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  1. #1
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    Predefinito Immigrazione: demoliamo le tesi dei mondialisti (ottimo intervento di Federico Prati)

    Vi segnalo, cari amici, questo gradevolissimo e motivato di Federico Prati pubblicato sulla Padania di oggi.
    Complimenti all'estensore.

    un saluto con affetto

    Guelfo Nero

    Il livello di mistificazione prodotto dalla propaganda con cui ci hanno lavato il cervello per decenni, fortunatamente non impedisce alla ragionevolezza dei popoli padano-alpini ed europei di riemergere, quando la nostra Identità etnonazionale, le nostre tradizioni, la nostra cultura e la nostra stessa sicurezza sono profondamente minacciate.
    Di fronte a una vera e propria invasione (perché di questo si tratta!) di allogeni provenienti da tutto il mondo, e appartenenti a culture e tradizioni che nulla hanno a che fare con la nostra, solo un pazzo masochista, un utopista marxista o cattocomunista in malafede, o qualche imprenditore in cerca di schiavi da sottopagare, possono gioire. Liberarsi dei luoghi comuni instillatici dalla propaganda comunista non è cosa che possa avvenire in quattro e quattr'otto, ma piano piano e alla fine a difendere l'immigrazione rimarranno solo quelle élite marxiste più fanatiche che hanno perso ogni contatto con il popolo. Quindi, noi etnonazionalisti andiamo avanti per la nostra strada e lasciamoli strillare: saranno isolati dal popolo stanco delle loro chiacchiere.
    Quale popolo, infatti, non reclamerebbe leggi più severe di fronte a un fenomeno di queste proporzioni che minaccia non solo di toglierci le nostre millenarie radici piantate e cresciute dai nostri antenati in secoli e secoli di duro lavoro, ma la nostra stessa sicurezza e incolumità? La domanda è retorica: solo un popolo che desidera auto-distruggersi può accettare tale stato di cose. E i popoli padano-alpini ed europei non mancano certo dello spirito di sopravvivenza.
    Queste cose ce le dobbiamo ripetere per disintossicarci dalla mistificazione di quei regimi social-comunisti e libertaristi che governano l'Europa, al servizio dei mondialisti d'oltre oceano, e che c'instillano quotidianamente menzogne attraverso una vera e propria dittatura del pensiero, mostrandoci continuamente i presunti lati positivi dell'immigrazione, e nascondendoci accuratamente gli effetti disastrosi che essa produce. I reduci del marxismo convertitisi al terzomondismo hanno già deciso il tipo d'uomo che dev'essere creato ovunque: senza identità e tradizioni.
    Comunisti e libertaristi non sono altro che mezzani dell'Alta Finanza apolide, con il compito di traghettarci verso questo tipo di società, così come lo sono gli uomini di "cultura" messi dai poteri forti nei vari mass-media. È un vero e proprio indottrinamento, subdolo perché nascosto dietro la cortina fumogena di un finto "pluralismo", dove in realtà le idee che si oppongono a quelle mondialiste-immigrazioniste vengono tenute fuori, se non perseguitate.
    Ma come argomentano i mondialisti? Ecco le argomentazioni più ricorrenti dei vari esponenti del potere mondialista e della grande finanza apolide:
    1) l'immigrazione serve ed è utile perché vi è denatalità;
    2) l'immigrazione sostituisce la forza lavoro - specie nei settori più umili - che manca a noi;
    3) l'immigrazione è un bene perché ci arricchisce culturalmente;
    4) l'immigrazione è da accettare perché è il destino di tutto il mondo, l'effetto sociale della globalizzazione;
    5) accettare l'immigrazione e mescolarsi è il supremo "valore" della nostra civiltà.
    In realtà ciò che il Mondialismo vuole è la cancellazione di tutte le identità, che devono convergere in un'unica pseudo-cultura di stampo yankee. Una vera concezione etnonazionalista sa che l'individualismo sfrenato del Dio denaro, così come il collettivismo distruttivo del marxismo, rappresentano la distruzione dei veri e naturali legami che tengono insieme le millenarie comunità etnonazionali di Sangue e Suolo: in nome dell'egoismo individuale e in nome dell'economia, si schiacciano le naturali forme d'aggregazione. Per i mondialisti le persone non sono altro che carne tutta uguale, il punto terminale del materialismo.
    Noi sappiamo istintivamente, invece, che ci sono specificità, differenze fisiche e spirituali, insopprimibili. Le culture, così diverse tra loro, sono appunto diverse perché gli uomini che le hanno prodotte sono diversi. Le culture sono la risposta di una data etnia all'ambiente, sono l'espressione vitale di un'etnia. Imporre un unico calderone artificiale per tutti, mescolare individui appartenenti a diverse etnie significa creare un mostro, significa creare disarmonia, significa investire in destabilizzazione sociale.
    Ma veniamo alle quattro menzogne ricorrenti.
    1) e 2) Ma vi sembra una scusa degna di persone con un minimo d'intelletto? Consultando fredde statistiche si è constatata una certa denatalità. Ergo: l'unica soluzione sarebbe importare immigrati che riempiano le culle vuote dei nostri popoli... Neanche un accenno a tentativi di incentivare la politica familiare e la natalità della nostra gente, così bistrattata da femminismo, marxismo, materialismo ed edonismo al potere.
    La tecnologia avanza e i macchinari diminuiscono le richieste di manodopera? Nossignore: secondo i mondialisti i dati dimostrerebbero che abbiamo bisogno sempre dello stesso numero di braccia; come dimostrerebbero che i nostri giovani non vogliono più fare certi lavori. Anche se fosse vero, perché non incentivare i nostri giovani, invece di assecondare gli imprenditori famelici di immigrati da sottopagare? E comunque, questa non è una scusa valida per provocare un cambiamento nell'impianto etnico dei nostri popoli che si rivelerà foriero di destabilizzazione sociale.
    3) e 5) L'"arricchimento culturale" c'è tra comunità diverse ognuna a casa loro quando i rapporti sono impostati ad equità (cosa che il sistema mondialista è ben lungi dal mettere in atto) e si hanno scambi culturali, visite turistiche ecc. Il caos di disperati che si riversano verso i Paesi europei, innescando una catena esplosiva di problemi a non finire, non è "arricchimento culturale". Per non parlare del problema islamico, ché, malgrado gli apologeti dell'Islam e gli antirazzisti si affannino a volerci mostrare una sua faccia non pericolosa, sappiamo bene la finalità di tale religione: la conversione di tutto l'ecumene a Maometto, con ogni mezzo.
    4) La globalizzazione è certamente un fatto non fermabile che va oltre la volontà dei singoli o degli Stati, ma vi sono diversi modi di rapportarsi ad essa. Accettare ogni male provocato dalla globalizzazione, spacciandolo addirittura per un bene, non è certo una maniera per mettere armonia nel caos. Le ondate migratorie si possono ridurre notevolmente, se solo il sistema politico-economico che governa l'Europa fosse intenzionato a farlo con leggi severe in materia di immigrazione.
    Questo implica però un sistema politico dove la politica sia al primo posto, e non dove viceversa imperano l'economia e il profitto delle multinazionali e della grande finanza apolide. In poche parole occorre subordinare l'economia alla sfera politica. È necessario, per questo, disciplinare le forze dell'economia e adeguarle alle necessità della comunità padane ed europee, infatti politica ed economia stanno tra loro come il governo di una nave sta alla destinazione della merce trasportata. A bordo, la figura principale è il comandante, non il mercante apolide.
    È necessario lottare contro i portavoce del turbocapitalismo Usa che altro non vogliono che trasformare la Padania e l'Europa in una colonia degli States. Ecco perché noi dobbiamo rigettare il modello americano impostoci alla fine del secondo conflitto mondiale. Al posto della società meticcia, multireligiosa, individualista di ispirazione americana si dovrà ritrovare e rinnovare la compattezza etnonazionale e culturale delle varie stirpi d'Europa. Solo allora sorgerà l'alba sui popoli europei.

    Federico Prati
    Segretario dell'Associazione culturale Identità e Tradizione

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  2. #2
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    Caro Guelfo: ma tu, sinceramente, puoi dire che l'Italia (paese caratterizzato da una pressione fiscale del 60%, uno spropositato numero di leggi stimato in 300 mila, e circondato da una muraglia fatta di 15 mila dazi e tariffe europei, per non parlare delle barriere non tariffarie -- regolamentazione e altro), l'Italia, dicevo, è uno stato in cui "l'economia non sottosta alla politica", per usare la colorita espressione dell'autore, che pare tratta da un volantino della CGIL?
    "Non spargerai false dicerie; non presterai mano al colpevole per essere testimone in favore di un'ingiustizia. Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo per deviate la maggioranza, per falsare la giustizia. Non favorirai nemmeno il debole nel suo processo" (Esodo 23: 1-3)

  3. #3
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    Per riempire le fabbriche basterebbe andare a prendere i giovani italiani dentro ai centri sociali e spedirli a lavorare a calci nel culo, altro che prendere degli schiavi da fuori.

  4. #4
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    A me, caro Stonewall, l'articolo è parso degno di segnalazione e merita certamente il plauso dei buoni per molte buone cose in esso contenute.
    Il concetto di "primato della politica sull'economia" è un discorso comune a varie scuole politilogiche e ovviamente varia da scuola a scuola.
    Non credo che l'articolo contrasti una generale diminuzione della pressione fiscale e un percorso di semplificazione legislativa nelle nostre terre.
    Non intendo essere poi trascinato nelle tristi polemiche di questi giorni tra "etnonazionalismo" e "padania", polemiche che abbassano (in ogni caso) i livelli delle nostre discussioni.
    Tu mi conosci un po': posso dire cose feroci, senza mai perdere di vista il mio interlocutore, lo sguardo del mio interlocutore, il rispetto e anche l'affetto che posso avere per lui.
    é evidente che, per tradizione culturale, forma mentis e mia personale visione della Lega Nord, io sia schierato con questo forum, coi suoi forumisti più preparati e motivati.
    Il che non vuol dire ovviamente condividere tutto e sempre e tutto allo stesso modo ma credo che "Etnonazionalismo e Etnofederalismo" rispecchi maggiormente la Lega che vorrei, che la Lega che dovrebbe essere, la Lega che deve essere, la Lega per cui anch'io mi impegno quotidianamente.
    Effettivamente tra Oneto e Rognoni io scelgo senza remora alcuna, senza paura e senza infingimenti Rognoni e credo che realmente i due discorsi siano inconciliabili all'interno della Lega: o l'uno o l'altro, TERTIUM NON DATUR ed è destino che uno dei due orientamenti prevalga, polarizzando verso di sè l'INTERA linea politica del Movimento.

    é scontato per chi io faccia il tifo.

    con cordialità

    Guelfo Nero

  5. #5
    Totila
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    Originally posted by Stonewall
    Caro Guelfo: ma tu, sinceramente, puoi dire che l'Italia (paese caratterizzato da una pressione fiscale del 60%, uno spropositato numero di leggi stimato in 300 mila, e circondato da una muraglia fatta di 15 mila dazi e tariffe europei, per non parlare delle barriere non tariffarie -- regolamentazione e altro), l'Italia, dicevo, è uno stato in cui "l'economia non sottosta alla politica", per usare la colorita espressione dell'autore, che pare tratta da un volantino della CGIL?

    Guardi generale, che a nessuno qui piace questa italia e questa europa sinarchica dei banchieri e dei mercanti e dei loro garzoni burocrati...



  6. #6
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    Originally posted by guelfo nero


    é evidente che, per tradizione culturale, forma mentis e mia personale visione della Lega Nord, io sia schierato con questo forum, coi suoi forumisti più preparati e motivati.
    Il che non vuol dire ovviamente condividere tutto e sempre e tutto allo stesso modo ma credo che "Etnonazionalismo e Etnofederalismo" rispecchi maggiormente la Lega che vorrei, che la Lega che dovrebbe essere, la Lega che deve essere, la Lega per cui anch'io mi impegno quotidianamente.
    Carissimo Guelfo
    grazie davvero per le belle parole che hai scritto nei confronti di questo forum e nei confornti dei "suoi forumisti più preparati e motivati" ......
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  7. #7
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    Carissimo Guelfo, la mia domanda prescindeva dall'articolo e anche dall'antipatica polemica di questi giorni, così come dalla situazione della Lega (che non è nè "onetiana" nè "rognoniana", e lo dico con dispiacere perché entrambi sono cari amici e persone che stimo). La mia domanda era molto più terra terra. Tu credi che in Italia vi sia davvero un "capitalismo selvaggio" che necessita d'un intervento politico regolamentatore? Tu credi che in Italia le imprese siano troppo libere? Tu credi che in Italia l'iniziativa privata sia tutelata? A me è questo che interessa; e mi interessa, tra le altre cose, alla luce del fatto che già negli anni '50 cattolici sinceri come Giovannino Guareschi e Don Sturzo denunciavano l'avanzata dello schiacciasassi socialista (che chiedeva, e ottenne, il primato della politica), dei vari Mattei Fanfani e compagnia briscola, della "spersonalizzazione" per fondere l'individuo, unico e irripetibile, nell'anonima massa.
    "Non spargerai false dicerie; non presterai mano al colpevole per essere testimone in favore di un'ingiustizia. Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo per deviate la maggioranza, per falsare la giustizia. Non favorirai nemmeno il debole nel suo processo" (Esodo 23: 1-3)

  8. #8
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    Guardi generale, che a nessuno qui piace questa italia e questa europa sinarchica dei banchieri e dei mercanti e dei loro garzoni burocrati...
    Caro Totila, Le rivolgo una domanda e una critica. La domanda riguarda il tema stesso di questo intervento: Lei può dire, in tutta sincerità, che nell'attuale Europa siano le logiche economiche a comandare? Perché se così fosse, vorrebbe dire (1) che Lei non distingue il mercato dal socialismo (visto che l'UE non fa altro che pianificare, e l'attività pianificatoria è peculiare del socialismo) e (2) che Lei non si rende conto della situazione reale. La crescita economica, in termini di PIL, è stata lo scorso anno dello zero virgola qualcosa: Le pare una caratteristica di un'area capitalistica? Se facciamo la tara tenendo conto del fatto che, ohibò, le spese pubbliche vengono incluse anziché sottratte dal PIL, zero virgola significa RECESSIONE!
    La critica riguarda il fatto che -- lo dico senza offesa, ma anzi con ammirazione -- Lei è un maestro nell'uso della lingua biforcuta. Perché si presenta, sull'altro forum (dove nessuno la censura), gentile e cordiale, e poi, su questo forum, apre thread denigratori e lancia slogan che sono stati smentiti e che anche Lei aveva in precedenza messo da parte, scendendo nel dibattito concreto e producendo obiezioni anche intelligenti. La sua doppiezza, perché di questo si tratta, non ha nulla da invidiare a quella di un agente del Mossad
    "Non spargerai false dicerie; non presterai mano al colpevole per essere testimone in favore di un'ingiustizia. Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo per deviate la maggioranza, per falsare la giustizia. Non favorirai nemmeno il debole nel suo processo" (Esodo 23: 1-3)

  9. #9
    Il Patriota
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    a proposito di Stato, statalismo e liberismo

    http://www.vatican.va/holy_father/le...ovarum_it.html

  10. #10
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    Originally posted by Stonewall

    La critica riguarda il fatto che -- lo dico senza offesa, ma anzi con ammirazione -- Lei è un maestro nell'uso della lingua biforcuta. Perché si presenta, sull'altro forum (dove nessuno la censura), gentile e cordiale, e poi, su questo forum, apre thread denigratori e lancia slogan che sono stati smentiti e che anche Lei aveva in precedenza messo da parte, scendendo nel dibattito concreto e producendo obiezioni anche intelligenti. La sua doppiezza, perché di questo si tratta, non ha nulla da invidiare a quella di un agente del Mossad
    Vuole mettere la doppiezza di coloro che si professano iperpadanisti e poi scrivono per "Libero" o sui siti di FI e del PL che appoggia i terroni di Unitalia.....
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

 

 
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