M.O./ TRA ABU ALA E ARAFAT ACCORDO SU SICUREZZA - punto
27/07/2004 - 15:40
Al premier sicurezza interna, al presidente l'intelligence
Ramallah (Cisgiordania), 27 lug. (Ap-Apcom) - L'accordo sulla sicurezza c'è. Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Yasser Arafat e il premier Abu Ala (Ahmed Qureia) si sono spartiti i servizi di sicurezza, ponendo così termine alla crisi che rischiava di portare a una situazione di grave instabilità nei territori.
Arafat e Abu Ala si sono incontrati oggi e alla fine sono usciti dalla riunione a porte chiuse baciandosi sulla guancia come vecchi amici. Segno pubblico che tra le due anime dell'Anp la pace è stata siglata.
"Il presidente ha respinto le mie dimissioni e io soddisferò la sua richiesta", ha detto Abu Ala in conferenza stampa. "Questo è un nuovo passo verso le riforme e verso l'imposizione del primato della legge", ha commentato ancora il premier palestinese. "Ci saranno - ha aggiunto - azioni sul terreno".
Ottimismo a piene mani insomma, che viene a gettare acqua sul fuoco di 10 giorni di tensioni e furiose proteste, che hanno visto in piazza anche il braccio armato del movimento di Arafat, al Fatah, cioè le Brigate dei martiri di al Aqsa.
Arafat sembrava non voler assolutamente mollare il settore della sicurezza, che rappresenta il cuore del suo potere. Tanto da aver sfidato l'ira popolare, assegnando il ruolo di capo delle forze palestinesi a un suo nipote, Moussa Arafat, considerato un corrotto nei territori.
"Non mi appresto a contrattare col presidente sull'autorità rispetto al settore della sicurezza", ha puntualizzato Abu Ala, facendo capire che un qualche accordo su questo tema è stato trovato. "Abbiamo - ha aggiunto - abbastanza poteri così come stanno le cose".
I termini di questo accordo li ha resi noti un funzionario palestinese, parlando anonimamente. Arafat avrebbe rinunciato alla gestione della sicurezza all'interno dei territori palestinesi. Si è tenuto per se', invece, i servizi d'intelligence e le forze armate.
Su un altro terreno caldo, quello della corruzione, Arafat ha concesso che il procuratore generale possa aprire un'inchiesta nei confronti dei funzionari in odore di malaffare. Proprio questo tema era stato il cavallo di battaglia degli organizzatori delle manifestazioni anti-Arafat dei giorni scorsi.
"La promessa di Arafat ci fornisce un ombrello per la fine della crisi a Gaza", ha commentato il ministro degli Esteri Nabil Shaath. "Perche' - ha spiegato - quando abbiamo un procuratore generale che lancia inchieste contro la corruzione, nessuno a Gaza può pretendere di fare qualcosa per fermarla".




Rispondi Citando

