Il terremoto in Umbria e Marche ci fu il 26 settembre 1997
http://it.wikipedia.org/wiki/Terremo...mbria_e_Marche
http://gallery.panorama.it/gallery/c...ano_prodi.html
TERREMOTO, L' IMPEGNO DI PRODI
Repubblica — 23 novembre 1997 pagina 19 sezione: ATTUALITA'
FOLIGNO - Ricostruire in fretta, i soldi ci sono, ma senza sprecare denaro, salvando l' identità dei paesi colpiti dal terremoto. Sono tutti inviti che Romano Prodi ha lanciato ieri, durante la giornata passata nei centri dell' Umbria e delle Marche. Una giornata passata sotto una pioggia battente fra tende e prefabbricati, scuole improvvisate e mense, conclusa con una visita e una preghiera sulla tomba di San Francesco. Il presidente del Consiglio, accompagnato dal sottosegretario alla Protezione civile Franco Barberi, ha visitato tutti i paesi, tutti i luoghi simbolo del terremoto. Ha raccolto la lamentela della ragazzina ospitata nella tendopoli di Sellano che gli ha detto "presidente siamo messi proprio male". Ha pranzato nella tendopoli. Menu povero: spezzatino, insalata, un panino. Ha visitato un' altra tendopoli, quella di Nocera Umbra, la cattedrale di Assisi, ha visto il torrino di Foligno, ha passeggiato fra quello che resta di Serravalle e Cesi. A Foligno, nell' Auditorium, poi ha incontrato gli amministratori locali e ha ascoltato con attenzione le richieste degli operatori economici. Agricoltori, operatori turistici, artigiani, imprenditori edili hanno fatto sentire la loro voce e hanno fatto le loro richieste. Prodi, ha risposto a tutti, assicurando che il governo sta facendo tutto il possibile.
"Ricostruiremo più in fretta che in Friuli - dice Prodi - le risorse finanziarie ci sono". Il presidente del Consiglio insiste sull' aggettivo "rapido", dice che è "essenziale" fare presto. Non solo perché ha colto la stanchezza della gente che vive ancora in una situazione di disagio. Lo dice perché teme la "disgregazione delle comunite colpite", la scomparsa di un tessuto sociale ricco di storia e di civiltà. Prodi non dà cifre, si limita a dire che i soldi ci sono e se in futuro mancheranno allora si vedrà. Qualche numero lo dà invece il sottosegretario Enrico Micheli che parla di circa tre mila miliardi. Ma questi soldi, spiega Prodi, devono essere spesi bene, "devono essere un esempio di buona ricostruzione". Il presidente del Consiglio invita le strutture locali a essere garanti della "trasparenza, dell' onestà, della buona amministrazione". Invita tutti ad "un impegno morale fortissimo perché neanche una lira sia spesa fuori posto". E assicura che i sindaci, che avranno mezzi e poteri, saranno tutelati per le decisioni che dovranno prendere. Ma dovranno essere decisioni nate da leggi semplici. Il Governo, dice, le farà, ma dovranno essere spiegate e fatte conoscere ai cittadini.
Prodi non nasconde che c' è ancora molto da fare e che qualcosa non ha funzionato come doveva. Fabrizio Zangarelli, presidente della pubblica assistenza di Nocera Umbra, rivela che il presidente del Consiglio è rimasto sorpreso di quanta gente viva ancora nelle tende.
E il presidente, al pomeriggio, riconosce che c' è stata una grande mobilitazione subito dopo il terremoto, una capacità che ha impressionato, per esempio, il presidente francese Chirac. Prodi ammette che "l' Italia è capacissima di generosità nell' emergenza, ma ha problemi sul lungo periodo".
LO SCARICABARILE
Repubblica — 31 ottobre 1997 pagina 1
IL terremoto è una calamità naturale, una disgrazia. Il maltempo non si può fermare. Il freddo è arrivato in anticipo. Ma è stato fatto veramente tutto il possibile per aiutare le popolazioni dell' Umbria e delle Marche colpite dal sisma del 26 settembre? A un mese di distanza, le notizie che arrivano dalle zone terremotate e le riprese televisive autorizzano a rispondere di no: non è stato fatto tutto il possibile e comunque non è stato sufficiente, non basta. Per carità, guardiamoci bene dalla tentazione di ripetere il vecchio ritornello "piove, governo ladro", magari aggiornandolo e adattandolo alla situazione.
MA le immagini di quelle donne, di quei vecchi e soprattutto di quei bambini sotto le tende squarciate dal vento, come le vele di una barca nella tempesta, non possono non suggerire qualche interrogativo. Che fine ha fatto, in questa occasione, il buonismo dell' Ulivo? E soprattutto, dove s' è perso quel senso di solidarietà umana e civile che dovrebbe ispirare in modo particolare un governo costituito dalla sinistra? Non vogliamo essere ingiusti o ingenerosi con chi s' è prodigato fin dall' inizio nell' opera di soccorso e di salvataggio. Il problema evidentemente non riguarda tanto le persone, i singoli, quanto l' organizzazione complessiva e l' efficienza di un apparato d' emergenza che non funzionava prima e non funziona tuttora, se è vero che in Umbria e nelle Marche stiamo assistendo purtroppo alla riedizione di un triste spettacolo già visto e rivisto più volte in passato. E' fin troppo facile, in circostanze del genere, criticare, accusare, cedere al qualunquismo: ma la realtà è che nell' arco di un mese non siamo stati ancora capaci di assicurare un tetto o un ricovero sicuro a tutti i terremotati. Il peggio è che anche questa volta è cominciato il gioco al massacro, il rimpallo delle responsabilità, lo scaricabarile, nel maldestro tentativo di attribuire sempre a qualcun altro ritardi, colpe e omissioni. La Protezione civile che accusa i sindaci delle zone colpite dal sisma, i sindaci che accusano le ditte appaltatrici, le ditte appaltatrici che accusano la burocrazia e così via, nell' eterna commedia italiana degli equivoci e degli inganni. E come se tutto ciò non bastasse, ecco che la maggioranza di centrosinistra trova il modo di litigare perfino sul terremoto, con Rifondazione comunista che attacca il governo sull' entità dei fondi da stanziare. Ricordate, all' indomani del sisma, le polemiche su che cosa fosse più importante, la vita umana o le opere d' arte, la salvezza della gente o il restauro della basilica di Assisi, la sistemazione delle persone o gli affreschi di Giotto e Cimabue? Un mese dopo, tutte quelle discussioni risultano dissolte dal vento e dal freddo che imperversa sulle zone terremotate, cancellate e rimosse dall' urgenza di assicurare un alloggio, un prefabbricato o un container agli sfollati. Nel frattempo, per ironia della storia, a palazzo Chigi proseguono le trattative sulla riforma dello Stato sociale e nella Bicamerale i due poli hanno continuato ad accapigliarsi fino all' ultimo su una riforma costituzionale che forse, se tutto va bene, entrerà in vigore tra un anno e mezzo o due. Che cos' altro potrebbero fare invece i signori del Palazzo per i poveri terremotati? Qualcuno pretende davvero che interrompano le loro cure politiche per andare ad alleviare gli affanni dei senzatetto? Vogliamo vedere Prodi, Veltroni, Costa o Napolitano in mezzo al fango, in tuta, casco e stivali, a sistemare i prefabbricati? No, nessuno chiede questo, anche se forse qualche visita in più e qualche parola in meno sarebbe senz' altro utile e gradita. Ma, per esempio, una bella seduta straordinaria di Camera e Senato per mandare avanti la legge speciale sulla ricostruzione proposta ieri opportunamente dal Polo, con l' adesione e il consenso del Pds, potrebbe rappresentare un segnale concreto d' impegno e di responsabilità. Si faccia pure un "grande accordo", una "larga intesa", un "inciucio" più o meno trasversale su questa materia. Sarà comunque una buona cosa. Ma non si perda altro tempo in riunioni tecniche, questioni di competenza, procedure burocratiche, se non si vuole che il terremoto dell' Umbria e delle Marche, dopo aver spaccato la terra di quelle regioni, approfondisca ulteriormente la frattura tra la politica e la gente. - Giovanni Valentini
Terremoto, soli nei container
Repubblica — 13 marzo 2000 pagina 23 sezione: CRONACA
BERLINO - "Assistiti e dimenticati", con questo titolo il settimanale tedesco "Der Spiegel" in edicola oggi pubblica un articolo di denuncia sui ritardi nella ricostruzione delle zone dell' Umbria colpite dal terremoto del 1997. "A oltre due anni dalla catastrofe molti vivono ancora nei container", scrive il settimanale che cita il caso dell' anziano che ha tentato di suicidarsi. Lo Spiegel ricorda quanto disse l' allora presidente del consiglio Prodi: "Entro il 2000 tutti i terremotati potranno far ritorno nelle proprie case".
Scalfaro invece si presentò in umbria 6 mesi dopo (persino dopo il Papa)
http://archiviostorico.corriere.it/1...04072549.shtml




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, è un mito, ovunque passa porta ricchezza e benessere, è la luce del sole, la voce della verità.

