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Morta Laura Betti, una vita con rabbia
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Laura Betti è morta. L’attrice, cantante, regista che aveva colmato le cronache degli anni Sessanta e Settanta per il suo sodalizio artistico e personale con Pier Paolo Pisolini è spirata in un ospedale romano. Era nata a Bologna il 1 maggio 1934 il suo vero nome era Trombetti.
«Una tragica Marlene, una vera Garbo» che si era «messa sul volto una maschera inalterabile di pupattola bionda». Così Pier Paolo Pasolini definiva la Betti nel 1971 immaginando per il mensile Vogue un necrologio dell'attrice, immaginando la sua morte nel 2001.
Il suo esordio nel cinema fu nei primi anni sessanta; cominciò allora una lunga carriera che la vide diretta da registi del calibro di Roberto Rossellini, Alessandro Blasetti, André Techiné, Marco Bellocchio e Bernardo Bertolucci. Unodegli incontri più importanti della sua vita, quello con Pier Paolo Pasolini, avvenne nel 1963 e fu l'inizio di un sodalizio durato dodici anni, fino alla morte del regista e scrittore, e di un affetto, alimentato dalla memoria, che si è conservato per oltre quarant'anni, fino ad oggi.
Con Pasolini recitò ne La Ricotta cui seguirono nel 1966 Che cosa sono le nuvole, l'anno seguente La terra vista dalla luna e, nel 1968, Teorema con il quale la Betti vinse la Coppa Volpi al Festival di Venezia. La collaborazione con Pasolini proseguì nel 1972 con I racconti di Canterbury. Carattere caustico, protagonista di celebri polemiche, folgorante nelle battute, ha scritto numerosi volumi e ha diretto per oltre vent'anni il Fondo Pier Paolo Pisolini. E proprio a lui dedicò nel 2001 il suo ultimo lavoro: il film documentario Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno presentato alla mostra del cinema di Venezia.
Direttrice del Fondo Pier Paolo Pasolini, creato da lei nel 1980 e recentemente trasferito a Bologna, la Betti era diventata regista lei stessa nel 2001 per lavorare al film-documentario Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno che nelle sue intenzioni voleva essere il più completo mai realizzato sulla vita dello scrittore, evento fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2001.
«Ho fatto un film - aveva spiegato la Betti - sognando le parole di Pier Paolo immerse in tutto ciò che da tempo non lo riguarda, come un'enfatica, mondana e stridente democrazia, una falsa capacità di capire, una non troppo furtiva apologia della bassa cultura, bassa, strisciante, penetrante e capace di una potente e vorace assimilazione» per poi aggiungere che il film era «un delirio sano». Impegnata negli ultimi anni a tenere viva la memoria di Pasolini soprattutto fra i giovani, la Betti ha girato il mondo per presentare rassegne cinematografiche sullo scrittore al quale ha dedicato numerosi recital.
«Con Laura se ne va anche un po’ di noi e del nostro mondo. La ricorderemo con amore e con gratitudine». È il commento di Franco Grillini che così ricorda l'attrice scomparsa:«era prima di tutto una amica. Mi chiamava a volte con la sua voce ruvida e canzonatoria. Ci siamo sentiti spesso per il Fondo Pasolini di cui era la gelosissima custode e gestore certosina. Ma Laura era una grandissima amica degli omosessuali italiani e lo ha dimostrato in numerose occasioni».
SCUSATE QUESTA INTROMISSIONE, MA VORREI DEDICARE QUESTO SPAZIO ALLA GRANDE LAURA BETTI....CIAO LAURA!




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