Nel nome di Dio, Clemente e Misericordioso
L’anno scorso la televisione iraniana ha prodotto un documentario su Edoardo Agnelli. Questo documentario non è purtroppo ancora disponibile in lingua italiana (anche se alcuni fratelli vi stanno lavorando), questo è solo un suo riassunto:
Esso incomincia con un’introduzione che dice che la produzione di questo documentario è stata molto difficile, perché, da una parte, coloro che conoscevano Edoardo non erano disposti a collaborare per paura e, dall’altra parte, la polizia italiana, temendo il diffondersi della verità, ha arrestato coloro che stavano producendo il documentario e, dopo alcuni giorni di prigione, li ha espulsi dall’Italia con l’accusa di terrorismo (anno 2002)
Il documentario prosegue con una descrizione del giorno in cui è stato trovato il cadavere di Edoardo, il 15 Novembre 2000, sotto il ponte “Romano” dell’autostrada (o tangenziale) Torino-Savona. Un certo Carlo Franchini nota una Fiat Croma parcheggiata a lato, con le luci di posizionamento accese e le portiere aperte. Pensa che il proprietario abbia avuto problemi con l’auto e abbia proseguito a piedi verso l’officina vicina. Quando però chiede al personale dell’officina, dicono che nessuno è venuto da loro, allora capisce che deve essere successo qualcosa e torna sul posto…
Guarda giù dal ponte e vede il cadavere di una persona, chiamando poi la polizia. Viene trovata la carta d’identità (o la patente) di Edoardo Agnelli e il padre riconosce il corpo del figlio.
Seguono una serie di parti di vari telegiornali italiani, dedicati all’accaduto.
Il procuratore Riccardo Bausone dice che devono ancora essere fatti degli accertamenti, che però vengono svolti molto in fretta e Edoardo viene sepolto il giorno seguente; inoltre la sua morte viene ufficialmente riconosciuta come un atto suicida. Non viene fatta nemmeno l’autopsia, anche se Edoardo non aveva lasciato nessun tipo di messaggio, la mattina aveva parlato normalmente con uno dei suoi zii e aveva lasciato detto al cuoco cosa preparare per pranzo.
Segue una breve biografia di Edoardo: nato il 6 giugno 1954 a New York, si era laureato in Studi delle Religioni e Filosofia Orientale all’Università di Princeton.
Quindi si parla degli averi della famiglia Agnelli, sottolineando che Edoardo fin dall’inizio dimostra un certo disinteresse a occuparsi di essi.
Si torna all’avvenimento della sua morte e all’importanza che gli viene data dai media, tra i quali il sito internet dell’ “Iran Press Service” (http://www.iran-press-service.com/ar...lli_201100.htm) ritiene che Edoardo fosse un musulmano sciita e non solo non si era suicidato, ma era stato ucciso dai sionisti.
Ma come viene provato ciò?
Edoardo chiede di essere ricevuto dall’allora responsabile dell’ambascita iraniana a Roma, Muhammad Hasan Ghadiri, ed è proprio quest’ultimo a raccontare il loro incontro. Ghadiri all’inizio rifiuta di incontrarlo perché era il suo giorno libero, però Edoardo dice che “Dio apre tutte le porte”, allora Ghadiri accetta di vederlo.
Il documentario prosegue con un’intervista a Husayn Abdullahi, uno degli amici iraniani di Edoardo, egli dice che Edoardo era musulmano da 26 anni.
Ghadiri racconta che chiese a Edoardo come fosse diventato musulmano, egli disse che quando frequentava l’università, gli capitò di leggere il Corano e ebbe la sensazione che non fossero parole di un essere umano.
L’allora ambasciatore dell’Iran presso Vaticano, Salman Ghaffari, racconta della conversione di Edoardo allo shiismo: Edoardo gli chiese se, convertendosi all’islam, ciò doveva essere dichiarato pubblicamente, poiché lui aveva paura che lo privassero dell’eredità.
Edoardo fece un viaggio in Iran e Fakhruddin Hejazi lo portò dall’Imam Khomeini: l’Ayatollah Hashemi Rafsanjani accenna a questo incontro alla pag. 42 del suo libro “Ubur az Bohran”: “Il Sig. Fakhruddin Hejazi e il figlio del Presidente della Fiat, che è diventato musulmano, sono venuti a incontrare l’Imam e hanno discusso dei problemi degli studenti musulmani all’estero”. Durante questo incontro, avvenuto il 27 marzo del 1981, dove era presente anche l’Ayatollah Khamenei, l’Imam Khomeini baciò la fronte di Edoardo.
Ghadiri dice che tra i giornalisti, l’unico ad accennare, dopo la morte di Edoardo, al suo essere diventato musulmano fu Igor Man, in un articolo dove parla brevemente anche dell’incontro di Edoardo con l’Imam Khomeini (articolo apparso su "La Stampa" il giorno successivo alla sua morte).
A causa di questa sua scelta Edoardo era messo sotto pressione dalla sua famiglia e Husayn Abdullahi racconta che quando i suoi amici andavano a trovarlo, dovevano prendere il taxi, che però era lo stesso Husayn Abdullahi a pagare.
Edoardo aveva raccontato a Ghadiri che lo avevano costretto a essere ricoverato nel reparto di psichiatria in un ospedale dove i dottori erano sionisti e diceva che aveva paura che questi prima o poi lo avrebbero ucciso.
Husayn Abdullahi racconta che una volta voleva comprare il biglietto per l’Iran per Edoardo, ma l’agenzia dell’Iranair rifiutò, dicendo che non poteva fargli il biglietto. Quella stessa agenzia ha rifiutato di rilasciare un’intervista alla troupe del documentario.
Ghadiri mostra un pezzo scritto da Edoardo (firmato con il suo nome da musulmano Hisham Aziz, che però alcuni dicono che in seguito abbia cambiato in Mahdi) riguardo a un versetto del Corano: “Da questo è ovvio che l’ultimo Profeta (pace su di lui) è Maometto perché sono le ultime leggi che Dio ha lasciato e lascerà sulla terra prima del Giudizio Universale. Perciò non ci sarà una nuova religione dopo l’islam…”.
Viene mostrato una parte di un’intervista fatta a Edoardo al Tg5, dove egli dice: “Tutte le cose sono come Dio le vede…esiste al di fuori di noi una verità delle cose di come sono sempre state e come sono e queste le sa Dio”
Alla fine degli anni ’80 incominciò a porsi il problema di chi sarebbe stato l’erede del patrimonio degli Agnelli. Proprio in quel periodo, nell’ottobre del 1990, scoppiò uno scandalo: si diffuse la notizia dell’arresto di Edoardo, accusato del possesso di 300grammi di eroina, quando si trovava in Kenia, ma la polizia si accorse subito dell’errore e lo rilasciò.
Husayn Abdullahi chiese a Edoardo cosa era successo e lui raccontò che in realtà avevano cercato di incastrarlo.
All’inizio degli anni novanta Giovanni Alberto Agnelli venne scelto come successore e Edoardo non mostrò opposizione. Purtroppo nel 1997 Giovanni Umberto morì. John Elkan venne scelto come nuovo successore, egli è il figlio della sorella di Edoardo, Margherita, dal primo matrimonio, il padre è ebreo. Questa volta Edoardo si oppose e incominciò a mostrare un certo interesse verso gli affari della Fiat, esprimendo le proprie idee (rilasciando una delle sue pochissime interviste a "Il Manifesto").
Abdullah Ishaq Abdullahi racconta che poco tempo prima della morte di Edoardo, egli aveva espresso la sua idea di voler andare a Qum ad approfondire gli studi religiosi.
Segue un’intervista a Carlo Bava, amico di Edoardo, che mostra una serie di prove che dimostrano la superficialità con cui la polizia ha investigato sulla morte di Edoardo:
-non è stata fatta la prova del manichino, che consiste nel gettare un manichino, con le stesse caratteristiche del defunto, dal ponte, per vedere se in effetti Edoardo si era gettato dal ponte. Ciò perché Edoardo indossava un paio si scarpe, le Tods, che si sfilano molto facilmente, mentre, dopo un salto di 80 metri, non si erano sfilate;
-non è stata fatta l’autopsia, che sarebbe stata utile per capire se la ferita che Edoardo aveva sulla testa era dall’alto verso il basso, cioè qualcuno lo aveva colpito con una pietra, o dal basso verso l’alto, cioè si era gettato dal ponte;
- la frequenza dei passaggi di macchine, su quel ponte, di sabato era di una ogni 10-15 secondi: com’è possibile che nessuno abbia notato Edoardo che si buttava dal ponte?
-Edoardo non era capace di parcheggiare bene la macchina, mentre invece la sua Croma quel giorno era parcheggiata a filo del guard-line;
Carlo Bava ritiene che Edoardo sia stato ucciso da un’altra parte e poi trasportato sotto il ponte.
Ghadiri racconta che Edoardo sapeva che l’avrebbero ucciso e avrebbero detto che era malato o che si era suicidato, ma sperava che ciò sarebbe accaduto dopo la morte del padre.
Non so se alcuni di voi hanno notato che, qualche mese fa, in uno dei reportage televisivi in occasione della morte di Umberto Agnelli, hanno fatto vedere per pochi secondi la tomba di Edoardo, a cui era appeso un tasbih o subhah (un oggetto simile a un rosario che i musulmani utilizzando per dire i dhikr, ricordo di Dio).
Questo è l’indirizzo del sito che è stato dedicato al martire Edoardo Agnelli, purtroppo è in persiano:
http://edoardo.persianblog.com/
fonte: http://groups.msn.com/Islamsciita/




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