11 SETT./ KEAN: IRAQ E IRAN NON SONO PRIORITA' GUERRA TERRORISMO
25/07/2004 - 172
Veri pericoli vengono da Afghanistan, Arabia Saudita e Pakistan
New York, 25 lug. (Apcom) - "Attaccando l'Iraq il presidente George W. Bush ha giocato d'azzardo: se l'operazione avra' successo sara' un grande vantaggio nella guerra al terrorismo, se le cose andranno male sara' un terribile passo indietro". Thomas Kean, il presidente della commissione indipendente nominata dal Congresso americano per indagare sugli attentati dell'11 settembre 2001, misura le parole. L'azione militare contro l'Iraq di Saddam Hussein e' o non e' una inutile diversione dalla guerra degli Stati Uniti contro al Qaida? Il rapporto finale della commissione non lo dice chiaramente, ma sembra suggerirlo.
Rispondendo al delicatissimo quesito nel corso del talk show domenicale di Nbc, Kean ha sottolineato che, nonostante i contatti con membri di al Qaida ne' l'Iraq ne' L'Iran "hanno partecipato concretamente all'organizzazione dell'11 settembre ne' hanno avuto alcuna informazione che l'attentato stesse per avvenire". L'Iraq non viene quasi considerato nel rapporto conclusivo della commissione, il governo di Teheran si', accusato di avere aperto i confini ai futuri kamikaze dell'11 settembre.
Ma le priorita' nella sfida al terrorismo internazionale sono altrove, a sentire Kean e il vice presidente della commissione Lee Hamilton. Gli Stati Uniti sottolineano devono concentrare "sforzi diplomatici e investimenti su tre fronti: in Afghanistan, in Arabia Saudita e Pakistan". Il rischio? "La situazione in questi Paesi e' estremamente volatile, basta poco perche i Paesi diventi veri e propri santuari per i terroristi".




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