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    M.S.I. Padova
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    Documento della Federazione Romana di Fiamma Tricolore (ex-Base Autonoma)

    COMITATO CENTRALE
    DOCUMENTO DELLA FEDERAZIONE ROMANA

    Le ultime competizioni europee non devono farci cullare sugli allori. L’aver conquistato un seggio per Strasburgo non deve lasciarci andare a toni vittoriosi o trionfalistici. Una sorprendente e forse inaspettata elezione del nostro segretario nazionale al parlamento europeo non può e non deve modificare il nostro giudizio sul vero risvolto del voto. Anzi. Dobbiamo trovare la forza di rimboccarci le maniche e avere l’onestà di fare una profonda auto critica. È arrivato il momento di fermarci, pensare, discutere e soprattutto costruire. Al di là dell’europarlamentare conquistato, sono altri i dati che debbono farci riflettere. Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore, da anni, è in una parabola discendente e la perdita di voti, consensi e militanti ne è la riprova. Inoltre è obbligatorio analizzare il voto in termini nazionali. Andiamo per ordine.
    PUNTO PRIMO:
    In Italia i due schieramenti che competono per la guida della nostra Nazione hanno pressappoco le stesse preferenze e saranno, purtroppo, negli anni a venire, i protagonisti della politica nazionale, anche se entrambi sembrano ostaggi dei partiti minoritari, lontani, questi ultimi, dalla linea politica dei partiti leader delle due coalizioni.
    Il Polo è costantemente sotto ricatto dalla Lega Nord, l’Ulivo da Rifondazione, Verdi e movimenti.
    Questo denota l’importanza che può oggi avere un piccolo partito, seppur strozzato dalla dittatura maggioritaria, nel palcoscenico politico nostrano, soprattutto nelle amministrazioni locali oppure nelle elezioni europee, dove vige ancora il proporzionale.
    PUNTO SECONDO:
    Il centro destra e il centro sinistra sono le due facce della stessa medaglia in mano all’invasore anglo americano. Dobbiamo prendere pienamente coscienza che l’Italia è una Nazione occupata e che le sorti del nostro paese vengono decise al di là dell’atlantico.
    I due schieramenti, oggi presenti in parlamento, in una perfetta logica bipartisan, sono al guinzaglio del padrone atlantico.
    Quindi se l’occupante ordina una guerra d’occupazione, ci sia D’Alema, vedi Serbia, o Berlusconi, vedi Afganistan ed Iraq, i nostri Presidenti del Consiglio e le nostre maggioranze eseguono.
    Alla faccia della sovranità nazionale, del pacifismo e dell’americanismo di facciata o di convenienza.
    Stesso discorso vale per le leggi in campo economico.
    L’ordine impartito dalla grande finanza internazionale è quello di distruggere le economie nazionali a favore di privatizzazioni e svendite.
    E anche in questo campo i nostri governanti sono dei perfetti e servili camerieri. Prodi svende e privatizza da vent’anni, il Cavaliere da dieci.
    Stesso discorso sull’immigrazione.
    La sinistra è favorevole a questo fenomeno per una logica anti nazionale e internazionalista, la destra, vedi le ultime dichiarazioni di Fini in materia, è favorevole per accontentare i capitalisti alla ricerca di mano d’opera a basso costo e le organizzazioni clericali che da anni vivono sulla disperazione degli immigrati (vedi Caritas).
    Quindi poniamoci sia contro La Casa della Libertà, sia contro l’Ulivo. Entrambi sono nemici politici. Per non parlare poi di punti come l’antifascismo resistenzialista o badogliano di cui ne parleremo più avanti.
    PUNTO TERZO:
    La situazione settentrionale, dove ha visto sia noi, che l’alleanza della signora Scicolone, prendere meno consensi, può variare da un momento all’altro. È un dato di fatto che molti nostri voti e simpatie siano state riversate nel partito leghista.
    Ma il futuro di questo partito è strettamente legato alle condizioni di salute del suo segretario nazionale, quindi sarà nostro compito, se la Lega perderà consensi, intercettare il dissenso e l’antagonismo dei votanti del Senatur.
    PUNTO QUARTO:
    L’italiano, oggi, è fortemente disinteressato alla politica internazionale, quindi bisogna cercare di collegare le vicende estere con quelle interne. E fargli capire che anche la politica economica nazionale è fortemente condizionata dalle logiche internazionali.
    Noi sappiamo benissimo da quale parte stare. E oggi, stare dalla parte dei popoli che lottano per la libertà, vuol dire essere dalla parte del nostro popolo e contro chi ci ha invaso, conquistato e oggi ci domina, ci affama e distrugge il nostro Stato sociale e lo fa da oltre mezzo secolo.
    Il Movimento dovrà concentrare le proprie forze su temi come Sovranità nazionale e stato sociale.
    PUNTO QUINTO:
    Non vogliamo fare assolutamente nessun processo alle intenzione. Anzi, crediamo fortemente nel cameratismo e nella buona fede del nostro segretario nazionale, ma dato che la politica non è solo una questione umana, e quest’ultima non può e non deve essere controllata, crediamo sia opportuno che il partito crei delle strutture che lo possano tutelare e difendere da interessi personali.
    I casi Rauti o Bigliardo non dovranno mai più ripetersi. Il Fiamma Tricolore non è uno strumento familiare o la casa di un solo padrone, ma di tutti, dal segretario all’ultimo degli iscritti. La vittoria elettorale non è e non deve mai essere il successo personale di un individuo, ma la vittoria e il successo di tutto il partito. La carica e il prestigio, consequenziale al successo elettorale, deve essere messo a disposizione di tutto il movimento. Con regole ferme e immutabili. Stesso discorso vale per il rimborso elettorale.
    PUNTO SESTO:
    Da troppo tempo vediamo il Movimento Sociale Fiamma Tricolore impegnato esclusivamente durante le campagne elettorali e spesso in maniera disorganica e confusionale. Per non parlare poi di una logica verticistica e individualistica che di fatto ha distrutto e portato ai minimi storici il partito. Questo non deve più essere, se vogliamo tornare ad essere protagonisti, il partito delle carte bollate e delle ambizioni personali.
    La Fiamma deve tornare in mano ai militanti, il partito delle basi che per anni hanno difeso le piazze e le sezioni dall’aggressione, sia fisica che politica, comunista e dall’arroganza di questo sistema tangentista e corrotto.
    Anzi, oggi che sono caduti molti di quei vertici, che per anni hanno controllato il partito a proprio comodo e piacimento e chiuso definitivamente, grazie ad Alleanza Nazionale, con le ambiguità di una dirigenza filo atlantica, borghese e sionista, troppo lontana e in contrasto con la base, bisogna costruire un partito forte, lineare che sia espressione degli attivisti.
    Partito di popolo, sociale e nazionale. Senza correnti. Con tre, quattro punti cardini.
    PUNTO SETTIMO:
    Il fascismo è stato grande perché ha saputo unire, su punti fondanti, varie forze. Noi dobbiamo fare lo stesso. Sovranità ed identità nazionale e continentale, e quindi uscita dalla Nato e dai patti atlantici che di fatto fanno dell’Italia e dell’Europa una Nazione e un Continente occupato e rigettano nel ruolo di coloni o di ascari le nostre istituzioni e il nostro esercito. Difesa della nostra Tradizione, della nostra storia e della nostra Cultura. Difesa dello Stato Sociale, contrapponendo allo stato asservito all’alta finanza capitalista, lo Stato del lavoro, della partecipazione e della socializzazione. A difesa del salario e del posto, contro le nuove forme di lavoro che producono solamente precarietà ed instabilità e non risolvono l’annoso problema della disoccupazione. Lotta all’immigrazione, ma non solo in ambito della sicurezza, ma soprattutto a difesa della nostra Patria, della sua identità e dei suoi lavoratori, minacciati dagli immigrati e dai nuovi negrieri, pronti a sfruttare mano d’opera a basso costo e senza tutela sindacale, di fatto tagliando fuori i connazionali dal mercato del lavoro.
    Tre punti forti, propositivi. Da nord a sud.
    PUNTO OTTAVO:
    A chi vuole rivolgersi il nostro partito? Spesso abbiamo assunto posizioni reazionarie, ben pensanti e politicamente corrette. Non è questa la nostra strada. Questo lavoro c’è chi lo sa fare meglio di noi e con risultati migliori (vedi An). Noi dobbiamo cambiare rotta. Dobbiamo essere il partito dei pensionati, dei lavoratori, degli studenti, della gente di borgata, dei disagiati, degli emarginati. Il partito degli sfrattati, dei senza tetto, dei protestati.
    Il partito degli strozzato dall’usura, sia quella criminale che quella bancaria. Il partito di chi non arriva a fine mese, di chi non può accedere ad un fido o ad un mutuo. Il partito del popolo italiano che si rivolge a chi da anni non va più a votare perché umiliato, deluso e tradito dai partiti tradizionali. Un partito di lotta e di mobilitazione, che faccia campagna elettorale tutti i giorni. Il partito che torni fuori le scuole, fuori le fabbriche, nei paesi.
    Che entri nelle associazioni, nelle cooperative e nelle carceri. Che trovi, con i pochi mezzi a disposizione, strutture di lavoro, inizialmente per i propri attivisti, in seguito agli altri. Un partito fresco, vivace, giovane, ma non solo dell’età, ma nello spirito. Innovativo, futurista, fascista.
    PUNTO NONO:
    Bisogna entrare con decisione nel mondo del lavoro con la creazione di un nostro sindacato. Un sindacato antagonista, che esca dal ricatto della concertazione e della triplice confederata, che di fatto oggi non rappresenta nemmeno il 40% dei lavoratori italiani. Nelle ultime proteste dei lavoratori abbiamo visto la sconfitta dei sindacati di palazzo e l’emergere di nuove sigle, sganciate dal controllo dei partiti, che di fatto hanno egemonizzato le mobilitazioni. Dagli scioperi degli autoferrovieri, passando per Melfi e Alitalia, abbiamo visto come la rappresentanza di Cgil,
    Cisl e Uil non sia più così forte. Questi sono troppo legati alle logiche dei loro partiti, mentre l’Ugl, il sindacato di An, ci è sembrato quanto meno imbarazzato. Quindi diventa necessario entrare, da protagonisti, nella protesta dei lavoratori. La nostra tradizione politica nasce dal mondo del lavoro. Da Corridoni, padre del sindacalismo nazionale, alla carta del lavoro di Mussolini, arrivando alla socializzazione, sono nostri patrimoni che dobbiamo riproporre e rivalutare.
    PUNTO DECIMO:
    Questo è punto fondamentale ed è per questo che lo abbiamo lasciato per ultimo. Come Federazione romana, già in campagna elettorale, ci siamo espressi senza mezzi termini su questo argomento: NESSUN ACCORDO CON IL POLO.
    Noi non possiamo e non dobbiamo dimenticare la nostra principale funzione. Da dove e perché nasciamo. Il Movimento Sociale Fiamma Tricolore nasce da chi, in quelle giornate di Fiuggi, non volle rinnegare la nostra Idea in cambio di soldi, potere e poltrone.
    Il Movimento Sociale nasce dai reduci della RSI e ne incarnò i valori. Le prime sezione venivano aperte con le bombe a mano in tasca perché continuamente assaltate da bande partigiane assetate di antifascismo. Molti, troppi ragazzi, rimasero sul selciato fuori una sezione, altri bruciati vivi o gettati da un balcone. Altri ancora uccisi dal piombo dello stato o dalle chiavi inglesi, altri finirono in galera o esiliati per non accettare la dittatura antifascista, figlia della resistenza, che affermava, nelle strade, nei quotidiani e nelle aule di tribunale che “uccidere un fascista non era reato”.
    Non possiamo e non dobbiamo dimenticare! Non possiamo e non dobbiamo accettare nessun accordo con chi ci ha sparato addosso, ha coperto i nostri carnefici, ne ha coperto la fuga o garantito l’impunità. Ma non possiamo e non dobbiamo neanche accettare chi ha tradito, dimenticato e venduto tutto questo. I nostri simboli, le nostre idee, le nostre bandiere. Non possiamo e non dobbiamo aver nessun rapporto con chi ci ha definito il male assoluto, si è inginocchiato davanti ai nostri nemici e ha elemosinato e poi ottenuto la patente antifascista. Oppure chi sostiene l’avvocato Pecorella, oggi onorevole di Forza Italia, ieri avvocato di soccorso rosso che difendeva i vili assassini di Sergio Ramelli. Ognuno vada per la propria strada. C’è chi ha preferito ministeri e posti di potere e chi invece ha deciso di onorare il sacrificio di centinaia di camerati e di perseguire nella via della coerenza.
    Chi lanciava molotov a Bush padre, oggi lo ritroviamo abbracciato al figlio (vedi Alemanno), chi difendeva la famiglia Ramelli, oggi lo ritroviamo al fianco di Pecorella (vedi La Russa), chi affermava che Mussolini era il più grande statista del ‘900, oggi fa i pellegrinaggi a Gerusalemme e non solo offende la memoria del Duce, ma infanga migliaia di ragazzi partiti per Salò a difendere l’onore e la libertà della nostra Patria.
    Se per i nostalgici del Comunismo e della resistenza proviamo odio profondo, ancora di più ne proviamo per i nuovi badogliani. Peggio i traditori degli imboscati. Lo affermava anche Alessandro Pavolini, ultimo segretario del Partito Fascista Repubblicano e comandante delle Brigate Nere, fucilato il 28 aprile a Dongo.
    E non sarà qualche voto a farci cambiare idea. Come diceva Codreanu meglio perdere sulla via dell’onore, che vincere per mezzo di un’infamità. Stesso discorso vale per chi fino a ieri era a braccetto con i traditori ed oggi vuole diventare la Evita Peron del nostro mondo, solo perché possiede un cognome nobile e importante. A Roma diciamo: “ne deve mangiare di patate”. Mentre i nostri ragazzi morivano per la strade, lei si spogliava su play boy, mentre lottavamo per la sopravvivenza, facevamo le collette per i manifesti o venivamo arrestati o denunciati, lei prendeva milioni su milioni grazie ad An.
    Speriamo che tra i vari pentimenti il suo sia davvero sincero. Ma è ancora troppo presto per affermarlo.

    Questa è la posizione della Federazione romana.
    Sarà anche dura per certi aspetti e polemica per altri, ma l’Amore per la nostra Idea viene prima di tutto.
    Noi vogliamo guardare alle vittorie più grandi, non vogliamo più accontentarci di piccole gioie. Vogliamo guardare al domani, con le radici ben salde nel nostro passato, senza reducismi o nostalgismo sterili, ma con grinta e forza, senza nulla rinnegare e nulla restaurare, ma che ci faccia di nuovo intonare “il domani appartiene a noi!”.
    LA FEDERAZIONE DI ROMA

    CONSIDERAZIONI DELLA FEDERAZIONE ROMANA
    DOPO IL COMITATO CENTRALE
    La Federazione Romana esprime la propria soddisfazione per come si è svolto l’ultimi comitato centrale. Un sano e costruttivo confronto con le altre realtà militanti ci da la forza di continuare a perseverare sulle nostre posizioni, espresse con fermezza e durezza, sia in campagna elettorale che al comitato centrale.
    Siamo compiaciuti nel vedere che gran parte del partito condivide e abbraccia le nostre tesi e i nostri programmi.
    Noi crediamo che sia giunto il momento della rifondazione, il così detto anno zero.
    Non dobbiamo cullarci sugli allori per una quanto mai fortunata e inaspettata elezione al parlamento europeo del nostro segretario, che al di là dei vantaggi personali, darà ossigeno vitale a tutto il movimento.
    Ma la fortuna non potrà sempre assistere il MS-FT, precipitato, in queste ultime tornate elettorali, al minimo storico. Anche perché, si sa, la fortuna aiuta gli audaci, e questo partito in dieci anni ha espresso di tutto tranne che audacia, anzi. È stato il partito dei tradimenti, delle pugnalate alle spalle, delle carte bollate e dei tribunali. Il partito familiare, il partito degli interessi personali e degli arricchimenti individuali.
    Ora bisogna cambiare rotta. Noi abbiamo lanciato delle parole d’ordine e su queste parole dovrà essere costruito il nostro partito: Patria, Stato sociale e difesa dei nostri figli.
    E come è nel nostro stile, alle parole facciamo passare i fatti e l’azione.
    Da oltre due mesi la Federazione romana è impegnata nelle piazze e nelle strade della Capitale, ridando al MSI, oltre a sedi storiche come Acca Larenzia e nuovi punti, come quello del quartiere popolare del Tufello o quello di Ostia, uno spirito nuovo dal sapore antico.
    Siamo ripartiti dalla militanza e dall’azione politica. Riportando il partito alle sue radici, portando le nostre bandiere tra il popolo, aggregando nuovi militanti e acquisendo simpatie. Abbiamo organizzato manifestazioni contro l’arrivo di Bush, contro la Pedofilia, portando in due occasioni quasi mille persone, abbiamo presidiato l’aeroporto di Fiumicino chiedendo la socializzazione dell’Alitalia e sostenendo la lotta dei dipendendi e abbiamo effettuato decine di affissioni e volantinaggi.
    In più abbiamo occupato spazi in trasmissioni radiofoniche locali a noi vicine.
    Questo è lo spirito che deve riacquistare il nostro partito.
    Il Fiamma Tricolore deve tornare ad essere il Partito dei militanti e il suo vertice espressione della base. Basta con il carrierismo di quattro pseudo intellettuali che non conoscono l’odore della colla e della vernice.
    Basta con il premiare i soliti ruffiani da poltrona o da convegno. Torniamo ad essere quello che siamo sempre stati. Partito di popolo e di lotte sociali e nazionali. Un partito che non guardi solamente alle elezioni o ai comitati centrali, ma che torni al fianco della gente d’Italia, bisognosa di un punto di riferimento davvero ed integralmente patriota e sociale.
    Nessun accordo con il Polo, nessun compromesso politico e morale.
    Una linea politica inequivocabile, proiettata nel tempo e che costruisca un’alternativa ai due schieramenti che stanno umiliando e affossando la nostra povera Patria.
    Abbiamo visto che questa è anche la posizione della quasi totalità del comitato centrale e invitiamo tutti i camerati che condividono il nostro progetto di ricostruzione di collaborare con la Federazione romana.
    Presto daremo vita ad un foglio, per il momento telematico, dal nome “Il militante” che possa essere un bollettino interno e di organizzazione militante. Che possa unire il lavoro di tutte le federazioni italiane, cercando di distruggere l’immobilismo e la pigrizia di alcune realtà che sono solo una zavorra per il movimento.
    Dare organicità, programmazione e compattezza alla nostra azione politica, sia all’interno del partito che all’esterno.
    A tal proposito la Federazione di Roma lancia la campagna “Difendi lo Stato Sociale”, con una serie di iniziative di piazza che si concluderanno con una grande manifestazione nazionale sabato 30 ottobre a Roma dal titolo “28 ottobre 1922: migliaia di connazionali marciavano su Roma per edificare lo Stato Sociale e lo Stato del Lavoro. 30 ottobre 2004: Il Movimento Sociale marcia su Roma a difesa dello Stato Sociale e del Lavoro!”.
    Già venerdì 16 luglio saremo di fronte a Palazzo Chigi.
    Contro la falsa opposizione di Fini ed Alleanza Nazionale all’ex ministro Tremonti (non ci facciano passare una sporca guerra di interessi e di poltrona per la difesa degli interessi dei cittadini), contro le nuove forme di lavoro, precario e interinale, che non risolvono l’annoso problema della disoccupazione, ma creano solo precarietà ed instabilità. Contro i finanziamenti alla guerra d’occupazione in Iraq. Socializzazione, Lavoro sicuro, difesa dell’articolo 18, salario sociale ai giovani italiani e riversamento della spesa di guerra alle politiche di sviluppo sociale.
    Queste sono le nostre posizioni e per queste tesi ci batteremo anche al prossimo Congresso, e questo chiederemo al segretario nazionale, che dovrà essere Luca Romagnoli. Nessuno si faccia avanti ingolosito da soldi e potere. La federazione romana chiederà a gran voce la riconferma dell’attuale segretario. E’ intorno a Luca che dovrà partire la rifondazione.
    Così come chiederemo di continuare su un partito che si regga sulle federazioni, tradizionalmente l’anima del partito e rigetteremo l’idea del regionalismo, così come rifiuteremo il dare spazio a gruppi e camerati che non fanno parte del Partito. O con noi o contro di noi!
    Non siamo le marionette in mano ai soliti “professionisti” della politica. Non ci faremo usare più da nessuno. Chi vuol stare con noi venga subito. Sarà ben accetto e lo accoglieremo a braccia aperte, ma basta con le ambiguità e doppi giochi. O si sta da una parte o dall’altra.
    Il Partito deve riconoscere i meriti di piazza e di fedeltà. Collaborazione con ogni forza antagonista, ma le redini del Partito vanno date agli iscritti ed ai militanti.
    Le medaglie conferite sul campo, non dietro le scrivanie.
    Il partito dovrà tornare ad essere giovane nello spirito, nelle idee e nella metodologia.
    Un solo partito, senza correnti o sotto organizzazioni. Una sola nave, con un equipaggio unito e compatto. Una sola direzione. Un solo obiettivo.
    Poche chiacchiere e tanta militanza. Dal basso verso l’alto per riaccendere la Fiamma.
    Creare l’opposizione nazional popolare, che si regga sulle proprie forze e non vada ad elemosinare nulla a nessuno.
    Non dobbiamo, non possiamo, non vogliamo. Come dicevano i romani: “Res no verba”, fatti, no parole. E ora buon lavora e buona militanza a tutti.
    LA FEDERAZIONE DI ROMA


    APPUNTAMENTI MILITANTI
    10 maggio 2004: Dopo anni di autonomia la storica sezione di Acca Larenzia innalza di nuovo la bandiera del Movimento Sociale fuori il suo portone.
    11 maggio 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash (Fm 89.300). Dibattito e incontro con i cittadini.
    12 maggio 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    13 maggio 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    14 maggio 2004 ore 18: Presidio e volantinaggio largo Goldoni (via del Corso). “Per L’Europa dei popolo e del lavoro”.
    15 maggio 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    15 maggio 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    18 maggio 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    19 maggio 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    20 maggio 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    21 maggio 2004 ore 18: Presidio e volantinaggio largo Goldoni (via del Corso). “Per L’Europa dei popolo e del lavoro”.
    22 maggio 2004 ore 11: Presidio a viale Mazzini fuori i cancelli della Rai. “Rai Tv non ne possiamo più”.
    22 maggio 2004 ore 18: Si costituisce la sezione del MSI di Ostia (Federazione di Roma) intitolata a Giaquinto.
    25 maggio 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    26 maggio 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    27 maggio 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    28 e 29 maggio: Presidio e volantinaggio largo Goldoni (via del Corso). “Per L’Europa dei popolo e del lavoro”.
    29 maggio 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    1 giugno 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    3 giugno 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    4 giugno 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    4 giugno 2004 ore 21: Concerto e Comizio contro l’arrivo di Bush. “No more yankee. Liberiamoci dai liberatori”.
    7 giugno 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    8 giugno 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    9 giugno 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    7-8-9 giugno 2004: Presidi e volantinaggi fuori i mercati rionali di Roma. “Per L’Europa dei popolo e del lavoro”.
    10 giugno 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    10 giugno 2004: Comizio e Concerto fuori la sezione di Acca Larenzia. “Per L’Europa dei popolo e del lavoro”.
    11 giugno 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    13 giugno 2004 ore 20: Cena sociale fuori la sezione di Acca Larenzia. “Oltre il voto, l’antagonismo in marcia”.
    14 giugno 2004 ore 10: Presidio e giornale parlato fuori gli uffici Alitalia a via della Pisana. “Con i lavoratori Alitalia”.
    14 giugno 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    16 giugno 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    18 giugno 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    19 giugno 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    21 giugno 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    21 giugno 2004: Presidio fuori l’aeroporto di Fiumicino. “Con i lavoratori Alitalia,”
    22 giugno 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    23giugno 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    24 giugno 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    25 giugno 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    25 giugno 2004: Presidio e foaccolata a S.M. Maggiore contro la Pedofilia. “Pedofilia, Io la combatto”.
    26 giugno 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    28 giugno 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    29 giugno 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    30 giugno 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    1 luglio 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    2 luglio 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    2 luglio 2004: Concerto e fiaccolata a S.M. Maggiore contro la Pedofilia. “Pedofilia, Io la combatto”.
    4 luglio 2004: ore 9: Comitato Centrale. Servizio d’ordine.
    5 luglio 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    5 luglio 2004 ore 18: Si costituisce la sezione del MSI Montesacro (federazione di Roma) intitolata ad Angelo Mancia.
    7 luglio 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    7 luglio 2004 ore 19: Assemblea popolare fuori la sezione di Acca Larenzia. “Giustizia ingiusta. Riforme e proposte”.
    10 luglio 2004 ore 11: Volantinaggio fuori i mercato rionali di piazza Irnero (Roma Nord), piazza dell’Alberone (Roma Sud), di Montesacro (Roma est) e di Ostia (Roma ovest).
    12 luglio 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    14 luglio 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    15 luglio 2004 ore 10, ore 12, ore 14, ore 16: Interventi a Radio Flash. Dibattito e incontro con i cittadini.
    16 luglio 2004 ore 18,30: Presidio, Comizio a Via del Corso di fronte Palazzo Chiggi. “Lavoro, lavoro, lavoro”.

    TRA POCO SARA’ ATTIVO IL SITO
    www.msiroma.it
    e all’interno troverete il bollettino on line della Federazione di Roma
    “IL MILITANTE”
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  2. #2
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    Niente di nuovo sotto il sole, ma con parole migliori.
    La vicinanza a rinascita è servita un pò. Buona l'intenzione sul sindacato.


 

 

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