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Discussione: La signora dell'Altai

  1. #1
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    Predefinito La signora dell'Altai

    Era una bella donna, giovane e raffinata. Sulle braccia aveva i tatuaggi di un cervo e di un muflone, sul ventre il disegno di un giaguaro. Il suo volto aveva tratti europei, chiari gli occhi. Quando morì, la vestirono con una camicia di seta, una gonna di lana morbida, una pelliccia regale. Sul capo le fu calata una parrucca, affinché affrontasse gli spiriti con il suo fascino intatto. Era una principessa: la principessa degli Altai.

    Fu deposta in un tronco di larice, scavato e fissato con chiodi di bronzo. Con lei, nella fossa, sei cavalli con selle e finimenti preziosi per condurla più rapidamente, attraverso i cieli, fino agli dei. Per 2500 anni il suo destino è rimasto avvolto dalle tenebre. Fino a quando, nell'estate di 11 anni fa, un gruppo di archeologi russi si è imbattuto in un sarcofago di epoca scizia sull'altopiano di Ukok. Una tomba perfettamente conservata. All'interno, adagiata sul fianco destro, le gambe raccolte, la mummia della principessa. Nessuno aveva mummificato quel corpo, un processo allora sconosciuto tra gli Altai, nella Siberia meridionale al confine tra Mongolia e Cina. Così la principessa, conservata in una bolla di ghiaccio ad una quota di 2800 metri, tornò nel mondo e diventò leggenda. Ma da quel giorno si scatenò anche la sua maledizione.


  2. #2
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    Predefinito

    Da La Repubblica del 28 giugno 2004

    La progenitrice del popolo degli Altai venne sottratta alla sua terra natale. Gli archeologi, guidati da Natalia Polosmak, la caricarono su un elicottero assieme al sarcofago. Flash e telecamere, destinazione Novosibirsk, piccola metropoli lungo la linea della Transiberiana. La principessa "rapita" era attesa nel museo di scienze naturali: analisi, esami del Dna, prelievi di tessuti, una cella alla temperatura costante di 18 gradi. Tutto il mondo era attratto dal suo mistero, dalla sua eterna giovinezza, dall'eccezionalità della scoperta. In poche ore invece ebbe inizio la vendetta. L'elicottero fu colpito da un guasto, mai spiegato. Atterrò miracolosamente, con il motore rotto. La mummia proseguì il viaggio in automobile. I giornali di Gorno-Altaisk svegliarono il mito scrivendo che nell'incidente si erano sfracellati tutti, mentre solo la principessa era rimasta "illesa". Il resto lo fecero gli sciamani, stregoni pagani che alimentano la venerazione popolare verso gli elementi della natura. Tra rulli di tamburi e formule magiche, contorcimenti e grida, sgozzamenti di agnelli e ipnosi, gli sciamani diffusero tra il popolo del Kosh-Agach il tremendo vaticinio: nessuno avrebbe dovuto toccare le sacre reliquie della principessa degli Altai, la rabbia del cielo e della terra si sarebbe rivelata implacabile.

    Difficile comprendere se poi ci si sia messa la natura divinizzata, oppure il caso, o la suggestione. Ma da allora la tranquilla regione di montagna sembra colpita davvero da una maledizione. Due scosse di terremoto al giorno. Frane e cascate d'acqua che sgorgano all'improvviso. Siccità e carestie. Un'epidemia di suicidi, iniziata con la fine di un nonno e un nipotino. Centinaia di senzatetto che consumano il bestiame prima che muoia di fame. La popolazione, all'inizio, ha scritto al governo per avere tende, stufe, cibo e mangime. Non ottenendo risposta si è ricordata della mummia in esilio della sua principessa. La rivolta è iniziata dai villaggi distrutti di Beltir e Oroktoi.
    Una lettera per chiedere il "ritorno in patria delle sacre reliquie". Quindi, davanti al silenzio degli ultimi giorni, una petizione con migliaia di firme: taglialegna, allevatori di cervi Maral (ricercati per il potere afrodisiaco delle corna), pastori, mungitrici di capre, trattoristi, maestri d'erbe, professori e disoccupati. Con loro anche il sindaco Auelkhan Dzhatkambaev: tutti a chiedere la risepoltura della mummia. Dagli sciamani è arrivata la conferma: solo quando la principessa degli Altai tornerà nel ghiaccio di Ukok, la pace e la ricchezza guarderanno ancora verso la piccola repubblica della federazione russa.

    Da settimane si è così aperta la caccia agli archeologi che penetrano negli Altai sconfinando dal Daghestan. Scavano, scoperchiano le tombe, le saccheggiano e se ne vanno. La ribellione e la disperazione popolare sono montate al punto che il governo ha dovuto proibire gli scavi, dichiarando l'altopiano zona protetta. Anche Mosca è intervenuta: ha promesso il ritorno della principessa nella sua terra, finanziando però prima nuove analisi e proponendo la nascita di un museo etnografico nel capoluogo di Gorno-Altaisk. Con 15 milioni di rubli la mummia è già stata sottoposta al trattamento conservante usato per il corpo di Lenin. L'esame del Dna, tra lo sconcerto della gente, ha stabilito che la giovane non ha geni dell'est asiatico, bensì europeidi, o turchi. La ricostruzione del viso, al computer, ha confermato i lineamenti occidentali.

    Quanto basta, il dubbio razziale sull'ava degli Altai, per far divampare un nuovo incendio: migliaia, in questi giorni, le lettere di protesta ai giornali contro "il complotto ai danni del sangue mongolo e l'approccio tendenzioso alla storia di una intera etnia". La popolazione è divisa. Chi vuole la principessa imbalsamata esposta in un mausoleo e chi chiede la sua risepoltura. Gli sciamani profetizzano un'epidemia misteriosa tra gli archeologi e invocano il parere degli spiriti sul destino della principessa.



    _______________________

    http://www.repubblica.it/2004/f/sezi.../mummiaru.html

  3. #3
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    Predefinito

    E' del tutto evidente che una mummia per essere *veramente* maledetta deve essere egiziana, o per lo meno andarci vicino...

    La Signora dell'Altai ha radici mediterranee



    Una scoperta che potrebbe avere conseguenze straordinarie e' stata fatta dagli studiosi dell' universita' di Novosibirsk in Siberia: la mummia di una donna della antica Scizia ritrovata negli anni novanta nella repubblica dell' Altai indossava una collana che poteva provenire solo dal bacino del mediterraneo, in particolare dall' Egitto dell' epoca tolemaica. La notizia, che se confermata proverebbe contatti fra gli Sciti dell' Altai e il tardo Egitto faraonico e con la civilta' ellenistica, e' stata data dall'agenzia Interfax che cita fonti del governo dell' Altai, area in cui gli abitanti delle steppe iraniche, ribattezzati Sciti dai greci, emigrarono occupando una vasta area di quelle montagne sino alla pianura ungherese. La dinastia tolemaica, insediatasi in Egitto dopo la morte di Alessandro il Grande (323 a.C.), colloco' la capitale ad Alessandria e diffuse la cultura ellenistica pur rispettando le tradizioni dell' Egitto faraonico. Duro' sino al 30 a.C. quando il regno divenne una prefettura romana. La donna mummificata con la collana egiziana venne ritrovata nel 1993 e fu ribattezzata ''La Signora dell' Altai'. Il sistema di mummificazione usato nel suo caso ricorda la tecnica egiziana : il cranio venne svuotato e al posto del cervello un miscuglio di lana e rametti della pianta del te. Un' altra mummia venne ritrovate nel 1995 nella zona dell' Altai perfettamente conservata in un blocco di ghiaccio in una vera e propria necropoli: un combattente con le trecce che conservano il colore rosso e soprannominato quindi ''il guerriero rosso''. Questi fu imbalsamato estraendogli tutti gli organi interni e ricoprendolo con un unguento al mercurio. Sia la ''signora'' sia 'il guerriero', sepolto col suo cavallo e vari utensili, recavano tatuaggi totemici ed erano completamente vestiti e ricoperti da una pelliccia.

    http://www.culturalweb.it

  4. #4
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    Predefinito

    In Origine Postato da pcosta
    Sia la ''signora'' sia 'il guerriero', sepolto col suo cavallo e vari utensili, recavano tatuaggi totemici ed erano completamente vestiti e ricoperti da una pelliccia.
    I tatuaggi della "signora" (un cervo, un muflone e una pantera alata), di colore blu, avevano forse lo scopo di infondere nella donna le prerogative dell’animale raffigurato. Secondo alcuni ricercatori, invece, indicano inequivocabilmente che la donna era una sacerdotessa: la "sacerdotessa nera dei Pazyryk”, come l'hanno ribattezzata. Nera, perché l'esposizione alla luce ha immediatamente annerito la pelle: un processo di corruzione che non si è arrestato nemmeno quando la mummia è stata posta in una cella frigorifera.

    Accanto alla "signora", oltre ai sei cavalli con relative briglie, sono stati trovati lo scheletro di una pecora, il coltello di bronzo utilizzato per il sacrificio, lamine d'oro con incise figure di animali e due grandi piatti di legno con tracce di carne, che avrebbe dovuto nutrire la donna nell'aldilà.

 

 

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