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Le confessioni della compagna Iva
Gli emiliani sono gente sanguigna. Iva Zanicchi, deputata europea per un mese, non ne smentisce la fama. Intervistata da “Sette”, si libera come fosse seduta sul lettino dello psicanalista.
“Sono veramente incazzata”, è il buon esordio per descrivere la beffa a cui è stata sottoposta. Tutti credevano che avesse surclassato per una manciata di voti il deputato uscente Jas Gawronski (ex portavoce di Berlusconi). Ma quest’ultimo, che in attesa del riconteggio si era già fatto assegnare una trasmissione dalla Rai, l’ha battuta per 147 voti. L’amarezza di Iva è grande. Arriva fino al punto, in un impeto di verità, a dichiarare: “Se mi fossi presentata con l’Ulivo, sarei stata eletta sicuramente”.
Ma andiamo con ordine. L’Aquila di Ligonchio, la chiamavano così quanto faceva soprattutto la cantante, è veramente incazzata perché solo Berlusconi ha trovato il coraggio di farle una telefonata di scuse per l’elezione mancata. E lei come reagisce? Dicendo la verità, come fa una brava emiliana: “Tutto il resto di Forza Italia fa schifo. Mi sono molto più simpatici quelli di sinistra”.
Emiliana doc, famiglia di sinistra (almeno nella parte maschile), recordwoman del Festival di Sanremo (ne ha vinti tre: ’67, ’69, ’74), Iva ricorda un episodio recente che l’ha ribattezzata “compagna Iva”. Marzo 2004, Mantova, giornate del controfestival di Sanremo organizzato da Nando Dalla Chiesa e Lidia Ravera, lei s’ingrazia la platea rompendo il ghiaccio con un mitico: “Compagni, sotto questo tendone speriamo che non piova…”.
A piovere sono ovviamente gli applausi. Che fecero dimenticare un’altra prova mitica della compagna Iva, quando nello studio tv di Michele Santoro disse più o meno così: “Perché ce l’avete con Berlusconi? Proviamolo. Se non va bene, possiamo sempre cambiarlo” (nella recente intervista ha un parlare meno forbito: “E se non va bene gli diamo un calcio in culo”).
Questa volta, la Zanicchi insinua che il premier è pure un po’ “sfighé” (tradotto dall’emiliano significa “sfigato”). Da quando è premier, infatti, secondo lei sull’Italia si sono abbattuti: “Frane, terremoti, alluvioni, euro e 11 settembre. Tre anni sfortunati”. Noi l’abbiamo pensato, senza trovare il coraggio di scriverlo. Quanto ai leader della sinistra, la Zanicchi non nasconde una certa predilezione per “il tono pacato di Walter Veltroni”.
Seduta sul lettino dello psicanalista, la compagna Iva si lascia andare pure a qualche confidenza amorosa. Di corteggiatori ne ha avuti tanti a differenza degli amanti, confessa. Da vera signora, fa un solo nome di corteggiatore: Alberto Sordi che la riempiva di rose smentendo la fama di spilorcio.
Qualcuno dirà che la compagna Iva non sa perdere e che ora è incazzata perché non ha lo scranno a Bruxelles. Forse è vero.




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