Udc non fornisce garanzie sulla riforma federale.

Il governo sempre più vicino alla crisi. Il Segretario pronto a scegliere il seggio all'Europarlamento. Convocato lunedì il Consiglio Federale

Bossi è tornato e dice addio a Roma

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MILANO - Umberto Bossi fuori dal governo? Non è più solo un'alchimia da politologi, ma potrebbe essere realtà. Il segretario della Lega Nord, oramai tornato attivamente alla vita politica, è intenzionato a optare per la carica di europarlamentare e, quindi, lasciare il posto da ministro. Via da Roma per approdare a Bruxelles. Una decisione che potrebbe maturare dopo quanto successo ieri nella palude romana con la nomina di Domenico Siniscalco a super-ministro dell'Economia e il prepotente ritorno di Roma Ladrona: questo è il succo della giornata di ieri che ha visto riempirsi la casella mancante ad un governo che, oramai, sembra reggersi su una maggioranza inesistente che non rispetta i patti, a cominciare dal Federalismo.
Dopo il consiglio nazionale dell'Udc, che ha visto gli ex democristiani dividersi la torta dei posti ministeriali e di sottogoverno a loro spettanti, e dopo le dichiarazioni del vice-premier Gianfranco Fini, che ha chiesto una rapida soluzione ad un problema causato dalla sua avventata richiesta di tagliare la testa all'ex ministro Giulio Tremonti, reo, secondo An, di essere troppo vicino al Nord, il premier Silvio Berlusconi, ha scelto Domenico Siniscalco. L'oramai ex direttore generale del Tesoro è il nuovo titolare del dicastero dell'Economia. Una scelta che, a quanto afferma Berlusconi, è avvenuta dopo una consultazione con tutti i leader della Casa delle Libertà. A parte la Lega, che, infatti, ha subito spiegato come sia caduta dalle nuvole dopo una decisione della quale era stata tenuta all'oscuro.
Una strada, quella intrapresa dal Governo, che rischia di aggravare i problemi all'interno della maggioranza e portare direttamente alla crisi.
Una situazione che ha costretto Umberto Bossi a convocare per lunedì 19 luglio il Consiglio federale della Lega Nord. Lo ha annunciato il segretario della Lega Lombarda, Giancarlo Giorgetti, che sulla nomina del ministro Domenico Siniscalco ha affermato che «la Lega cade dalle nuvole». Tra i temi all'ordine del giorno del Consiglio federale leghista ci sono sia la questione di Siniscalco sia la riforma delle pensioni, che la Lega non è più disponibile a votare. La richiesta del Carroccio non è stata accolta favorevolmente dal Premier: «E' molto negativo il mancato rientro nel governo del ministro Tremonti» ha detto Giorgetti che poi, ha spiegato come la Lega non sia stata consultata nella scelta del neo ministro. «Noi non ne sappiamo assolutamente nulla - ha dichiarato Giorgetti -, su questa nomina cadiamo letteralmente dalle nuvole».
«Rispetto a ciò che avevamo proposto, siamo insoddisfatti. Noi avevamo chiesto il ritorno di Tremonti e quindi non posso commentare chi lo ha sostituito» gli ha fatto eco il coordinatore delle Segreterie nazionali del Carroccio e vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli. «Io - ha continuato - ero inoltre convinto che il mantenimento dell'interim potesse portare a una riconsiderazione rispetto alle dimissioni di Tremonti». Calderoli ha poi raccontato di aver sentito nel pomeriggio Berlusconi al telefono: «Mi aveva detto che sarebbe salito al colle con un nominativo, ma non sapevo di chi si trattasse. Per quanto mi riguarda è stata una sorpresa. Sulla scelta di Siniscalco per noi non c'è niente da commentare: l'ha fatta il presidente del Consiglio e ne prendiamo atto». Il coordinatore leghista chiama fuori la Lega dalla scelta del nuovo ministro dell'Economia. «Deve essere chiaro a tutti, maggioranza compresa - ha sottolineato - che per noi ormai contano solo i fatti: come la Casa delle Libertà voterà alla Camera sulla riforma federalista. Tutto il resto lo giudicheremo dopo».
Una posizione dura, che fa coppia con quanto l'esponente leghista aveva già dichiarato nel pomeriggio, dopo aver sentito le dichiarazioni del segretario democristiano dal consiglio nazionale dell'Udc: «Nonostante i solleciti di tutte le forze politiche Follini, anche se non ancora in forma ufficiale, ha confermato l'indisponibilità ad un suo coinvolgimento nell'esecutivo dimostrando un atteggiamento di totale irresponsabilità a fronte di difficoltà della maggioranza conseguenti anche all'operato suo e di alcuni suoi amici di partito. La decisione di Follini - ha accusato Calderoli - testimonia ancora una volta la volontà di avere le mani libere e di conseguenza di non voler mantenere e assumere impegni sui programmi della Cdl come testimoniato dalla sua indisponibilità a ritirare gli emendamenti sul federalismo. A fronte di tutto ciò appaiono ancora più incredibili le richieste da parte dell'Udc di un numero cospicuo di ministeri quando a qualcuno della Lega appaiono già troppi quelli attuali. Ma per chi ci hanno presi? Per degli imbecilli disponibili a concedere i posti nel governo o in commissione europea e nel contempo lasciar libero Follini di rosolare il governo, Berlusconi e il federalismo? A questo punto è evidente che la maggioranza del 2001 non esiste più e che senza impegni precisi e scritti sul federalismo si va dritti verso il voto anticipato. Mi auguro che Berlusconi riesca a trovare una soluzione ma stando così le cose è evidente che fino al voto finale del federalismo da parte della Camera dei deputati (settembre 2004) l'assetto dell'attuale governo deve rimanere congelato. La Lega - ha concluso - si dichiara indisponibile a qualunque sostituzione o nuovo ingresso nell'esecutivo, fatto salvo un eventuale ritorno di Tremonti e quindi non parteciperà a vertici che abbiano come tema posti e poltrone».
Insomma non bastano le dichiarazioni "buoniste" provenienti dalla Balena Bianca, i dubbi su una reale intenzione di approvare il federalismo rimangono, soprattutto dopo le minacce dei democristiani, come il ministro Rocco Buttiglione, che ha chiesto di «rimodulare il programma partendo dal federalismo».
Intanto la Lega Nord (come comunicato da una nota del ministro del Welfare, Roberto Maroni) sosterrà la candidatura di Mario Monti al ruolo di Commissario europeo. Proprio il posto a cui aspirava Buttiglione.


[Data pubblicazione: 17/07/2004]