Oggi prima riunione degli insegnanti
Il preside: vado avanti. Lo scontro in Comune
La Lega: «Ci presenteremo a Palazzo Marino con il velo»
MILANO - «Non torno indietro. Non voglio e non posso. La decisione è stata collegiale, con parere positivo espresso sia dai docenti che dal consiglio di istituto». Nessun dietro front, nessun tentennamento da parte di Giovanni Gaglio, il preside del liceo Agnesi che a settembre aprirà una sezione riservata a venti ragazzi islamici. La classe si farà. Anzi, oggi si terrà la prima riunione degli insegnanti coinvolti nel progetto per decidere, con un pool di esperti, le linee di indirizzo «per seguire nel modo migliore questi studenti che per la prima volta entrano in contatto con una scuola italiana».
Ma oggi è anche la giornata della battaglia politica, annunciata dalla Lega Nord contro la classe islamica. A Palazzo Marino, sede del Comune, i rappresentanti del Carroccio promettono, per oggi pomeriggio, «un’azione simbolica». «Stiamo pensando di entrare in aula con il velo», anticipa il capogruppo Matteo Salvini, che ha chiesto le dimissioni del preside e del direttore scolastico regionale, Mario Dutto. «Così faremo vedere a tutti i milanesi come diventerà la nostra città quando sarà in mano agli integralisti». Anche i consiglieri di An presenteranno in aula una mozione contro il progetto dell’Agnesi e, nei prossimi giorni, chiederanno un colloquio con il direttore scolastico Dutto. Ancora. I consiglieri di Forza Italia parlano di «buonismo», di «precedenti pericolosi che potrebbero compromettere le nostre radici cristiane». Dall’Udc arriva secco il commento: «Siamo per un’integrazione che passi attraverso la legalità, la solidarietà e le classi miste».
E se il Polo, compatto, boccia la classe islamica, le critiche arrivano anche dall’opposizione. Dai Verdi, dalla Margherita. Tra i vertici milanesi di Rifondazione comunista «è in atto una riflessione». Il senatore Verde Fiorello Cortiana puntualizza: «La scelta di istituire una classe di soli ragazzi islamici, ancorché in buona fede, non risponde ad alcuna possibile integrazione. La scuola pubblica non può diventare uno spazio a rotazione per qualsiasi fede religiosa o identità etnica. Manca una politica del ministero all’altezza della necessità di integrazione e di multiculturalità».
Difendono l’iniziativa del liceo Agnesi i ds milanesi. Il capogruppo, Emanuele Fiano, e il consigliere Marilena Adamo lo definiscono «un punto di partenza, non di arrivo, destinato a salvare ragazzi che altrimenti sarebbero tornati in patria e, comunque, non avrebbero potuto continuare gli studi». Oggi, dunque, la discussione. Ma il preside Gaglio non si preoccupa: «La nostra scelta - ribadisce - è stata fatta per dovere di solidarietà e nel rispetto della Dichiarazione universale dei diritti dei fanciulli. Tutti ci criticano, tutti sono pronti a scagliare la pietra. Ma senza dare alternative».
Annachiara Sacchi
da: www.corriere.it




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