ROMA - Arriva il 'lasciapassare' di Banca d' Italia al Dpef, ma il governatore Antonio Fazio non dimentica di avvertire il governo che le sole misure di correzione non basteranno a sostenere lo sviluppo. Servira' - avverte - rigore, coerenza, misure strutturali per accompagnare l'azione di risanamento ''che non sara' e non dovra' essere di breve durata''. Ma intanto, il governo ha presentato un Piano di programmazione economica ''che non si vedeva da tempo''.

Fazio arriva che e' quasi notte a Montecitorio per essere ascoltato dalle commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato chiudendo il lunghissimo ciclo di audizioni sul Dpef, aperte stamani da Domenico Siniscalco. Per il neo ministro dell'Economia non ci sono stroncature da parte del governatore che, per la prima volta da alcuni anni, abbandona i panni del censore per promuovere, per il momento solo sulla carta, il documento programmatico del governo.

- QUADRO CHIARO, MA REALIZZAZIONE SARA' DIFFICILE: ''La correzione dei conti pubblici, intrapresa con la chiarezza del quadro programmatico - avverte subito dopo - presentera' difficolta' nella fase di realizzazione, ma e' necessaria. Sara' positiva per la stabilita' e lo sviluppo dell' economia nel medio termine, allorche' realizzata in coerenza con le linee indicate''. Insomma, dice Fazio davanti al Parlamento, il Dpef configura un piano di politica economica ''che e' mancato nel passato''. Il primo test di verifica sara' ora la Finanziaria 2005, per vedere se il governo alla teoria fara' seguire la pratica del rigore.

- FINALMENTE UN PIANO DI POLITICA ECONOMICA, PRIMA SI NEGAVA L'EVIDENZA: Anche se continua a ripetere di sospendere, fino a quella data, ogni giudizio 'politico', Fazio (mancato ministro dell'Economia come egli stesso rivela in una risposta) non nasconde la portata rilevante del nuovo Piano economico del governo, che - dice - ''e' un documento importante per le imprese, per le parti sociali e che contiene interventi importanti. Se si realizzeranno, allora questo aprira' la via. E oggi tutto questo non puo' essere impossibile''.

Con il documento presentato dal Tesoro ''si e' fatta chiarezza e si e' usciti da una situazione nella quale si negava l'evidenza'', replica prontamente Fazio ad un parlamentare che gli 'rimprovera' troppa benevolenza. ''Dico - aggiunge - che l' entita' della manovra e' chiara e corretta. Certo le cifre sono notevoli e se si dice che non si taglia qua, non si taglia la' mi chiedo, allora come si fa? Ma l'entita' e' chiara''. Certo, il 'nuovo miracolo economico' evocato dal governatore non molti anni fa resta una chimera e Fazio non fa marcia indietro, ma chiarisce: ''Si', l'ho detto - risponde - ma ho aggiunto sempre che ci volevano alcune condizioni per realizzarlo''. Servira', insiste, tanto rigore e tanta coerenza, anche alla luce di un debito che fa fatica a scendere, ma non si deve essere pessimisti: ''In altri anni - evoca - abbiamo fatto interventi anche ben piu' pesanti. Nel '77, ricordo interventi pari al 5% del pil. Nel 2005 ragioniamo nell'ordine dell' 1,2-1,3''.

- SU PIL, INFLAZIONE E DEFICIT NUMERI REALISTICI: Il punto di partenza da cui trarre un po' di fiducia viene dalla crescita che quest'anno ''non dovrebbe risultare fuori linea rispetto alla stima dell'1,2% indicata dal Dpef. E l' espansione dell'attivita' - stima fiducioso - dovrebbe risultare piu' sostenuta nel 2005''. Certo, e' il rischio, interventi strutturali pari a 17 miliardi di euro possono ''avere un impatto negativo sulla crescita. E questo va evitato, nell' immediato, attraverso misure in grado di stimolare lo sviluppo''.

Resta l'incognita debito, la cui diminuzione, ricorda Fazio, ''e' affidata in parte rilevante'' ad un programma di dismissioni e privatizzazioni ''ampio ed impegnativo''. ''Nonostante l'apporto delle previste dismissioni mobiliari, valutato in 19,5 miliardi, il rapporto fra debito e Pil si ridurrebbe di soli 0,2 punti percentuali, al 106%.

Quanto al deficit, l'incidenza sul pil diminuisce, osserva, di mezzo punto percentuale all'anno, passando dal 2,7% nel 2005 all'1,2% nel 2008''; semmai qualche riserva puo' venire dalla lettura della spesa tendenziale che, per Fazio, ''e' sottostimata in quanto non tiene conto degli oneri per i nuovi contratti relativi ai dipendenti pubblici e per i nuovi investimenti''. E anche centrare l'obiettivo di una inflazione programmata all'1,6% nel 2005, ''e' difficile ma non impossibile, anche se questo richiede un notevole sforzo''. Per l'anno prossimo intanto l'indice dei prezzi al consumo ''puo' tornare sotto al 2%''.

- NON CI SI DIMENTICHI DEL MEZZOGIORNO: La razionalizzazione del sistema degli incentivi fiscali non deve ridurre le risorse per il Mezzogiorno. ''La spesa in conto capitale nel Sud appare lievemente ridotta, in rapporto al prodotto, rispetto a quella programmata lo scorso anno. La razionalizzazione del sistema degli incentivi, diretta a garantire un migliore utilizzo dei fondi - ha aggiunto - non deve ridurre, anche nella fase di transizione, l'afflusso di risorse per gli investimenti nell'area''.

- MERCATO FINANZIARIO PUO' ASSORBIRE DISMISSIONI: Il mercato finanziario ''e' in grado di assorbire il programma di dismissioni'', ha detto Fazio ricordando che ''mentre negli anni scorsi c'erano gli effetti della bolla speculativa, per i prossimi anni non ci dovrebbero essere difficolta' ad assorbire il piano di dismissioni''.


02/08/2004 23:49