TERRORISMO/ E SE USA AVESSERO GIA' ARRESTATO BIN LADEN? NEWSWEEK
04/08/2004 - 196
C'e' un rapporto tra arresti in Pakistan e difficolta' di Bush?
New York, 4 ago. (Apcom) - Un editoriale sul sito internet della rivista Newsweek da' credito a uno degli argomenti piu' avvincenti e chiacchierati del momento negli Stati Uniti: la Casa Bianca avrebbe gia' acciuffato lo sceicco del terrore Osama bin Laden e lo starebbe tenendo nascosto in un luogo segretissimo, preparandosi ad annunciarne la cattura con un colpo mediatico in grande stile nell'ultima fase della campagna elettorale presidenziale. La "sorpresa di ottobre", scrive Christopher Dickey, responsabile della redazione di Parigi della rivista ed esperto in questioni mediorientali, ha del ridicolo forse ma merita di essere presa per lo meno in considerazione.
C'e' un legame, si chiede Newsweek, tra gli alti e bassi della campagna elettorale del presidente repubblicano George W. Bush e le mille "sorprese" della guerra al terrorismo? Verrebbe da rispondere no, ma poi ripensando a quello che e' successo la settimana scorsa quasi quasi viene voglia di cambiare idea. Durante la convention democratica, nel momento in cui lo sfidante di Bush John Kerry si preparava a sfoderare il piu' importante dei discorsi della sua vita (e della campagna elettorale) e con gli occhi dell'America puntati su Boston, la Casa Bianca ha annunciato l'arresto di uno dei super ricercati di al Qaida, Ahmed Khalfan Ghaliani, originario della Tanzania e sospetto mandante degli attentati alle ambasciate di Nairobi e Dar es-Salaam sei anni fa.
L'elemento curioso nella vicenda e' contenuto in uno scoop della rivista "The New Republic" che con settimane di anticipo sulla convention aveva scritto che a fine luglio le autorita' pachistane avrebbero annunciato un arresto illustre. La Casa Bianca aveva risposto con sdegno alle rivelazioni della rivista, in genere estremamente prudente nei contenuti delle proprie inchieste e che in questo caso citava tre esponenti di primo piano del governo di Islamabad. The New Republic sottolineava che in piu' occasioni collaboratori della Casa Bianca avrebbero fatto pressioni sul presidente Pervez Musharraf perche' gli arresti venissero annunciati proprio durante la convention democratica.
L'attenzione agli arresti pachistani (oltre a Ghaliani sarebbero stati acciuffati anche l'esperto informatico di Osama bin Laden Muhammad Naeem Noor Khan e altri membri dell'organizzazione) non ha avuto un grande seguito mediatico nei giorni della kermesse democratica ma le rivelazioni sui nuovi piani di attacco all'America, contenute nei documenti sequestrati, e le informazioni raccolte durante le indagini sarebbero alla base dell'allarme terrorismo lanciato domenica scorsa dal dipartimento di Homeland Security. Nel mirino ci sarebbero una ventina di obiettivi in giro per l'America e in cima alla lista dei bersagli cinque istituzioni finanziarie a New York, Newark e Washington.
Complotto? Newsweek sembra suggerire che si', il complotto c'e', ma che bisogna cercalo a Islamabad e non a Washington. Che significa? Quando le autorita' pachistane sentono la pressione degli Stati Uniti, servono sul piatto di argento alla Casa Bianca un militante di al Qaida. Corollario: quando la Casa Bianca ha bisogno di un colpo di scena, non deve fare altro che aumentare le pressioni su Islamabad e voilą.
I militanti di al Qaida, in sostanza, non sarebbero difficili da catturare, ma vivrebbero semplicemente con la protezione delle autorita' pachistane. Esempi? I sospetti terroristi di al Qaida, spiega la rivista, vivono in grandi citta' fino al momento della cattura, non nelle aspre e inaccessibili zone montuose al confine con l'Afghanistan. Khalid Shaikh Mohammed, l'architetto degli attentati dell'11 settembre 2001, viveva a Rawalpindi, a pochi chilometri dal centro della capitale, in un quartiere abitato da militari e membri dei servizi segreti. Ghaliani, un africato, ha vissuto in un quartiere della citta' industriale di Gurjat per sei anni. La sua foto e' pubblica da anni, sulla sua testa pendeva una taglia da 5 milioni di dollari ma nessuno lo ha notato fino alla settimana scorsa. La rivista si chiede quando verra' il momento per le autorita' pachistane di "notare" la presenza di Osama bin Laden.




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