Il Tempo, 23.7.04
In arrivo una Finanziaria tutta stile Amato
Potrebbe toccare i 40 miliardi di euro, quasi quanto quella del 1992. Nessuna decisione sulle tasse
Sul Fisco Siniscalco avverte: è la politica che deve decidere. Senza riduzione l’intera operazione sarà di almeno 24 miliardi
di GIANNI DI CAPUA
POTREBBE essere una Finaziaria da quasi 40 miliardi di euro quella che ci attende a settembre. Insomma, potrebbe essere una Manovra che nelle cifre si avvicina a quelle che varò Giuliano Amato quando fu presidente del Consiglio nel 1992.
Le linee guida infatti sono state presentate dal ministro dell’Economia Domenico Siniscalco al vertice di maggioranza. Per ora le cifre di cui ha parlato il titolare dei dicastero di via XX settembre prevedono la crescita del prodotto interno lordo al 2%, il deficit/pil al 4,4%. A questo putno l’ipotesi di Manovra è pari a 24 miliardi di euro. Queste cifre, però, come ha spiegato Siniscalco, non tengono conto dell’operazione di riduzione fiscale e, specificano alcuni partecipanti alla riunione, potrebbero cambiare ancora oggi, ad esclusione naturalmente dei dati macroeconomici. Infatti, in Consiglio dei ministri di stamattina verranno presentate le linee guida per elaborare la vera e propria bozza di Dpef (che comunque è pronta, manca la relazione introduttiva) da sottoporre alle parti sociali. Se venisse confermata l’ipotesi di manovra da 24 miliardi, a quanto si apprende, 17 riguarderebbero interventi strutturali (dunque tagli) e 7 una tantum (si parla di dismissioni di patrimonio pubblico). Il neominitro ha tenuto a sottolineare che alla politica è affidata la scelta di decidere sul taglio delle tasse: se si deciderà la riduzione, la manovra di riduzione verrebbe «spalmata» in due anni (in uno solo, avrebbe spiegato, non è possibile). Per il 2005 varrebbe 6 o più probabilmente 8 miliardi portando così il valore complessivo della manovra a 30-32 miliardi. Che può ancora aumentare. Se infatti si decidesse, come vorrebbe Berlusconi, nel taglio drastico per provocare la scossa all’Economia, potrebbe essere pari a 12 miliardi. In questo caso la Finanziaria toccherebbe quota 36 miliardi.
Cifre che in parte coincidono con i primi calcoli resi noti ieri dall’Isae, l’istituto del Tesoro: per la correzione del rapporto deficit-Pil al di sotto del 3% il Governo dovrebbe varare «una manovra pari all’1,3% del pil, ovvero di circa 18 miliardi di euro». Ma nell’ipotesi che il deficit si attesti intorno al 4,4% (come previsto dal ministro nel pomeriggio al vertice di maggioranza) la Manovra, tasse escluse, potrebbe lievitare fino a circa 25 miliardi di euro. Inclusa anche la rimodulazione delle aliquote Irpef e la riduzione dell’Irap la manovra 2005 teoricamente arriverebbe intorno ai 37 miliardi.
Siniscalco avrebbe anche detto, nel corso del vertice, di aver effettuatto sondaggi preventivi con le agenzie di rating e con l’Unione Europea. Soprattuto nel primo caso, il vero punto sul quale si concentrano le attenzioni è quello relativo al rapporto deficit/pil, in particolare per la tendenza verso il 100%, per scendere sotto questa cifra nel 2007. Proprio per questo non è possibile escludere nuovi ritocchi verso il rialzo del valore complessivo della Manovra.
Se per i conti pubblici son dolori, almeno sul fronte politico è possibile registrare che la coesione della maggioranza tiene. Almeno sule questioni economiche sembra quindi reggere un clima di collegialità tanto che il vicepremier, Gianfranco Fini, a margine del vertice parla di «clima buono». Il percorso intanto è già stato delineato sempre dal ministro dell’Economia: dopo il via libera alle linee generali del Consiglio dei ministri si passerà al confronto con le parti sociali e, a quanto ha detto il segretario del Pri, Francesco Nucara, gli incontri potrebbero partire già domani. Il varo è previsto entro giovedì prossimo.




Rispondi Citando
4