Il Laboratorio politico di POL - per il Socialismo Nazionalitario

si impegna a creare un soggetto politico di POL che mirando al superamento della vetusta dicotomia destra-sinistra ponga le fondamenta per la costruzione dell'alternativa politica, sociale, economica, culturale e filosofica al capitalismo ed all'imperialismo inteso come fase ricorsiva dello sviluppo della formazione sociale mondiale capitalista.

Propugna l'idea della nazionalizzazione dei servizi essenziali e primari per la Comunità e lo Stato popolare ( Scuola, Sanità, ambiente, energia e comunicazioni);
della "Socializzazione integrale della Società" (non solo da un punto di vista economico) attraverso l'autogestione ad ogni livello e l'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione.

Auspica la supremazia della politica sull'economia; del comunitario
sull'egoismo individualista, nell'ambito di una comunità di libere individualità; del Lavoro sul Capitale; della cooperazione sulla competizione.

Intende proporre nuove forme di partecipazione , tra cui la democrazia diretta, affinché il popolo possa esercitare, di fatto, reali funzioni di governo per potersi riconoscere, quale attore protagonista, nello spazio nazionale e culturale cui appartiene.

Auspica un nuovo modello di sviluppo che, rispettoso dell'ambiente naturale, miri a sostituire l’attuale, dissipatore delle risorse della terra (oggi egemonizzate da uno scarso 20% dell’Umanità). Uno sviluppo, dunque, che non sia più, come afferma Serge Latouche, la prosecuzione del colonialismo con altri mezzi, ma che possa portare, grazie ad una collaborazione inter -nazionale tra Stati sovrani, ad una più equa distribuzione delle ricchezze nel pieno rispetto delle tradizioni, culture e libere scelte politiche d’ogni popolo nel quadro di un superamento graduale di tutti gli aspetti identitario-regressivi mediante una universalizzazione dialogica permanente.

Crede in un nuovo patriottismo nazionalitario che - coniugato con la questione dell'indipendenza nazionale intesa come lotta dei popoli per la liberazione e delle nazioni per l'indipendenza, intrecciata con la lotta delle classi dominate per l'emancipazione - rappresenta l'unica alternativa alla cosiddetta Globalizzazione che in effetti non è altro che l'imposizione politica, economica, militare e culturale del modello di convivenza umana dell'Ideocrazia imperiale americana che persegue lo scopo di annullare tutte le sovranità nazionali tranne la propria e quelle di Israele e della Gran Bretagna.
Patriottismo che utilizzi anche la Geopolitica quale strumento utile per analizzare con serietà gli scenari internazionali senza preclusioni ideologiche.

Per quanto riguarda il problema immigrazione ritiene che l’emigrazione di masse di diseredati dal sud verso il nord del mondo sia il risultato del processo di impoverimento e di sfruttamento imposto dal capitalismo nella attuale fase di globalizzazione.
Si oppone sia alle sirene di una certa sinistra (definibile cattocomunista) che mirano ad un mondo senza differenze e senza Nazioni, sia al razzismo neofascista che vede nell'immigrato un nemico impuro, spostando così sul piano etnico conflitti che sono sociali. Entrambe posizioni funzionali agli interessi capitalistici in quanto contribuiscono alla creazione di un ulteriore "esercito industriale di riserva" (composto da immigrati da sfruttare) che si pone in concorrenza con l'"esercito industriale di riserva" rappresentato dai lavoratori autoctoni espulsi dalla catena produttiva.

Auspica, inoltre la proprietà popolare della moneta.