A me sembra un uomo sensato e lucido.
ALITALIA: CIMOLI, MAI PIU' CARROZZONI DI STATO
(ANSA) - ROMA - ''Il male di fondo - dice il presidente dell'Alitalia Giancarlo Cimoli, intervistato da REPUBBLICA - e' la mancanza di una programmazione, di una visione d'insieme, e qui il discorso riguarda in primo luogo la classe politica, i governanti, ma non questo o quel governo in particolare, il male e' piu' profondo. Troppe decisioni sono prese sull'impulso del momento, sulla spinta di interessi particolari. E' poco logico, tanto per restare in argomento aeronautico, che vi siano tre aeroporti in Calabria. E' anormale la convivenza fra un aeroporto hub, Malpensa, e un aeroporto in Lombardia, Linate, che mantiene un rapporto antagonistico. Sa, in Italia ci sono i guelfi e i ghibellini. L'Italia e' il paese dei particolarismi, e' sempre mancata una politica centrale integrata del sistema dei trasporti che salvaguardasse l'interesse nazionale e degli operatori italiani, in una logica di efficienza di sistema''. Cimoli ha trovato all'Alitalia ''una gestione aziendale tipica di azienda pubblica, come alle Ferrovie. Alle Ferrovie piu' accentuata, d'accordo; ma con conseguenze piu' gravi all'Alitalia, perche' le Ferrovie operano in una situazione di virtuale monopolio, l'Alitalia e' esposta alla concorrenza. I difetti, gli errori sono stati denunciati molte volte, sono quelli di sempre: mancanza di regole chiare, asservimento a tanti diversi interessi, un sindacato articolato e conflittuale, livello degli organici non corretto ne' in termini quantitativi ne' in termini qualitativi, dispersione in attivita' laterali a danno di quella centrale. Tutto questo nel quadro di una crisi mondiale del trasporto aereo, che gia' esisteva prima della caduta delle Torri, e che l'Undici Settembre ha aggravato. Tutte le forme di viaggio e di turismo hanno sofferto, dopo l'attentato di Al Qaeda, ma il trasporto aereo ha sofferto in modo particolare: sulle Torri, se mi e' consentito il paradosso, non si sono schiantati due treni. C'e' anche la grande offensiva del low cost, delle linee coi prezzi scontati: forse si sono commessi errori quando si e' cercato di fronteggiarla''. Come si esce dalla crisi? La ricetta e' semplice - scrive Repubblica, riportando il pensiero di Cimoli - si guarisce in primo luogo con la buona gestione. L'Alitalia dovra' adottare i criteri di gestione che valgono per ogni azienda che agisca su un libero mercato. Non piu' la logica, dunque, del carrozzone di Stato, che vuole fare tutti contenti (tranne gli utenti del servizio, da quella logica puntualmente esclusi, mentre dovrebbero avere priorita' assoluta); bensi' la logica di un'azienda moderna, agile, tecnologicamente avanzata: ridurre i costi, aumentare i ricavi, senza rinunciare allo sviluppo. Ma ci sara' posto per una compagnia aerea italiana di grandi dimensioni, dopo che l'Alitalia sia stata risanata? Cimoli pensa di si': ''E non una compagnia di nicchia, precisa, ma capace di coprire anche lunghe tratte intorno al mondo, in alleanza con i nostri alleati naturali, gli olandesi e i francesi''.(ANSA).
23/07/2004 107




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