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[/SIZE=4]Claudio Fava[/SIZE=4]
Con Barroso l’Europa si fa del male
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Dunque, Josè Manuel Barroso è stato eletto a maggioranza presidente della Commissione europea, accogliendo la proposta che al Parlamento di Strasburgo era stata rivolta da tutti i governi dell'Unione (compresi quelli socialisti). In altre parole, abbiamo incoronato il capo di governo che un anno e mezzo fa ospitò nel suo paese, il Portogallo, il vertice di guerra con Bush, Blair e Berlusconi.
Chi si fosse trovato a passare da Lisbona, questa primavera, avrebbe visto alcune magnifiche gigantografie in bianco e nero: la foto ufficiale del vertice delle Azzorre con i sorrisi impettiti e soddisfatti dei quattro premier che avevano appena scatenato la loro folle e inutile contro l'Irak.
Il commento che accompagnava quell'immagine era lapidario: "Eles mentem, eles perdem", questi signori hanno mentito e dunque sono stati sconfitti. Alludeva alla clamorosa batosta elettorale che avevano appena ricevuto Tony Blair e Josè Manuel Barroso, il tonfo più catastrofico dei laburisti inglesi e dei conservatori portoghesi nella storia dei loro partiti. Non furono pochi a leggere, in quel voto, una punizione esemplare per aver trascinato i loro paesi e tutta l'Europa in guerra.
Bene, l'ineffabile cerimoniere di quella santa alleanza l'abbiamo appena premiato mandandolo al posto di Prodi a guidare l'Europa. Peraltro, a chi avesse immaginato un Barroso contrito e pentito, pronto a rivedere le proprie scelte di guerra (anche alla luce delle conseguenze che hanno provocato), é bastato ascoltarlo a Strasburgo: non un solo dubbio sull'Irak, non un solo verbo che parlasse di pace. In compenso ci ha spiegato che "il terrorismo é la piú grande minaccia alla libertá dei popoli": se una scemenza del genere l'avesse detta Bush, lo avremmo mandato al diavolo; Barroso l'abbiamo eletto presidente.
Il problema è che l'autorevole proposta è arrivata - ripeto - anche dai nostri compagni Zapatero, Schroeder e Blair. Per cui, delle due l'una: o la sinistra europea dilapida la propria memoria con ritmi da alzheimer (Barroso chi? guerra dove?).
O piú semplicemente i nostri governi se ne infischiano clamorosamente dell'Europa. Se cosí è, che nessuno si finga imbarazzato quando scopre che il 13 giugno metá degli elettori è rimasta a casa.




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