo Chigi. Una riunione interlocutoria che ha registrato però alcuni aspetti positivi: questa la valutazione di palazzo Chigi, che segnala "una moderata soddisfazione" per come sono stati affrontati i principali temi sul tappeto, senza asprezze e con uno spirito di "collegialità che ha portato ad importanti passi avanti sulle grandi linee dell'economia". Nel corso dell'incontro, il premier Berlusconi ha caldeggiato la candidatura di Gianfranco Fini all'Economia registrando però il suo rifiuto. Una decisione che porterà il presidente del Consiglio a mantenere l'interim finchè non sarà trovata una soluzione adeguata al problema della sostituzione di Tremonti.

    Il ritrovato spirito di collegialità è stato sottolineato più volte da Berlusconi che, insieme agli alleati, ha anche fatto il punto sulle linee dell'intervento che farà mercoledì in Parlamento: un intervento centrato in modo particolare sui temi dell'economia.

    Dopo-Tremonti. Berlusconi, secondo quanto riferito da uno dei segretari della maggioranza, avrebbe proposto l'ipotesi di affidare a Fini il ministero dell'Economia. Il vicepremier si sarebbe detto "lusingato", ma il suo obiettivo sarebbe quello di garantire la collegialità e questa - avrebbe detto lo stesso Fini - me la garantisce il Presidente del Consiglio. Secondo Calderoli, invece, "per il ministero dell'Economia non sono stati fatti nomi, deciderà Berlusconi". In realtà pare sia stato fatto anche il nome del ministro della Difesa Antonio Martino. Sul quale però non ci sarebbe l'approvazione del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che in questa fase così delicata per le missioni italiane all'estero non vorrebbe cambiamenti al dicastero della Difesa.
    PUBBLICITA'


    Economia, accordo su grandi linee. Il vertice avrebbe raggiunto un accordo circa le linee generali della manovra economica, che verranno illustrate dal presidente del Consiglio mercoledì in Parlamento. A quanto si apprende, la manovra prevede strumenti per lo sviluppo economico, la riforma fiscale senza ridurre gli interventi a favore del Mezzogiorno.

    Finanziaria da 30 miliardi. Il vertice della Casa delle Libertà ha dato il via libera ad una finanziaria da 30 miliardi di euro, che prevede la riduzione dell'Irpef e dell'Irap a partire con gradualità dal 2005.

    Rai, Udc mantiene mozione. L'Udc non è disponibile al ritiro della mozione sulla Rai presentata in commissione di Vigilanza. Marco Follini lo ha ribadito al vertice, che proprio sul problema dell'emittenza pubblica ha vissuto uno dei passaggi più difficili.

    Calderoli pessimista. Se al termine del primo round il vicepresidente del Senato aveva detto "dopo la grandine adesso pioviggina", "questa sera - ha dichiarato al termine del vertice di maggioranza - nevischia". Calderoli ha ribadito l'impegno della Lega a sostenere il governo ed ha criticato quegli alleati (senza citare mai esplicitamente Follini o l'Udc) che mostrano "incoerenza". Il senatore ha fatto riferimento all'assenza dell'Udc dal tavolo delle riforme di ieri, ha annunciato che oggi alle 10 il tavolo si riunirà di nuovo per andare avanti nel lavoro "e si vedrà se ci saranno ancora assenze", auspicando che non accada come ieri, "dove il giorno si vive uno spirito di coalizione che poi, la sera, sembra un pochino venir meno rispetto agli impegni presi".

    Conflitto interessi, l'iter prosegue. La legge sul conflitto di interessi proseguirà il suo iter regolare in Parlamento. E' quanto sarebbe stato deciso nel corso del vertice di maggioranza a palazzo Chigi.

    Non ci sarà una terza riunione. Terminato il vertice di questa sera, sembra che non sia prevista una terza riunione di maggioranza. Il prossimo passaggio della verifica dovrebbe essere mercoledì 14 in Parlamento con l'intervento di Berlusconi sulla politica economica.


    (13 luglio 2004)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    16,23 - CONFLITTO INTERESSI: SI VA VERSO IL VOTO FINALE. E' imminente nell'Aula della Camera il voto finale sul provvedimento sul conflitto di interessi. L'Assemblea ha respinto l'unico emendamento al testo ed ora sono in corso le dichiarazioni di voto.
    16,21 - BERLUSCONI, DOMANI RISPONDERO' SU MINISTERO ECONOMIA. "Domani sarò al Parlamento italiano, prima al Senato e poi alla Camera, e risponderò sul vuoto aperto nel governo per il responsabile dell'Economia e delle Finanze. Rimando ogni risposta all'appuntamento di domani". Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa congiunta con Tony Blair, risponde a chi gli chiede notizie sul futuro ministro dell'Economia.
    16,20 - MARTINO, SPERO DI RESTARE DOVE SONO. "Spero di restare dove sono. Ho 61 anni, che futuro volete che abbia. Ho rinunciato a fare il segretario generale della Nato per restare dove sono". Lo ha detto il ministro della Difesa, Antonio Martino, al termine del vertice italo-britannico, ai giornalisti che gli chiedevano notizie sul suo futuro e su un eventuale incarico al Ministero dell'Economia.
    16,01 - RAI: GENTILONI, SU QUESTO PUNTO MAGGIORANZA NON C'E' PIU'. Sulla Rai "la maggioranza non c'è più". E' il giudizio del capogruppo della Margherita in commissione di vigilanza, Paolo Gentiloni, che ha annunciato oggi la disponibilità del centrosinistra a ritirare la sua mozione sul rinnovo dei vertici della tv pubblica per votare quella dell'Udc.
    15.43 - RIFORME: GIOVANARDI "FINALMENTE SI DISCUTE NEL MERITO". "Su riforme ed economia finalmente la maggioranza sta discutendo a fondo e nel merito dei problemi". Lo ha detto il ministro Carlo Giovanardi, che ha inoltre sottolineato come Marco Follini abbia "avanzato delle proposte in grado di rilanciare l'azione della coalizione di governo".
    15.30 - RAI: RINVIATA A DOMANI LA COMMISSIONE DI VIGILANZA. Niente voto oggi in Commissione di Vigilanza sulla mozione presentata dall'Udc. Il presidente Claudio Petruccioli ha rinviato la seduta a domani alle 14 per permettere lo svolgimento dei lavori alla Camera.
    15.13 - RAI: GIOVANARDI, POSSIBILE INTESA NELLA MAGGIORANZA. E' possibile una posizione unitaria della maggioranza sulla nomina di un nuovo Cda della Rai, partendo dal presupposto che esso debba essere nominato non appena entra in vigore la nuova legge. Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi.
    15,06 - RIFORME; CE', SI POSSONO APPROVARE ANCHE SENZA UDC. "Alla Camera l'Udc non è fondamentale. Ci sono i numeri per far passare una riforma anche con un voto contrario o di astensione dei centristi". Lo afferma Alessandro Cè, capogruppo della Lega a Montecitorio. "Però - avverte - dobbiamo verificare se il federalismo potrà essere approvato. Diversamente, bisognerà prendere atto che non ci sono più le condizioni per continuare. E anche Berlusconi dovrà farlo".

    15.04 - RIFORME: D'ALIA, L'UDC MANTIENE I SUOI EMENDAMENTI. "Allo stato attuale restano in piedi i nostri emendamenti: se si vota oggi, noi li votiamo". Lo ha detto il capogruppo Udc in commissione Affari costituzionali alla Camera, Giampiero D'Alia, al termine di un breve colloquio con il segretario del partito, Marco Follini, in via Due Macelli.
    15,02 - GASPARRI, IMPRATICABILE FINI ALL'ECONOMIA. L'ipotesi del vicepresidente del Consiglio, Gianfranco Fini, al ministero dell'Economia è "un'ipotesi impraticabile". E' quanto afferma il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, precisando che l'ipotesi di Fini al posto di Tremonti già ieri era decaduta, "soprattutto per l'indisponibilità di Fini".

    14,42 - CASTELLI, NON E' ESCLUSO CHE SI VOTI NEL 2005. Per Roberto Castelli la prospettiva di elezioni anticipate è molto vicina. "Non è del tutto escluso che si vada a votare nel 2005, stante le ultime notizie che ho da Roma".
    14,27 - MAGRI (UDC), MINISTRO ECONOMIA SUBITO E AUTOREVOLE. "L'ufficio politico dell'Udc ha rilanciato l'esigenza di arrivare in fretta alla nomina di un ministro dell'Economia che sia autorevole e di indiscusso livello". Lo ha detto al termine della riunione il sottosegretario all'Economia Gianluigi Magri.
    14,22 - CASTELLI, SEGNALI CHE NON INDUCONO ALL'OTTIMISMO. Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, non è ottimista sulle prospettive del governo. "Ci sono segnali che non inducono all'ottimismo - ha detto il Guardasigilli - ho lavorato sul tavolo delle riforme per l'intera notte e la mattinata successiva per discutere alcuni emendamenti presentati dall'Udc.Il risultato è che l'Udc però non si è presentata neanche al tavolo politico. E' chiaro che ciò non induce all'ottimismo". Oggi, ha concluso, si terrà un ncontro "interlocutorio" e spera che si arrivi a una "schiarita".
    14,17 - UDC, IN VOTAZIONE MOZIONE RINNOVO CDA RAI. Alla vigilia della riunione, alle 14,30, della Commissione parlamentare di vigilanza, l'Udc annuncia che non ritirerà la mozione per il rinnovo del Cda della Rai il 30 settembre prossimo e che oggi stesso inizieranno le operazioni di voto.
    14,13 - TABACCI, ASPETTEREMO COSA DIRA' PREMIER IN AULA. "A questo punto aspettiamo cosa dirà Berlusconi in Parlamento e poi vedremo il da farsi, ad ogni modo il consiglio nazionale non verrà rinviato, ci riuniremo venerdì". Lo ha detto Bruno Tabacci lasciando la riunione del vertice dell'Udc.
    14,11 - CENTROSINISTRA INTERROGA SU CONTESTAZIONI GOVERNO. Alcuni deputati dei vari partiti di centrosinistra hanno presentato un'interrogazione al ministro dell'Interno per sapere "a che titolo ieri sera la polizia avrebbe, secondo notizie di stampa, proceduto all'identificazione di alcune persone che esprimevano il loro dissenso in maniera del tutto pacifica, nei confronti di esponenti della maggioranza, davanti a Palazzo Chigi".
    14,02 - RIFORME: IN CORSO RIUNIONE FI PER VALUTARE APERTURE A UDC. Una riunione riservata dei maggiori esponenti di Forza Italia, e' in corso sul tema delle riforme. All'esame forme possibili di apertura verso l'Udc. A indicare l'opportunita' di una verifica in questo senso prima del voto in Commissione Affari Costituzionali della Camera, sarebbe stato lo stesso Berlusconi, prima di partire alla volta di Londra.

    13.56 - RIUNIONE VERTICE UDC A VIA DUE MACELLI. E' durata poco più di due ore una riunione informale dei vertici dell'Udc nella sede nazionale del partito a via Due Macelli. Presenti all'incontro, oltre al segretario Marco Follini, i due capigruppo Francesco D'Onofrio e Luca Volontè e il ministro Carlo Giovanardi (Buttiglione è assente perchè impegnato a Bruxelles) i sottosegretari Mario Baccini, Giuseppe Galati, Michele Vietti, Gianluigi Magri, Teresio Delfino, il vice ministro Mario Tassone, il questore del Senato Mario Cutrufo, il presidente della commissione Attività produttivce della Camera, Bruno Tabacci e il governatore della Sicilia Totò Cuffaro.
    13,40 - MARONI, FINI ALL'ECONOMIA? E' SOLO UN TIRO MANCINO. Il vicepremier Gianfranco Fini all'Economia? "Questa è una tesi che non è mai stata neppure seriamente posta sul tappeto. E' stato un tiro mancino di qualcuno". Lo ha detto il responsabile del Welfare, Roberto Maroni a Montecitorio, rispondendo a chi gli chiedeva conferme delle ipotesi circolate in questi giorni in corsa per la poltrona che fu di Quintino Sella.
    13,24 - PARMALAT, GOVERNO BATTUTO SU EMENDAMENTO LEGA. Il governo è stato battuto nell'Aula della Camera su un emendamento della Lega, approvato con voto segreto malgrado il parere contrario dell'esecutivo, al testo che istituisce una commissione di inchiesta sul dissesto delle imprese industriali.
    L'emendamento, di cui è primo firmatario Sergio Rossi, è passato con 235 sì e 202 no.
    13,22 - PARMALAT, GOVERNO BATTUTO ALLA CAMERA SU EMENDAMENTO DS. Governo battuto alla Camera su un emendamento DS che limita l'ambito della commissione di inchiesta sui dissesti industriali. Con 223 voti favorevoli, 192 contrari e 3 astenuti è stato approvato, in Aula a Montecitorio, un emendamento di Giorgio Benvenuto che impegnerà la istituenda commissione a limitare la sua inchiesta ai casi relativi al gruppo Parmalat, Cirio, Giacomelli ed al collocamento dei bond argentini.
    13.06 - PENSIONI: MARONI, SI POTREBBE EVITARE FIDUCIA. Il governo potrebbe rinunciare alla fiducia sulle pensioni, dopo che la commissione Lavoro della Camera ha approvato la delega respingendo tutti gli emendamenti. Lo ha detto alla Camera il ministro del Welfare Roberto Maroni.
    13.04 - CICCHITTO:"BERLUSCONI NON PIÙ LEADER INDISCUSSO". "L'esito delle elezioni europee e amministrative, con la perdita di voti da parte di Fi, ha trasformato la natura dell'esecutivo. Siamo passati da un Governo nel quale Berlusconi era il leader indiscusso a un effettivo Governo di coalizione nel quale dobbiamo discutere ogni iniziativa con i nostri alleati". E' quanto ha affermato il vice coordinatore nazionale di Fi, Fabbrizio Cicchitto, che attacca: "Follini e Casini sono dei signorini privilegiati che godono di un trattamento di favore da parte della stampa".
    13.03 - MARONI: L'UDC VUOLE LE MANI LIBERE, NON SI PUO'. "L'Udc non può andare avanti con la politica delle mani libere. Non si può contrarre matrimonio e poi pretendere di non tornare a casa la sera e andare a dormire di qua e di là..." dice il ministro del Welfare, Roberto Maroni.
    12.57 - GOVERNO: MARONI, FOLLINI SCELGA, O DENTRO O FUORI E BERLUSCONI TORNI A ESSERE IL LEADER.
    12.56 - GOVERNO: MARONI, I PROBLEMI NON SONO SUPERATI."I problemi non sono stati superati. Non è stata presa una decisione significativa, le decisioni le deve prendere il presidente del Consiglio". Così Roberto Maroni commenta il vertice notturno della Cdl.
    12.55 - MARONI, BERLUSCONI DECIDA MINISTRO ECONOMIA. "Noi abbiamo ribadito la nostra fiducia in Berlusconi, però lui deve dimostrare di meritarsi la fiducia. Il leader, quando c'è una difficoltà, assume delle decisioni; bene, Berlusconi prenda queste decisioni". Lo ha detto il ministro del Welfare, Roberto Maroni, parlando con i giornalisti a Montecitorio. Tra le decisioni che Berlusconi deve prendere, ha spiegato Maroni, c'è anche quella sul successore di Tremonti, che dovrà essere comunicato domani.
    12.52 - CDA RAI: BOTTA E RISPOSTA TRA GASPARRI E L'UDC. Le decisioni politiche "non devono intaccare le procedure regolate dalla legge. E comunque io non partecipo al toto-data". Il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, commenta così la mozione dell'Udc e l'eventuale rinvio della data di scadenza del Cda della Rai. Secca la replica del partito di Follini: "Il ministro Gasparri invece di preoccuparsi della mozione dell'Udc si preoccupi di far applicare correttamente la legge che porta la sua firma".

    12.46 - PENSIONI: MARONI, PROSSIMA SETTIMANA POSSIBILE APPROVAZIONE
    12.43 - RIFORME: MARONI, VEDIAMO SE UDC APPROVA TESTO CDL.
    12.37 - RAI: PETRUCCIOLI, OGGI SI VOTA SU MOZIONE. "Si vota oggi" in commissione di vigilanza la mozione dell'UDC che prevede il rinnovo dei vertici della Rai non oltre il 30 settembre. Questa è la previsione del presidente della commissione, Claudio Petruccioli. Un nuovo tema che potrebbe avere ricadute sulla delicata situazione del governo.
    12.32 - GASPARRI: "SPERO PRIMA POSSIBILE INDICAZIONE MINISTRO ECONOMIA". "Siamo più attenti ai contenuti dell'azione di governo: poi si individuerà certamente un ministro che abbia i requisiti adatti per ricoprire un incarico così delicato". Così il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri. Quanto ai tempi per la nomina del nuovo titolare del dicastero di Via XX Settembre, "personalmente mi auguro - ha concluso Gasparri - che si faccia il prima possibile".
    12.30 - MASTELLA, FINI RIFIUTA ECONOMIA PERCHE' SA CONTI. "Perchè Gianfranco Fini, che puntava a coordinare le politiche economiche del governo, e che solo qualche giorno fa ha ottenuto il licenziamento di Tremonti, rifiuta il ministero dell'Economia?". E' quanto si chiede il segretario dell'Udeur Clemente Mastella secondo il quale "questo rifiuto è sospetto". "Evidentemente il leader di AN - osserva Mastella - conosce a fondo la reale situazione del Paese, lo stato di una maggioranza a pezzi e la mala parata dei conti"
    12.15 - "SUL NOME DEL SUCCESSORE DI TREMONTI, INACCETTABILI PRECLUSIONI". "Non accetteremo preclusioni nel caso di nostre proposte di alto profilo per il titolare del dicastero dell'Economia". E' quanto afferma il vicecoordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto.
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