Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    Sospeso/a
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Bergamo, Italy
    Messaggi
    144,981
     Likes dati
    3,827
     Like avuti
    14,800
    Mentioned
    3947 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Talking Hanno dovuto pescare il ministro nel centrosinistra

    La terrificante carenza di economisti che caratterizza la Casa delle Libertà si è estrinsecata in tutto il suo splendore in questa occasione: via Tremonti, non avevano nessuno da mettere al suo posto.

    Si era fatto anche il nome del pregiudicato Cantoni, uno all'epoca cacciato via dal governatore Ciampi dalla presidenza della BNL pubblica perchè si era fregato 30 miliardi facendo prestiti a sue società poi fatte fallire, e poi era stato pure condannato per tangenti insieme a Paolo berlusconi. Presumo che Ciampi si sia fermamente opposto, e abbia consigliato un collaboratore del Governo Amato: Siniscalchi.

    Ahi ahi ahi, pollisti, gli avvocati abbondano ma gli economisti scarseggiano, come mai, Uomini del Fare?



  2. #2
    Super Troll
    Data Registrazione
    13 Oct 2010
    Località
    cagliari
    Messaggi
    78,414
     Likes dati
    3,887
     Like avuti
    9,802
    Mentioned
    355 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito

    NON GRIDARE....
    LO HANNO SCELTO APPOSTA PER DARE LA COLPA DELLA CRISI FUTURA ALLE SINISTRE........
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  3. #3
    Forumista senior
    Data Registrazione
    11 Nov 2011
    Messaggi
    4,160
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Per la verità anche Tremonti deriva dalla cosiddetta scuola di Reviglio. L'ho criticato aspramente, Tremonti. Ma bisogna distinguere un aspetto decisivo per giudicare l'operato di Tremonti (ed ipotizzare gli ostacoli di Siniscalco): la politica economica è stata solo gestita (e male) dal ministro uscito. Tuttavia non si trattava della "sua" politica, bensì di quella del leader. Così si possono anche capire alcune figuracce storiche di Tremonti, come quando invitò gli italiani ad ipotecare la casa per consumare oppure quando (la sera prima della manovra!) sosteneva che "i nostri conti sono a posto". E si capisce anche quel suo linguaggio corporeo da cui traspariva disagio e quasi disgusto, quel suo sbuffare...non ce la faceva più a spiegare idiozie.
    Informauro

  4. #4
    Sospeso/a
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Bergamo, Italy
    Messaggi
    144,981
     Likes dati
    3,827
     Like avuti
    14,800
    Mentioned
    3947 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito

    Repubblica, 22.7.04


    Secondo i conteggi del Tesoro nel 2005 si possono trovare
    al massimo sei miliardi di euro per la riforma fiscale
    Siniscalco frena Berlusconi
    "Le tasse tagliamole in 2 anni"
    "Le misure vanno concordate con le parti sociali"

    di ROBERTO MANIA e CLAUDIO TITO


    ROMA - "Sono entrato al governo come un tecnico e non come un politico. Quindi faccio parlare i numeri. Ve li giro così come me li ha forniti la fonte istituzionale, cioè la Ragioneria generale dello Stato. Io vi dico come stanno davvero le cose". Domenico Siniscalco, neoministro dell'Economia, si è presentato così ieri al suo primo vertice di maggioranza. Non una battuta in più, nessuna polemica. Si è presentato come "l'uomo dei numeri". A tutti è parso chiaro che una stagione, quella di Giulio Tremonti, era finita. E la seconda sorpresa è arrivata poco dopo quando Siniscalco ha detto che per ridurre le tasse ci vorranno almeno due anni.

    "Spetta a voi politici decidere - ha aggiunto -. Ma i numeri che vi ho dato spiegano che in un anno il taglio non si può fare". La stagione di Tremonti era cominciata più o meno tre anni fa in diretta televisiva con Tremonti che parlava del buco ereditato dal centrosinistra. Da ieri anche Siniscalco ha la sua eredità, quella di una situazione economica molto seria. L'ha illustrata ai politici della maggioranza del centrodestra riuniti in vista del varo del prossimo Dpef. Affidandosi solo ai numeri. E quei numeri sono pessimi. Come già sapevano tutti. Come scriveva ieri il Financial Times, citato dallo stesso Siniscalco.

    Quei numeri dicono innanzitutto una cosa: le tasse potranno scendere ma non in un anno. Ce ne vorranno almeno due. E poi si deve tagliare. Nessuno ha fiatato ieri sera al primo piano di Palazzo Chigi. Di fronte al tecnico e ai suoi numeri. Né Fini, né il premier. Solo Gianni Letta ha rotto il ghiaccio, ma quando Siniscalco aveva già cominciato a parlare, senza preamboli.
    PUBBLICITA'


    Quelli - avrà pensato - appartengono alla politica. Lo ha interrotto Letta per dire: "Tutti voi lo conoscete...è il nuovo ministro dell'Economia. Veniva spesso qui per accompagnare il ministro Tremonti". Cenni di cortesi saluti. Poi i numeri, "quelli veri". "Se vogliano restare all'interno dei vincoli del Patto di stabilità e crescita, dobbiamo mettere in cantiere una manovra da 24 miliardi di euro, di cui 17 di tagli e 7 di misure una tantum".

    A molti, di quelli seduti intorno al tavolo, sono venute in mente le stangate, quelle a cavallo tra la prima e la seconda Repubblica. "Dunque - spiega il "tecnico" di via XX settembre - possiamo crescere del 2 per cento nel 2004 e far scendere il debito dal 106 al 100 per cento. Quanto al deficit il tendenziale vero del rapporto con il Pil è intorno al 4,4 per cento". Ben al di sopra del mitico 3 per cento. "Possiamo andare al 2,7 per cento, e per farlo servono interventi pari a 24 miliardi di euro". E già passato un po' di tempo, Siniscalco sta parlando da diversi minuti ma la parola tasse non è stata ancora pronunciata.

    Ci arriva poco dopo. Per dire: "Spetta a voi politici decidere. Ma sappiate che i margini sono modestissimi". Tutti capiscono - nella pausa che segue - il senso dell'affermazione del tecnico-ministro: ai 24 miliardi si deve aggiungere qualcosa se si vogliono tagliare le tasse. Siniscalco riprende: "La mia opinione è che una riduzione della pressione fiscale possa realizzarsi solo gradualmente. Ma, insisto, siete voi che dovete decidere e scegliere".

    Fino ad un certo punto. Perché i numeri - quelli "veri" - non lasciano molto spazio. Facciamo un passo indietro, alla proposta iniziale del leader di Forza Italia. Berlusconi pensava ad una riduzione delle tasse pari a 12 miliardi di euro in un solo anno, nel 2005. "È chiaro - ha detto ai suoi silenti interlocutori il tecnico-ministro - che sarebbe una follia mettere in campo una manovra correttiva di 24 miliardi più 12 miliardi per finanziare la riduzione fiscale. Nessuno al mondo l'ha mai fatto. Sarebbe come dimagrire 20 chili in tre mesi".

    Traduzione: la riduzione fiscale - se si vuole fare - ha bisogno di più tempo, almeno due anni. Tutti - ancora silenti - ma consapevoli che quella è la realtà. "È chiaro a tutti - ha insistito - che la decisione è politica. Potete scegliere come distribuire nel biennio le riduzioni: 5 miliardi nel 2005 e 7 nel 2006; oppure 4 e 8". Lo "strappo", fino a quel punto, era ancora parziale. Siniscalco doveva aggiungere un tassello, decisivo. Quello della concertazione. Giulio Tremonti l'aveva sempre osteggiata.

    Per comunicare il buco in tv abbandonò una riunione con Cgil, Cisl e Uil. Ma lui di mega-manovra tipo anni Novanta non le ha mai fatte. Quelle le fece Giuliano Amato. Nel '92 fu di 90 mila miliardi di lire. Eravamo sull'orlo del tracollo finanziario. Fu indispensabile l'accordo con le confederazioni sindacali. Domenico Siniscalco se lo ricorda e ieri lo ha ricordato anche ai politici. "Guardate - ha avvertito - che non esistono tagli indolori. Guardate - ha insistito - che non possiamo pensare che la questione pensioni sia archiviata e rimandata al 2008. È una questione grossa e il problema c'è. Sono qui per fare un'operazione trasparenza. E questa è la situazione".

    La crisi è pesante, pesantissima. Ma se ne può uscire. Anche il governo Amato ne uscì. La chiave fu un rapporto costruttivo con i sindacati, più in generale con le parti sociali. Servono ancora loro. "Chiamatela come volete, dialogo, concertazione, consenso, ma un'operazione di queste dimensioni, di questa entità, non si può fare senza il consenso sociale. Giuliano (Amato, ndr)- dice Siniscalco guardando il premier - se li chiamò uno per uno". Anche quel Bruno Trentin che per senso di responsabilità firmò l'accordo poi si dimise da segretario generale della Cgil.

    "Non voglio limitarmi a illustrare alle parti sociali il Dpef. Voglio consultarle e se possibile accogliere anche i loro suggerimenti. Concertare vuol dire ascoltare". A molti è parso di ascoltare le parole del presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. Attraverso i sindacati, dunque, può passare l'appoggio sociale alle misure necessarie per risollevare l'economia e provare a cogliere la ripresa in atto. Nel '92 andò proprio così e non avevamo il paracadute dell'euro mentre c'era quella svalutazione competitiva che tanto ha rovinato la nostra cultura imprenditoriale.

    Ma c'è un altro corno del problema che Siniscalco ha affrontato ieri con i leader della maggioranza: quello della nostra credibilità sui mercati internazionali. Tremonti tentò fino alla fine di evitare il declassamento. E ci riuscì, almeno personalmente, perché il downgrading da parte di Standard & Poor's è arrivato dopo le sue dimissioni. Ora ci vuole riuscire anche Siniscalco. Nei giorni scorsi ha incontrato le agenzie internazionali di rating e si è recato anche in via Nazionale, alla Banca d'Italia.

    Il tecnico, per definizione, non può essere ottimista. E il quadro che ieri ha descritto ai "politici" non permette di esserlo. In ogni caso il ministro Siniscalco punta ad una crescita del Pil per il 2004 del 2 per cento.


    (23 luglio 2004)


    per trovare qualcuno cher ci capisse qualcosa hanno dovuto prendere un tecnico dal centrosinistra, che finalmente ha il coraggio di dirci che i conti vanno a rotoli, dopo tre anni di palle tremontiane: MANCANO 24 MILIARDI DI EURO

  5. #5
    Sospeso/a
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Bergamo, Italy
    Messaggi
    144,981
     Likes dati
    3,827
     Like avuti
    14,800
    Mentioned
    3947 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito Re: Hanno dovuto pescare il ministro nel centrosinistra

    In origine postato da brunik
    La terrificante carenza di economisti che caratterizza la Casa delle Libertà si è estrinsecata in tutto il suo splendore in questa occasione: via Tremonti, non avevano nessuno da mettere al suo posto.

    Si era fatto anche il nome del pregiudicato Cantoni, uno all'epoca cacciato via dal governatore Ciampi dalla presidenza della BNL pubblica perchè si era fregato 30 miliardi facendo prestiti a sue società poi fatte fallire, e poi era stato pure condannato per tangenti insieme a Paolo berlusconi. Presumo che Ciampi si sia fermamente opposto, e abbia consigliato un collaboratore del Governo Amato: Siniscalchi.

    Ahi ahi ahi, pollisti, gli avvocati abbondano ma gli economisti scarseggiano, come mai, Uomini del Fare?


    LE MAGIE DI BRUNIK: BERLUSCA CI AVEVA TENTATO, DI METTERCI UN PREGIUDICATO BERLUSCHINO COME MINISTRO DELL'ECONOMIA



    IL NO DI FRANCA CIAMPI

    Ieri il pio tutto Antonio Fazio si è fatto la spia addosso: “Mi avevano offerto il ministero del Tesoro, ho detto no”. Bene, a questo punto manca solo l’outing di Pellegrino Capaldo e di Mario Draghi (che rifiutarono) e soprattutto dell’ex presidente BNL Giampiero Cantoni (che accettò e venne bocciato). Le cose andarono così. Berlusconi incassa il sì di Cantoni, quindi sale gli scaloni del Quirinale per comunicare il nome del sostituto di Tremonti al Presidente della Repubblica. Alla parola “Cantoni”, è successo il finimondo in casa Ciampi. Il “no!” della Fist Sora Franca è rimbombato come un tuono. Dietro la netta e seccatissima trombatura in culla di Cantoni, il vivo ricordo di Franca Ciampi delle traversie del figliolo Claudio, all’epoca dello scandalo BNL-Atlanta.


    (Giampiero Cantoni e Confalonieri)

    Dagospia 03 Agosto 2004

 

 

Discussioni Simili

  1. In Svezia ministro si è dovuto dimettere per....
    Di alessandro74 nel forum Politica Europea
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 11-04-13, 19:51
  2. Il motto del centrosinistra: Voglio una poltrona me l'hanno promessa
    Di mario_potter nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 24-04-06, 15:27
  3. Esponenti del centrosinistra hanno contribuito alla stesura della devolution
    Di bianconero (POL) nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 16-11-05, 23:26
  4. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 11-11-05, 16:50
  5. Ma questo l'hanno fatto Ministro della Giustizia....?
    Di Volodate nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 30-07-03, 22:31

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito