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    Thumbs up Ancora in ascolto di Guillame Faye

    Tratti dal dizionario del militante:


    Elite

    L’èlite è la categoria sociale dirigente,scelta ed eletta,secondo il significato etimologico.
    L’elitarismo designa tutte le dottrine che sostengono la selezione dei migliori,non per nascita,ma per le loro capacità oggettive.

    La nozione d’èlite è molto vicina a quella d’aristocrazia,entrambe hanno visto il loro declino nel mondo moderno e nella società attuale. Le elites odierne,infatti,non hanno più qualità aristocratiche,cioè non raggruppano più i migliori e le aristocrazie tradizionali non partecipano più nella composizione delle elites nel vero senso della parola,pur con qualche notevole eccezione,perché sono state da ormai molto tempo neutralizzate.

    Le elites contemporanee non sono più reclutate secondo i criteri dell’eccellenza e del carattere. Sono,invece,reclutate,secondo meccanismi legati al nepotismo,alle raccomandazioni,le appartenenze a certi lobbies,consorterie varie,mafie,clan sociologici o etnici; altro criterio è quello di saper trattare con il danaro,quello insomma del to make money.

    Le elites della società contemporanea non sono più selezionate,ma reclutate secondo principi corporativi o mercantili.

    Il reclutamento non funziona più secondo criteri competitivi o d’eccellenza. La circolazione delle elites è bloccata. Due fenomeni contribuiscono a questo sfacelo: da una parte l’egualitarismo e l’indisciplina educativa non permettono più ai migliori di progredire,grazie all’illusione della “promozione per tutti”( che sfocia poi nella stagnazione delle classi sfavorite) dall’altra parte,invece,abbiamo un avversione totale al concetto di “elitarismo”,meritocrazia e soprattutto per la selezione,termine divenuto tabou grazie al Maggio del 68. Tutto questo nonostante il fatto che la selezione e l’ineguaglianza abbiamo sempre dimorato nella natura umana. E’ normale,quindi,che l’attuale determinazione delle elites sfoci in nel disordine e nell’ingiustizia.

    L’anti elitarismo produce la giungla sociale.

    Guillame Faye
    Pourquoi nous combattons
    L’Aencre-Paris pgg110-111

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Ancora in ascolto di Guillame Faye

    Tradizione-Tradizionalismo

    La tradizione è l’insieme dei valori e delle grandi strutture culturali di un popolo che si trasmettono (tradere in latino significa consegnare) di generazione in generazione e che formano l’ossatura della sua memoria collettiva.


    La distruzione delle tradizione europee,questa è la grande impresa del cosmopolitismo regnante. Come se l’uomo europeo,marchiato dal peccato originale,sia “intrinsecamente colpevole d’esser sé stesso”. Americanismo,africanizzazione o arabizzazione culturale,islamismo,cancellazione della memoria storica; La deculturazione degli europei passa attraverso gli obbrobri mediatici e la scuola pubblica. Per questo la battaglia per tenere vive le tradizioni è il fondamento della conservazione dell’anima di un popolo e della sua identità biologica.

    L’essenza della tradizione è l’eredità degli antenati e la sua continuità creatrice.

    Questo perché qualsiasi eredità và fatta fruttificare. Infatti,a pensarci bene,una tradizione è in realtà una traduzione. Per restare viva ,una tradizione,deve cercare di metamorfizzarsi nelle parole ma restare sempre la stessa nello spirito. La cultura europea, Faustiana e prometeica,è in questo versante fragile,è difficile infatti equilibrare forme ancestrali e crearne delle nuove.

    Occorre difendere le tradizioni e il concetto di “società tradizionali” ma rifiutare il tradizionalismo. Quest’ultimo appare infatti quando le tradizioni sono in procinto di morire,come il razzismo appare quando una razza si sta estinguendo. Il tradizionalismo è solo l’intellettualizzazione delle tradizioni. Questo avviene quando le tradizioni non sono più vissute naturalmente ne integrate nell’anima vivente dei popoli. Esse divengono quindi qualcosa di folkloristico,museografico,oggetto di studi dotti ma morti. Il tradizionalismo,in realtà,è paradossalmente contrario alla tradizione europea. Quest’ultima è infatti metamorfica,sempre lanciata in avanti,verso il divenire,il movimento,la chiamata verso larghi spazi.


    Guillame Faye
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    L’Aencre-Paris pgg224

  3. #3
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    Archeofuturismo

    Attitudine veicolante una concezione del mondo che stima come il futuro avrà bisogno di valori ancestrali e che sorpassa le attuali diatribe tra modernisti e tradizionalisti,famiglie di pensiero entrambe da abbandonare.

    L'archeofuturismo si oppone sia alla modernità sia al conservatorismo e stima che la stessa modernità sia passatista,perché i suoi valori si sono rivelati fallimentari su tutti i campi. La tecno scienza,per esempio,è incompatibile con i valori umanitari e egualitari della modernità. Il XXI secolo vedrà risorgere una concezione del mondo arcaica,quella demonizzata dalla mentalità cosmopolita borghese e occidentale. Lotta delle identità,delle religioni e delle tradizioni;conflitti geopolitici. Questione etnica posta su scala planetaria;lotta per le risorse rare...inutile sviluppare qui altri concetti,ho scritto un libro dal titolo "l'archeofuturismo",li troverete tutto.

    Guillame Faye
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  4. #4
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    Borghesismo

    Mentalità caratteristica della piccola borghesia,estesa all'insieme della società moderna,indipendentemente dal livello sociale dell'individuo.


    Il borghesismo designa i tratti negativi dello spirito borghese ma non và confuso con la "mentalità imprenditoriale" della grande borghesia,oggi in grande declino. Il borghesismo,che si oppone sia allo spirito popolare che a quello aristocratico,domina la società mercantile odierna:morale del profitto,ricerca individualista della propria sicurezza e del godimento immediato,amore per le mode effimere e passeggere,rifiuto di qualsiasi rischio personale,consumismo passivo e ostentato,conformismo verso il pensiero unico,preoccupazione di apparire sempre "politicamente corretto",assenza totale del sentimento patriottico e di coscienza etnica,snobismo culturale,spirito mercantile,concezione opportunista nei rapporti umani,narcisismo,scala di valori fondata sul conto in banca e sulla moneta,insensibilità a qualsiasi manifestazione del sacro e alla dimensione poetica,assenza totale dell'estetica et cetera...Il borghesismo,inoltre,ha abbandonato qualsiasi concezione di continuità familiare,di rinnovo delle generazioni.
    Il piccolo borghese moderno,figura dominante la fauna umana moderna,pensa di possedere "stile" ma tradisce un incredibile conformismo. E',infatti,allo stesso tempo,il bersaglio e l'attore principale dell'impoverimento intellettuale e dei nuovi meccanismo ideologici retti dal soft-totalitarisme moderno.


    Guillame Faye
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  5. #5
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    Concezione del mondo/Visione del mondo

    Insieme dei valori e delle interpretazioni del reale,implicite ed esplicite,proprie a un gruppo umano,che sia un popolo,una civiltà,una famiglia di pensiero,politica o no,una religione et cetera..

    Alcuni parlano indifferentemente di "visione del mondo",è la stessa cosa.
    La concezione del mondo trascende e sorpassa le dottrine politiche,le ideologie e può al suo interno covare anche vari antagonismi,spesso con gli stessi principi di base. Ad esempio,la destra liberale e la sinistra socialista,i cristiani progressisti e gli atei cosmopoliti condividono la stessa concezione del mondo. Quest'ultima comporta diversi livelli intellettuali e spirituali,razionalisti e intuitivi,coscienti ed incoscienti. Essa si differenzia dalla cultura nel senso che in ogni cultura si possono scontrare diverse concezioni del mondo,come ho fatto notare precedentemente. Una concezione del mondo sviluppa al suo interno un progetto storico politico e una visione sulla natura intrinseca dell'uomo.

    Nell'universo europeo e occidentale,due concezioni del mondo si sono scontrate e si scontrano tutt'oggi. Una,quella dominante,si è sviluppata secondo i dettami del giudeo-cristianesimo,può essere qualificata come egualitaria,individualista e cosmopolita .L'altra,oggigiorno più o meno censurata,è quella che si è sviluppata all'interno della grande tradizione pagana europea,possiamo definirla come inegualitaria,comunitaria, (ma non comunitarista!) e etnica.

    Grazie a Nietzsche quest'ultima è entrata nel mondo moderno con una sua propria formulazione cosciente .Alcuni sono divisi e oscillano tra queste due concezioni del mondo,come ad esempio i cattolici tradizionalisti che,per questo fatto,vivono una forte contraddizione interiore. In ultima possiamo dire che è nella grande battaglia delle concezioni del mondo,specificatamente le due illustrate,che si giocherà il prossimo orientamento della storia.

    Guillame Faye
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  6. #6
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    Deculturazione

    Perdita della memoria e delle sue referenze culturali.

    Ci sono diversi tipi di deculturazione: in primis esiste quella occidentale-americana che subisce oggigiorno l’Europa (la stessa Europa risulta molto più colpita da questa deculturazione rispetto ad altre aree culturali come quella africana,arabo-mussulmana,cinese,indiana et cetera..che resistono molto meglio.) c’è poi la deculturazione subita a causa della presenza dell’Islam in Europa. Questi due tipi di deculturazione si possono sommare,come succede quando si parla di “afro-americanizzazione” dell’odierna gioventù,mi riferisco ai vari stili musicali rap,rai,hip hop etc..

    Occorrerebbe smetterla con la vecchia leggenda metropolitana secondo la quale i giovani immigrati,i beurs-blacks,siano vittime di una deculturazione, è vero il contrario,infatti,questi giovani,con una mentalità da veri coloni,hanno sviluppato una controcultura identitaria (fatta di musica,slangs,un certo tipo di abbigliamento) che è a sua volta sia arabo-africana che americana,tutto questo in ostilità radicale con le varie culture francesi e europee. All’inverso,i giovani francesi che, per mimetismo,per etnomasochismo,tentano di adottare la contro cultura dei beurs-blacks sono i veri sradicati!

    C’è da dire che il pensiero unico attuale contribuisce volontariamente alla deculturazione,alla “dis-europeizzazione” della gioventù,al fine di offuscarle le radici culturali e farle perdere l’identità,reputata dannosa e pericolosa. L’ignoranza abissale,l’abbandono dello studio delle discipline umanistiche e della storia sono degli esempi molto ben conosciuti. La deculturazione attuale dei giovani europei si realizza,non su pressione di una cultura più alta ed elaborata,(come i popoli primitivi che entrarono in contatto con la cultura europea nel XIX secolo) bensi di una cultura inferiore,massificata e neo-primitiva,quella dei video-giochi,dello zapping televisivo,del tam-tam,della pop art degenerata (che è l’inverso dell’arte popolare) etc..

    La lotta contro la deculturazione non passa solamente da un nuovo radicamento culturale e dallo studio del mondo antico,ma anche grazie alla creazione e all’immaginazione identitaria,in tutti i campi.


    Guillame Faye
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  7. #7
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    Giudeo-Cristianesimo

    Insieme che comprende la concezione del mondo propria al giudaismo e al cristianesimo,quest'ultimo poi,è stato molto più permeato e "formato" dalla suddetta,prima in termini religiosi,poi in termini prettamente ideologic
    i.

    L'arrivo del giudeo-cristianesimo ha costituito un apporto allogeno,un acculturazione,in un Europa panteista e politeista.

    Questo ha dato luogo ha una sorta di schizofrenia mentale costante;
    da una parte avevamo una coscienza cristianomorfa, egualitaria e universalista, dall'altra una coscienza pagana, diremo particolarista.
    La mentalità scientifica si è sviluppata contro lo spirito giudeo cristiano,nel solco della grande tradizione pagana,le ideologie politiche attuali (egualitarismo,cosmopolitismo,progressismo,individ ualismo),invece,si sono formate grazie all'apporto del retaggio cristiano. I postulati marxisti, ad esempio,che innervano abbondantemente la sinistra (anche dopo la fine del comunismo storico) sono una laicizzazione diretta delle dottrine giudeo-cristiane della "salvezza". Lo stesso dicasi per l'egemonia americana e i suoi continui interventi a carattere "umanitario",anche il loro modello di società,quello mercantilista, si richiama direttamente al giudeo-cristianesimo,nella sua versione protestante. E' importante notare che il giudaismo non è mai stato universalista e cosmopolita ma abbia invece sempre tenuto a mente la vecchia lezione del popolo "eletto",questo imperativo ha prevalso e prevale a tutt'oggi.

    Il Cattolicesimo tradizionale,elaborato nel medio-evo,ha subito una fortissima contaminazione pagana ;grazie a questo possiamo dire che esso fà parte delle varie tradizioni spirituali europee ma non deve ritenere di avere il monopolio di esse.

    Occorrerebbe dire,a questo punto,che nelle arti,nella cultura,nella filosofia,nelle mentalità,negli archetipi e nei riti popolari il paganesimo è onnipresente e molto vivo,specie nelle aree rurali. Ad onor del vero dovremmo dire anche che l'attuale islamizzazione dell'Europa non è paragonabile alla cristianizzazione avvenuta secoli fà. Il cristianesimo è stato elaborato e "digerito" da menti europee,l'islam,invece,che deve essere inteso come una minaccia ben più grave dell'americanismo,si impone come un blocco monolitico,un Moloch,senza nessuna possibilità di " acclimatazione",in contrasto totale con la mentalità e le tradizioni europee.

    Il cristianesimo del concilio Vaticano II, segna un ritorno alle fonti bibliche del cristianesimo primitivo,costituisce una netta rottura del compromesso sacrale pagano-cattolico medievale.

    Esso inaugura un trasferimento dei dogmi religiosi del cristianesimo nella politica,una politicizzazione dei suoi principi spirituali e provoca,grazie a questo,un affondamento della pratica religiosa cattolica. Se ci pensiamo un pò,già il fatto di aver abbandonato la lingua sacra,il latino,(mentre l'islam non ha mai abbandonato la sua lingua sacra,cioè l'arabo)soccombendo dinanzi alle sirene moderniste,ha fatto si che il neo-cristianesimo del C.V.II (che poi non è altro che un paleo-cristianesimo,un ritorno alla sorgente ultra-egualitarista della chiesa primitiva) abbia abbandonato la sacralità che gli veniva da un energia ancestrale,sotterranea e incosciente,è sia quindi ricaduto nella palude ateista pura e semplice,come è ampiamente dimostrato dalle opere dei teologi cattolici moderni.

    Le chiese contemporanee assomigliano ad uffici postali e non hanno nulla a che spartire con le antiche cattedrali. Gli attuali discorsi che si sentono nelle chiese sembrano usciti da riunioni sindacali,sono gli stessi dei sindacalisti. Scordando il retaggio sacrale pagano,dimenticando il culto dei santi e della vergine Maria,il Concilio Vaticano.II ha distrutto la dimensione religiosa e si è affermato come un ideologia obiettivamente contraria e ostile al destino dei popoli europei. Il paragone con il cristianesimo primitivo è piuttosto semplice,anche quello si impose sul patriottismo e sulla fierezza romana,un aggiornamento ante-litteram.

    Alcune prove: la tolleranza "ecumenica" della Chiesa nei confronti dell'offensiva islamista,l'allineamento sistematico degli alti prelati su posizioni neo-trozkiste,il loro continuo incoraggiamento etnomasochista,e,in maniera generale,il loro posizionamento accanto a quello della classe intellettuale-mediatica politicamente corretta,il tutto,ben inteso,corroborato e giustificato attorno alla santissima dottrina dei diritti dell'uomo .Nell'Est Europa,la chiesa ortodossa non si è fatta imbambolare dalle stesse sirene,per fortuna.

    La chiesa cattolica è in procinto di suicidarsi; anche dovesse succedere l'anima dei popoli europei non nè sarà minimamente scalfita.

    Mi chiedete perchè?

    Perché,e possiamo notarlo nell'attuale defezione post conciliare,la chiesa cattolica si è tagliata fuori dalla sacralità popolare e dalle vere pulsioni dei popoli europei. Le sue operazioni di marketing (come le giornate mondiali della gioventù) non cambieranno un bel niente. La chiesa si è condannata a diventare una setta in mezzo ad altre e ad essere scacciata dall'Europa dal soffio caldo del vento islamico.

    Cosa dovrebbero fare allora i cattolici che hanno spirito di resistenza?

    La risposta è la seguente:
    Un compromesso storico è assolutamente auspicabile tra chi si dice autenticamente pagano e chi,cattolico oppure ortodosso,continua a praticare la versione europea tradizionale del dogma. Questo perché nessuna resistenza alle attuali offensive potrà essere operata senza il soccorso di ciò che noi chiameremo,non avendo termini migliori "l'anima pagana",quella delle due divinità invincibili e indissolubili,Apollo e Dioniso.


    Pierre Vial,ad esempio, ha potuto scrivere questo:

    "L'Europa ha vissuto con il cristianesimo da circa 2000 anni,avendo spesso notevoli difficoltà,questo,non bisogna dimenticarselo,non bisogna mai cancellarselo dalla testa. Quest’ultimo fà parte di un eredità,una nostra eredità,e occorre assorbirlo anche se non ci và proprio a genio " tratto dalla rivista "Une terre,une peuple"

    Detto in altri termini,un autentico pagano si opporrà in maniera netta e decisa per far si che una cattedrale non diventi una moschea o che un campanile non diventi un minareto. Questo,ben inteso,sempre che il prelato sia d'accordo...lo scopriremo..


    Guillame Faye
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    Prometeismo

    Caratteristica centrale dell’anima tragica dell’uomo europeo

    Narra il mito che Prometeo rubò il fuoco agli dei e questi lo punirono. Incatenato a una roccia aveva un avvoltoio che gli divorava le viscere e queste,per aumentare il supplizio,si riformavano ogni notte. Questo ci fa capire che l’uomo europeo possiede un fuoco interiore che lo consuma,lo distrugge,ma,allo stesso tempo,lo eleva al cospetto degli dei. E’ un qualcosa di estremamente folle ma altresì nobilitante. E quello che il filosofo tedesco Heidegger chiamò,utilizzando un termine greco,il “deinotatos” cioè “Il più arrischiato”

    Il Prometeismo ,che la “sottomissione a dio”delle religioni della salvezza
    (Ebraismo,Cristianesimo,Islam) non è mai riuscito ad intaccare,si caratterizza,in tutta la storia europea, come una volontà di eguagliare il divino,di rendersi simile agli dei.
    Potremmo affermare con certezza che si tratta di un ottimo connubio tra volontà di potenza titanesca (nel senso Jungeriano) d’Hybris,di razionalità e di consapevolezza nel saperi prendere dei rischi. Non è malevola né benevola,è una forza interiore che non è possibile governare.Questa è presente nell’animo dell’ imprenditore onesto come in quella dell’artista,dello scienziato o dell’uomo di Stato. L’allegoria del Faust di Goethe come quella di Don Juan traducono perfettamente questa tensione prometeica che attraversa tutta la tradizione europea. Il Prometeismo è a sua volta una forza ma anche una debolezza.

    Una forza perché produce una mentalità combattiva e diffidente,una debolezza perché rischia di far cadere nell’imprevidenza e nell’autodistruzione come ha dimostrato Wagner nel “Crepuscolo degli dei”. Il Prometeismo si può definire come un energia che nasce da una “contraddizione dei contrari”. Per poter essere positiva e costruttrice deve essere mitigata da un pensiero volontarista concreto,creatore d’ordine.

    Guillame Faye
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  9. #9
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    L'associazione tra spirito europeo e prometeismo è opinabile: l'uomo come concorrente-oppositore degli Dèi si confà al massimo all'epoca moderna, mentre per l'Europa antica trovo più corretta l'immagine dell'uomo come amico-alleato dei Numi. Tipo Arjuna, per intenderci.

    Del resto Faye dottrinalmente non è irreprensibile.

  10. #10
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    Paganesimo

    Attitudine filosofica o/e religiosa generalmente politeista e panteista,agli antipodi sia delle religioni rivelate della salvezza (Ebraismo,Cristianesimo,Islam),che dei dogmi monoteisti religiosi o laici o,ancora,del materialismo occidentale.

    Sentiamo Chistopher Gèrard, uno dei principali conoscitori (dall’interno) del Paganesimo:

    “Il Paganesimo, come visione del mondo organica, è fedeltà alla propria stirpe,considerata in un quadro temporale vastissimo, radicamento nel territorio e apertura verso il sovrasensibile, partecipazione attiva al mondo, costante equilibrio tra forze del microcosmo (l’uomo) e quelle del macrocosmo (Gea, la terra). Il Paganesimo è la religione naturale per eccellenza, (non lo si confonda però con il primitivismo o con il buon selvaggio N.d.A.M.) la religione della natura e dei suoi cicli eterni, la più antica del mondo perché “nata” insieme all’uomo, dando per scontato che il mondo sia “nato” ma questo è un altro discorso. Sgombriamo il campo da certe false idee, il paganesimo non è una fissazione di qualche scapestrato o un elegante nostalgia di qualche letterato che cerca rifugio in mitiche età dell’oro,oso,invece,affermare,che il suddetto sarà la prima religione al mondo” Tratto da “Percorsi Pagani” editions.l’age de l’homme

    Il nostro amico stima a un miliardo e mezzo il numero dei pagani nei cinque continenti, per questo sostiene che il paganesimo crescerà in maniera esponenziale e forsè diventerà la più numerosa comunità religiosa,pur con le sue tantissime distinzioni. Lo stesso aggiunge ancora “Non voglio cadere in biechi moralismi ma personalmente sono convinto che il paganesimo sia incompatibile con tutto ciò che degrada e abbruttisce l’uomo. Gli è propria invece l’esaltazione della vita,dell’afflato eterno sfociante nel rifiuto totale e incondizionato di ciò che svilisce l’uomo,ad esempio le droghe,l’alcool in eccesso e uno stile di vita malsano e squilibrato.” Detto in altri termini, il paganesimo vissuto non deve essere qualcosa di destrutturante, tantomeno legato, da vicino o lontano, ai modi di vita lassisti e antivitalisti dell’Occidente attuale, come sostengono e cercano di far credere le alte e basse gerarchie vaticane. Il cosiddetto “Gay Pride” non ha assolutamente niente di un Baccanale pagano! Teniamolo sempre a mente. Dal’altra parte il paganesimo non ha nulla di superstizioso ne platealmente ritualistico, queste accuse dovrebbero invece indirizzarsi verso l’Islam (la religione che odia più di tutti i Pagani) che lo è alla massima potenza.

    Pierre Vial,invece,ha potuto scrivere che il Paganesimo non è semplicemente anticristiano, ma, a sua volta, è a-cristiano e post cristiano. Aggiunge ancora:

    Essere Pagani , significa rifiutare l’inversione dei valori che Nietzsche ha potuto denunciare nel cristianesimo. Significa prendere ad esempio gli Eroi e non i martiri. Il martirismo cristiano mi ha sempre dato il voltastomaco. Celebrare i valori di redenzione,pentimento e sofferenza mi sembra un incitamento al masochismo.”

    Oggigiorno i cristiani modernisti celebrano l’etnomasochismo e il colpevolismo totale rispetto al terzo mondo e alla colonizzazione di popolamento; si sentono anche in dovere di predicare il “diritto al pentimento”. Prosegue ancora Pierre Vial:

    Esaltare a tutta forza l’ometto gracile,debole,sofferente,malato mi sembra una cosa da pazzi,preferisco di gran lunga l’ideale greco dell’atleta che ogni giorno cerca di migliorarsi o ancora l’ideale stoico di Marco Aurelio. Occorre anche saper discernere tra paganesimo serio e semplice anticlericalismo o peggio ateismo. Un ultimo punto fondamentale: una definizione puramente intellettuale del paganesimo è insoddisfacente,è necessaria ma non è sufficiente,questo perché il paganesimo deve essere qualcosa di vissuto,anche nei più semplici ed elementari gesti della vita quotidiana. Il Paganesimo si afferma come potente risorsa sacrale,ribadendo l’immanenza del sacro sulla terra.” Tratto da “Une terre,une peuple

    Per questi due autori (Gèrard e Vial) il paganesimo è quindi l’autentica “religione” dell’Europa molto più dei monoteismi,questo perché esso lega (re legere) gli uomini di una stessa comunità tra loro e questi ultimi al cosmo dove il divino è ovunque,dove,insomma,l’uomo vive a stretto contatto con gli dei,e non li lascia dormire nelle nuvole bianche…il cristianesimo ha secolarizzato il mondo,scindendolo in sacro e profano e relegando il divino alle volte celesti.

    Attenzione poi a non confondere un certo gnosticismo di matrice massonica con il paganesimo.

    I tratti distintivi di tutti o quasi i paganesimi sono: presenza del sacro e del sovrannaturale, concezione ciclica o sferica del tempo, (contro tutte le escatologie della salvezza monoteistico- progressiste,dove il tempo sfila in maniera lineare e si attende una fine della storia); rifiuto assoluto di considerare la natura come proprietà dell’uomo e quindi di sfruttarla all’infinito, alternanza di varie forme d’ebrezza ,da quella sessuale a quella ascetico-filosofica, apologia costante della forza vitale (il si alla vita e la grande salute del Zarathustra di Nietzsche) ancora,la visione di un mondo che è increato,eterno,dove tutto scorre,in cui non ci sia un inizio ed una fine,il sentimento tragico della vita (molto presente in pittori e scrittori del romanticismo/decadentismo europeo N.d.A.M.) che però non sfocia in un nichilismo nemico della vita,il culto degli antenati,della stirpe e della identità biologica e spirituale del proprio popolo,il rifiuto di qualsiasi verità rivelata e universale e quindi di tutti i dogmatismi,fanatismi e proselitismi.

    A questo proposito è bene diffidare da certi pseudo pagani da salotto i quali sostengono che il paganesimo sarebbe tolleranza assoluta secondo il principio del “politeismo sociale”. Questa gente parteggia con la chiesa post conciliare umanitarista che vorrebbe l’approvazione di leggi volte a far entrare tutti gli immigrati,l’ecumenismo con l’Islam e che si rifiuta di combattere la decadenza dei nostri tempi. Questo pseudo paganesimo di alcuni circuiti laici-modernisti è solo un'altra espressione della sinistra. In effetti,questi difendono un paganesimo che non esiste,anzi,difendono una forma di giudeo-cristianesimo al contrario,puramente negativo,insomma semplice anticlericalismo.

    FINE PT 1


    Guillame Faye
    Pourquoi nous combattons
    L’Aencre-Paris 2001

 

 
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