La democrazia malata del Cavaliere
Sandra Bonsanti
14/07/2004
La crisi del berlusconismo ha avuto il suggello parlamentare che si meritava. Non sarà forse per ora crisi di governo, ma le cose che il premier si è sentito dire da un’opposizione agguerrita e preparata, nonché da un Follini per niente arrendevole, sono di quelle che bruciano alleanze e cancellano sogni e promesse.
L’unica arma che Berlusconi e i suoi hanno cercato di sfoderare è stata quella della “stabilità”, una divinazione alla quale sembrano pronti a sacrificare tutto, dignità politica compresa. Continuano a governare, dicono e ha detto e ripetuto Berlusconi, perché gli italiani hanno chiesto un governo per cinque anni.
Davvero? E’ davvero auspicabile che un cattivo governo duri cinque anni? Perché gli italiani dovrebbero preferire una pessima stabilità a un cambio di governo? E può il sistema Italia, possono i nostri conti pubblici, l’assenza di una qualunque prospettiva di risanamento sopportare ancora due anni di stabilità berlusconiana?
Il dubbio ci è parso coglierlo non soltanto in alcuni interventi preoccupati della maggioranza di governo, ma persino nello sguardo tra il torvo e l’annoiato di Silvio Berlusconi.
Mi è parso che il presidente del consiglio abbia cominciato a non credere più nemmeno lui a se stesso, al suo snocciolare menzogne, agli slogan triti, al vuoto che deve avere dentro e davanti a sè… Ah, il calore della folla che lo fa saltellare sotto il sole al grido "Chi non salta comunista è..."
Ora sta a lui mettere insieme le domande ultimative che gli sono arrivate dalla sua maggioranza: un federalismo equo ,un sistema dell’informazione meno fazioso e prigioniero di interessi privati, legge proporzionale, ritorno alla consultazione anche sindacale, collegialità, riforme non contingenti, un esecutivo con i segretari delle forze politiche e via dicendo….
Dovremmo fargli gli auguri. Ma alla stabilità di questo governo, di questo modo di governare, di questo continuo sfoggio di assenza di senso del pudore (secondo il rimprovero di Boselli) non ci teniamo affatto. Sandro Bondi ha detto che “viviamo in una democrazia malata”. Siamo perfettamente d’accordo.
da www.libertaegiustizia.it




Rispondi Citando
