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  1. #1
    Neutrino NO-TUNNEL
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    Predefinito Bush è nei guai? niente paura, ci pensa il servo scodinzolante blair

    bush ha dei problemi nel convincere gli alleati russi e europei ad assumere una posizione piu dura con l'iran?niente paura ogni volta che il bushino ha difficoltà a organizzare una bella "missione di pace" ci pensa il servo bliar a dagli una mano..io mi chiedo se uno possa comportarsi così e contemporaneamente stare nella ue..quando è chiaro che quello che dice va contro i più elementari interessi dell'europa? Non sarebbe ora di cacciarlo dall'ue sto infame? fatemi sapere

    Thematrix

    IRAN/ BLAIR ESORTA TEHERAN A COOPERARE CON ISPETTORI NUCLEARI
    22/07/2004 - 16:16
    "Non è accettabile che l'Iran abbia un potenziale atomico"

    Londra, 22 lug. (Ap) - Il primo ministro britannico Tony Blair ha detto oggi che la Gran Bretagna sta lavorando con i suoi partner internazionali per assicurarsi che l'Iran non sviluppi potenziale atomico.

    Blair ha dichiarato che il regime teocratico di Teheran deve adempiere pienamente alle prescrizioni dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica: "Non è accettabile che l'Iran abbia un potenziale atomico, e questo è il motivo per cui stiamo lavorando assieme agli altri nostri partner per assicurarci che non lo abbia", ha detto il primo ministro nella sua conferenza stampa mensile.

    "Faremo quello che potremo e tutto quello che è necessario per assicurarci che l'Iran obbedisca al rapporto molto chiaro fatto dall'autorità per l'energia atomica".

    Gli Usa accusano l'Iran di cercare di sviluppare un arsenale atomico, mentre l'Iran ripete che il suo programma nucleare ha solo scopi pacifici, mirati alla produzione di energia. L'Aiea ha rimproverato questo mese l'Iran per non aver cooperato a sufficienza nelle indagini sul suo programma nucleare.

    c
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  2. #2
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    non capisco che abbia detto di male

  3. #3
    Neutrino NO-TUNNEL
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    In Origine Postato da benfy
    non capisco che abbia detto di male
    la linea dell'ue era quello del dialogo con l'iran( sempre puntando al disarmo) non quella della minaccia o dello scontro frontale..come con l'irak blair si discosta dalla linea dell'ue
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  4. #4
    Obama for president
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    non vedo nessuna minaccia ha solo detto che l'iran deve rispondere al rapporto dell'AIEA.

    poi anche il rapporto con il resto d'europa non è iddiliaco

  5. #5
    Obama for president
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    Oltre alla difficile situazione con gli Stati Uniti, per l’Iran si stanno inasprendo anche i rapporti con l’Europa. Le tensioni riguardano l’accordo sulla cooperazione e la trasparenza su tutte le attività nucleari stipulato lo scorso ottobre dall’Iran con i tre paesi leader europei Francia, Germania e Gran Bretagna.

    In un rapporto preparato dall’IAEA (International Atomic Energy Agency) che si occupa del materiale nucleare a fini energetici e pacifici, strettamente legata al trattato di non proliferazione di materiale nucleare, sono emerse numerose questioni ancora irrisolte riguardanti le attività degli impianti e dei laboratori nucleari. Secondo questo rapporto l’Iran possiede grandi quantità di sofisticato materiale atomico per scopi militari. In particolare il rapporto si riferisce alla produzione di un combustibile nucleare da impiegare in armi. Il problema è emerso negli ultimi mesi del 2003 quando l’IAEA ha dato all’Iran un ultimatum per rendere note tutte le attività nucleari del paese.
    Con l’accordo dello scorso ottobre con i tre paesi europei, Teheran si è impegnata a cooperare con l’IAEA per monitorare l’impiego del materiale nucleare in ambito energetico e per sospendere tutte le attività legate all’arricchimento dell’uranio. L’Iran ha aderito alle richieste dell’AIEA ma lo scorso marzo la stessa organizzazione internazionale sull’energia atomica ha lanciato un allarme sulla pericolosità del persistere dell’ambiguo atteggiamento iraniano, considerato al limite della rottura.

    Il problema emerso dal rapporto IAEA ruota intorno a un componente per l’arricchimento dell’uranio, la centrifuga P-2, versione pakistana dell’occidentale centrifuga G-2. Essa risulta due volte più efficiente della centrifuga P-1 di cui l’Iran aveva già dichiarato il possesso. Teheran ha dichiarato di possedere la centrifuga P-2 solo alla fine del 2003, dopo che la Libia ha accettato il trattato relativo alla non proliferazione di armi di distruzione di massa. Le stesse autorità di Governo hanno dichiarato di avere nei piani nucleari fini pacifici e che comunque il loro paese ha interrotto i gli esperimenti incriminati. Ha aggiunto, inoltre, che tutte le componenti nucleari sono state prodotte da una compagnia privata, e che nell’acquisto di magneti, che sono componenti base per la fabbricazione della centrifuga P-2, sono coinvolti anche paesi europei. L’IAEA adesso parla di circa 10000 magneti: troppi per essere impiegati solo in esperimenti (per i quali sono si afferma ne siano sufficienti solo due).

    Un altro problema emerso dal rapporto è quello relativo al ritrovamento in Iran di tracce di uranio arricchito, destinato alla fabbricazione di armi e per generare energia, e di plutonio. L’agenzia sostiene che l’Iran non ha dato sufficienti spiegazioni ed ora esige delle delucidazioni sull’origine e soprattutto sulle finalità di tale materiale ed ha pesantemente criticato il paese mediorientale per le sue gravi manchevolezze.

    Un provvedimento di sfiducia è stato ipotizzato da Gran Bretagna, Francia e Germania che hanno dato un ultimatum all’Iran di fermare la produzione di uranio arricchito, combustibile arricchito e componenti per centrifughe, anche se la risoluzione di questo problema non è ancora nell’agenda politica del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

    La posizione degli USA e dell’UE nei confronti dell’Iran

    Nonostante la gravità della situazione e il pericoloso atteggiamento iraniano sul nucleare, gli Stati Uniti, in un momento di particolare difficoltà in Iraq, preferiscono non affrontare un contrasto diplomatico aperto con Teheran. Inoltre l’opinione pubblica mondiale, memore delle polemiche scaturite sull’intervento in Iraq, sarebbe contraria ad una nuova guerra preventiva fondata sulla convinzione di una presenza, in Iran, di armi di distruzione di massa.

    Il problema per adesso riguarda l’Europa che con l’Iran vorrebbe proseguire la linea del dialogo costruttivo attuato fino ad ora in virtù di antichi e solidali rapporti economici e diplomatici. Il Vecchio Continente, d’altra parte, fino a pochi mesi fa ha creduto in una totale cooperazione, ma a giugno, attraverso il provvedimento dell’IAEA che ha richiesto un’ispezione nei laboratori chimici e negli arsenali e la consegna, da parte del governo iraniano e di un dossier in cui venga descritta la natura di tutti gli esperimenti nucleari, la situazione è mutata. L’Iran, cercando di prendere tempo e di giocare sulle differenti opinioni e strategie occidentali, ha dichiarato che tutte le attività sono state effettuate senza mai tralasciare le norme del trattato di non proliferazione del materiale nucleare che l‘Iran ha sottoscritto nel 2003, facendo emergere un pieno e totale spirito collaborativo e negando ogni tentativo di sfuggire agli impegni presi.

    I paesi europei, dunque, stanno dando segni di impazienza su questa questione e sembra che l’accordo di cooperazione con l’Iran stia giungendo ad un fallimento. La settimana scorsa gli ispettori dell’IAEA sono stati inviati per controllare la zona militare di Lavizan, a Tehran, dove recentemente un satellite ha fotografato costruzioni fatte esplodere e zolle di terra rimosse.

    L’Iran è molto critico riguardo a questi controlli e continua a sostenere che tutti gli esperimenti sono a fini pacifici: se dovesse rifiutare gli ispettori o sottrarsi al trattato NPT e quindi rinnegare l’accordo dello scorso Ottobre, l’Europa sarà costretta a rivolgersi alle Nazioni Unite e la situazione potrebbe complicarsi ulteriormente. I paesi europei, secondo quanto emerso da comportamento attuato fino ad ora, dovrebbero continuare a negoziare e ad usare una linea morbida poiché sono coinvolti in molte questioni economiche e finanziarie (il 40 per cento dell’import dell’Iran proviene da paesi dell’Unione Europea). Nello stesso tempo non potrà sottovalutare una possibile reazione non pacifica degli Stati Uniti. Chiunque vincerà le elezioni di novembre negli Stati Uniti certamente non continuerà a non vedere di buon occhio la continua ricerca di raggiungere l’atomica per spostare gli equilibri dello scenario regionale. Pertanto la questione iraniana potrebbe diventare, ancora una volta, una delle cause di un raffreddamento dei rapporti tra Europa e Stati Uniti.

    In questi ultimi giorni, sono emerse altre notizie riguardo all’importante tema del nucleare che coinvolgono l’Europa. La settimana scorsa, la Russia e l’Iran hanno firmato un accordo nel quale si è stabilito di portare a termine la costruzione di una piattaforma nucleare costruita per scopi scientifici.

    Secondo fonti iraniane, non smentite dall’ambasciata francese, la Francia aiuterà le industrie iraniane nella produzione di energia elettrica con materiale nucleare. Importanti istituzioni francesi che operano nel campo dell’energia nucleare stanno organizzando incontri e seminari con istituti iraniani per l’energia per aggiornare e istruire su come generare, trasmettere e distribuire energia atomica.

    Mentre le intenzioni di Francia e Russia sembrano perseguire un rapporto pacifico e di cooperazione, il governo britannico ha fatto pesanti dichiarazioni sul pericolo nucleare rappresentato dall’Iran a seguito di un incidente diplomatico avvenuto i primi giorni di luglio per cui la polizia militare iraniana aveva arrestato alcuni marinai inglesi accusati di essere entrati illegalmente in acque sottoposte al controllo nazionale. Le relazioni tra Gran Bretagna e Iran sono tese già da qualche mese, da quando alcuni manifestanti hanno bruciato la bandiera inglese di fronte all’ambasciata britannica di Theran. Il governo Blair si è detto particolarmente offeso dopo aver appreso che le forze dell’ordine iraniane non hanno impedito questi disordini. Sebbene la polizia militare islamica continui a sostenere di aver preso provvedimenti contro i manifestanti
    i rapporti diplomatici tra Teheran e Londra sembrano in crisi. A complicare la situazione già instabile si sono aggiunte le dichiarazioni del presidente dell’ Expediency Council, Rafsanjani, che ha accusato il tribunale iracheno di essere espressione della volontà statunitense e di non essere affatto rappresentativo della volontà del popolo iracheno. Rafsanjani accusa gli americani di aver omesso tra le accuse elencate durante il processo a Saddam Hussein, i crimini commessi contro gli iraniani.

  6. #6
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    In Origine Postato da benfy
    non vedo nessuna minaccia ha solo detto che l'iran deve rispondere al rapporto dell'AIEA.

    poi anche il rapporto con il resto d'europa non è iddiliaco
    e perchè non è idilliaco? forse perchè blair ha fatto una guerra sulla base della supposta esistenza di armi di distruzione di massa che NON c'erano?
    Nè DAVANTI Nè DI DIETRO, MA DI LATO

  7. #7
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    io parlavo dell'iran non della gran bretagna

  8. #8
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    In Origine Postato da benfy
    io parlavo dell'iran non della gran bretagna
    ah ok sorry
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  9. #9
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    Insomma, abbiamo capito:
    la colpa è di chi non vuole sottostare alle brame dei falchi finanziari che stanno dietro washington e londra ...

  10. #10
    Totila
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    In Origine Postato da Vahagn
    Insomma, abbiamo capito:
    la colpa è di chi non vuole sottostare alle brame dei falchi finanziari che stanno dietro washington e londra ...
    Il bello è che i fessi neocons nostrani non hanno capito che anche l'Europa è un pericoloso concorrente degli USA. Non ora; ma fra qualche anno potrebbe succerdere anche a noi quello che è successo alla Serbia...

 

 
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