In politica interna, il presidente e i membri del Congresso Repubblicani hanno fatto le stesse fatali scelte. Tanto per cominciare, proprio mentre l’America entrava in un conflitto che ne minava le basi, hanno fatto due imponenti tagli delle tasse, di cui quasi la metà è finito nelle tasche dell’uno per cento della popolazione, l’uno per cento ricco. Adesso, per la prima volta in vita mia – e credo che tutti ricordiate come gli stessi Repubblicani furono tanto gentili da farmelo notare durante il mio mandato – io appartengo a quel ristretto gruppo di persone. Ma appena ho terminato il mio mandato e fatto soldi, sono immediatamente diventato parte del gruppo di persone più importanti del mondo insieme a loro. Strabiliante. Non avrei mai pensato di essere così benvoluto dal presidente e dai Repubblicani del Congresso. Stavo quasi per spedirgli una lettera di ringraziamento per avermi tagliato le tasse quando ho realizzato che il resto di voi stava pagando il conto di tutto questo, così ci ho pensato meglio.
Guardate alle scelte che hanno fatto, scelte in cui loro credono. Hanno scelto di proteggere il mio taglio delle tasse a tutti i costi mentre rifiutavano i fondi promessi per il Leave No Child Behind Act (Non lasciare indietro nessun bambino), lasciando invece indietro più di 2 milioni di bambini. Hanno scelto di difendere il mio taglio delle tasse mentre tagliavano fuori dal programma dei sussidi 140.000 persone in cerca di occupazione, toglievano gli assegni famigliari a 100.000 famiglie e abolivano i programmi di assistenza scolastica a oltre 300 mila bambini poveri, pur sapendo che quei programmi servivano a tenerli lontani dalle strade, dai guai, e dava loro la possibilità di studiare, andare al college e avere una vita dignitosa.
Hanno scelto di proteggere i miei tagli delle tasse attingendo drammaticamente ai fondi destinati alla cura dei nostri veterani e indebolendo o abrogando tutte quelle importanti misure di sviluppo messe in atto da me e da Al Gore, dalle norme anti-inquinamento alla protezione delle foreste.
Di questi tempi tutti in America devono fare sacrifici. Tutti tranne gli Americani più ricchi. La maggior parte di noi, quasi tutti noi, dai Repubblicani agli indipendenti ai Democratici, vogliamo che ci sia chiesto di fare la nostra parte, ma tutto quello che ci chiedono di fare è di spendere l’energia necessaria ad aprire la busta che contiene i nostri tagli alle tasse. Ora, se vi piacciono le loro scelte e siete d’accordo con loro, dovreste proprio votare per farli tornare alla Casa Bianca e al Congresso. Ma se non è così, date un’occhiata a John Kerry, John Edwardw e ai Democratici...
Lasciate che vi dica cosa so di John Kerry. Sono stato a guardare tutta la pubblicità che i Repubblicani gli hanno dedicato. Lasciatemi dire quello che so di lui. Durante la guerra del Vietnam, molti giovani, incluso l’attuale presidente, il vice presidente e io stesso, avrebbero potuto andare in Vietnam e non lo fecero. John Kerry veniva da una famiglia privilegiata. Avrebbe potuto evitarlo anche lui. Ma lui invece disse: lo faccio io.
Quando hanno mandato i motoscafi su per i fiumi del Vietnam e gli hanno detto che il loro compito sarebbe stato quello di spingersi nel fuoco nemico con la bandiera americana spiegata solo per fare da esca e far uscire i nemici allo scoperto, John Kerry ha detto: lo faccio io.
Così, quando abbiamo avuto bisogno di qualcuno che sostenesse la causa dei bambini poveri abbandonati a loro stessi nelle strade criminose delle grandi città, o che portasse i benefici dell’alta tecnologia alla gente comune, o che combattesse l’inquinamento in un modo che creasse nuovi posti di lavoro, o che desse maggiori opportunità alla piccola impresa, John Kerry ha detto: lo faccio io.
Per questo stasera, amici miei, vi chiedo di unirmi a me per i 100 giorni che restano, e raccontare la storia di John Kerry e diffondere le sue idee: lasciate che ogni persona qui presente e ogni brava persona in tutto il suolo d’America gli dica quello che lui ha sempre detto all’America: lo faccio io.




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