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  1. #1
    AC Milan 1899
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    Thumbs up Eccezionale sui Rai3 (per la serie "A che serve la Dx sociale al governo?)

    Stupenda la trasmissione andata in onda sui Rai 3 ieri sera: La grande storia, puntata dedicata ai bombardamenti degli angloamericani sulla popolazione civile italiana, centinaia di bamnini massacrati dai bombardieri dei liberatori, intere città e monumenti devastati, paesi rasi al suolo con il solo scopo di girare film propagandistici.
    Naturalmente il tutto è stato diretto dall'ottimo Giano Accame , collaboratore di spicco di Area e uomo della Destra sociale..... un traditore di Fiuggi per intenderci ( )


    Fonte: Rai Tre

    Bombardamenti



    di Giano Accame e Sergio Tau

    Anche attraverso la raccolta delle testimonianze di coloro che vissero in prima persona la tragedia della guerra in Italia, Bombardamenti è il racconto di un importante capitolo della storia del Novecento: quello delle sofferenze, dei tanti, troppi morti, che nelle guerre del secolo scorso hanno visto coinvolte le popolazioni civili sotto le bombe.
    65.000 i morti italiani nei bombardamenti della seconda guerra mondiale.

    20.952 prima dell’8 settembre e 43.402, cioè più del doppio, dopo l’armistizio, quando molti s’illusero che per noi la guerra fosse ormai finita.

    4.558 i militari. 59.796 i civili. 13 civili morti sotto le bombe per ogni militare.

    Eppure furono proprio italiane le prime minuscole bombe lasciate cadere dal cielo durante la guerra di Libia (1911); italiano il primo aereo realizzato dall’ingegnere Gianni Caproni nella prima guerra mondiale per il bombardamento strategico.

  2. #2
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    Sono rimasto entusiasta.

  3. #3
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    i morti dei bombardamenti li ascrivi tutti ai fascisti

  4. #4
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    In origine postato da benfy
    i morti dei bombardamenti li ascrivi tutti ai fascisti
    Prima di parlare studia!
    E non dai libri di storia scritti da pseudoprofessori marxisti che hanno falsificato la storia facendo solo propaganda comunista. Studia dai libri seri.

  5. #5
    Obama for president
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    io parlo moralmente e politicamente

  6. #6
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    In origine postato da benelos
    Prima di parlare studia!
    E non dai libri di storia scritti da pseudoprofessori marxisti che hanno falsificato la storia facendo solo propaganda comunista. Studia dai libri seri.
    Gli anglo-americani non erano comunisti. E l'ingresso in guerra dell'Italia a fianco della germania nazionalsocialista non l'hanno deciso loro.

    I vincitori erano dalla parte giusta anche quando hanno fatto cose sbagliete, non perchè sono i vincitori, ma perchè hanno sconfitto il totalitarismo genocida nazista e le sue ancelle antidemocratiche. E dopo hanno contenuto e poi sconfitto anche il totalitarismo sanguinario comunista.

    Questo oggi lo sa persino il signor Accame.

    Shalom

  7. #7
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    Predefinito Re: Eccezionale sui Rai3 (per la serie "A che serve la Dx sociale al governo?)

    In origine postato da Gianmario
    Stupenda la trasmissione andata in onda sui Rai 3 ieri sera: La grande storia, puntata dedicata ai bombardamenti degli angloamericani sulla popolazione civile italiana, centinaia di bamnini massacrati dai bombardieri dei liberatori, intere città e monumenti devastati, paesi rasi al suolo con il solo scopo di girare film propagandistici.
    Naturalmente il tutto è stato diretto dall'ottimo Giano Accame , collaboratore di spicco di Area e uomo della Destra sociale..... un traditore di Fiuggi per intenderci ( )


    Fonte: Rai Tre

    Bombardamenti



    di Giano Accame e Sergio Tau

    Anche attraverso la raccolta delle testimonianze di coloro che vissero in prima persona la tragedia della guerra in Italia, Bombardamenti è il racconto di un importante capitolo della storia del Novecento: quello delle sofferenze, dei tanti, troppi morti, che nelle guerre del secolo scorso hanno visto coinvolte le popolazioni civili sotto le bombe.
    65.000 i morti italiani nei bombardamenti della seconda guerra mondiale.

    20.952 prima dell’8 settembre e 43.402, cioè più del doppio, dopo l’armistizio, quando molti s’illusero che per noi la guerra fosse ormai finita.

    4.558 i militari. 59.796 i civili. 13 civili morti sotto le bombe per ogni militare.

    Eppure furono proprio italiane le prime minuscole bombe lasciate cadere dal cielo durante la guerra di Libia (1911); italiano il primo aereo realizzato dall’ingegnere Gianni Caproni nella prima guerra mondiale per il bombardamento strategico.
    Mi pare che Giano Accame e Sergio Tau hanno messo in rilievo il dramma dei bombardamenti della seconda guerra mondiale ma da qui a dire che gli americani hanno raso al suolo città italiane per girare filmini propagandistici c'è ne corre.... questa è una pura ed autentica stronzata che solo un falsario delle opinioni altrui può mettere in rilievo in forum della CDL non è stata certo avvallata dai due registi, se poi qualcuno ha creduto che quello fosse il messaggio della trasmissione mi sa che ha bevuto e non poco.

  8. #8
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    In origine postato da benfy
    io parlo moralmente e politicamente

  9. #9
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    Thumbs down Misterbiano zero assoluto!

    In origine postato da Misterbianco
    Mi pare che Giano Accame e Sergio Tau hanno messo in rilievo il dramma dei bombardamenti della seconda guerra mondiale ma da qui a dire che gli americani hanno raso al suolo città italiane per girare filmini propagandistici c'è ne corre.... questa è una pura ed autentica stronzata che solo un falsario delle opinioni altrui può mettere in rilievo in forum della CDL non è stata certo avvallata dai due registi, se poi qualcuno ha creduto che quello fosse il messaggio della trasmissione mi sa che ha bevuto e non poco.
    Mi pare che tu non abbia visto la trasmissione visto che sono state fatte vedere numerose interviste ad abitanti di un paese che dopo l'arrivo degli americani (qualche mese dopo) e dopo la cacciata dei tedeschi sono stati fatti evacquare e fatti rifugiare in un paese vicino, al loro ritorno non hanno trovato più nulla. Più avanti si è scoperto che i filmati di questa "eroica operazione" giravano negli U$A come filmino propagandistico con tanto di soldati americano travestiti da tedeschi.
    Giano Accame è di Destra Sociale e collaboratore di Area, mensile che solo questo mese ha dedicato a questi fatti un'eloquente articolo "Liberatori o Occupanti ?" e ci sarebbero decine di articoli che si potrebbero citare, quindi falsario lo dica a qualcun'altro e non certo a me.
    A Misterbià a me gli yankee non mi piacciono!...... e non sono l'unico (per fortuna).


  10. #10
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    In origine postato da Pieffebi
    Gli anglo-americani non erano comunisti. E l'ingresso in guerra dell'Italia a fianco della germania nazionalsocialista non l'hanno deciso loro.

    I vincitori erano dalla parte giusta anche quando hanno fatto cose sbagliete, non perchè sono i vincitori, ma perchè hanno sconfitto il totalitarismo genocida nazista e le sue ancelle antidemocratiche. E dopo hanno contenuto e poi sconfitto anche il totalitarismo sanguinario comunista.

    Questo oggi lo sa persino il signor Accame.

    Shalom
    Pieffebi quand'è che richiediamo l'annessione agli USA, vuoi mettere il nostro tricolore paragonato ad una 51° stellina?

    Fonte: Area

    Se la coerenza fosse d'obbligo
    di Marcello de Angelis

    .................................................. ........


    Mi dicono, ma non ne ho trovato conferma, che quando i romani presero, con le armi, il controllo dell’Ellade, agli spartani venne riconosciuta la dignità di cittadini romani. Essendo i cittadini di Sparta molto lineari nella propria visione delle cose e prendendo dunque tutto maledettamente sul serio, preferirono trasferirsi in massa sulle coste italiche dell’Adriatico per trovarsi così nel territorio della loro nuova appartenenza, piuttosto che vivere la loro cittadinanza in una posizione subordinata e monca, su un territorio ormai divenuto, di fatto, una colonia.

    Le recenti polemiche e contropolemiche relative all’attacco angloamericano all’Iraq, ha tirato fuori il meglio dei polemisti professionisti della nostra pregevole nazione. Due squadre si sono affrontate in uno splendido duello di fioretto e sofismi dall’esito per me ancora incerto.

    Gli intelligenti liberal hanno avuto inizialmente facile gioco nel loro ritrarre le forze angloamericane come corsari del petrolio che, sotto le mentite spoglie di esportatori di democrazia, bombardavano e razziavano una popolazione non solo delle proprie risorse naturali, ma anche della propria indipendenza e persino della dignità.

    Purtroppo era aprile. E alla fine di aprile – solitamente – giunge il fatidico 25.

    Ogni anno, in questa ricorrenza, la sinistra italiana festeggia la data convenzionale in cui, secondo la loro tradizione, gli eserciti americani e le truppe coloniali britanniche restituirono – bontà loro – la libertà e la democrazia al popolo italiano oppresso dalla dittatura fascista.

    Difficile passare dal sostenere, il giorno 20, che gli angloamericani del 2003 che sostenevano di andare a liberare, con gli stessi metodi, gli iracheni dalla dittatura nazista di Saddam Hussein fossero degli ipocriti e prepotenti pirati e trovarsi cinque giorni dopo a baciarne le bandiere – precedentemente bruciate in piazza – per ringraziarli di averci, bombardandoci prima ed invadendoci dopo, liberato sessanta anni fa.

    Gli avversari liberali (quelli sedicenti di destra, per capirci) sono poi stati tremendamente astuti nel cogliere in pieno il vacillio dei loro avversari, con un astuto e magistrale colpo di retorica. A suon di bandiere americane in dono e videocassette che documentano la festosa accoglienza degli sciuscià nostrani nei confronti dei prodi donatori di cioccolata e sigarette, hanno ribaltato il tavolo sottolineando la provvidenziale identicità del regime di Saddam con quello nazifascista e, conseguentemente, la celestiale virtù dell’intervento liberatorio dei figli e nipoti di coloro i quali, sbarcando ad Anzio o in Sicilia, avevano reso a noi il sacro dono della libertà.

    I sinistri, dopo un pietoso quanto inglorioso tentativo di sostenere la tesi grottesca e antistorica di una "liberazione" tutta autoctona, tesi secondo la quale i certificati ottomila partigiani avrebbero sconfitto, da soli, un milione di volontari della Rsi nonché l’intero esercito tedesco, si sono rifugiati in una patetica serie di contestazioni, coretti di canzoncine stantie che salutano la bella e infine le immancabile auto incendiate e vetrine infrante.

    I campioni del "Viva America" hanno infierito con una serie di autorevoli quanto eroici interventi sui soliti prestigiosissimi quotidiani, nei quali le virtù salvifiche degli Usa assurgevano a liturgia apollinea e dove si udiva tutto un corale piagnisteo sulle note dell’ah se anch’io potessi esser come loro!

    Secondo lo storico delle trasmigrazioni spartane di cui all’inizio, una delle località di origine di parte della mia famiglia sarebbe stato un luogo di approdo di questi ottusi montanari che vedevano la propria e l’altrui vita come un film in bianco e nero. Questo potrebbe spiegare il perché di una certa mia ottusità o mancanza di elasticità nell’affrontare gli eventi.

    Volendo però dare una conclusione al nobile dibattito sulle vere o presunte virtù liberatorie dei popoli anglofoni, solo due concrete proposte mi saltano alla mente.

    In concordia con i "vorrei esser nato a stelle e strisce" proporrei la soluzione spartana: se effettivamente siamo una libera nazione solo grazie a loro, se senza di loro saremmo solo dei bimbi smarriti, se è da loro che dobbiamo apprendere la civiltà e i valori, allora – dico io – facciamo il passo definitivo! Aboliamo questa immeritata quanto inadeguata autonomia nazionale e facciamo ciò che realmente potrebbe farci simili ai nostri eroi: chiediamo l’annessione. Potremo anche noi chiamarci Jo e Jim, girare con in tasca un rotolo di banconote verdi e giocare a baseball, ma, soprattutto, non dovremo più vergognarci di appartenere ad un popolo che ha avuto bisogno di farsi radere generosamente al suolo quartieri interi per imparare una lezione così elementare come la democrazia, che in America anche un bambino di sei anni potrebbe insegnarci.

    In alternativa, per soddisfare invece i partigiani del partigianesimo infinito, proporrei qualcosa di più semplice: se la vostra è stata una liberazione nazionale, se non è stata, come i vostri avversari sostengono, un farmaco di importazione, se a loro non dovete nulla - ché bestie liberalcapitaliste e colonialisti oppressori erano allora e tali sono adesso - allora cambiamo data a questa celebrazione, così da evitare ogni confusione.

    Anticipiamo la festa al 21 aprile, data convenzionale della nascita di Roma, perché se siamo liberi, almeno dentro, è perché siamo orgogliosi di esserlo, orgogliosi di essere quello che siamo e di questo non dobbiamo rendere grazie a nessun salvatore straniero, bensì solo ai nostri lontanissimi e virtuosissimi avi.

    E, per cortesia, non facciamo più cortei che partono da Porta San Paolo, dove, a vostro dire, ebbe inizio la resistenza contro le truppe tedesche, perché l’ufficiale che guidò quell’atto di resistenza nazionale all’invasore aderì subito dopo – chissà perché? - all’odiata repubblica di Salò.

    Requiescat.

 

 
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