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    Predefinito Pietro Folena: Ds La Quercia Diventi Partito Del Nuovo Socialismo




    FOLENA: DS DIVENTI PARTITO DEL NUOVO SOCIALISMO







    Allora Pietro, pare che il prossimo congresso dei Ds sarà una resa dei conti…


    Be’ non userei parole così forti. Però è vero che noi, il correntone, avevamo fatto due proposte unitarie. La prima: svolgere un congresso per tesi, cioè su un documento emendabile, invece che per mozioni contrapposte. La seconda: eleggere il segretario nel congresso nazionale, senza il collegamento diretto con una mozione, così da evitare uno scontro sui gruppi dirigenti.


    C’è chi dice che erano proposte per evitare la conta.

    Certo che lo erano! Io non concepisco la vita di partito come una continua lotta tra opposte fazioni. L’attuale meccanismo prevede o l’unanimismo oppure lo scontro. O con me o contro di me. Una dialettica interna di questo genere inevitabilmente porta allo scontro. Un congresso di partito non può essere vissuto come le elezioni politiche, con schieramenti che si combattono.


    Però vi è stato risposto picche.

    Le cose sono andate così: Fassino al direttivo ha fatto diverse aperture. Ha parlato di percorso unitario, di un congresso che superasse Pesaro. Le condizioni c’erano perché era stata spazzata via l’ipotesi di partito riformista e in campo era rimasta l’idea di una federazione dai contorni non ancora precisati…

    “Vediamoci ogni tanto nell’Ulivo”, l’abbiamo ribattezzata noi.

    Diciamo “lavoriamo insieme per un grande Ulivo”. Il sondaggio di Diamanti è indicativo: dice che gli elettori dell’Ulivo vogliono un nuovo soggetto unitario, ma attenzione: dell’intero Ulivo, non di una sua parte! Persino gli elettori di Rifondazione lo vogliono, e in misura superiore a quelli della Margherita.


    Ma questa idea non è piaciuta.

    No, non è piaciuta soprattutto a quella parte della maggioranza più convinta sul partito riformista. D’Alema lo ha detto chiaramente: la federazione ha senso solo se è l’anticamera del partito riformista. Ecco perché non si può fare in congresso a tesi. Ma allora, se è così, lo dicano chiaramente e basta con le ipocrisie. Dicano che vogliono sciogliere i Ds.


    Voi invece ai Ds ci tenete.

    Sì, ma vogliamo anche cambiare il partito. L’esempio europeo è chiaro: in Gran Bretagna Blair fa la guerra, taglia i servizi pubblici e rivede la legge sull’aborto. E perde. In Germania, con l’Agenda 2010, Schroeder taglia le pensioni e il welfare. E perde. Invece in Francia e in Spagna i socialisti si caratterizzano per scelte e contenuti radicali, e vincono. Sono contrario ai “modelli”, però se devo dire a chi mi sento oggi più vicino non posso che dire a Zapatero e Hollande.


    Però il problema posto da Fassino e D’Alema non è secondario: in una coalizione così variegata serve una forza guida, un po’ come nell’Unione Europea Francia e Germania sono il nucleo di una alleanza più larga…

    Ma io queste storie di nuclei, assi, tricicli riformisti la rifiuto in radice. Non è così che si crea una coalizione larga e vincente. Se Ds, Margherita e Sdi si federano e pretendono di fare egemonia sugli altri, questi ultimi cercheranno il modo di contrapporsi e di resistere. La coalizione così si sfascia.


    Fassino dice che però questo accade in tutti i paesi europei.

    In tutti i paesi europei c’è un grande partito del socialismo democratico che svolge quella funzione, tranne che in Italia. Ma quella funzione gli è data dagli elettori, non dalle alchimie dei partiti. In Italia invece non possiamo avere un grande partito socialista. Mi chiedo perché.


    E che risposta ti dai?

    Mi rispondo che la sinistra italiana è vittima di una subalternità culturale. Il gruppo dirigente Ds pensa che l’Italia non possa essere governata dalla sinistra e quindi occorre annacquare l’identità di una forza socialista per creare un partito riformista che non ha alcun corrispettivo nel resto d’Europa.


    A proposito di Europa… come giudichi il risultato del listone?

    Non c’è molto da giudicare. La somma dei partiti faceva quasi il 33%, prendendo a riferimento le politiche, in cui i Ds hanno sfiorato il minimo storico. Alle europee il listone s’è presentato con il simbolo dell’Ulivo, che da solo avrebbe dovuto portare in dote altri voti. Invece ha ottenuto il 31%. Direi che basta questo a chiudere ogni discussione.


    Ma non è così.

    Già, e questo accade perché la maggioranza dei Ds ha ormai scelto la strada della costruzione del partito riformista. E’ una strada senza uscita che condanna la sinistra all’estinzione.


    Cosa farà il correntone?

    Presenteremo una nostra mozione e credo anche un nostro candidato alla segreteria. La mozione la costruiremo però dal basso, attraverso la partecipazione, usando Internet, chiamando a confronto movimenti, personalità che in questi 3 anni hanno messo in moto i grandi movimenti per la pace e per la giustizia uguale per tutti. Ogni iscritto ai Ds potrà dire la sua, ogni simpatizzante.

    Anche Salvi?

    Con Salvi penso si potrà arrivare ad una mozione comune. Mi pare che abbia fatto alcuni passi avanti e oggi non riproponga un federazione della sinistra come “specchio” di quella riformista moderata. Però il rapporto tra Salvi e il correntone non può essere improntato al contrattualismo e neppure partorire delle tesi minoritarie. Al contrario, serve un impegno comune per un progetto politico di largo respiro. Credo che su questa strada possiamo nuovamente incontrarci.


    E poi?

    E poi faremo la nostra battaglia. Chiederemo agli iscritti Ds se vogliono sciogliere il partito, come nei fatti propone la maggioranza Ds, o trasformarlo in un grande partito della sinistra, un partito del “nuovo socialismo”, come proponiamo noi.


    Cioè?

    Un partito che faccia tesoro delle nuove idee nate dai movimenti che hanno portato in piazza milioni e milioni di persone. Prima di tutto la pace, senza se e senza ma. I diritti e la centralità del mondo del lavoro. La legalità.


    Sono cose che dicono tutti.

    Non è così. Non voglio aprire vecchie ferite, però ricordiamo tutti l’altalena di posizioni dei Ds sulla guerra, si è perfino arrivati a dire che l’articolo 11 della Costituzione era superato, invece io penso che sia più attuale oggi che quando fu scritto. Lo stesso vale per i diritti dei lavoratori: basta pensare all’appello che i vertici Ds hanno rivolto alla Cgil perché torni a trattare con Confindustria…

    da http://www.aprileonline.info

  2. #2
    Ospite

    Predefinito

    Folena è un bravo ragazzo.

 

 

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